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Dynasty Warriors 6: Empires

Recensione - Dynasty Warriors 6: Empires

di Davide Mapelli / MAPO78 P 7 lug 2009
Puntuali come un orologio svizzero, anche quest'anno Koei ed Omega Force ci propongono l'ennesimo capitolo di una delle saghe videoludiche più longeve e ricche di capitoli di sempre. Prepariamoci ad affrontare migliaia di nemici contemporaneamente ed a conquistare l'intero Impero Cinese in Dynasty Warriors 6: Empires, del quale vi proponiamo la nostra recensione.

Il Gioco

Ambientato come sempre durante il turbolento periodo dei Tre Regni nella Cina dei primi secoli d.C., anche questo capitolo della serie Dynasty Warriors si basa sul massacro indiscriminato di orde di avversari, gameplay ormai tipico di questa serie dal 1997, mettendoci nei panni di uno dei tantissimi personaggi, regnanti e non, presenti nel gioco. Come d'abitudine abbiamo la possibilità di scegliere il nostro condottiero tra un roster ampio, forte di 40 e più personaggi utilizzabili.

A differenziare maggiormente questo prodotto dalla saga madre, Dynasty Warriors, o dagli altri spin of quali Warriors Orochi è, la modalità di gioco: Empires. Come già accaduto nei precedenti giochi della serie, abbiamo a disposizione l'intero territorio Cinese da conquistare, selezionando uno tra i cinque periodi storici proposti; in ognuno di essi abbiamo a che fare con tumulti e nemici differenti, dall'ormai celebre "Rivolta dei Turbanti Gialli" sino alla fittizia "Land in Chaos" creata appositamente per questo gioco. A seconda dell'eroe scelto, possiamo affrontare la campagna in due modi differenti: come Regnante oppure come semplice Ufficiale; nel primo caso siamo il Re di una delle fazioni impegnate nei combattimenti, potendo cosi contare su opzioni e scelte inedite, a partire dall'uso delle particolari carte di gioco. Queste si rivelano da subito molto utili, potendo fornirci bonus di ogni genere influenzando lo svolgimento del gioco. Possiamo ad esempio godere di un maggior numero di punti esperienza ricevuti per potenziare il nostro esercito, oppure recuperare un maggior quantitativo d'oro durante gli scontri e così via. Le possibilità offerte son davvero tante e, combinando le carte usate, possiamo ottenere dei significativi vantaggi sulle truppe nemiche. Una volta impostata la nostra tattica, i nostri ufficiali e le utilissime carte, possiamo selezionare uno dei territori da invadere e buttarci in battaglia, sperando però di non essere noi attaccati noi stessi dai regni confinanti.

Comandando invece un Ufficiale non abbiamo più la possibilità di utilizzare i potenziamenti forniti dalle carte, ma dobbiamo semplicemente svolgere gli incarichi che il nostro sovrano ci imporrà al Concilio, oppure occuparci di missioni da mercenario per poter sviluppare ulteriormente le nostre capacità e gli introiti. Sebbene possano sembrare due modalità distinte, sono invece collegate l'una all'altra; perdendo le battaglie da Sovrano, perderemo anche il nostro stesso regno venendo declassati a Vagrant, un combattente in cerca di un regno da servire. Al contrario, iniziando una carriera da Ufficiale, i nostri successi in battaglia possono farci riscuotere talmente tanto successo da farci rovesciare il nostro stesso sovrano sottraendogli il potere e tutti i privilegi ad esso correlati, per puntare direttamente al trono di Imperatore.

Amore

Modalità Empires

- La modalità principale è creata davvero bene, garantendoci una grande varietà di situazioni; l'uso delle particolari carte da gioco, la possibilità di catturare ed arruolare altri ufficiali sul campo incrementando a dismisura le nostre truppe, la possibilità di far carriera puntando al trono di Imperatore, fino ad arrivare alle opportunità di iterazione tra i vari personaggi che ci permettono anche di trovare moglie, rafforzano uno dei maggiori punti deboli di questa saga: la profondità e la varietà di gioco.

