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Recensione - Call of Duty: Advanced WarfareXbox One Xbox 360Game

Nuovo sviluppatore, nuova storia, nuove abilità: Call of Duty si rinnova trasportadoci in un futuro dove "il potere cambia tutto" e dove una singola agenzia militare privata può superare per tecnologia e capacità belliche le maggiori superpotenze mondiali. Eccovi le nostre impressioni su Call of Duty: Advanced Warfare.

Il Gioco

Seul, Sud Corea: l'esercito nordcoreano ha invaso la città ed i marine USA vengono chiamati a supporto delle truppe locali. Tra questi troviamo Jack Mitchell ed il compagno Will Irons, inviati sul posto ad intercettare e fermare il decollo di un velivolo nemico di importanza strategica. Dopo una lunga battaglia che vede coinvolte numerose tecnologie avveniristiche come sciami di droni nemici, tank-ragno ed esoscheletri superpotenziati, i due raggiungono il velivolo proprio mentre sta per decollare, ma nel tentativo di fermarlo vengono coinvolti da un'esplosione che uccide Will e mutila brutalmente Jack. Ormai rassegnatosi ad abbandonare la propria carriera militare a causa della perdita di mano ed avambraccio sinistro, Jack riceve però una seconda opportunità durante il funerale celebrativo di Will, quando il padre del soldato morto, Jonathan Irons (Kevin Spacey), capo della potentissima organizzazione militare privata Atlas, gli propone di continuare a combattere per lui ricostruendogli il braccio e dotandolo delle più avanzate tecnologie belliche. Inizia così la nuova vita di Jack, impegnato insieme ai suoi compagni in pericolose operazioni per conto di qualsiasi nazione abbia i fondi necessari per richiedere l'aiuto dell'Atlas, finché una nuova minaccia globale non si affaccia all'orizzonte: un nuovo gruppo terroristico che si fa chiamare KVA, capeggiato dal folle guerrafondaio di nome Hades, sfida il mondo intero provocando una serie di catastrofi nucleari in molteplici paesi. Irons decide quindi di impegnare tutte le risorse dell'Atlas per aiutare i milioni di persone colpite dalla catastrofe e contemporaneamente iniziare una guerra feroce ai terroristi. A quattro anni dagli attentati, grazie anche ai contributi finanziari ottenuti dalle nazioni aiutate, Atlas è la più grande potenza militare del mondo, con sede a Baghdad ed impegnata in tutto il globo tra guerra al terrorismo ed interventi umanitari. Ma è davvero tutto oro quel che luccica? Può davvero una immensa potenza bellica privata, guidata dalla volontà di un singolo individuo, operare a livello mondiale senza rappresentare un pericolo per i vari paesi? E' quello che Jack scoprirà presto, trovandosi a combattere una guerra nella quale non aveva previsto di essere coinvolto.

Call of Duty: Advanced Warfare ci vede quindi interpretare Jack Mitchell durante l'intera avventura, dalla prima missione a Seul passando per numerosi teatri di battaglia sia interni che esterni agli USA: un reattore nucleare a Detroit, i vicoli della città greca Santorini, tra i palazzi ed i canali di un rinnovata e modernissima Baghdad, tra i boschi della Thailandia ed i ghiacci dell'Antartide e così via. La struttura del gioco è quella classica alla quale ci ha abituato la serie: la storia si dipana linearmente lungo 15 diversi capitoli, durante i quali veniamo immersi in una molteplicità di situazioni e missioni diverse. Oltre alle classiche missioni d'assalto troviamo anche quelle più "lente" da cecchino, altre dal taglio maggiormente stealth, alcune dalla struttura più aperta e libera ed altre ancora nelle quali ci troviamo a scappare a bordo di diversi mezzi o guidare supporti tattici come hover-carri armati e droni di ricognizione o offensivi. Il tutto condito dall'immancabile azione over-the-top tipica della serie, che da sempre mira a farci sentire come i protagonisti di un filmone d'azione hollywoodiano.

