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theHunter: Call of the Wild

Recensione - theHunter: Call of the Wild

L’anno appena trascorso ci ha portato, anche su console, una miriade di titoli dedicati alle più svariate tipologie di simulazione: tra questi non poteva mancare il mondo della caccia, che trova in theHunter: Call of the Wild di Avalanche (gli stessi di Just Cause e Mad Max, per intenderci) una interessante new entry. Scopriamone insieme le caratteristiche.

Il Gioco

Il genere dei simulatori di caccia è stato dominato, almeno durante la scorsa generazione, dalla serie Cabela's; vista la notorietà di tale serie, mi permetto di iniziare la recensione rispondendo subito alla domanda che probabilmente molti di voi hanno in testa: no, theHunter: Call of the Wild non è un clone della serie di Activision. E' qualcosa di diverso, e questa è stata una piacevolissima sorpresa.

Iniziamo quindi ad analizzare un titolo che di carne al fuoco ne mette davvero tanta, a partire da un menu iniziale al tempo stesso semplice, intuitivo e completo per quanto riguarda la customizzazione dell’esperienza di gioco. Da qui è possibile iniziare a giocare personalizzando il tipo di partita che andiamo ad affrontare, partendo dal rinominare il nostro cacciatore digitale, deciderne il sesso (sì, abbiamo anche le cacciatrici) e selezionare abbigliamento e caratteristiche somatiche. Creato il nostro personaggio, possiamo poi scegliere in quale riserva naturale iniziare la nostra esperienza di cacciatori virtuali. Le possibili alternative sono, purtroppo, solo due: Hirschfelden Hunting Reserve (Europa centrale) e Layton Lake District (Regione dei grandi laghi dal versante USA). Ognuna delle due riserve presenta della caratteristiche peculiari che permettono di giocare in ambienti completamente diversi. Se decidiamo di scegliere di cacciare nel vecchio continente avremo a che fare con un territorio ricco di arbusti e piante a foglia larga che circondano grandi zone collinari con una discreta densità di popolazione, per lo più residente in grandi fattorie di ispirazione coloniale. All’interno di Hirschfelden è possibile cacciare cervi di diverse tipologie, il tipico cinghiale selvatico mitteleuropeo, il bisonte europeo e la volpe rossa.

Se, al contrario, decidiamo di fare una trasvolata oceanica per cacciare nella regione dei grandi laghi USA, ci troveremo difronte ad un’area altamente selvaggia ed incontaminata con poche tracce di presenza umana. L’habitat è quello tipico dei territori del nord-ovest americano con una ricca concentrazione di abeti, larici e pioppi oltre alla presenza di laghi di diversa ampiezza e profondità. Qui è possibile cacciare alci (compreso il famoso wapiti di Roosevelt), orsi, coyote ed i cosiddetti cervi “whitetail” (a coda bianca) e “blacktail” (a coda nera). Quanto appena descritto riguardo alle location si applica anche al multiplayer online per il quale è possibile scegliere tra l'iniziare una partita da zero personalizzandone le impostazioni o unirci ad una partita già esistente. Torneremo più avanti su questa modalità.

MX Video - theHunter: Call of the Wild

Una volta fatte le scelte iniziali, è ora di iniziare la caccia incamminandoci sui terreni spesso accidentati, acquitrinosi ed inospitali delle due aree di gioco. In primo luogo va detto come, in entrambi gli scenari, siamo inizialmente guidati da due assistenti in grado di illustrarci gli elementi basilari per non rischiare di perderci nei molti km quadrati dell’area di gioco. Nel caso dello scenario europeo la nostra assistente personale è la simpatica e gradevole Cornelia “Conny” Holzer, mentre in territorio yankee è il prode “Doc” a farci da cicerone. Questi personaggi simpatici e carismatici allo stesso tempo ci introducono alle meccaniche di base quali il riconoscimento delle tracce e delle vocalità emesse degli animali presenti nell’ambiente, così come sono in grado di aiutarci nel prendere alcune decisioni chiave e, soprattutto, ci spiegano come utilizzare il nostro prezioso smartphone.

Questo include diverse app/funzioni pensate per rendere ancor più piacevole la nostra esperienza di cacciatori in erba. La prima di queste è la mappa, nella quale è possibile individuare i punti d’interesse (quali le torri d’avvistamento piuttosto che le aree in cui è più facile fare incetta di prede) e marcarli in modo tale da renderli visibili sotto forma di nav-point con relativa distanza rimanente una volta chiuso il dispositivo. C'è poi il Mission Log, ossia il dettaglio della missione in corso con i relativi obiettivi raggiunti e da raggiungere. La sezione Inventory è invece dedicata all’inventario degli oggetti in nostro possesso, mentre un menu interessante è quello relativo alle Skills, ossia le abilità che sbloccheremo man mano che raggiungiamo obiettivi di gioco; queste sono molto diverse tra loro e comprendono, tra l'altro, la capacità di muoversi al buio, di distinguere meglio i versi degli animali o di riuscire a districarsi in condizioni metereologiche estreme.

