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Wasteland 2: Director's Cut
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Wasteland 2 Director's Cut - provato all'E3

L'America è un gran bel posto, ma lo è molto meno nella sua versione post-apocalittica raffigurata in Wasteland 2: Director's Cut, RPG isometrico di inXile Entertainment in arrivo su console dopo aver debuttato su PC. All'E3 gli sviluppatori ci hanno permesso di provare con mano il titolo: ecco cosa abbiamo visto.
Prima di iniziare il nostro viaggio nella devastazione di Wasteland 2: Director's Cut, una premessa: una prova dalla durata di una mezz'ora totale come quella fattaci fare da inXile all'E3 non è assolutamente in grado di rendere giustizia al titolo. Siamo infatti di fronte ad un vero e proprio prodotto vecchia scuola, un gioco di ruolo con visuale isometrica dalla smodata quantità di dialoghi e documenti reperibili nel corso della nostra avventura. Scelte da fare, territori da esplorare, compagni da trovare o nemici da uccidere: in poco più di 30 minuti è stato possibile solo scrostare la superficie di quell'iceberg radiativo che è il titolo.

La nostra esperienza pad alla mano è iniziata ovviamente dalla genesi, la creazione del personaggio, personalizzabile tanto nell'aspetto (scegliendo tra alcuni modelli già creati) e nel ritratto che lo rappresenta, quanto nelle varie abilità combattive, generiche e nei vari tratti che ne influenzano il compiere determinate azioni, come lo scasso di una serratura, la dialettica o la cura delle ferite. Pur non essendoci moltissime possibilità di personalizzare il nostro personaggio dal punto di vista estetico, l'editor brilla però nell'offrire al giocatore un controllo quasi assoluto sul tipo di formazione da dare al proprio alter ego. Che lo si voglia creare come un tiratore scelto, un medico, un abile oratore e mercante o un furtivo ladro, tutto è possibile e qualora invece il giocatore non avesse le idee chiare può sempre ricorrere all'uso ad una serie di personaggi belli e pronti, rappresentativi di vari archetipi di classe. La nostra esperienza con l'editor non si è comunque conclusa al creazione del nostro alter ego, dato che a seguire ci viene chiesto di creare, con modalità analoghe a quelle esposte poc'anzi, anche i nostri tre gregari iniziali.

MX Video - Wasteland 2: Director's Cut


Proprio i nostri compagni sono un elemento vivo e importante dell'esperienza che Wasteland 2: Director's Cut offre. Al di là di quelli da noi creati inizialmente che risultano, per forza di cose, meno caratterizzati e vivi, nel corso della storia sarà possibile reclutare nuovi compagni, ognuno con i propri obbiettivi, il proprio passato e la propria affiliazione. Agire contro gli ideali di uno dei nostri accompagnatori potrebbe spingerlo ad abbandonare la squadra così come, ad esempio, non possedere un buon livello di leadership potrebbe spingere il nostro party ad ignorare, di tanto in tanto, i nostri ordini. Pur non essendo riusciti nella nostra prova a trovare altri membri da reclutare nella nostra squadra, siamo finiti spesso vittime dell'inesperienza del nostro personaggio, incapace di farsi ascoltare dai suoi subordinati. La formazione della propria squadra, insomma, è un fattore molto importante così come le varie inclinazioni di chi la compone: avere lo specialista giusto al momento giusto, in grado ad esempio di hackerare un terminale o curare feriti, potrebbe toglierci facilmente da pericoli altrimenti mortali.

Al di là dei personaggi e delle loro abilità, in Wasteland 2: Director's Cut si finisce comunque spesso per combattere, un'operazione molto meno violenta e molto più tattica di quanto si possa pensare. Gli scontri, anch'essi presentati con visuale isometrica, avvengono rigorosamente a turni e sono regolamentati tutti dal quantitativo di punti azione a disposizione dei personaggi. Muoversi, usare abilità, entrare in copertura, ricaricare o cambiare arma sono tutte operazioni che impiegheranno parte di questa preziosa risorsa, costringendo così il giocatore a valutare bene se impiegare i punti azione rimasti o conservarli per il prossimo turno. Una scelta intelligente da parte degli sviluppatori è stata quella di permettere la scelta di passare il turno al prossimo personaggio, o nemico, in modo da trasferire i PA inutilizzati a quello successivo.

Quando non si combatte, invece, si esplora il mondo post-apocalittico di Wasteland 2: Director's Cut, una realtà che ha molto da offrire. Tra compagni, attività e sottotrame ci si sposta in macro-aree, raggiungibili attraverso una mappa esplorabile tramite un minigioco: i movimenti sulla mappa costano acqua, ed una volta terminata si inizia a perdere vita. Per questo motivo è bene pianificare i nostri spostamenti tenendo conto delle varie oasi presenti che ci permettono di rifocillarci. Un'altra minaccia sono le zone contaminate dalle radiazioni in cui il gruppo di avventuriere potrebbe incappare; tali territori, se vi si rimane troppo a lungo, potrebbero risultare letali. A noi la scelta quindi se tentare di addentrarci in essi o cambiare strada. Ovviamente la mappa del mondo non offre solo pericoli ma anche sorprese, con la possibilità di incappare in eventi casuali o mini-aree sconosciute alle queli è possibile accedere.

Al termine della nostra prova, infine, abbiamo scoperto che tra animali mutanti, violenza e radiazioni l'America di Wasteland 2: Director's Cut può risultare molto affascinante. Questo porting della versione PC, migliorato grazie all'utilizzo del motore Unity 5, si è dimostrato essere valido e funzionale, con un'interfaccia assolutamente fruibile su console. Questa esperienza vecchia scuola forse non saprà accontentare tutti, ma d'altronde non è quello il suo intento. Le premesse per offrire un titolo valido a tutti coloro che sentono nostalgia dei primi capitoli della serie Fallout o semplicemente cercano un'esperienza di gioco di ruolo profonda ci sono tutte: il gioco è atteso nel periodo estivo, per cui dovrebbe ormai mancare poco per scoprire se sarà davvero così.

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