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Aliens vs Predator

Recensione - Aliens vs Predator

Gli studi britannici Rebellion portano nei negozi un nuovo capitolo della serie Aliens vs Predator, riportando alla ribalta del panorama videoludico due leggende della cinematografia fantascientifica mondiale. Saranno riuscite le storiche nemesi di Sigourney Weaver e Arnold Schwarzenegger a regalarci un titolo all'altezza dei loro nomi? Scopritelo leggendo la nostra recensione.

Il Gioco

Assolutamente inutile qualsiasi presentazione di due dei protagonisti del gioco: saranno pochi i giocatori a non conoscere i letali xenomorfi della serie Alien, il loro particolare sistema riproduttivo basato sul parassitismo, il loro sangue acido, la loro spietata ferocia. Così come in pochi non ricorderanno il temibile Predator, l’alieno appartenente ad una razza ultra-evoluta di cacciatori che diede del filo da torcere as un muscolosissimo "Schwarzy" nella giungla centramericana del primo film della serie, nel 1987. Qui ritroviamo le due razze a darsi battaglia, insieme al terzo incomodo degli immancabili umani, fisicamente in svantaggio ma che sapranno dar filo da torcere a entrambi grazie alla loro evoluta tecnologia bellica.

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Aliens vs Predator presenta un gameplay che strizza decisamente l’occhio al genere degli sparatutto in prima persona, anche se in realtà enfatizza alcuni aspetti generalmente considerati marginali in altri giochi appartenenti a tale categoria, come per la lotta corpo a corpo. Tramite la pressione dei tasti dorsali, infatti, la creatura sotto il nostro controllo si produce in devastanti colpi ravvicinati che possono eliminare con rapidità qualsiasi nemico, o in mosse difensive atte ad interdirle. Il range d’azione si sposta di conseguenza su una distanza molto corta e questo potrebbe spiazzare un po’ un “purista” di sparatutto in soggettiva.

La modalità per giocatore singolo si compone di tre campagne distinte, da affrontare vestendo i panni di un marine coloniale in fuga a seguito della distruzione della propria navetta e al conseguente atterraggio in territorio ostile, piuttosto che sotto le viscide sembianze di un Alien evaso da un laboratorio di ricerca umano, o ancora indossando l’armatura di un fiero Predator in cerca di trofei. Oltre a cambiare la prospettiva narrativa di una vicenda che vede le tre storyline solidamente interconnesse tra loro, la scelta della razza utilizzata influenza pesantemente anche il gameplay: ogni specie dispone infatti di specifiche peculiarità, con un approccio al gioco molto differente dalle altre. La campagna Marine, si presenta come la più vicina ad un FPS classico, con il nostro alter-ego chiamato a difendersi dalle orde di alieni a colpi di fucili a pompa, mitragliatori e quant’altro occorra per ridurli in brandelli. Nell’oscurità che regna sovrana praticamente in ogni location di gioco, il soldato umano ha a disposizione unicamente una torcia elettrica, un rivelatore di movimento ed un numero illimitato di bengala illuminanti per cercare di individuare e neutralizzare le pericolose creature che mirano a straziarne le carni. Gli Aliens trovano invece nel buio un fedele alleato, dato che i loro occhi sono perfettamente adattati alla visione notturna e che, grazie ad un olfatto iper-sviluppato, riescono a captare con precisione millimetrica la presenza di qualsiasi corpo nel raggio di decine di metri. Una morfologia unica, inoltre, permette loro di arrampicarsi agevolmente su qualsiasi superficie, consentendo attacchi alle ignare prede da qualsiasi angolazione. Infine i Predator, facendo sfoggio del loro enorme bagaglio tecnologico, possono approfittare di sistemi di rilevazione termica, di efficacissime tecniche di occultamento visivo che li rendono praticamente invisibili ad occhio nudo, nonché di una serie di letali armi a lungo raggio che vanno dal fucile al plasma agli affilatissimi dischi rotanti.

Oltre all’esperienza per giocatore singolo Aliens vs Predator propone l’ormai immancabile carrellata di modalità multiplayer, che ricopre un ruolo di grande importanza all'interno del gioco.

Amore

Illuminazione

- Punto a favore di Aliens vs Predator è costituito da un discreto sistema di illuminazione dinamica che riesce a rendere suggestive alcune locations di gioco, almeno per quanto riguarda le aree interne alle strutture. L’atmosfera creata dai giochi di luci ed ombre che si fondono con effetti particellari come fumo o vapore è pregevole e, pur non raggiungendo livelli di eccellenza, riesce a trasmettere in diverse occasioni una certa inquietudine.

