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Recensione - Final Fantasy XV

Dopo una lunga e travagliata gestazione iniziata circa 10 anni fa, quando era noto solo come Fantasy Versus XIII, il nuovo capitolo della saga di Final Fantasy è finalmente approdato sulle nostre console. Final Fantasy XV porta con sé nuovi protagonisti, un vasto universo inedito e tante novità, cercando di accontentare i fan storici ma con l'intento di far anche breccia nel cuore delle nuove generazioni. Ci sarà riuscito? Scopriamolo insieme.

Il Gioco

Piccolo riassunto delle puntate precedenti. Al momento del suo primo annuncio ufficiale, avvenuto nel lontano 2006, Final Fantasy XV non avrebbe nemmeno dovuto chiamarsi così. Il concept originale prevedeva infatti che il titolo venisse sviluppato con il nome di Final Fantasy Versus XIII sotto la guida di Tetsuya Nomura ma, nel corso del tempo, Square Enix decise gradualmente di trasformare il progetto in qualcosa di più ambizioso che potesse addirittura meritarsi un posto tra i capitoli principali della saga, affidando la produzione ad Hajime Tabata, già noto ai fan per aver diretto con ottimi risultati lo sviluppo di Final Fantasy VII Crisis Core e Type 0 su PSP. Sotto la sua direzione e con la spinta dell’innovativo “Luminous Engine” nacque dunque Final Fantasy XV, annunciato ufficialmente solo nel 2013, che condivide con il concept originale molti elementi del gameplay e, soprattutto, buona parte della trama.

Il vasto mondo di Eos vive da molti anni un periodo di conflitti ed oppressione militare da parte dell'impero di Niflheim guidato dall'imperatore Iedolas Aldercapt, che approfittando della strapotenza del proprio esercito di soldati potenziati con tecnologia Magitek sta portando avanti una spietata campagna espansionistica. Dopo aver conquistato buona parte dei regni di Eos, l’esercito di Niflheim rivolge infine le proprie attenzioni verso il suo vero obiettivo, il regno di Lucis. All’interno del palazzo reale della sua capitale, Insomnia, è infatti custodito il Cristallo, una potente pietra magica da cui Re Regis, l’attuale sovrano, attinge il potere necessario per difendere il regno. Grazie al potere delle due reliquie Insomnia resiste da anni agli attacchi dell’esercito imperiale protetta da una impenetrabile barriera magica, ma la situazione al di fuori della barriera non è così rosea e questo spinge il sovrano a valutare, suo malgrado, una sorta di armistizio. Tutti i territori del regno di Lucis ad eccezione della capitale dovranno deporre le armi ed accettare il controllo diretto dell’Impero, ottenendo in cambio la promessa di un’occupazione pacifica, mentre Insomnia potrà mantenere la propria autonomia. Inoltre, al fine di suggellare definitivamente l’accordo, il principe Noctis, figlio di Regis e futuro erede al trono, dovrà recarsi ad Altissia per sposare la principessa Lunafreya, sua amica di infanzia nonché Sciamana del regno di Tenebrae, già assoggettato al volere dell’Impero. Al giovane principe non resta dunque che mettersi in viaggio insieme ad una “scorta” formata dai fidatissimi amici Gladio, Promto e Ignis. Come prevedibile l'Impero dimostrerà quasi subito di non essere realmente interessato ad instaurare una tregua, scatenando su Insomnia un attacco a sorpresa proprio mentre i quattro protagonisti stanno per imbarcarsi verso Altissia. Superato lo shock, Noctis ed i suoi compagni devono quindi intraprendere un lungo viaggio attraverso il regno, e non solo, per scoprire cosa si nasconda realmente dietro alla mosse dell’Impero e liberare il mondo di Eos dall’oppressione di Nifheilm riconsegnando il trono a Noctis, legittimo Re di Lucis.

