Recensione - X-Men Origins: Wolverine
di
Roberto Vicario / Spr1ggan86
P 3 mag 2009
Il Gioco
Wolverine ha dalla sua, oltre ai fidi artigli, anche alcuni poteri speciali: i sensi ferali ci permettono di attivare una sorta di super-vista per trovare gli oggetti sensibili della mappa o più semplicemente per trovare la strada nel caso ci dovessimo perdere, inoltre abbiamo a disposizione 4 tipi diversi di attacco speciale che potremo usare solamente dopo aver riempito una determinata barra speciale. Questi attacchi sono più potenti rispetto a quelli usuali, arrecando molti più danni tra le linee nemiche. Un’altra abilità molto utile è l’affondo: questo potere ci permette di spiccare enormi salti per attaccare di sorpresa i nostri nemici. I cattivi che intralceranno la missione di Logan sono piuttosto vari, ognuno con delle caratteristiche principali che, seppur non di molto, ci costringono ogni volta a cambiare strategia per poterli uccidere. Immancabili inoltre i classici boss finali, rappresentati da alcuni famosi villain del mondo mutante Marvel.
IL gioco presenta inoltre alcuni elementi presi in prestito dal genere RPG: man mano che Logan accumula esperienza, sale di livello con un conseguente incremento dei suoi poteri, sia sotto forma di resistenza ai colpi che di potenza offensiva. Durante l’avventura abbiamo poi anche la possibilità di raccogliere determinati poteri che aumenteranno ancora di più l'efficacia di Wolverine. Infine, i ragazzi di Raven non hanno dimenticato i fan nostalgici del vecchio Logan: sparsi per i livelli troviamo dei modelli di wolverine che permettono di sbloccare i vecchi costumi di Logan.
Amore
Violenza animale
- X-Men Origins: Wolverine è vietato ai minori di 18 anni, e dopo averlo testato a fondo abbiamo capito perché. Gli sviluppatori di Raven sono riusciti ad inquadrare benissimo il lato animale di Logan, e quando combatte, dai semplici nemici ai boss finali è un tripudio di decapitazioni e arti smembrati. Un titolo che fa sicuramente concorrenza a giochi come Gears of War 2 e God of War per la violenza che riesce ad esprimere.Wolverine è sempre Wolverine
- Inutile negare che il carisma del personaggio fa molto in un gioco. E Logan in quanto a carisma ne ha da vendere. Vi capiterà più di una volta di esultare quando avrete abbattuto un elicottero solamente con i vostri artigli, oppure di ridere ad una delle sarcastiche battute di Wolverine.Longevità
- Per essere un tie-in cinematografico, troviamo una longevità sicuramente superiore alla media: per portare a termine la campagna principale servono mediamente quindici ore, e una volta completata possiamo decidere di rigiocare in modalità più difficile oppure per trovare tutti i costumi alternativi. Quindi anche il fattore rigiocabilità si attesta su livelli più che soddisfacenti.Odio
Grafica inconsistente
- Seppur nel complesso non si possa disprezzare visivamente, non siamo pienamente soddisfatti del lavoro svolto da Raven, a causa dei troppi alti bassi: ottime textures si affiancano ad altre di pessima fattura, ed effetti molto belli ne accompagnano altri che ricordano la prima xbox. Aggiungiamo a questo un aliasing troppo marcato: si poteva sicuramente fare di più.Pericolo monotonia
- La lunga durata del titolo è un’arma a doppio taglio, perché nonostante la sufficiente varietà di nemici e l’introduzione di qualche enigma, la monotonia è sempre nell’aria per via di un gameplay sempre troppo simile. Tuttavia il fatto che Logan si cosi carismatico potrà aiutarvi a passare sopra la ripetitività del gioco.Tiriamo le somme
X-Men Origins: Wolverine è senza dubbio uno dei migliori tie-in cinematografici presenti sul mercato: i ragazzi di Raven Software hanno svolto un ottimo lavoro nostante gli evidenti limiti emersi in fase di test. Lo consigliamo sicuramente, oltre che ai fan del mutante di casa Marvel per i quali l'acquisto è scontato, a tutti coloro che desiderano un gioco pieno d'azione, spettacolare e violento, purchè disposti a chiudere un occhio su qualche incertezza grafica. 7.3›






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