Recensione - Vancouver 2010
di
Valentina Giliberti
P 12 feb 2010
Il Gioco
Amore
Sistema di controllo
- Il feeling con il nostro atleta non tarda a stabilirsi grazie a un sistema di controllo semplice e intuitivo. L’atleta utilizzato esegue sempre alla perfezione i comandi che gli vengono impartiti nel corso di un qualsiasi evento. Se non si riesce a conquistare l’agognata medaglia, dipenderà esclusivamente da disattenzioni del giocatore nel controllare il proprio alter ego virtuale e non da problemi nel sistema di controllo.Comparto grafico e tecnico
- Il motore grafico sostiene un framerate sempre costante, la sensazione di velocità è notevole e dona dinamicità allo scorrimento del fondale. Anche se il numero di poligoni che compone strutture e personaggi non è da record, tutto sommato c'è ben poco di cui lamentarsi sotto questo aspetto.Sonoro
- Il reparto musicale si attesta su buoni livelli qualitativi, garantendo la giusta dose di adrenalina nel corso delle varie discese; i brani proposti sono tutti molto orecchiabili e mai invasivi. Davvero piacevoli gli effetti associati agli eventi ambientali e alle, anche se rare, voci degli atleti in competizione. Anche il frusciare della tavola e degli sci sulla neve è vicino alla realtà e cambia a seconda del tipo di superficie solcata.Odio
Troppo breve
- Anche a causa della sua natura, atta a replicare i giochi olimpici, Vancouver 2010 non dispone di una modalità carriera. Questo fa sì che la longevità sia davvero troppo ridotta: le sedici discipline incluse nel titolo sono giocabili tutte nell’arco di un paio di ore. E’ chiaro che la longevità aumenta qualora decidessimo di ottenere le medaglia d’oro in tutti gli eventi: in tal caso ci troveremo a ripetere più volte la maggior parte delle prove per imparare a tagliare alla perfezione ogni chicane del tracciato e riuscire, così, a risparmiare qualche decimo sul giro. Purtroppo però la noia è sempre dietro l’angolo: su quattordici discipline, più della metà risultano identiche. Credo che la presenza di una carriera costituita da allenamenti, qualificazioni e magari anche dalla possibilità di acquistare nuovo materiale per il nostro atleta come sci, tute e caschetti, avrebbe di certo giovato al titolo.Atleti del tutto anonimi
- Il gioco non ci propone gli atleti che saranno presenti all'evento: ci troviamo a impersonare modelli poligonali che non ricalcano assolutamente i grandi campioni del momento. Se aggiungiamo anche la totale assenza di un editor che ci avrebbe permesso quantomeno di ricreare un alter ego secondo i nostri gusti, è facile rendersi conto come il titolo abbia davvero poco da offrire dal punto della ricostruzione realistica dell'evento.Online
- Purtroppo per quanto concerne il comparto multiplayer online, Vancouver 2010 non è riuscito a soddisfarmi: oltre alla consueta partita libera e classificata, il gioco non propone altro. In più ogni partita provata era afflitta da un lag continuo che rendeva ogni disciplina impossibile da eseguire in maniera precisa.Tiriamo le somme
Vancouver 2010 si è rivelato deludente sotto molti aspetti. Un ottimo sistema di controllo e una grafica accettabile non riescono a risollevare le sorti di un titolo anonimo e con una longevità davvero troppo scarsa. Senza contare che, per il gioco ufficiale delle olimpiadi di Vancouver, è inaccettabile l'assenza degli atleti presenti all'evento. 5.0›






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