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img Dead Cells

Recensione - Dead Cells

I francesi Motion Twin ci offrono la loro visione di un metroidvania condito da meccaniche roguelike, dove la morte non è altro che un mezzo per potenziarsi sempre di più ed attraversare con facilità i labirintici livelli del gioco. Abbiamo provato per voi l'atteso Dead Cells: ecco cosa ne pensiamo!

Il Gioco

Quando un titolo unisce tra loro tanti generi è facile lasciarsi ad un elenco di similitudini con titoli classici, ma se l'identità del gioco in questione è molto forte spicca talmente da distaccarsi da qualsiasi altro titolo. E' il caso di Dead Cells, nel quale le ispirazioni ad altri generi e giochi sono davvero tante e vistose, ma nonostante ciò riesce ad essere un prodotto con un'anima tutta sua, per molti versi parecchio diverso da quanto si sia visto in precedenza. Se infatti la struttura base del gioco è molto simile ai roguelite a scorrimento laterale come Rogue Legacy, con il protagonista che si potenzia costantemente di morte in morte mentre combatte in livelli generati proceduralmente, l'effettiva realizzazione del tutto presenta diverse novità.

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Il gioco ci vede nei panni di un misterioso guerriero appena resuscitato, che si ritrova però al posto della testa una fiamma capace di divorare le cellule dei nemici caduti per potenziare sempre più il guerriero stesso. Il guerriero si ritrova così a combattere in castelli pieni di demoni pericolosi, con aree che ad ogni passaggio mutano nella forma e nei contenuti. I combattimenti prendono spunto da parecchi giochi: le mosse acrobatiche di Prince Of Persia, gli attacchi con armi e oggetti dei Castlevania fino alle schivate tattiche di Dark Souls. Questo atipico miscuglio crea un gameplay veloce ed estremamente tecnico nonostante l'utilizzo di pochi tasti, che richiede parecchia attenzione poiché i nemici sono in grado di farci molti danni, riducendo in pochi colpi il guerriero in un mucchietto d'ossa che poi, di nuovo, verrà rianimato dalla sua mistica fiamma.

MX Video - Dead Cells

Ad ogni morte si ricomincia da capo, ma migliorandosi sempre più: esplorando le aree, sconfiggendo i nemici e completando i livelli è possibile ottenere sia monete spendibili nei negozi per comprare oggetti più potenti, sia soprattutto le anime dei nemici. Queste servono poi per ottenere dei potenziamenti permanenti che accompagnano il protagonista ad ogni run, permettendogli di causare più danni, aumentare la salute massima, amplificare la quantità di soldi ottenuti e così via, rendendo ogni nuova partita un po' più facile della precedente. Difficile finire il gioco alle prime partite anche per via di un protagonista inizialmente abbastanza debole, ma una volta capite le regole del gioco anche diventa facile migliorare le proprie statistiche aumentando così di volta in volta le percentuali di successo.

Ciò che più contraddistingue il titolo di Motion Twin, oltre a una grafica in pixel-art incredibilmente curata, atmosferica e ricca di dettagli, è forse la profondità del sistema di combattimento che ci mette a disposizione dozzine di armi, abilità e trappole differenti. Invece di prendere tutti semplicemente a pugni o a spadate, è possibile alternare bombe, fruste, magie elementali e molto altro. Con negozi che vendono armi di diverso tipo e aree segrete che nascondono armamenti da produrre, c'è qualcosa per ogni stile: combattimenti aggressivi corpo a corpo, più tattici dalla distanza, diretti ma cauti con schivate veloci da ninja e così via. Ogni area poi, oltre ai segreti, presenta spesso anche obiettivi secondari quali nemici ultradifficili che poi offrono ricche ricompense, oltre ad aree da raggiungere entro un tempo limite, anch'esse pieni di tesori fantastici.

