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Army of Two: Il 40° Giorno

Recensione - Army of Two: Il 40° Giorno

di Davide Mapelli / MAPO78 P 24 gen 2010
Sono passati due anni da quando EA produsse il primo Army of Two, uno sparatutto che puntava molto sulla cooperazione tra i due protagonisti ma che non riuscì ad imporsi come previsto a causa di difetti, più o meno gravi, che ne minavano le qualità. Ora Rios e Salem sono tornati, tirati a lucido in questa seconda avventura; vediamo nella nostra recensione se i due mercenari hanno imparato dai loro errori.

Il Gioco

Esattamente come il predecessore, Army of Two: Il 40° Giorno è uno sparatutto in terza persona fortemente caratterizzato dalla cooperazione tra i due compagni. L'azione si svolge interamente a Shanghai, affascinante e caotica metropoli orientale. I due mercenari si trovano nella città cinese per svolgere una missione, che si rivela da subito troppo semplice per essere vera. Infatti, nel giro di qualche minuto, capiremo di essere finiti nel posto peggiore del globo, nel bel mezzo di un attacco terroristico di proporzioni immani: esplosioni, palazzi che crollano, aerei che vengono dirottati e lanciati come ordigni volanti contro obiettivi sensibili. Rios e Salem si ritrovano nel bel mezzo di una vera e propria zona di guerra e la loro missione diventa semplicemente capire cosa stia succedendo e trovare un modo per fuggire dalla città in rovina. Questo, a grandi linee, il plot narrativo in cui ci immerge il gioco.

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Come accennato, le meccaniche di gioco proposte sono le stesse a cui EA Montreal ci aveva abituato nel primo episodio: possiamo quindi cooperare tra due giocatori, sia in split screen che attraverso Xbox Live, facendo ancora affidamento sull'Aggro Meter che ci consente di far fare fuoco di soppressione ad uno dei due protagonisti per permettere all'altro di agire in maniera indisturbata attraverso le linee nemiche. Immancabili le porte o meccanismi vari in cui abbiamo bisogno della forza di entrambi i mercs per enfatizzare il senso di lavoro di squadra, indispensabile per proseguire, per non parlare dei siparietti che i due antieroi ci regalano di tanto in tanto. Naturalmente non possono mancare features aggiuntive ed inedite rispetto al primo episodio: ecco quindi che entra in azione il rinnovato visore in dotazione alle bellissime maschere. Attraverso esso possiamo non solo visualizzare la giusta strada da seguire nel contesto della missione, ma anche vedere le sagome dei nemici coperti da strutture, potendo in seguito renderli bersagli designati per sfogare la nostra forte voglia di riempirli di piombo. Altra interessante e ben implementata possibilità è quella di poter cogliere di sorpresa il nemico ed usarlo come ostaggio; dopo aver catturato un ufficiale possiamo minacciare i suoi uomini, facendoli arrendere, per poi decidere il loro destino. In alcuni casi queste azioni servono per poter salvare degli ostaggi, offrendoci un piccolo, ma piacevole lato stealth ad un gioco casinista come pochi. Da segnalare anche altre scelte morali che coinvolgonoalcuni personaggi secondari della trama; peccato solo che queste, sebbene accompagnate da piacevoli sequenze filmate, risultino fini a se stesse, incapaci di modificare minimamente la trama o il proseguimento del gioco.

Ampliata anche l'esperienza online. Oltre all'immancabile possibilità di affrontare l'intera storia in due, troviamo anche diverse modalità competitive a squadre tra cui Warzone, dove saremo divisi in due team e dovremo compiere vari obiettivi che spaziano dall'uccisione di alcuni VIP della squadra avversaria alla protezione di dispositivi e cosi via, oppure il Deathmatch Co-op nel quale veniamo invece divisi in varie squadre da due elementi pronti ad ammazzarci allegramente per decretare la coppia vincitrice. Per chi ha preordinato il gioco è inoltre disponibile un'ulteriore modalità cooperativa sulla falsariga dell'Orda di Gears of War 2, dove ondate di nemici guidati dalla CPU ci attaccano a ripetizione. Modalità che sarà disponibile gratuitamente per tutti dal prossimo febbraio.

