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Luna Abyss

Luna Abyss - provato alla gamescom

Lo studio britannico Bonsai Collective ci ha invitato alla gamescom a provare il loro FPS bullet hell Luna Abyss, caratterizzato da un è un'affascinante ambientazione e veste grafica: ve lo raccontiamo di seguito.
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Luna Abyss ci pone in un futuro imprecisato, su un satellite artificiale segreto e nascosto chiamato Luna che ospita il carcere in cui la protagonista del gioco, Fawkes, si sveglia. E’ stato rinchiuso perché porta gli occhi rossi, il segno dei “Marchiati”. Uscito dalla cella, Fawkes fa la sua conoscenza di AYLIN, una voce che la guida attraverso i cunicoli di questa ambientazione da incubo. Fawkes scopre sin da subito di essere stata scelta da The Abyss, l’autorità che governa Luna, per diventare un F.A.T.E. Warden: il suo scopo attuale è quello di recuperare un antico e potente artefatto chiamato lo Shield Breaker nascosto da qualche parte nel Rift Canyon del satellite. Dopo pochi passi Fawkes recupera la prima arma, lo Scout Rifle, capace di infliggere potenti colpi ai primi nemici che ovviamente di lì a poco le si pareranno davanti.

MX Video - Luna Abyss

Al termine di un breve tragitto in cui la protagonista deve saltare su una manciata di piattaforme e liberarsi di qualche bubbone gigante che le intralcia il percorso, Fawkes arriva in una stanza più larga dove incontra un’intelligenza artificiale a guardia di una porta sigillata. Questo è il primo momento in cui ha a che fare con un nemico, anzi, una moltitudine di nemici. I Rawhead, una sorta di umanoidi con la testa a teschio e il corpo simile a una bio tuta, compaiono a ondate fino a quando, una volta sconfitti tutti, il mini-boss si spegne e lascia strada alla nostra alter-ego spaziale. Il gunplay è molto fluido, anche se per quello che ho provato nella demo, troppo guidato. C’è infatti una specie di auto-aim che permette di lockare i nemici e di avere facilmente la meglio. Non sembra essere una feature disattivabile, spero che, quando uscirà la versione definitiva, sarà possibile disabilitarla oppure che ci sia un livello di sfida adeguato a non rendere il gioco troppo noioso.

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Passato il primo ostacolo, dopo un altro po’ di saltelli e qualche altro nemico da uccidere, Fawkes giunge al cospetto di Waif, il primo NPC in carne e ossa che incontra e che ci rivela in un modo non troppo esplicito la posizione dello Shield Breaker, e ci racconta qualcosa sul posto in cui la protagonista si trova. Nel frattempo, fanno il loro esordio i Bloodybones, una sorta di occhio gigante volante che spara una serie di sfere concentrate in numero e in conformazioni simmetriche. Questa tipologia di nemico è la prima che occorre sconfiggere oppure il combattimento diventerebbe eccessivamente impegnativo. Dopo un altro tratto di strada, Fawkes raggiunge finalmente lo Shield Breaker, che altro non si rivela essere se non un potente fucile a colpo singolo che serve per rompere i campi di forza a protezione di porte e nemici. Da questo momento in poi il gunplay varia leggermente: ora i Bloodybones sono protetti da una barriera, che deve essere abbattuta prima di poter infliggere loro danni di qualsiasi tipo.

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Viene introdotta anche una piccola variazione a livello di gameplay, mediante sfere che devono essere inserite all’interno di un incavo per aprire una porta altrimenti sigillata. Naturalmente queste sfere non sempre sono nelle immediate vicinanze delle chiusure, ma occorre seguire i lunghi cavi elettrici che collegano la porta a questa particolare serratura, affrontando sezioni di salti e combattimenti con nemici.

Luna Abyss è questo, un interessante gioco molto cupo, le cui influenze di Doom ma soprattutto di Quake si sentono parecchio. Il mondo di gioco ha un filtro base rosso, perché il giocatore lo sta vedendo attraverso i rossi occhi della protagonista. Gli sviluppatori mi hanno rivelato che inizialmente avevano intenzione di mantenere tutta la visuale interamente rossa, ma questo avrebbe portato fastidi visivi a più di un giocatore. Perciò hanno scelto di lasciare semplicemente questa specie di aura.

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Luna Abyss poi è un gioco con una fortissima impronta story driven, la storia sarà la regina del gioco e ruberà la scena a tutti gli altri aspetti. Ho trovato interessante il fatto che vengono alternate le scene d’azione con quelle più “platform”, anche se i salti non sono stati particolarmente impegnativi. Piccola nota stonata, l’auto-aim (o meglio, l’aimlock. Perché esiste un’ulteriore opzione che permette l’auto-aim senza nemmeno la fatica di spostare la mira da un nemico all’altro) che non è apparentemente disabilitabile. Durante la prova non ho chiesto di questa feature, e spero che abbiano deciso di introdurla per sessioni di gunplay più lunghe e confusionarie di quelle che ho affrontato durante questa demo. La demo era su PC, girava fluidissima, letteralmente senza perdere nemmeno un frame. Gli sviluppatori hanno confermato che il target è 4K 60 fps su Xbox Series X e 1440p a 60fps su Series S. Per il momento il gioco non ha ancora una data di uscita, e lo sviluppo è ancora alle prime fasi sebbene il gioco sia molto più che giocabile e basta. Sicuramente da tenere d’occhio.

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L'autore

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Quando gli hanno chiesto di comporre una Bio, ha pensato subito alla natura e all’ambiente. Una volta rinsavito, ci ha raccontato di essere un appassionato di Basket e Calcio, videogiocatore accanito, predilige RPG, FPS e TPS. In generale però non si tira indietro di fronte a nulla. A tempo perso è anche speaker in una Web Radio.

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