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Stormrise

Recensione - Stormrise

Chiunque segua da almeno qualche anno l’evoluzione ludica dei titoli per console non potrà far a meno di notare che con la nuova generazione si è innescata una piccola rivoluzione, oltre che tecnica anche di contenuti. Ci riferiamo in particolare al genere degli strategici in tempo reale, che si sta affacciando con sempre maggior insistenza e con sempre maggiori consensi in un mondo che in passato lo vedeva come grande escluso. Ecco quindi che con Stormrise Sega tenta di regalare a tutti gli aspiranti strateghi un nuovo titolo con cui saggiare le proprie abilità militari: analizziamone le caratteristiche.

Il Gioco

L’ambientazione di Stormrise, per quanto inflazionata e non propriamente originale, risulta in ogni caso piuttosto interessante e godibile: a seguito dell’ennesimo conflitto globale, l'umanità ha compromesso quasi irrimediabilmente i delicati equilibri di un pianeta Terra già al limite del collasso. Nell’ ultimo disperato tentativo di rimediare ai propri terribili errori, le potenze mondiali danno fondo a tutte le proprie risorse tecnologiche e tentano un audace processo di “terraformazione” del pianeta. Inutile dire che il piano si rivela drammaticamente fallimentare e la superficie del pianeta è ora piagata da violente tempeste di fuoco, che non lasciano altra scelta agli esseri umani se non quella di rifugiarsi all’interno di bunker e di mettersi in stasi criogenica nell’attesa che la situazione si normalizzi. Al termine del loro sonno forzato, i superstiti alla catastrofe si trovano però a dover fare i conti con un’altra minaccia: una nuova belligerante razza è sorta dalle fiamme del mondo esterno, e mira ora al dominio di quel poco che resta della Terra. Eccoci allora a comandare le truppe dei valorosi Echelon contro le temibili forze Sai, armati di esoscheletri robotici, armi ultratecnologiche e soprattutto di tanta strategia.

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Il gameplay alla base di Stormrise può collocarsi a metà strada tra quello provato in EndWar e quanto visto nei titoli della serie Command & Conquer, nel senso che se da un lato si possono addestrare in tempo reale le unità da schierare in battaglia, diversamente da ciò che avveniva nel titolo Ubisoft, mentre dall’altro non è necessario gestire le operazioni di “produzione” delle risorse, dato che queste vengono generate automaticamente controllando speciali nodi energetici presenti sulla mappa. L’obbiettivo principale del giocatore è quindi quello di conquistare tali postazioni sottraendole al nemico, e di difenderle strenuamente dato che, come facilmente intuibile, più sono i nodi in nostro possesso, più punti energia (i “crediti” nel gioco) vengono generati e di conseguenza maggiori sono le forze trasportabili sul campo di battaglia. Fattore che viene molto enfatizzato nella produzione targata Sega è quello legato al posizionamento delle truppe e alle coperture: soldati schierati in postazioni sopraelevate rispetto ai nemici hanno nei loro confronti un enorme vantaggio strategico, e quindi la conquista di tetti di edifici o torri risulta di vitale importanza. Le mappe che visitiamo durante la campagna o nelle singole schermaglie sono state progettate proprio per esaltare questo aspetto, e offrono numerose possibilità di crearsi situazioni di vantaggio, così come moltissime sono le architetture che possono offrire punti di riparo alle milizie.