Se a livello di struttura e tipologia di missioni della campagna Call of Duty: Advanced Warfare si rivela come abbastanza "classico", il nuovo setting ultratecnologico ha permesso a Sledgehammer Games di introdurre una serie di caratteristiche capaci di influire anche sul gameplay. La novità più importante sono le tute Exo, esoscheletri in dotazione ai soldati dell'Atlas che ne potenziano le capacità fisiche: ecco che diventa così possibile effettuare enormi salti, colpire i nemici con un pugno che ha la potenza di un martello pneumatico, estrarre un potente scudo portatile per proteggerci dai colpi nemici ed anche "arricchire" la nostra visione del campo di battaglia con una serie di informazioni aggiuntive in realtà aumentata. Quest'ultima caratteristica sovraimprime a tutte le nostre armi una sorta di visore olografico che mostra lo stato del caricatore ed altre informazioni, oppure permette il lancio di particolari granate capaci di rivelare la posizione dei nemici anche dietro a dei ripari, così da permetterci di vederne le silhouette sovraimpresse al mondo reale. Troviamo poi le classiche granate EMP per disattivare dispositivi elettronici, delle particolari cariche capaci di annullare per breve tempo tutti i suoni così da permetterci ad esempio di irrompere in una stanza a mitra spianati senza allertare nessuno, sensori da parete capaci di individuare ed eliminare selettivamente i nemici all'interno di una stanza, rampini e droni di vario tipo. E' importante notare però come gran parte di queste tecnologie non siano utilizzabili liberamente ma solo nelle missioni e punti della storia in cui è previsto il loro impiego. Altra novità introdotta dagli sviluppatori è infine la presenza di un sistema di potenziamento del personaggio. In base a come avremo giocato (ad esempio eseguendo uccisioni con headshot o granate), alla fine di ogni capitolo ci vengono elargiti dei punti spendibili per migliorare diverse nostre caratteristiche: resistenza alle esplosioni, quantità di granate trasportabili, velocità di ricarica, durata dello sprint e altre ancora.

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La storia potrà tenervi occupati tra le 6 e le 7 ore a difficoltà normale; personalmente ho cronometrato 7 ore e mezza dall'inizio fino ai titoli di coda giocando senza particolare fretta e soffermandomi ad esplorare i vari ambienti, ma per dovere di cronaca vi segnalo che alcuni giornalisti che erano con me all'evento organizzato da Activision per farci provare il gioco, sono riusciti a terminarlo in 5:30-6 ore. Per chi vuole prolungare ulteriormente l'esperienza è possibile aumentare la difficoltà ai livelli Hardened e Veteran: qui si è più vulnerabili ai proiettili ed i nemici sono maggiormente consapevoli della nostra presenza sul campo, per cui è molto più facile morire se non ci si muove con attenzione. Oltre a questo, chi ama esplorare ogni palmo di mappa alla ricerca di collezionabili troverà anche una serie di informazioni di intelligence da recuperare, sotto forma di computer portatili nascosti in giro per le mappe.

Ovviamente Call of Duty non è solo campagna, anzi per molti il single player è l'aspetto meno importante del gioco; come sempre il titolo porta con sé anche un ricco comparto multigiocatore, diviso tra modalità competitive e l'esperienza cooperativa Sopravvivenza Exo. Per quanto riguarda l'aspetto più competitivo, troviamo la possibilità di giocare online, in split screen locale con l'aggiunta di bot, in system link diretto ed in una particolare modalità d'addestramento pensata per farci impratichire con le meccaniche di gioco. Il titolo ci permette di personalizzare visivamente il nostro soldato scegliendo sesso, aspetto del volto ed abbigliamento tra tutti gli oggetti a nostra disposizione, oltre a darci la possibilità di creare una serie di "classi" consistenti in diverse combinazioni di armi, granate, scorestreaks (simili alle killstreak del passato, si tratta di oggetti e capacità particolari ottenibili al raggiungimento di un dato punteggio nel corso di una stessa vita) e abilità Exo, così da avere un set di configurazioni tra le quali scegliere a seconda del tipo di match o mappa in cui ci troveremo. Il gioco ci propone di base 13 diverse mappe tutte molto diverse tra loro, dagli impianti industriali a complessi urbani passando per aree più aperte nella vegetazione: molto bella "Instinct", una mappa nella foresta attorno ad un tempio maya, come anche ho apprezzato particolarmente la mappa Defender (un complesso militare che viene occasionalmente inondato da uno tsunami) e l'impianto di produzione di droni Horizon. Visivamente molto bella anche Greenband, una terrazza in cima ad un grattacielo di Seoul caratterizzata da numerose pareti e coperture ma anche da alcuni strapiombi che bisogna considerare durante i nostri salti, per evitare di suicidarci gettandoci nel vuoto.

