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img Mega Man 11
copertina

Recensione - Mega Man 11

Dopo circa trent’anni, Capcom rispolvera finalmente la sua storica mascotte, Mega Man, che fece scuola nel periodo d'oro degli action-platform a 8 e 16 bit. Abbiamo finalmente potuto provare a fondo Mega Man 11: eccovi cosa ne pensiamo!

Il Gioco

Nato nel 1987 riscuotendo un successo fuori dal comune sia in Giappone che nel resto del mondo, Mega Man non ha avuto una vita facile nell'ultimo decennio, ricevendo spesso e volentieri delle produzioni non proprio all’altezza della fama che lo precede. Con Mega Man 11 Capcom vuole però riscattarsi proponendoci un vero e proprio ritorno alle origini: infatti già dalle fasi iniziali del gioco vediamo come la narrativa sia appena abbozzata rispetto ad altri Mega Man, che invece vedevano cinematiche e filmati tra gli intermezzi. Qui abbiamo soltanto un accenno della rivalità tra il Dr Light e il Dr Wily, dove quest’ultimo anni prima aveva progettato il Double Gear, ossia uno strumento valido per potenziare i robot con due tipi di abilità: la velocità e la potenza. Il consiglio di amministrazione decise però che ai tempi non era l’idea più all’avanguardia, così negli anni a venire Wily progettò la sua vendetta. Troviamo quindi oggi il Dr Light a lavoro su alcuni robot mentre irrompe nel laboratorio proprio Wily, che grazie ad un nuovo congegno riesce a rapire e riprogrammare tutti i robot del suo rivale. E' questo il momento in cui entriamo in scena noi, ovvero Mega Man, con l’obiettivo di salvare il mondo e recuperare gli otto Robot Master del Dr Light proprio sfruttando il Double Gear sviluppato da Wily anni prima. E qui inizia l’avventura di Mega Man 11, facendo appunto affidamento ad un incipit narrativo non tra i più brillanti e originali, ma utile per dare maggior spazio al gameplay di gioco, su cui si sono fatti i principali sforzi.

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Mega Man 11 infatti mostra profonda attenzione alle fasi di gameplay, cercando di riportare in auge esattamente ciò che ha reso famoso il titolo, ossia una difficoltà più alta della media anche scegliendo quelle più semplici. Ma Capcom non si è limitata a sviluppare soltanto il classico Mega Man, ha cercato anche di diversificare l’esperienza proprio con il Double Gear che per l’appunto dona al protagonista due diversi power-up, che possiamo usare al semplice pigiare dei pulsanti dorsali e che hanno un tempo massimo di surriscaldamento, che però possiamo gestire al meglio secondo i nostri bisogni. L’utilizzo infatti non è ovviamente illimitato, ma disponibile soltanto per pochi secondi utili all’utilizzo della nostra strategia. Il primo power-up utilizzabile è lo Speed Gear, ossia un ingranaggio blu che aumenta la velocità del protagonista. Per quanto concerne l’aspetto del gameplay, questo rallenta il tempo quando viene utilizzato da Mega Man, simulandone così un aumento di velocità; usare lo Speed Gear consente di superare zone che vedono un approccio maggiormente platform, oltre a superare nemici messi in determinati punti critici. Rallentando il tempo, infatti, abbiamo maggiore possibilità di riuscire a superare parti non proprio accessibili, come quando nel livello di Torch Man ci insegue un fuoco e dinanzi a noi abbiamo dei salti e degli ostacoli da evitare al volo, ma è anche utile nel combattimento contro i mid-boss ed i boss master, così da permetterci di calcolare bene alcuni tempi di schivata e attacco.

MX Video - Mega Man 11

L’altro power-up è il Power Gear, ovvero un ingranaggio rosso che aumenta la potenza di Mega Man. Quando viene usato, gli permette di sparare due colpi caricati insieme (un colpo carico normale, seguito da un colpo caricato di colore rosso), facendo indietreggiare leggermente il protagonista per il potente rinculo. Insieme questi due poteri danno vita ad una combinazione di entrambi in un unico e assoluto potere, chiamato per l’appunto Double Gear, ed è disponibile unicamente quando Mega Man ha poca salute, come estremo e rischioso ultimo tentativo. Attivando contemporaneamente Speed Gear e Power Gear, il tempo rallenta e i colpi sono ultra-potenziati. A differenza però del normale utilizzo dei singoli power-up, questo una volta attivato non può essere disattivato, quindi non possiamo sfruttarlo a nostro piacimento per evitare che si surriscaldi.

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Passando al resto, una volta entrati nel menu di gioco possiamo decidere noi quale livello affrontare a seconda dei Robot Master da salvare. Abbiamo libera scelta su questo piano, con livelli diversi tra loro seppur non spicchino di particolare originalità. Il modus operandi è lo stesso in ogni livello: si comincia affrontando delle sezioni più semplici che divengono man mano più complesse dopo ogni transizione di inquadratura, fino a raggiungere un mid-boss, ossia un nemico più potente della media da affrontare singolarmente, che una volta superato ci fa affrontare altre sezioni del livello fino ad arrivare al boss master, che rappresenta uno degli otto Robot del Dr Light. Tra questi troviamo Block-Man, Acid-Man, Bounce-Man, Torch-Man, Fuse-Man e altri ancora, che saranno ostili non appena ci vedranno; toccherà quindi a Mega Man riuscire ad affrontarli e a sconfiggerli superando le varie fasi del combattimento. Ogni boss infatti prevede vari tipi di attacco che utilizza a seconda della sua energia rimanente, risultando incredibilmente pericoloso nelle fasi finali. Una volta sconfitto, Mega Man acquisirà le sue abilità e potrà sfruttarle in tutti gli altri livelli come armi speciali.