Sempre al fine di migliorare le nostre potenzialità troviamo poi la sezione Perks, delle gratifiche che si possono ottenere sbloccando determinati obiettivi e che ci permettono di ottenere oggetti bonus (armi, proiettili, ecc).

Dopo questa panoramica sulle caratteristiche e funzioni di base del gioco, vediamo come si comporta una volta che decidiamo di scendere sul territorio di caccia prescelto. I controlli sono quelli che ci aspetteremmo da un normale FPS, con la possibilità di muoversi liberamente, saltare, accovacciarsi/stendersi a terra ed anche di correre. Ovviamente a seconda delle prede che stiamo seguendo può convenire camminare facendo il minor rumore possibile oppure appostarsi stesi a terra per non farsi notare. Anche mirare, zoomare (sia che si usi il binocolo o il mirino del fucile) e fare fuoco avviene in maniera analoga ai classici FPS, agendo sui due grilletti del pad. Una funzione specifica di questo titolo è invece quella che ci permette di esaminare le tracce lasciate dal passaggio degli animali: alla pressione di un tasto queste si colorano di bianco per indicare che la nostra preda è passata da diverso tempo, mentre diventano azzurre se il passaggio è stato più recente. La presenza di un’icona verde contrassegnata a forma di zampe d’animale indica il fatto che ci troviamo in un’area densamente popolata da prede: la vicinanza di una potenziale preda è inoltre segnalata dalla comparsa a schermo di un’immagine simile alle onde sonore, usa sorta di feedback visivo cel verso emesso dalla preda oggetto della nostra caccia.

Utilissima, infine, una piccola sezione in basso a destra dello schermo nella quale troviamo due icone fondamentali: una è rappresentata da un cuore e sta ad indicare la frequenza del nostro battito che, se troppo accelerato, ci renderà affannati e maggiormente fiutabili dalla fauna locale. L’altra ci dice quanto rumore stiamo facendo ed è ovviamente fondamentale per essere il più silenziosi possibile, oltre al dover stare attenti a non metterci sottovento per non svelare la nostra presenza e far scappare le nostre prede.

Una volta che saremo riusciti ad individuare la nostra preda, magari da lontano tramite il mirino del fucile o il binocolo, dobbiamo trovare la posizione migliore per non farci scoprire, dalla quale potremo finalmente fare fuoco e colpire la preda. Per ogni animale abbattuto si ricava un trofeo che, quando consegnato in uno degli avamposti sparsi per il terreno di gioco, sblocca punti esperienza e denaro in base al colpo o alla serie di colpi inferti all'animale. Ad esempio un colpo alla testa che uccide all'istante l’animale frutta chiaramente ricompense più ricche rispetto all'abbattimento con più colpi al corpo.

Oltre alla mera attività di caccia, il gioco ci permette anche di investire delle somme di denaro per costruire dei punti di appostamento ed impiegare alcune esche particolari per attirare potenziali prede più difficili da stanare. E' inoltre, possibile acquistare altri tipi di armi quali fucili a pompa e revolver per completare il nostro armamentario ed avere la possibilità di colpire prede più astute e sfuggenti o più dure da abbattere. Non è invece possibile impostare un livello di difficoltà, perché questa è determinata dall’ambiente nel quale abbiamo scelto di muoverci e dal tipo di caccia che decidiamo di intraprendere. Il titolo presenta una curva di apprendimento ben bilanciata, ma richiede del tempo per essere dominato in tutto e per tutto senza mai far cadere il giocare in preda alla frustrazione.

Veniamo poi all’impatto visivo: come si presenta graficamente il titolo di Avalanche Studios? L'ho provato su Xbox One X alla luce del fatto che il gioco è ottimizzato per la nuova console Microsoft, e l’impatto visivo globale risulta ottimo, con una gestione ottimale dell’illuminazione e degli ambienti di gioco. A voler essere pignoli una certa approssimazione nella definizione degli elementi più piccoli (vedi le foglie più piccole o i fili d’erba) fa perdere qualcosa nella valutazione generale, anche se si tratta davvero di minuzie che non intaccano l’esperienza di gioco.

Infine un doveroso richiamo al multiplayer online, che ci permette di organizzare delle battute di caccia tra amici: è possibile creare un piccolo party e condividere l’avventura nelle riserve alla ricerca di prede, sfidando altri team per competere su chi riesce ad abbattere più prede. Qui l'elemento più interessante consiste nelle possibilità di cooperazione, in quanto ad esempio alcuni membri del team possono occuparsi dell’avvistamento delle prede mentre gli altri si muovono per appostarsi ed ucciderle. In questa modalità non ho rilevato problemi particolari di lag, e le partite scorrevano abbastanza bene; il lato dolente sta nel fatto che è praticamente impossibile trovare compagni di lingua italiana.