Per quanto riguarda le diverse modalità presenti, ne troviamo circa una dozzina per partite dagli 8 ai 12 giocatori (che possono arrivare a 18 nella playlist Ground War) e comprendono quelle più classiche come Team Deathmatch e Domination, alcune più recenti come Kill Confirmed ed altre inedite come Uplink, che ci vede impossessarci di una sfera da recapitare nell'area di "goal" della squadra avversaria, e Momentum, una sorta di Domination strutturata come una specie di tiro alla fune. Qui sono presenti cinque aree delle quali si può prendere il controllo solo quando sono stati catturate quelli precedenti, ed ogni squadra parte dai due estremi opposti delle cinque, iniziando a catturarle: ovviamente gli scontri iniziano quando entrambi i team arrivano a contendersi una stessa area, con il vincitore che passerà così ad assaltare la successiva area già in possesso dell'altra squadra, la quale si troverà a doverla difendere cercando di ribaltare le sorti della partita. Torna anche la particolare modalità Infection, nella quale tutti girano con fucili a pompa combattendo i giocatori diventati infetti: chi muore per mano di un infetto lo diventa a sua volta e vince la fazione che alla fine del match risulta più numerosa.

Mappe e modalità a parte, la vera novità del multiplayer di Call of Duty: Advanced Warfare sta nell'acquisita verticalità dell'azione grazie alle capacità della tuta Exo: le mappe sono tutte strutturate in modo da offrire più livelli da raggiungere saltando, così che si abbiano maggiori possibilità d'approccio a ogni situazione e si sia costretti a tenere d'occhio non solo il piano sul quale ci troviamo ma anche quelli inferiori/superiori. Nulla di nuovo nel panorama gaming multigiocatore, ma in un gioco già iperfrenetico di suo come CoD questo aggiunge una gradita nota di libertà di movimento che rende più ricche e divertenti le partite; peraltro l'uso della tuta Exo introduce anche la possibilità di eseguire dei veloci scatti laterali, che in realtà non ho utilizzato o visto usare molto in partita, oltre a permetterci di effettuare dei colpi corpo a corpo capaci di uccidere all'istante un nemico, qualora dovessimo trovarcelo talmente vicino da sfruttare questa possibilità. Per chi non dovesse comunque gradire match pieni di giocatori che saltano come grilli a destra e sinistra, il gioco propone anche una serie di "modalità classiche" (Team Dethmatch, Search and Destroy, Domination e Kill Confirmed) da giocare senza l'aiuto della tuta Exo e quindi senza la possibilità di spiccare enormi salti.

Altra caratteristica distintiva del multiplayer di Call of Duty: Advanced Warfare è il sistema di looting: durante i match otteniamo diversi oggetti, sia armi che scorestreak, abilità Exo e personalizzazioni cosmetiche del nostro soldato che potremo decidere se utilizzare o conservare nella nostra "Armeria" per un impiego futuro. E' possibile inoltre distruggere gli oggetti ottenuti per convertirli in XP che si sommano a quelli già in nostro possesso. Questo introduce un gradito elemento "collezionistico", permettendo non solo ai vari giocatori di sfoggiare look molto diversi ma anche di personalizzare il proprio armamentario in maniera più profonda, unica ed adatta alle proprie esigenze.

I ragazzi di Sledgehammer non hanno dimenticato neanche il supporto ai Clan, con il ritorno delle Clan Wars gestibili dall'app mobile del gioco che ci vedono competere contro altri gruppi di giocatori per il dominio di alcune aree della mappa, e con l'introduzione di una chat inter-clan nella quale organizzarsi più facilmente (anche questa accessibile per ora solo dall'app).