Tre gusti

- L’idea di diversificare in maniera sostanziale l’esperienza di gioco a seconda della razza di appartenenza risulta certamente vincente. Oltre a scongiurare il pericolo della ripetitività delle situazioni, questa feature permette al giocatore di sperimentare sensazioni diametralmente opposte nel corso dell’avventura. Se nei panni del marine si vive una situazione di costante pericolo ed emergenza, braccati nel buio da creature fisicamente più forti, quando si saggiano le missioni dell’Alien si può sperimentare la furia di una creatura scatenata, che fa della distruzione di qualsiasi bersaglio l’unico fine esistenziale. La campagna Predator regala invece un approccio più “stealth”, volto all’utilizzo di ingannevoli tecniche di distrazione dei bersagli, dell’uso massiccio del sistema di mimetizzazione e delle coreografiche e violente uccisioni furtive.

Multiplayer: pro

- L’aspetto più solido di Aliens vs Predator va cercato e trovato nel comparto multigiocatore che, sebbene non introduca novità particolarmente rilevanti nelle modalità di gioco, trova chiaro giovamento dalle diverse attitudini belliche delle razze in campo, piuttosto ben bilanciate fra loro eccezion fatta per i marine, un po’ penalizzati dall’impossibilità di vedere chiaramente al buio (chissà perché nel futuro la razza umana perderà la conoscenza della tecnologia dei visori notturni…) e dalla loro totale inefficienza negli scontri corpo a corpo. Globalmente però l’esperienza è abbastanza positiva e può regalare più di qualche ora di intrattenimento.

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Odio

Multiplayer: contro

- Purtroppo l’unico vero punto di forza di Aliens vs Predator non è esente da critiche, a cominciare da un sistema di matchmaking molto pesante. E’ essenziale armarsi in primis di molta pazienza qualora si decida di cimentarsi in qualche scontro online, dato che i tempi di ricerca di una partita a cui partecipare sono sempre piuttosto lunghi. Ora, definire le attese come “estenuanti” sarebbe obbiettivamente eccessivo, sta di fatto che sono mediamente molto superiori rispetto allo standard e risultano molto seccanti, tendendo a spingere ad abbandonare la ricerca. Certamente non è il classico gioco da “partitella veloce”. Qualche problema si riscontra anche una volta entrati in battaglia, con frequenti problemi di lag e bug di varia natura che si fanno sentire soprattutto nel caso delle uccisioni furtive attuabili prendendo il nemico alle spalle. Capita spesso che questi sia molto lontano da noi ma si riesca comunque a mettere a segno uno dei sopra menzionati colpi definitivi, assistendo ad una sorta di “teletrasporto” del nostro personaggio che si materializza alle spalle dell’avversario e finalizza infine la letale mossa .

Mostri senz’anima

- La cosa che maggiormente temevo approcciandomi a questo gioco si è concretizzata: gli sviluppatori non sono riusciti a trasferire nella loro opera tutto il fascino ed il carisma delle creature di Cameron e di McTiernan, negando al giocatore una piena immedesimazione nei personaggi. L’estremamente scarsa caratterizzazione và ad intaccare seriamente la profondità delle tre campagne, rese davvero poco intriganti anche a causa di una trama trattata con estrema superficialità. L’apice di questa poca attenzione viene palesato da una campagna “Aliens” scandalosamente breve, (in un paio d’ore è completamente consumata), anche se purtroppo si difende bene pure quella dedicata ai marine, dove controlliamo il classico novellino che dall’inizio alla fine dell’avventura non proferirà verbo e comunque privo del minimo carisma. Il discorso migliora leggermente parlando dei Predator, con qualche fugace riferimento all’ordinamento sociale e a qualche flash sulla loro storia, ma comunque nulla che contribuisca realmente a calarsi nel personaggio. Peccato.

Realizzazione tecnica

- Nulla di che gioire neppure dal punto di vista visivo, a cominciare dalla realizzazione delle texture, davvero pessime: i rilievi montuosi che cingono alcune aree di gioco mettono i brividi tanto sono poveri. L’aspetto generale appare profondamente sottotono, e il caso della vegetazione di una foresta rappresentata malissimo e per nulla credibile è solo la punta dell’iceberg in di una realizzazione scadente nella sua totalità. Anche il level design, che concede poco respiro al giocatore costringendolo sempre in spazi definibili, se non angusti, certamente non ampli, è quantomeno discutibile. La presenza di un fastidioso effetto aliasing aggrava ulteriormente il non certo lusinghiero giudizio per ciò che concerne l'aspetto visivo del gioco.

Tiriamo le somme

Buco nell’acqua per Sega e Rebellion, che con Aliens vs Predator vanno a rinfoltire le fila del già tristemente nutrito esercito dei “giochi su licenza non riusciti”. Difficile consigliare ad un fan delle due serie l’acquisto di questo titolo: se da un lato gli appassionati potrebbero riuscire a passare sopra ai molti, troppi problemi che lo affliggono, più plausibilmente resterebbero delusi da una così ingloriosa riproposizione di due autentici miti. Un gioco deludente che rappresenta una grossa occasione mancata e che supera di poco la sufficienza unicamente grazie ad un comparto multiplayer divertente, ma in ogni caso non certo assuefante. 6.3

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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