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In pieno stile Metroidvania i livelli presentano anche vie inizialmente inaccessibili che poi, a furia di giocare, troviamo il modo di imboccare grazie a nuove mosse che permettono al giocatore, per esempio, di arrivare più in alto. Con la generazione casuale delle aree a ogni partita, tanti obiettivi secondari e dozzine di stili di combattimenti differenti non ci sono mai due partite identiche, ed dovremo ogni volta adeguarci a stili differenti e alle nuove abilità ed armi guadagnate nelle partite precedenti. Dead Cells ha molta profondità, varietà ed una difficoltà parecchio alta che si rende accessibile poco a poco grazie ai potenziamenti e alle nuove armi; contando anche tutti i contenuti secondari, c'è tranquillamente materiale per dozzine di ore di gioco, ben oltre al superamento di quello che dovrebbe essere il livello finale. Ottima notizia anche la presenza di tutti i testi a video in italiano.

Amore

Distruzione pixelata

- Lo stile in pixel-art di Dead Cells è ormai un classico dei giochi indie, ma è altresì vero che lo stile grafico del gioco è incredibilmente dettagliato e fluido, sia grazie ad animazioni curatissime con tanti frame, sia anche per un utilizzo sapiente degli effetti particellari come le ombre e le luci che danno un'aria molto più vissuta e credibile (nonché piuttosto inquietante) alle ambientazioni del titolo. Risulta davvero soddisfacente soprattutto ridurre in brandelli i nemici, che spariscono in una nube di cenere colorata. Indubbiamente uno dei giochi 8-bit/16-bit più affascinanti in circolazione.

Ottima profondità

- La varietà e la complessità di Dead Cells sono davvero impressionanti. Il gioco ci offre una incredibile quantità di armi differenti con usi totalmente diversi tra loro tra spade, fruste e frecce, abilità, magie, trappole di ogni genere e tanti modificatori che rendono ogni partita diversa dalla precedente. Ogni livello poi presenta aree segrete, sfide a tempo opzionali, e le possibilità di potenziarsi per le successive run sono tantissime. Vi aspettano dozzine d'ore di divertimento impegnativo e variegato!

Acrobatico!

- Un elemento che mi è piaciuto particolarmente in Dead Cells è l'aspetto acrobatico del titolo. Non si tratta di un platform game eccessivamente hardcore alla N++ per intenderci, ma il level design prevede molti saliscendi, catene su cui salire o scendere, piattaforme da affrontare in ogni direzione, tanti salti ed i combattimenti stessi offrono mosse che da una parte sembrano prendere spunto da quelle acrobatiche di Prince Of Persia fino a quelle brutali di Mortal Kombat, il tutto in uno stile molto dinamico.

Odio

Difficoltà che non fa sconti

- Un roguelite con elementi metroidvania e souls-like non poteva che ereditare anche la difficoltà spesso parecchio alta di questi generi, e questo certamente non è qualcosa che menzionerei come un difetto. Una cosa che potrebbe infastidire, invece, è il fatto che è molto facile morire per una disattenzione, perché l'invulnerabilità dopo un colpo subìto dura davvero poco, e se si è circondati da nemici è facilissimo essere uccisi in pochi secondi anche quando la partita sembrava andare bene, riportandoci al punto di partenza.

Generazione limitata

- Il level design di Dead Cells è per forza di cose altalenante, per via del fatto che si tratta di aree generate casualmente che cambiano a ogni partita. Purtroppo però i blocchi con cui cui vengono composte le aree dal sistema di generazione casuale sembrano piuttosto limitati, tant'è che all'interno di una stessa partita può capitare di trovare stanze praticamente identiche tra loro, con magari anche nemici posizionati negli stessi punti. Questo va inevitabilmente ad intaccare la varietà a lungo termine del gioco, ed è un peccato perché invece sul fronte abilità ed armi la varietà non manca di certo.

Tiriamo le somme

Dead Cells si propone come un potente ed appassionante gioco d'azione a scorrimento, che miscela elementi di più generi in un mix frenetico di combattimenti estremamente profondi e vari, e con uno stile artistico retrò ma incredibilmente curato e dettagliato. L'aderenza al genere roguelike porta con sé inevitabilmente alcune caratteristiche che potrebbero non piacere a tutti, come una difficoltà talvolta eccessiva ed un level design non sempre soddisfacente, ma se vi lascerete catturare dalle sue meccaniche vi risulterà difficile mollarlo per molto tempo.
8.5

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L'autore

autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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