Per quanto riguarda la co-op, la modalità Sopravvivenza Exo si presenta come una classica modalità "Orda" a 4 giocatori nella quale ci troviamo in una singola mappa (selezionabile tra una serie di mappe a rotazione) a fronteggiare ondate sempre più difficili di nemici e talvolta con obiettivi aggiuntivi come il raccogliere tutte le medagliette sparse per la mappa; ogni tot ondate c'è la possibilità di aumentare alcune delle proprie caratteristiche e sbloccare supporti difensivi come torrette e droni, ed ovviamente la coordinazione dei giocatori e la scelta dei luoghi in cui asserragliarsi è fondamentale per riuscire a sopravvivere ondata dopo ondata.

Chiudiamo con un accenno alla grafica, che finalmente si presenta all'altezza delle aspettative per i possessori delle nuove console anche se la qualità non è sempre al top. Durante la storia assisterete a dei momenti indubbiamente spaccamascella, con scene ricche d'azione rese in maniera molto efficace grazie anche ad un ottimo uso del motion blur, così come in alcuni frangenti - soprattutto nelle aree aperte sotto la luce del sole - il gioco mostra il suo lato più debole. In generale comunque la resa visiva è più che soddisfacente durante tutta la storia, mantenendo costantemente un frame-rate a 60 fps. Sul fronte multigiocatore invece il gioco fa un passo indietro sul fronte grafico: le mappe si mostrano sempre ricche di dettagli e molto ben realizzate, ma la qualità del rendering è sicuramente inferiore a quella vista durante la storia. In generale comunque il comparto tecnico di Call of Duty: Advanced Warfare risulta sicuramente soddisfacente seppur non faccia gridare al miracolo.

Amore

Un filmone hollywoodiano

- L'esperienza della campagna di Call of Duty: Advanced Warfare è come vivere in prima persona la storia di un film di Michael Bay: esplosiva, adrenalinica e ricca di diavolerie avveniristiche. A differenza della storia di CoD: Ghosts, che risultava fin troppo scialba e mal narrata, qui non si perde mai il filo del discorso e tutto scorre senza problemi dall'inizio alla fine. Ottima anche la recitazione nelle varie cut-scene (ma non posso esprimermi sul doppiaggio italiano, visto che Activision mi ha permesso di provare solo la versione inglese del gioco), con un'ottima versione digitale di Kevin Spacey. In generale nulla di particolarmente nuovo per la serie, ma comunque un'ottima interpretazione dei canoni classici delle campagne made in Call of Duty, che da sempre sono caratterizzati da spettacolarità, grande immersività e forte preponderanza di eventi scriptati. Non mancano ovviamente le "americanate" esagerate o qualche incongruenza nella trama, ma è un qualcosa di cui ormai va tenuto conto quando si gioca un titolo del genere, che non fa sicuramente di storie adulte e solide il suo punto di forza.

Buona varietà di situazioni

- Anche se la storia del gioco non è troppo lunga, risultando in una durata appena sufficiente per i canoni del genere, gli sviluppatori sono comunque riusciti a infarcirla di una gran quantità di situazioni diverse mantenendola così sempre interessante dall'inizio alla fine. Ho particolarmente gradito una missione dall'approccio maggiormente stealth, nella quale bisogna utilizzare la vegetazione per evitare guardie e droni, ed un paio di missioni più aperte e meno pilotate delle altre dove era possibile scegliere in maggior libertà la strada da seguire e l'approccio all'azione, qualcosa che come leggerete in basso avrei preferito fosse presente in maniera più massiccia nel gioco.