Queste le basi abbastanza vaporose da cui si sviluppa la trama di Final Fantasy XV, che apprendiamo direttamente durante il tutorial iniziale o nelle prime ore del gioco; sì, perché questo nuovo capitolo, proprio in virtù della volontà di rinnovare, abbandona sin dalle prime fasi i clichè della serie (e del genere), gettando il giocatore nel pieno dell’azione senza particolari preamboli. Nessuna mastodontica scena introduttiva in CG e nessuna spiegazione dettagliata. Solo una piccola sequenza giocabile abbastanza misteriosa seguita da una breve e pacata cut-scene che vede Noctis salutare il suo sovrano e padre prima di partire alla volta di Altissia insieme ai suoi compagni, mentre la città di Insomnia si prepara ad accogliere la delegazione imperiale per la firma del trattato di pace.

Tabata e compagni non si sono però accontentati di sovvertire solo la tradizionale sequenza introduttiva ma hanno anche pensato bene di gettare il giocatore direttamente nelle braccia del gameplay ponendolo sin da subito di fronte ad una giocabilità open world inedita. Le prime ore di gioco vedono infatti i protagonisti attraversare con una discreta libertà il regno di Lucis a piedi o a bordo della Regalia, una lussuosa autovettura decappottabile perfetta per spostarsi rapidamente tra stazioni di servizio, accampamenti, villaggi, basi militari e, ovviamente, tanti succosi dungeon. Il modello di guida presente nel titolo è abbastanza semplificato e permette al giocatore di mettersi in prima persona al volante o lasciare l’incombenza ad Ignis. In entrambi i casi la vettura sembra scorrere lungo binari prefissati e non è mai possibile abbandonare la strada principale per attraversare le vaste praterie. Dopo poche ore di gioco è però possibile accedere al noleggio dei Chocobo, i famosi pennuti simbolo della saga di Final Fantasy, utilizzabili per muoversi in totale libertà nel regno di Regis così da sopperire ai limiti della Regalia.

MX Video - Final Fantasy XV

L’area di gioco di Final Fantasy XV è infatti davvero estesa, e sin da subito i giocatori vengono coinvolti in numerose missioni secondarie, dalle classiche ricerche di oggetti e persone ad emozionanti battute di caccia, passando per sfide fotografiche, pesca, raccolta di risorse e tanto altro. Come in ogni open world che si rispetti le missioni secondarie possono essere affrontate senza un ordine preciso ma, per adattare al meglio questa struttura di gioco alle meccaniche classiche della serie, gli sviluppatori hanno comunque deciso di inserire sempre un’indicazione del livello di abilità minimo consigliato per affrontare ogni incarico e di scandire le varie fasi della storia in capitoli (14 in totale) così da non abbandonare completamente il giocatore a sé stesso facendolo allontanare troppo dalla quest principale. O almeno così succede nella prima metà del gioco. La seconda parte di Final Fantasy XV è infatti decisamente più lineare della prima visto che tutti gli elementi open world svaniscono improvvisamente una volta raggiunta Altissia, lasciando spazio ad una struttura decisamente più guidata che accompagna per mano i giocatori fino alle fasi conclusive in modo molto simile a quanto succedeva nei precedenti Final Fantasy. Questa “suddivisione” influenza anche il campionario delle creature che andiamo ad affrontare nel corso dell’avventura, visto che nella prima parte del gioco gli avversari sono prevalentemente soldati ed animali feroci mentre nella seconda parte troviamo spesso creature legate a mondi più soprannaturali. Unico punto in comune tra le due fasi, oltre ovviamente ai già citati soldati imperiali, sono i Daemon, temibili creature dotate di forza straordinaria che appaiono al calare delle tenebre e che metteranno a dura prova le capacità dei giocatori in più di un’occasione.

