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Wanted: Weapons of Fate

Recensione - Wanted: Weapons of Fate

A diversi mesi dall'uscita nelle sale di Wanted: Scegli il tuo Destino, Warner Bros. continua l'avventura del protagonista Wesley con una storia che lo immerge di nuovo tra piogge di proiettili e scariche d'adrenalina. Riuscirà l'abile tiratore a far centro anche nel mondo dei videogiochi? Scopriamolo insieme.

Il Gioco

Wanted: Weapons of Fate riprende il cammino di Wesley Gibson dalla fine della pellicola cinematografica, mettendolo sulle tracce degli eventi che hanno portato all'uccisione della madre: il protagonista si sveglia in seguito ad un incubo in cui vede la madre uccisa a sangue freddo mentre lo tiene in grembo, neonato. Da qui parte una lunga ricerca che porterà il protagonista nel cuore della sezione francese della Fraternità, la setta di assassini di cui faceva parte anche il padre. E durante il viaggio ripercorriamo infatti anche parti del passato del padre di Wesley, Cross, ritenuto uno dei più grandi assassini mai esistiti: le missioni di Wesley si alternano ad altre in cui impersoniamo Cross, con la possibilità di usare la sua particolare abilità di combattimento con due pistole.

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Come tipo di gioco, Wanted: Weapons of Fate si inserisce nel filone degli sparatutto in terza persona inaugurato da Gears of War, con una visuale da dietro le spalle ed un sistema di copertura ad "aggancio" dietro i molti ripari presenti nei livelli. Gli sviluppatori GRiN hanno però arricchito la ricetta con alcune interessanti novità: quella maggiormente pubblicizzata è sicuramente la possibilità di sparare proiettili a traiettoria curva, grazie ai quali possiamo agganciare un nemico dietro un riparo, scegliere la traiettoria del proiettile e, se non vi sono ostacoli, colpire il malcapitato senza che questo sia direttamente visibile. Questa abilità fa parte di una serie di poteri, tra la possibilità di sparare a più nemici in bullet-time, utilizzabili spendendo l'energia adrenalinica guadagnata quando si uccide qualcuno. Altra interessante novità è anche la capacità di Wesley (e del padre) di passare velocemente da un riparo all'altro, sia lateralmente che in avanti, eludendo così il fuoco nemico. Il gioco ci permette inoltre di uccidere i nemici in corpo a corpo, senza particolari problemi: basta premere il pulsante B quando si è vicini a un nemico, e parte automaticamente una animazione di uccisione con pugnale e tanto di schizzi di sangue sulla telecamera.

Amore

Cover Action

- Il particolare sistema di copertura di Wanted: Weapons of Fate, unito all'uso dei poteri speciali del protagonista, lo rendono particolarmente divertente da giocare: saltare da un riparo all'altro mentre si alternano uccisioni con proiettili curvi o al rallentatore, dà una certa soddisfazione viscerale. Una esperienza piuttosto appagante, che ci piacerebbe vedere ripresa in futuro da altri giochi.

Quick Time Shooting

- Una delle novità più interessanti di Wanted: Weapons of Fate è l'introduzione di sequenze durante le quali il protagonista si muove automaticamente, ed a noi tocca sparare in pochi secondi ai nemici che ci troviamo di fronte di volta in volta. E' una sorta di incrocio tra un Quick Time Event ed uno sparatutto su binari alla House of the Dead, che dà vita a scene altamente cinematografiche e molto belle da vedere.

Bullet Camera

- Tra i momenti che ci hanno esaltato maggiormente segnaliamo quelli in cui, a seguito di un colpo curvo andato a segno, la telecamera segue al rallenty il proiettile fino al povero destinatario, come visto anche nel film. Questo non avviene sempre, si attiva generalmente quando uccidiamo l'ultimo nemico di un'ondata, e quando avviene è decisamente soddisfacente. Lo è ancor più quando lo facciamo con il padre di Wesley, Cross, il quale usa una tecnica chiamata "Tempesta di schegge" che gli permette di sparare più proiettili contemporaneamente che poi esplodono addosso al malcapitato di turno, coinvolgendo anche altri eventuali nemici vicini: in questo caso vediamo un gruppo di proiettili seguire la traiettoria curva fino a destinazione, con un effetto estremamente spettacolare.

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Odio

Già fatto?

- Wanted: Weapons of Fate è corto, davvero troppo corto. L'abbiamo completato in poco più di quattro ore, dopo di che rimaneva ben poco tranne la possibilità di rigiocare la storia ad un maggior livello di difficoltà. E' una durata che può andar bene per un titolo Live Arcade, ma non certo per un gioco venduto nei negozi, che ci aspetteremmo potesse tenerci occupati per diversi giorni.

Troppo ripetitivo

- Anche se i livelli sono molto vari, le situazioni affrontate sono sempre le stesse: gruppo di nemici, copertura, un paio di colpi curvi, avanti fino al prossimo gruppo di nemici. Ogni tanto il menu cambia con l'introduzione di sequenze con mitragliatrice fissa o fucile di precisione, ma sono troppo brevi perché pesino davvero sull'economia complessiva del gioco. L'IA dei nemici non aiuta, visto che si comportano nello stesso modo dall'inizio alla fine e non offrono quindi un livello di sfida variabile, e anche il passaggio da Wesley a Cross non rende l'esperienza più varia, visto che i due hanno sostanzialmente le stesse abilità e set di mosse.

Grafica al Neon

- Graficamente Wanted: Weapons of Fate fa un buon lavoro, con una buona riproduzione dei personaggi e degli ambienti, ma quello che a nostro avviso rovina il tutto è il particolare sistema di illuminazione adottato, che fa sembrare gli oggetti come se emanassero una luce propria, quasi fosforescenti. Questo gli conferisce una resa visiva poco realistica e molto "impastata", che potrebbe magari essere considerata un particolare tocco artistico, ma che a noi non è piaciuto.

Tiriamo le somme

Wanted: Weapons of Fate unisce interessanti intuizioni di gameplay ad uno stile molto cinematografico, creando una esperienza sicuramente divertente anche se tendente al ripetitivo. Purtroppo i suoi pregi vengono largamente oscurati dalla scarsissima longevità, assolutamente inadeguata ad un titolo venduto a prezzo pieno. 6.8

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L'autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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