Recensione - Darwin's Paradox!

Il Gioco
Darwin's Paradox! si apre, dopo un breve spot animato in stile Fallout, nelle profondità dell'oceano: qui troviamo Darwin, un giovane e pacifico polpo blu che vive le sue giornate in totale tranquillità nel suo habitat, insieme ad un suo amico (o amica? Questo rimane oscuro fino alla fine) dalla pelle rossastra. I due si divertono inseguendosi ed esplorando gli anfratti sottomarini, stando ben attenti all'emergere in superficie a causa di pericolosi gabbiani sempre in cerca di nuove vittime. Questa serenità viene però bruscamente interrotta quando un misterioso quanto inspiegabile raggio luminoso proveniente dalla superficie li investe e li rapisce, strappandoli alla loro casa. Si tratta di un vero e proprio ufo, che porta i due cefalopodi in una misteriosa fabbrica popolata di robot: dopo essere stati esaminati dai loro rapitori, i due vengono separati: Darwin viene scartato finendo in una discarica, mentre il suo amico viene imprigionato.Qui inizia la nostra avventura nei panni di Darwin: partendo dalla discarica, dovremo reintrodurci nel complesso industriale alla ricerca del nostro compagno per poi ritrovare la via di casa verso il nostro amato oceano. La storia è completamente priva di dialoghi e viene raccontata principalmente attraverso le ambientazioni e le situazioni che vivremo a schermo, mantenendo un tono che oscilla sapientemente tra la tensione della fuga e un umorismo di fondo sempre presente e molto azzeccato.
MX Video - Darwin's Paradox!
Dal punto di vista prettamente strutturale, ci troviamo di fronte a un'avventura platform a scorrimento 2D, che a seconda del design dei livelli si sviluppa sia in orizzontale che in verticale; per dirla tutta, dovremmo però parlare di un platformer 2.5D, perché se Darwin si muove su un piano bidimensionale, il mondo in cui agiamo è completamente 3D e dotato spesso anche di una discreta profondità. La campagna principale si snoda attraverso una serie di livelli interconnessi e richiede circa sei ore per essere completata, un lasso di tempo che si sposa perfettamente con il ritmo della progressione senza mai arrivare ad allungare inutilmente il brodo con sezioni riempitive. L'intera esperienza è un continuo crescendo di sfide che metteranno alla prova sia i nostri riflessi che la nostra logica.
Le meccaniche di movimento di Darwin sono il fulcro del gameplay e si dividono in due macro-categorie, a seconda dell'ambiente in cui ci troviamo. Nelle sezioni di superficie, il nostro polpo si dimostra un arrampicatore eccezionale: grazie alle sue ventose, Darwin non si limita a camminare sul pavimento, ma può aderire a quasi tutte le superfici verticali e ai soffitti. Il level design è quindi pensato attorno a questa abilità, facendoci costantemente scalare enormi tubature industriali, strisciare silenziosamente all'interno di angusti condotti di aerazione e compiere salti da una superficie all'altra per evitare pericoli sottostanti. Il senso di mobilità è molto particolare e restituisce un feeling davvero unico pad alla mano, obbligandoci a ripensare la normale navigazione dei platform classici in favore di un approccio a trecentosessanta gradi.

A queste fasi "all'asciutto" si alternano, e spesso si intrecciano, le sezioni acquatiche. Quando Darwin si tuffa in acqua, il sistema di controllo cambia radicalmente, permettendoci di nuotare liberamente in ogni direzione con la fluidità che ci si aspetterebbe da un abitante degli abissi. In queste fasi, la navigazione diventa più morbida e si arricchisce della possibilità di eseguire dei brevi sprint tramite la semplice pressione di un tasto, essenziali per superare correnti avverse o per fuggire all'improvviso da una minaccia. Molti livelli del gioco sono dei veri e propri labirinti ibridi, in cui saremo chiamati a tuffarci in vasche di raffreddamento, nuotare attraverso sezioni allagate e riemergere in nuove aree di superficie, creando un flusso di gioco dinamico che scongiura il rischio di ripetitività.
In queste sezioni, sia di superficie che acquatiche, l'esplorazione è aiutata anche da semplici enigmi fisici; possiamo infatti spostare determinati oggetti per aiutarci nell'esplorazione, come scatole di cartone che possiamo posizionare sotto delle piattaforme da raggiungere con un salto, o barili sospesi nell'acqua da posizionare davanti a telecamere di sicurezza per ostruire la loro visuale.