Amore

Contesto apocalittico

- Ammetto che l'idea di ambientare questo secondo capitolo in una unica location a suo tempo mi fece storcere il naso, a causa della possibile monotonia del tutto. Fortunatamente mi sbagliavo, visto che la Shanghai in rovina che il gioco ci propone mi ha dato l'impressione di essere l'habitat perfetto per Salem e Rios. Una città sconvolta, ricreata benissimo, con distruzione ovunque ed eventi scriptati che ne enfatizzeranno la drammatica situazione e che ci caleranno alla perfezione nella parte. Un plauso per questa scelta coraggiosa ma assolutamente azzeccata, mai noiosa e sempre spettacolare. Alcuni scorci cittadini sono assolutamente evocativi, ben progettati ed efficaci, ricchissimi di particolari. Un deciso passo avanti per la serie.

Personalizzazione totale

- Siamo mercenari e ogni nostro gesto ci frutta un bel gruzzolo di quattrini, non vorremo mica nasconderli nel materasso, vero? Ma certo che no, ecco quindi in soccorso alla nostra voglia di shopping la possibilità di comprare accessori ed armi, ma anche di modificare e "pimpare" il nostro arsenale. Possiamo modificare ogni singolo aspetto delle nostre armi, cambiare la canna, il calcio, aggiungere mirini, silenziatori o accessori di fortuna che troviamo sparsi nella città (favoloso il silenziatore-lattina), per poi sbizzarrirci a scegliere anche i colori dando sfogo ai tamarri che ci sono in noi. Tutto ciò non vi basta? Bene, loggatevi al sito armyoftwo.com e potrete addirittura creare le vostre maschere personalizzate da riusare poi nel gioco e condividere con gli amici.

Tante interessanti novità

- La collaudata meccanica di gioco è stata migliorata con alcune aggiunte davvero apprezzabili: la possibilità di prendere ostaggi agendo di nascosto sfruttandoli anche come scudi umani, i civili da salvare, le particolari scelte morali e la possibilità di simulare la resa di fronte al nemico, ma anche la personalizzazione ben più profonda del passato, sono tutte ottime aggiunte che rendono il gioco completo e con un gameplay solido e molto divertente.

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Odio

Troppo corto

- Peccato che l'introduzione delle buonissime novità non abbia cancellato alcuni difetti già presenti nel primo episodio. In primis la durata, ridotta davvero al minimo sindacale. Sette missioni per meno di sette ore di gioco, cercando anche i collezionabili sparsi per Shanghai, anche essi in numero ridotto, è davvero troppo poco. Certo, sfruttando la modalità cooperativa la rigiocabilità del titolo ne guadagna, ma ciò non può farmi sorvolare su una durata davvero misera. Se poi penso a quanto sia efficace ed appagante il gameplay, il risentimento cresce: ne volevo di più!

IA altalenante

- Se da un punto di vista i nemici si comportano in maniera credibile, cercando riparo ed aiutandosi vicendevolmente, dall'altro spesso mostrano delle routine comportamentali davvero imbarazzanti. Mi è capitato più volte di far fuori decine e decine di nemici mirando sempre nello stesso punto, visto che era una zona di passaggio e visto che mai nessuno dei geniali cattivoni ha anche solo cercato un altro percorso alternativo, buttandosi incontro a morte sicura. Stesso dicasi se si abusa dell'Aggro. Facendo fuoco di soppressione col nostro compagno possiamo agire liberamente, troppo liberamente, arrivando anche a pochissimi centimetri dal nemico senza essere mai notati, potendo compiere il nostro massacro quotidiano.

Multiplayer

- Il comparto multigiocatore competitivo non è all'altezza della modalità Storia; oltre ad un chiaro downgrade grafico a favore di una migliore connessione, aspetto comunque da verificare vista la forte difficoltà nel trovare partite con Ping sufficientemente basso, il personaggio mi è parso ostico da manovrare, distante anni luce dalla maneggevolezza che abbiamo in un Gears of War ad esempio, risultando spesso impacciato. Anche i controlli fanno il loro per peggiorare la situazione, visto che la possibilità di cambiare angolazione della telecamera, da una spalla all'altra, si rivela un fastidio in questa modalità mentre è utile nel gioco in singolo.

Tiriamo le somme

Army of Two: Il 40° Giorno è un buon gioco che poteva essere ottimo. La durata è al minimo possibile e la cosa brucia ancor di più a causa della solidità dell'intero impianto di gioco, davvero apprezzabile. Se vi è piaciuto il primo, certamente questo secondo episodio saprà conquistarvi e divertirvi, anche se per breve tempo. Purtroppo resta quell'amaro in bocca dato da un'occasione in parte sprecata, forse ancor di più che nel caso del predecessore, viste le ottime aggiunte a livello di gameplay e la rinnovata veste grafica. Si doveva fare di più. 7.8

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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