Amore

Gameplay immediato

- La miglior caratteristica di theHunter: Call of the Wild è la sua grande intuitività per quel che riguarda le dinamiche di gioco, cosa che gli permette di essere goduto da tutti purché chiaramente disposti ad accettarne il ritmo lento e cadenzato. Dovete assolutamente armarvi di pazienza, perché chiaramente qui non siamo in un FPS in cui si spara all’impazzata, e può capitare di attendere anche 20-30 minuti prima di poter sparare il colpo decisivo alla nostra preda; allo stesso tempo, però, è particolarmente appagante strisciare ventre a terra nella foresta o attraversare corsi d’acqua immersi fino a metà busto pur di arrivare al momento del confronto decisivo con il nostro obiettivo. Il pad risponde davvero alla grande e le azioni vengono compiute con estrema facilità, pur nella difficoltà del gioco stesso.

E’ una questione di Codex

- Accedendo al menu del nostro smartphone possiamo possiamo entrare in questa fantastica sezione nella quale, oltre ad avere sottomano il nostro profilo di cacciatore con tutti i premi vinti o obiettivi raggiunti, possiamo sapere tutto, ma proprio tutto, degli animali presenti nel gioco: il loro comportamento (miti, aggressivi, arrendevoli, sfuggenti), il loro habitat preferito, le loro abitudini sociali (vita in branco o in solitario), il loro periodo di maggiore attività (giorno o notte), le difficoltà nel cacciarli ed, infine, il migliore assetto (in termini di equipaggiamento) per riuscire ad ucciderli. Una funzione utilissima, visto che difficilmente il giocatore medio conosce le abitudini e le tecniche di caccia del wapiti di Roosevelt.

Voglio godermi la natura

- E’ davvero splendido poter salire sulle torri d’avvistamento e goderci il panorama mentre cerchiamo il punto migliore per appostarci e/o seguire le nostre prede. E' possibile scorgere i punti migliori per sparare il nostro colpo o analizzare le tracce del passaggio della nostra potenziale preda. Ottimi i riflessi di luce e la possibilità di mettere a fuoco i punti d’interesse con un dettaglio davvero buono. Gran parte del merito va all’Apex Engine, già sperimentato con ottimi risultati in Just Cause 3 e Mad Max.

Una "colonna sonora" funzionale

- Il suono di sottofondo della natura che ci circonda ed i versi emessi dalle nostre potenziali prede sono ben riprodotti e ci garantiscono un’ottima concentrazione sia nelle fasi più tipicamente dedicate all’esplorazione, sia in quelle più concitate nelle quali siamo impegnati a mirare e far fuoco.

DLC già compresi nel prezzo

- Questa versione console del gioco include due DLC che erano a pagamento nella versione PC. Si tratta dell‘ATV Saber 4x4, che ci permette di salire a bordo di un ATV ed esplorare l’area di gioco con un mezzo a 4 ruote (comodo per la sua velocità ma pessimo per l’elevata intensità di rumore prodotto), e del DLC Tents & Ground Blinds, che aggiunge al nostro equipaggiamento una tenda da campeggio mimetica, ideale per appostarci senza farci notare dalle nostre prede in aree prive di coperture naturali, ed una normale tenda da campeggio che, una volta piazzata, è utilizzabile come punto di viaggio rapido per spostarci velocemente tra le vaste mappe.

Odio

Non è un gioco per italiani

- Purtroppo testi e parlato del gioco sono completamente lingua inglese, un vero peccato perché il tutto ne avrebbe guadagnato in appeal ed in longevità per i meno anglofoni. Probabilmente la scelta è anche dovuta al fatto che il mercato italiano non comporta grandi soddisfazioni, in termini economici, per titoli di questa tipologia. La scusa è forse semplicistica ma, al di là di ciò, ritengo che un minimo di attenzione sarebbe stata opportuna almeno nei testi, data la non elevata quantità e varietà di testo presente nel gioco.

Geograficamente limitato

- Due sole aree di gioco, seppur vaste e variegate, non possono essere considerate sufficienti ai fini della longevità del titolo. Si spera che, come nella versione PC, vengano implementati dei DLC in grado di aggiungere location diverse per tipologia ed area geografica.

Tiriamo le somme

Al netto dei limiti impliciti in questa tipologia di gioco, theHunter: Call of the Wild rappresenta un valido e divertente simulatore di caccia. La presenza della dovuta dose di realismo, resa evidente dal ritmo di gioco non certo frenetico, l’aggiunta di alcuni elementi tipici degli RPG e la presenza di un set di missioni che esulano dal semplice abbattimento di una specifica preda, riesce a conferire al gioco di Avalanche Studios uno spessore in grado accontentare appieno gli amanti del genere. Inoltre, un gameplay solido e completo ed un comparto tecnico di primo livello ci aiutano a consigliare l’acquisto anche ai neofiti, pur in presenza di alcuni difetti sicuramente di secondo piano.
8.0

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L'autore

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Da sempre grande amante di tutti gli sport, ha trasferito questa passione nel mondo dei videogiochi non disdegnando però anche gli altri generi. Ama il nostro calcio quanto sport come il football e l'hockey, ma è sempre pronto a blastare qualche alieno quando ce n'è il bisogno!

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