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Need for Speed Heat
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Need for Speed Heat: le nostre prime impressioni

In attesa di potervi proporre la nostra recensione di Need for Speed Heat, condividiamo con voi le nostre prime impressioni dopo aver giocato per alcuni giorni il nuovo arcade racer di EA e Ghost Games: ecco cosa ne pensiamo!
Need For Speed è senza alcun dubbio una delle più longeve serie automobilistiche dell'intero panorama videoludico, presente sin dall'era dei 16/32 bit; era infatti il 1994 quando fece il suo esordio sull'ormai dimenticato 3DO. Siamo giunti al venticinquesimo anniversario di questa serie e Need for Speed Heat è la ventiquattresima iterazione del celebre brand. Una storia fatta di alti e bassi e parecchie mutazioni, che toccò il suo apice con i due Underground e l'indimenticabile Most Wanted che segnò l'esordio della scorsa generazione di console. Durante questa generazione invece, il brand ha vissuto momenti non certo facili, vuoi per una concorrenza che ormai ha raggiunto livelli spaventosi, ma anche per scelte più o meno scellerate da parte del team di sviluppo e per il minore interesse del grande pubblico verso i racing games in generale.

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Need for Speed Heat ha quindi il non facile compito di riconquistare un pubblico che è andato in parte perso, orfano di quel Tuning e quelle atmosfere fatte di gare clandestine che aveva mietuto successi di critica e pubblico. Per recensirlo abbiamo ricevuto il codice download da parte di EA molto a ridosso dell'uscita del gioco, e vi propongo quindi una raccolta delle mie prime impressioni per accompagnare questo gioco nel suo day one, per poi offrirvi la recensione completa nei prossimi giorni.

Ambientato nella fittizia Palm City, profondamente ispirata alla bellissima Miami, Need for Speed Heat ci mette nei panni del tipico novellino appassionato di corse, ma senza alcun soldo né conoscenze. Fortunatamente veniamo immediatamente a contatto con la famiglia Rivera ed i suoi due rappresentanti; il pacato Lucas, meccanico titolare di un'officina ormai storica in quel di Palm City e la scalmanata sorella Ana, molto meno interessata alle riparazione delle auto, ma molto avvezza alle gare, specialmente quelle illegali. Da qui ha inizio la nostra storia, raccontata come da tradizione in maniera molto cinematografica, ricca di cut-scenes, colpi di scena ed inseguimenti.

L'aspetto peculiare di Need for Speed Heat è senza alcun dubbio la sua doppia anima. A differenza del passato in cui abbiamo avuto un gioco che ci offriva un ciclo giorno/notte dinamico, in questo capitolo il giorno e la notte sono due entità ben distinte ed ognuna ci offre una visione diversa del gioco. Non fate l'errore di pensare che questo sia un passo indietro, anzi, giocandoci capirete che è una scelta più che azzeccata che dona al gioco uno spessore capace di colpire.
Di giorno ci possiamo cimentare in quello che è il torneo principale di Palm City, lo SPEEDHUNTERS Showdown, la classica serie di gare a difficoltà crescente a cui potremo accedere vincendo, acquistando nuovi bolidi, elaborandoli sia nelle prestazioni che nell'estetica. Riguardo a questi ultimi due aspetti, mettiamo subito le cose in chiaro: niente più modifiche random collegate ad improbabili carte collezionabili come visto in passato e nemmeno macchine da trovare e rubare nella mappa di gioco. Per acquistare e modificare i nostri bolidi sono necessari i crediti di gioco, che guadagneremo gareggiando. Per sbloccare nuovi veicoli è però necessario aumentare la nostra Reputazione, e per far questo entra in gioco la Notte. Durante la fase notturna di Need for Speed Heat possiamo partecipare a gare clandestine che aumenteranno la nostra Reputazione, ma durante questa fase abbiamo a che fare con quello che è l'antagonista principale del nostro personaggio: il Tenente di Polizia Frank Mercer e la sua spietata Task Force intenta a sradicare tutto ciò che riguarda le gare illegali da Palm City.

Ecco quindi che irrompono nelle meccaniche di gioco i furiosi inseguimenti che non sono fini a sé stessi ma che rappresentano una parte principale del gameplay. Basta infatti aumentare il nostro livello di Allerta, speronare e metter fuori gioco le volanti della Polizia per far schizzare la nostra Reputazione, sbloccando nuovi eventi, nuove parti speciali per le nostre auto e nuovi bolidi da acquistare. E' però cruciale lo stato della nostra vettura: se durante questi inseguimenti la danneggeremo sarà utile recarsi in uno dei molti distributori di benzina presenti nella mappa per ripararla istantaneamente e proseguire le nostre scorribande, ma bisognerà fare attenzione a non esagerare perché durante una singola nottata avremo a disposizione solo tre chance di riparazione. Se invece arriveremo a distruggerla verremo arrestati e questo ci farà perdere tutta la Reputazione guadagnata in quella notte, oltre ad un discreto gruzzoletto dei nostri crediti. Fortunatamente la squadra del Tenente Mercer non è composta da santarellini e, nel caso lo volessimo e solo durante le primissime fasi di inseguimento, potremo allungare la proverbiale mazzetta per mettere a tacere le sirene della polizia. Una volta che riusciremo a sfuggire potremo nasconderci in uno dei rifugi presenti, e solo allora potremo decidere se continuare la nostra avventura notturna, o tornare a correre legalmente sotto la luce del Sole, lasciando quindi a totale discrezione del giocatore il passaggio da una fase all'altra del gioco, un scelta assolutamente azzeccata.