Se avete giocato alla demo del gioco, ispirata a Metal Gear Solid, avrete capito anche che lo stealth ricopre un ruolo fondamentale nel gioco, ma la capacità mimetica di Darwin vista in questo frangente è solo una delle tante meccaniche che dovremo sfruttare. Le capacità di Darwin ci permettono di approcciare i numerosi sistemi di sicurezza del complesso in vari modi. Oltre a poterci mimetizzare con l'ambiente circostante per sfuggire alla vista delle guardie robotiche, potremo ad esempio spruzzare dense macchie di inchiostro nero. Questa meccanica non serve solo come via di fuga d'emergenza, ma è fondamentale per accecare temporaneamente le telecamere di sorveglianza o per creare nubi nere nell'acqua attraverso le quali passare per sfuggire allo sguardo di pericolose lamprede in agguato.
L'avventura non si basa però solo sui riflessi e sulla furtività. ZDT Studio ha infarcito i livelli con una pletora di enigmi logici ambientali. Questi puzzle spaziano dall'attivazione di interruttori in sequenza alla manipolazione di valvole idrauliche per modificare il livello dell'acqua in determinate stanze, fino allo spostamento di casse e ostacoli per crearci percorsi altrimenti inaccessibili. Gli enigmi offrono un ottimo stacco dal ritmo più concitato delle fasi platform e stealth, richiedendo un minimo di pianificazione. Per evitare che i giocatori rimangano bloccati troppo a lungo rovinando il ritmo della narrazione, gli sviluppatori hanno inoltre implementato un sistema di suggerimenti basilari, attivabile alla pressione di un tasto, che fornisce piccoli indizi su come superare una determinata sezione.

Ciò che stupisce maggiormente di Darwin's Paradox! è l'incredibile varietà di situazioni in cui ci ritroveremo coinvolti, capaci di stravolgere temporaneamente le regole del gioco. In un livello ambientato nelle fogne del complesso, ad esempio, ci ritroveremo braccati da orde di ratti affamati; l'unico modo per sopravvivere sarà quello di immergerci in pozze di una sostanza gelatinosa fosforescente, che allontanerà da noi i ratti per il breve periodo di tempo che rimarrà sulla pelle del cefalopode. In un'altra sezione, ambientata in profondità oscure e allagate, la dinamica si trasformerà in un ansiogeno inseguimento in cui dovremo sfuggire alle fauci di un gigantesco pesce lanterna, nuotando disperatamente attraverso cunicoli strettissimi dove il minimo errore di traiettoria significherà morte certa.
Il gioco vede anche il costante ritorno di una sorta di "nemico giurato" di Darwin, un esilarante quanto letale gabbiano che gli sviluppatori hanno comicamente nominato "Steven Seagull". Questo tenace volatile ci prenderà di mira a più riprese nelle sezioni dell'avventura che si svolgono in superficie ed all'aria aperta, obbligandoci a muoverci da un riparo all'altro con tempismo perfetto mentre lui plana in picchiata cercando di afferrarci. Non mancano poi sezioni puramente incentrate sulle abilità di salto, come un folle percorso a ostacoli in stile "American Gladiator", dove lo stealth viene messo da parte in favore di un platforming hardcore fatto di salti millimetrici, piattaforme mobili e tempistiche al limite dell'impossibile.

A chiudere il cerchio della progressione ci pensano quelle che potremmo definire le "boss battles" del gioco. A differenza dei titoli action tradizionali, qui non saremo chiamati a svuotare barre della salute a suon di colpi, ma ci ritroveremo di fronte ad incontri in cui dovremo sfruttare le meccaniche apprese fino a quel momento: dovremo combinare arrampicata, nuoto, inchiostro, mimetismo ed enigmi logici, il tutto sotto la costante pressione di macchinari garganteschi o predatori implacabili, mettendo a frutto ogni lezione imparata durante l'esplorazione del complesso industriale.
Infine, per i completisti e gli amanti dell'esplorazione, ZDT Studio ha nascosto all'interno di tutti i livelli numerose sezioni segrete, spesso celate dietro passaggi poco visibili. Scovare queste aree ci ricompenserà con dei collezionabili, come vecchi articoli di giornale o manifesti pubblicitari che, oltre ad aggiungere un tocco di colore, contribuiscono a delineare la lore del mondo di gioco e a farci comprendere meglio la folle natura del complesso industriale in cui siamo tenuti prigionieri.


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