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Acquisizione Activision Blizzard: Microsoft si impegna per CoD su Nintendo e Steam

L'approvazione da parte degli enti governativi della maxi-acquisizione di Activizion Blizzard avviata da Microsoft richiederà ancora diversi mesi, e nel frattempo la casa di Redmond sta facendo alcune mosse importanti per agevolare l'approvazione.

Una di queste è stata annunciata proprio oggi: Microsoft ha stipulato un accordo di 10 anni con Nintendo per portare Call of Duty, attualmente assente su Switch, sull'hardware della casa Giapponese, ovviamente qualora l'acquisizione vada a buon fine.

Allo stesso modo, è stato offerto un accordo a Valve per tenere CoD su Steam; il gioco è già presente sulla piattaforma, ma era stato sollevato il timore che MS potesse sfruttare l'acquisizione per rendere esclusivo il gioco nel Windows Store. Gabe Newell di Valve ha però affermato che una simile proposta non era necessaria, visto che Microsoft è presente su Steam da lungo tempo e l'azienda non si aspetta che possa rimuovere i propri giochi o anche CoD in futuro.

Entrambi gli accordi hanno lo scopo di dimostrare alle authority governative che l'acquisizione non ha lo scopo di rendere CoD esclusivo o rimuoverlo da specifici hardware, ma che anzi lo scopo di Microsoft è quello di renderlo disponibile ad una più vasta platea di giocatori. Ovviamente quello che conta per Microsoft è poterlo inserire nel Game Pass, ormai divenuto molto più importante di qualsiasi esclusività.

Sony, che si sta opponendo energicamente a questa acquisizione, ha ricevuto la stessa proposta di accordo decennale, ma per ora è stata rifiutata: vedremo se riusciranno a ribadire con la stessa forza che Microsoft vuole "tenere CoD tutto per sé", quando le dichiarazioni ed ora anche le azioni dell'azienda dimostrano l'esatto opposto.

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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