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Tecnicamente il gioco di Ghost Games si presenta in ottima forma grazie al sapiente uso del motore Frostbite: l'orizzonte visivo è ottimo, la realizzazione delle macchine è assolutamente soddisfacente e lo stesso si può dire per Palm City. La mappa di gioco è estesa e ci offre diverse zone in cui gareggiare o girare liberamente, dal centro cittadino coi suoi palazzi enormi, al suggestivo lungomare fino alle strade collinari dell'entroterra. Tutto è liberamente esplorabile e nelle fasi free roaming avremo la possibilità di raccogliere collezionabili come i graffiti che poi potremo usare per personalizzare le nostre auto, abbattere i cartelloni sparsi per la mappa di gioco o cimentarci nelle classiche sfide Autovelox.

Tutto ciò di cui vi ho parlato sarà affrontabile sia in solitaria - questa volta il gioco non è vincolato al Always Online e quindi avrete accesso a tutto anche senza connessione - oppure in modalità Online in cui potrete gareggiare ad ogni gara contro gli altri avversari umani presenti sul server, aumentando i ricavi generati dalle gare. Inoltre, sfruttando la modalità Online, possiamo creare la nostra Crew, personalizzandone nome e logo e sfidando le Crew degli altri giocatori, aspetto però che esaminerò meglio in fase di recensione.

Lo stile di guida è ovviamente più che arcade, senza la minima velleità simulativa come è giusto che sia per un Need for Speed che si rispetti. La frenata ad esempio è molto meno importante di una bella derapata controllata per affrontare una curva, e la meccanica dedicata ai drift è assolutamente accessibile e gestibile con un minimo di pratica; basta infatti dare un colpetto di gas per attivarla e riuscire a mantenere un'elevata velocità di percorrenza in curva.
Naturalmente il Tuning riveste un aspetto fondamentale in questo Need for Speed Heat, e la personalizzazione a nostra disposizione è profonda, ben realizzata e non piagata da loot boxes, carte collezionabili o altre amenità simili. Le parti modificabili a nostra disposizione sono molte, a partire dalle modifiche al motore, alle sospensioni, al Nos, arrivando fino alla possibilità di modificare a piacimento il rombo del nostro bolide. Stesso dicasi per le modifiche estetiche, con una discreta quantità di paraurti, alettoni, minigonne, parafanghi che fungono da veri e propri body kit, luci al neon e così via. Abbiamo a disposizione anche un editor per modificare le decals sulla nostra carrozzeria, sfruttando il più classico dei sistemi a strati, lasciando carta bianca al grafico che c'è in ognuno di noi. E si, potrete realizzare anche la replica dell'indimenticata BMW M3 di Most Wanted!

Sono quindi rimasto positivamente colpito da questo Need for Speed Heat: il marketing non certo martellante mi aveva quasi preoccupato, ma non posso nascondere la mia soddisfazione nel giocare a questo Need for Speed. Le due anime del gioco offrono al giocatore la possibilità di decidere come gareggiare, se stare più tranquilli durante la legalità dei momenti diurni o se buttarsi a capofitto nel caos della notte coi suoi inseguimenti furiosi, il tutto semplicemente con la pressione di un solo tasto. Tecnicamente il prodotto confezionato da Ghost Games si presenta in ottima forma, con scorci davvero suggestivi e con Palm City assoluta protagonista grazie alla sua caratterizzazione più che azzeccata, coadiuvata da un accompagnamento musicale perfettamente in tema, tamarro al punto giusto sebbene abbracci quasi unicamente musiche latine ed Hip Hop tralasciando molti altri generi.

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Resta da verificare la varietà che il gioco saprà offrirmi nelle prossime ore di che mi separano dalla recensione finale, testare per bene l'interessante sistema di Crew e tutti gli altri aspetti che il poco tempo a disposizione non mi ha permesso di approfondire. Per il momento però non posso nascondere una massiccia dose di entusiasmo che mi porta a dire che Need for Speed, quello vero, sembra finalmente tornato. Appuntamento a breve per verificare se sarà effettivamente così!

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