Al di là delle differenze presenti tra la prima e la seconda parte, Final Fantasy XV è un action-RPG basato su combattimenti in tempo reale che sfrutta un sistema di controllo abbastanza comune per il genere. Le levette direzionali permettono di muovere Noctis e di gestire la visuale liberamente, mentre tramite i tasti frontali del pad possiamo attaccare, saltare, schivare (o parare) ed ovviamente interagire con i nostri compagni, gli NPC sparsi per il mondo di gioco o l’ambiente che ci circonda. La tipologia di attacco dipende dal tipo di arma o magia utilizzata e, come di consueto, eseguendo una schivata o una parata con il giusto tempismo è possibile eseguire un potente contrattacco. Come da tradizione della serie ogni tipologia di nemico presenta resistenze e debolezze uniche, ed è quindi fondamentale scegliere il giusto equipaggiamento con cui affrontare gli scontri. L’unica vera particolarità da questo punto di vista riguarda la possibilità di lanciare le proprie armi ed eseguire dei rapidi scatti, chiamati proiezioni, così da spostarsi rapidamente verso un punto più lontano, magari per sfuggire ad un nemico particolarmente ostinato, o colpire di sorpresa un avversario con la nostra rapidità. Sfruttando le proiezioni è anche possibile raggiungere specifici punti elevati degli scenari, così da avere una visione chiara del terreno di battaglia, ricaricare le energie e progettare le mosse successive. E' inoltre possibile sfruttare i numerosi ripari presenti nel mondo di gioco per velocizzare le fasi di guarigione e recupero con la semplice pressione di un tasto. La croce direzionale permette infine di selezionare rapidamente fino a 4 tra armi, magie, dispositivi ed accessori scelti liberamente da una vasta selezione di oggetti raccolti, acquistati o creati ad hoc. In Final Fantasy XV gli incantesimi vengono infatti prodotti distillando l’energia magica raccolta da tre diversi tipi di sorgenti presenti nel mondo di gioco, che possono essere miscelate liberamente e potenziate con l’aggiunta di ingredienti o oggetti consumabili. Gli slot di creazione a disposizione del giocatore aumentano progressivamente in base al livello raggiunto e, una volta create, le magie possono essere lanciate come una qualunque altra arma a patto di rispettare il tempo di ricarica necessario. Meno scontato l’utilizzo dei tasti dorsali e dei due grilletti analogici, che permettono rispettivamente di inquadrare un bersaglio specifico, attivare le abilità di supporto dei propri compagni, accedere all’inventario rapido o cambiare il brano della colonna sonora quando possibile.

Come detto in precedenza Final Fantasy XV è a tutti gli effetti un titolo di combattimenti in tempo reale, ma non ha dimenticato del tutto le origini a turni della serie, proponendo anche una modalità “tattica” liberamente attivabile o disattivabile dal menu di gioco. Questa modalità permette al giocatore di mettere in pausa l'azione e pianificare la strategia di attacco più adatta alla situazione. Non aspettatevi comunque una soluzione equiparabile ai precedenti titoli a turni o a titoli strategici in senso stretto, visto che la modalità pausa non permette di concatenare serie di azioni e si interrompe non appena decidiamo di muovere Noctis, anche senza che venga portato a termine un attacco. Mentre l’azione è in pausa possiamo però “scansionare” gli avversari per scoprirne debolezze e resistenze, modificando di conseguenza l’equipaggiamento del nostro party o, perché no, attingere al nostro inventario utilizzando qualche pozione o un oggetto di supporto prima di sferrare un attacco.