Amore

Fascino post-apocalittico

- Il punto di maggior forza di Stormrise, e a nostro avviso l’unico suo aspetto positivo, è costituito dalla sceneggiatura, che per quanto possa a volte dare una fastidiosa sensazione di già visto, riesce comunque ad intrigare il giocatore spingendolo a proseguire nell’ avventura per vedere cosa succede dopo. Le ambientazioni offrono paesaggi che spaziano da agglomerati urbani in rovina a deserte distese sabbiose, cercando (ed in rari casi riuscendo) a trasmettere le angoscianti sensazioni di un mondo violento e senza speranza, anche grazie all’uso di una palette cromatica che predilige tonalità piuttosto spente. Il discreto numero di unità presenti, piuttosto bilanciate tra di loro, comprende pesanti mezzi terrestri robotizzati, soldati di fanteria diversificati per specializzazione ed unità d’assalto aereo, assieme alle controparti organiche dell’esercito Sai, ed offrono al giocatore la possibilità di cimentarsi in diverse tattiche d’assalto, assecondandone le inclinazioni belliche. Le mappe di gioco sono piuttosto vaste e le missioni, rispetto ad altri prodotti dello stesso genere, richiedono tempi mediamente più lunghi per essere completate.

Odio

Out of control

- Per il loro Stormrise, gli sviluppatori di Creative Assembly hanno tentato di introdurre un nuovo, pionieristico sistema di controllo che mira a semplificare quanto più possibile il controllo delle unità, così da non doverci far rimpiangere l’assenza di un mouse. Il tentativo di introdurre un’ importante novità è senz’altro encomiabile, ma ci auguriamo di non dover mai più avere a che fare con un interfaccia di comando tanto imprecisa e mal progettata. In tutt’altro che funzionale sistema lavora in questo modo: la telecamera di gioco segue sempre l’unità selezionata, non è possibile farla scorrere lungo il campo di battaglia, e muovendo la levetta destra nella direzione di un’altra truppa ci permette di selezionarla, con conseguente spostamento dell'inquadratura su quest’ultima. La cosa sembra anche funzionare discretamente fino a quando le pedine in gioco sono poche e vicine tra loro (in pratica solo nel tutorial), ma risulta praticamente impossibile prendere il controllo dell’ unità desiderata quando le forze in campo diventano più numerose, ed ancor di più quando queste sono distanti dalla visuale di gioco. Esiste una mappa tattica, ma da questa non è possibile controllare nulla: serve unicamente a visualizzare le unità alleate e nemiche, e risulta peraltro mal realizzata e di difficile consultazione.

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Ritorno al passato

- La realizzazione tecnica di Stormrise è francamente imbarazzante, ed con tutta la buona volontà non si riesce a trovare un solo aspetto che si avvicini alla sufficienza: cominciamo con le texture scadenti, sicuramente tra le peggiori viste sulla nuova console Microsoft e comunque inferiori anche a molti titoli della vecchia Xbox. I modelli di soldati e mezzi sono terribili, spigolosissimi, dal design poco azzeccato e animati in maniera davvero pessima, con brusche transizioni da una azione all'altra. La telecamera che segue costantemente le unità si va spesso a “piantare” nei poligoni che costituiscono edifici e strutture, togliendo completamente e per lunghi secondi la visuale al giocatore, obbligandolo ad aggiustamenti manuali troppo spesso infruttuosi. Frequentissimi anche i fenomeni di bad-clipping e le compenetrazioni poligonali, che trovano l’apice nel caso delle raffiche di mitra che attraversano le pareti, fatto che lede il gameplay ancor prima che l’ aspetto estetico. A tutto ciò aggiungete abbondante aliasing, una pessima illuminazione dinamica e un reparto sonoro sotto la soglia della mediocrità per via di un doppiaggio italiano per nulla convincente e una tendenza alla ripetitività degli scenari, e traete da soli le dovute conclusioni.

Tiriamo le somme

Stormrise riesce a miscelare sapientemente un gameplay reso insostenibile da un sistema di controllo frustrante e praticamente impossibile da padroneggiare ad un aspetto tecnico d’altri tempi, nell’accezione negativa del termine. E se un tempo si sarebbe potuto giustificare il lavoro del team di sviluppo asserendo che le console non favoriscono il degno sviluppo di giochi di tal genere, oggi fortunatamente non è più così: di strategici validi per Xbox 360 ce ne sono ormai molti ed il nostro consiglio è di gettarvi su quelli, ignorando completamente questo abominio. 3.0

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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