Amore

Double Gear

- Ho trovato molto interessante l’utilizzo del Double Gear, sia utilizzando i singoli power-up (Speed Gear e Power Gear) che sfruttandoli insieme nei momenti più ostici a salute bassa: in entrambi i casi si tratta di un ottimo sistema che rende l’esperienza più varia e lontana dai classici di Mega Man, che in tempi moderni potrebbero mostrare il fianco ad una chiusura stilistica non troppo apprezzabile. Questa meccanica ha infatti reso disponibile l’inserimento di fasi di gioco legate al platforming con cui sfruttare maggiormente lo Speed Gear, anche se rimangono sezioni fattibili anche senza l’utilizzo di tale abilità: si tratta infatti di una facilitazione che, al contempo, non risulta esattamente come tale.

Boss e mid-boss

- La cura maniacale messa da Capcom nella realizzazione dei boss è davvero sorprendente. Ogni boss si trasforma durante il combattimento appena arriva ad una soglia di energia, cambiando quasi radicalmente il suo schema di movimenti. Ho apprezzato tantissimo questa varietà degli attacchi, così come si rimane quasi folgorati dalla bellezza estetica di ognuno di loro. Fuse-Man, per esempio, ad un certo punto sfrutta una velocità incredibile capace si causarci non pochi danni, mentre Block-Man diventa gigantesco stringendoci all’angolo e ancora Torch-Man diventa di fuoco e attaccandoci con missili grossi e bollenti. Anche i mid-boss sono molto interessanti, capaci di rendere la sfida ardua quasi quanto il boss finale.

Difficoltà

- Seppur molti di voi, almeno inizialmente, butteranno giù alcuni santi dal calendario, dopo diverse partite inizierete ad apprezzare al meglio il bilanciamento del gioco. Innanzitutto all’inizio dell’avventura vi sarà chiesto a che livello di difficoltà volete giocare e sinceramente vi consiglio di iniziare da principiante o facile, per prendere maggiormente confidenza con comandi e soprattutto familiarità con i livelli. A Normale l’esperienza è quella classica di Mega Man ed è più difficile di quando si pensi, mentre a Facile è decisamente più fattibile anche grazie ai checkpoint ben inseriti e soprattutto più numerosi. Ma oltre ai livelli di difficoltà, gli sviluppatori hanno aggiunto la possibilità di passare dal Laboratorio che funge da negozio di potenziamenti: qui è possibile potenziare il proprio arsenale, acquistare vite extra e dei moduli capaci di aiutarci molto in alcune sezioni di gioco. Una gestione della difficoltà finemente studiata per tutti i tipi di giocatore, dal più hardcore al più casual.

Odio

Design anonimo

- Anche se per quanto concerne l’aspetto visivo siamo su ottimi livelli, non possiamo definire tutto il resto allo stesso modo. L’estetica dei livelli è priva di originalità, cercando di mostrare una particolare affinità con il boss che dovremo affrontare; ad esempio nel livello di Block-Man ci troviamo molti blocchi di cemento da distruggere, mentre nel livello di Acid-Man ci sono pozze acide da evitare. Rappresenta un problema anche l’estetica dei nemici, inizialmente interessante e godibile ma che piano piano mostra una completa assenza di varietà, con nemici identici in tutti i livelli tranne che per colore e alcune “forme”. Si tratta quindi di un comparto artistico completamente anonimo che si salva soltanto grazie ad un impatto visivo molto interessante dato dall'ottima grafica di gioco.

Passaggi di memoria

- Nonostante abbia apprezzato la difficoltà di gioco e il suo bilanciamento, non si può dire lo stesso della struttura dei livelli. Alcuni di questi hanno sezioni davvero frustranti non tanto per la difficoltà, quanto più per un game design veramente mal strutturato, con tempi talvolta fuori logica. Mi è capitato più volte di morire nella stessa sezione finché non avessi imparato a memoria i movimenti, e credo che molti giocatori potrebbero trovare questa impostazione più frustrante che difficile.

Tiriamo le somme

Mega Man 11 risulta essere una produzione finalmente valida per il Blue Bomber rispetto ad alcune del passato sviluppate come titoli low-budget. Capcom si sta indirizzando verso una strada più consona per il protagonista e una futura nuova incarnazione, con tutti i miglioramenti del caso, potrebbe rappresentare il punto di svolta reale che si cercava. Mega Man 11, per quanto riesca finalmente a mostrare degna qualità grazie soprattutto ad uno svecchiamento delle meccaniche classiche che rimangono comunque fedeli all’originale, rimane chiuso nel suo guscio senza dare quel pizzico in più che gli avrebbe permesso di fare il salto di qualità. Consigliato sicuramente a tutti gli amanti di Mega Man, ma per chi non è così appassionato al personaggio o a questa categoria di giochi che fanno della difficoltà il proprio punto di forza, consiglio di attendere un calo di prezzo.
7.5

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L'autore

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Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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