Avrete notato che finora ho parlato solo di come controllare Noctis. Una svista? Assolutamente no. Final Fantasy XV permette infatti ai giocatori di controllare soltanto il protagonista principale, mentre i suoi compagni vengono gestiti dall’I.A. in totale autonomia, o quasi. Il giocatore può infatti esortare uno dei compagni ad attivare alcune abilità specifiche, chiamate “Tecniche Ausiliarie”, e nel caso in cui riuscissimo ad eseguire una schivata o una proiezione vicino ad un nostro alleato quest’ultimo potrebbe decidere di unirsi a noi per causare ancora più danni attraverso un attacco combinato. L’inventario di Noctis, così come quello dei suoi compagni, può essere modificato liberamente e permette al giocatore di selezionare sia le armi (o le magie) sia il vestiario e gli accessori da far indossare ad ognuno dei personaggi, così da modificarne le caratteristiche. Come già accennato Noctis può equipaggiare fino a 4 armi scelte liberamente tra spade, spadoni, lance, pugnali, scudi e anche armi da fuoco, a cui si si vanno ad aggiungere 13 differenti “Armi Ancestrali” appartenute agli antichi re di Lucis, dotate di enormi poteri ma utilizzabili solo sacrificando una buona quantità di punti vita per ogni colpo inferto. Come futuro re di Lucis, Noctis può inoltre apprendere alcune abilità magiche specifiche, utilizzabili dopo aver riempito un’apposita barra combattendo, e anche attingere al potere dei Sei invocando la loro presenza sul campo di battaglia, anche se solo in occasioni specifiche. I suoi compagni, non potendo beneficiare di cotanta benevolenza divina, possono invece equipaggiare soltanto due armi, entrambe strettamente legate alle capacità del personaggio, a cui però si somma la possibilità di utilizzare le tecniche ausiliarie. Queste ultime sono specifiche per ogni personaggio, possono essere equipaggiate come delle armi ed aumenteranno di livello in base all’utilizzo, diventando via via sempre più potenti.

Parlando di progressione, è impossibile non soffermarsi sulle molte novità introdotte in Final Fantasy XV sotto questo aspetto. Pur avendo abbandonato la struttura a turni, questo nuovo capito non rinuncia ad elargire i classici punti esperienza per ogni nemico abbattuto o per ogni missione portata a termine, mentre i punti abilità, necessari per sbloccare nuovi potenziamenti o nuove tecniche, vengono assegnati esclusivamente per ogni impresa conclusa con successo, almeno nelle fasi iniziali. L’albero delle abilità è comune per tutti i membri del gruppo ed è suddiviso in 9 sezioni tematiche, da cui è possibile accedere a potenziamenti dedicati ad un singolo personaggio o all’intero gruppo, da selezionare in base alle proprie preferenze di gioco. L’accesso a questa sezione è libero, mentre per salire di livello i giocatori devono necessariamente riposare sfruttando i numerosi accampamenti sparsi per il regno di Lucis, dormendo in un comodo letto affittando una classica stanza d’albergo o approfittando delle pratiche roulotte presenti nella varie stazioni di servizio. Nel secondo caso Ignis può dare libero sfogo alle sue doti culinarie preparando squisiti piatti con i quali potenziare una o più caratteristiche del party per la durata di un giorno, mentre scegliendo una sistemazione più agiata si incrementano i punti esperienza accumulati. Ignis non è però l’unico membro del party ad avere un hobby, anzi. Ognuno dei quattro protagonisti, compreso Noctis, ha una “specializzazione” secondaria, chiamata semplicemente Talento, che può essere sviluppata nel corso del gioco. Ecco così che il principe di Lucis può mettere alla prova le sue abilità di pescatore nei numerosi specchi d’acqua del regno, mentre Gladio mette in mostra le sue doti esplorative raccogliendo oggetti mentre esploriamo il mondo di gioco e persino durante gli scontri. Prompto, dal canto suo, ha una sfrenata passione per la fotografia e non esiterà a metterla in mostra quotidianamente raccogliendo numerosi scatti da visualizzare, salvare e condividere sui vari social network. Ed è proprio la componente “social” una delle novità più importanti presenti in Final Fantasy XV.

Parlare con i vari personaggi presenti nel gioco è da sempre una delle attività principali della saga, ma in questo capitolo il giocatore svolge finalmente un ruolo attivo grazie ad un classico sistema di dialoghi a risposta multipla. Spesso e volentieri sono direttamente i nostri compagni o i personaggi secondari ad “attaccare bottone” coinvolgendo Noctis in interessanti conversazioni, sia per affidarci un incarico specifico sia per approfondire un particolare aspetto del rapporto. A completare il ventaglio delle attività secondarie minori troviamo poi le missioni di infiltrazione nelle roccaforti imperiali, le gare di Chocobo, le scommesse e perfino la possibilità di personalizzare sia esteticamente che meccanicamente l'auto Regalia affidandola alle cure di Cid e della sua avvenente nipote Cindy.