Multiplayer intenso e divertente

- Riguardo al comparto multigiocatore del gioco c'è poco da dire: è CoD, con tutto quel che ne deriva. Azione frenetica ed adrenalinica, tante modalità e possibilità di personalizzazione ed ora anche l'aggiunta dell'elemento verticale che rende i match un continuo corri-salta-spara. Personalmente nei due giorni che Activision mi ha messo a disposizione per testare il multigiocatore insieme ad altri giornalisti di tutta Europa, mi sono divertito molto apprezzando particolarmente modalità come Kill Confirmed (perfetta nelle mappe Defender e Instinct), Domnination, Momentum ed Hardpoint. Gradito anche il ritorno dei bot, che permettono di creare partite miste o addirittura con solo bot oltre al giocatore, ottimo per crearsi delle sessioni d'allenamento personalizzate.

Sistema di looting

- Ottima anche l'idea di introdurre un sistema di looting che permetta ai giocatori di sentirsi gratificati durante le partite multiplayer indipendentemente dai risultati conseguiti sul campo: con la giusta costanza si riesce a guadagnare degli ottimi item, potendo così personalizzare non solo l'aspetto del nostro soldato ma anche il nostro equipaggiamento, adattandolo al meglio alle nostre preferenze di gameplay.

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Odio

Quella mancata libertà che si fa sentire

- Ormai le campagne di Call of Duty seguono da sempre la stessa struttura lineare e fortemente scriptata, e da amante del genere potrei anche dire che va bene così: CoD è CoD. Qui più che negli altri giochi ho però sentito la mancanza di libertà, soprattutto per via del modo in cui sono gestite le abilità Exo; in ogni capitolo ci viene permesso di usare solo determinate abilità - a volte giustificato dalla storia, altre no - e persino il salto potenziato non è sempre accessibile. Che senso ha dotare un soldato di capacità sovraumane se poi possiamo usarle solo quando vogliono gli sviluppatori? A questo si aggiunge poi l'abuso del meccanismo "segui il tuo compagno", che ci vede seguire per la maggior parte del tempo qualcuno che ci dice cosa fare: mentre questo andava bene quando usato in qualche missione isolata come nel primo Modern Warfare, qui questo espediente è usato all'eccesso, aumentando la sensazione di mancanza di libertà. Credo che il gioco ne avrebbe guadagnato enormemente se i livelli fossero stati più aperti ed il giocatore avesse avuto in ogni momento la possibilità di scegliere cosa utilizzare della propria armatura - rampino, scudo, salto, ecc.

Potenziamenti inutili

- Sempre relativamente alla campagna in singolo, ho avuto la sensazione che i potenziamenti apportati al protagonista spendendo i punti guadagnati nelle missioni avessero un impatto marginale, quasi irrilevante. Questo perché non si tratta altro che di miglioramenti di abilità che già abbiamo, che quindi non vanno ad influire drasticamente sull'esperienza di gioco. Se invece fosse stato possibile decidere quali abilità sbloccare per utilizzarle nella campagna, allora si che questo avrebbe avuto un peso rilevante.

Una co-op sottotono

- La modalità Sopravvivenza Exo è una classica Orda con qualche variante come la possibilità di migliorarci e sbloccare nuove abilità dopo 5, 10, 15 ondate e così via, ma l'ho trovata decisamente poco coinvolgente e divertente. Mi sarebbe piaciuto che gli sviluppatori riprendessero la struttura della splendida modalità Estinzione di CoD: Ghosts, mentre qui la serie sembra aver fatto un passo indietro per quanto riguarda l'esperienza co-op. Peccato.

Tiriamo le somme

Call of Duty: Advanced Warfare ci immerge in una storia spettacolare e soddisfacente, per la quale chi apprezza l'esperienza di CoD non avrà molto da ridire ma che comunque avrebbe potuto essere molto migliore offrendo una maggior libertà al giocatore. Dove il gioco brilla è comunque nel comparto multiplayer, che grazie ad un ottimo map design, al sistema di personalizzazione e loot ed alle nuove possibilità di movimento offerte dalla tuta Exo si conferma come estremamente divertente e coinvolgente, a differenza invece della modalità co-op che non riesce a catturare appieno. Non è il "CoD della svolta" nel quale forse alcuni speravano, ma si conferma comunque come un ottimo e solidissimo episodio della serie che non deluderà gli appassionati che l'hanno seguita finora, compresi quelli che sono usciti maggiormente delusi da Ghosts.
8.6

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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