Crescita del Personaggio

- Come da tradizione, è immancabile la possibilità di migliorare le caratteristiche del nostro combattente compiendo con successo le missioni; oltre a questo abbiamo apprezzato il nuovo metodo di crescita delle nostre armi. A differenza del passato, dove potevamo raccogliere armi migliori e più potenti proprio sui campi di battaglia, stavolta anche la nostra stessa arma può essere potenziata a nostro piacimento, spendendo parte dell'oro ricavato. Possiamo così ottenere delle compagne di lotta davvero potenti, con quattro ulteriori attacchi speciali ed altre cinque caratteristiche uniche a seconda delle nostre esigenze.

Edit Mode

- Oltre alle tante possibilità offerte dalla campagna e le molte variabili offerte dallo sviluppo del personaggio e della propria arma, finalmente Koei ha deciso di offrirci un editor completo per poter creare il nostro condottiero dal nulla. Certamente abbiamo visto funzioni simili ben più profonde e complete, ma è apprezzabile lo sforzo fatto dai programmatori per aggiungere questa interessante possibilità. Inoltre, proseguendo nella lotta, sbloccheremo nuove armature e parti dell'abbigliamento per incrementare le possibilità di personalizzazione già presenti.

Odio

Tecnicamente obsoleto

- Anche questo ennesimo capitolo soffre, purtroppo, dei soliti, onnipresenti problemi tecnici. La quantità su schermo dei nemici è ancora maggiore e solo raramente il motore grafico accusa il colpo producendo rallentamenti, ma il vero problema è il continuo e fastidioso pop-in di molti oggetti di contorno: spostandoci sul campo di battaglia notiamo alberi ed altri particolari comparire dal nulla al nostro avvicinarsi. Come se non bastasse, abbiamo anche la spiacevole sorpresa della sparizione di elementi minori, quali piccoli arbusti o cespugli, che scompaiono letteralmente man mano che ci avviciniamo a loro. Praticamente avremo vari oggetti che appaiono dal nulla per poi sparire, difetto che si riscontra in maniera evidente durante le fasi di spostamento e, fortunatamente, meno fastidioso durante i combattimenti. Anche molte delle textures che ricoprono gli sfondi sono da censurare, risultando ad una definizione eccessivamente bassa. Avremmo gradito un numero di truppe su schermo magari appena minore, per una migliore resa generale.

Una sola modalità

- Sebbene curata, davvero profonda e ricca di possibilità, la presenza di un'unica modalità di gioco ci sembra comunque troppo poco; nessuna missione libera dove poter usare il nostro personaggio potenziato, nessuna modalità competitiva o cooperativa online tranne che per la sola possibilità di affrontare in due sulla stessa console la modalità Empires, penalizzano ulteriormente il giudizio globale su questo gioco. Oltretutto la mancata localizzazione in italiano può essere un ostacolo per chi non ha confidenza con l'inglese, visti i molti menu a disposizione.

Gameplay ripetitivo

- Nonostante le tante possibilità presenti ed alcune nuove features interessanti, pad alla mano anche questo capitolo della serie si rivela praticamente identico ai suoi predecessori. Il gameplay alla lunga può risultare noioso, costringendoci ad un continuo Button Mashing e poco più, con poche variazioni in alcune missioni da ufficiale; cosa invece ancora più evidente una volta diventati Ruler, in questo caso ogni missione sarà identica alle altre, riducendosi alla semplice conquista di alcune basi per liberare la strada alle nostre truppe e condurle all'accampamento principale dei nostri avversari.

Tiriamo le somme

Consigliato ai fan degli Hack'n Slash di Koei come miglior incarnazione della serie Empires, potrebbe anche essere preso in considerazione da chi è in cerca di un gioco che permette di devastare migliaia di nemici in ogni missione in relativo relax. Il gameplay sempre uguale a se stesso ed alla lunga monotono e gli evidenti difetti grafici sono i principali deterrenti all'acquisto di questo Dynasty Warriors 6: Empires. 6.0

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