Tante novità insomma, ma anche tanti punti di congiunzione con il passato, proprio come annunciato più volte durante tutto lo sviluppo. Ed è proprio il mondo di Eos a sintetizzare al meglio la volontà degli sviluppatori di presentarci un curioso cocktail tra novità e tradizione praticamente sotto ogni punto di vista. L’universo nel quale si muovono Noctis ed i suoi compagni è un mix di tecnologie moderne e atmosfere fantastiche che richiama costantemente gli episodi precedenti e nel quale convivono senza soluzione di continuità magia e telefoni cellulari, noodles e spade, selfie e mitologia, basi militari ed altari sacri, mech e gigantesche creature. A muovere tutto questo universo ci pensa il motore grafico Luminous Engines, sviluppato specificamente per armonizzare le meccaniche tipiche dei titoli open world con la giocabilità classica della serie. Il risultato è un engine di buona fattura capace di gestire in modo egregio un ciclo giorno/notte dinamico ed una vasta gamma di condizioni climatiche a 30 fps. Durante la mia prova il motore di gioco si è dimostrato capace di rappresentare in modo credibile sia i vasti spazi aperti che le zone al chiuso presenti nel gioco, e non ha mostrato particolari segni di cedimento neanche durante gli scontri più concitati. Volendo essere proprio pignoli il livello di dettaglio complessivo non è altissimo, ma l’ottimo lavoro di design svolto per caratterizzare al meglio le ambientazioni sopperisce almeno in parte alle lacune tecniche presenti. Di tutt’altra caratura il comparto audio, affidato alle sapienti mani di Yoko Shimomura, che si è rivelato ricco di sfumature e capace di sottolineare nel modo migliore ogni istante di gioco con brani di grande impatto, ai quali si affiancano alcuni pezzi melodici ed una selezione di tracce provenienti dai precedenti capitoli della saga. Concludo spendendo due parole riguardo alla longevità di Final Fantasy XV. Per portare a termine la sola trama principale si impiegano circa 25/30 ore, che possono facilmente diventare più di 35 se si cerca di “livellare” in modo adeguato i personaggi per non soffrire eccessivamente nelle fasi finali. Chi desidera completare al 100% il titolo metta però in conto di passare almeno il doppio del tempo nel mondo di Eos, così da esplorarne ogni dettaglio, magari dopo aver completato la main quest.

Amore

Gameplay immediato e profondo

- Anche se può sembrare strano leggere questi due aggettivi nella stessa frase, non c’è modo migliore per descrivere in modo chiaro ed univoco la filosofia alla base di Final Fantasy XV. Il sistema di gioco sviluppato da Square Enix prende spunto dalla tradizione dei giochi action in terza persona così da risultare accessibile a chiunque in pochi minuti, ma non si dimentica dei giocatori più esigenti mettendo sul piatto anche un’inaspettata profondità legata a doppio filo alle innumerevoli possibilità offerte dalla struttura di gioco, dal combat system, dalle numerose abilità sbloccabili e dall’interessante sistema di creazione degli incantesimi. Ognuno di questi aspetti attinge effettivamente a meccaniche già viste, ma la miscela creata da Tabata e compagni riesce ad avere una propria identità così da risultare divertente ed appagante anche dopo molte ore di gioco, soprattutto per merito della libertà di interpretazione concessa al giocatore sotto ogni punto di vista. Con pochi semplici passaggi è infatti possibile adattare le caratteristiche del party ai nostri gusti o, come capiterà spesso, alla tipologia di avversari che andremo ad affrontare, mentre scegliendo quali abilità sbloccare per prime possiamo dare un’impronta specifica al nostro stile di gioco privilegiando la forza bruta, l’utilizzo delle magie, la cooperazione tra i protagonisti o un approccio più ragionato. Nelle fasi finali del gioco questi aspetti finiscono purtroppo in disparte, ma la possibilità di proseguire l’avventura tornando nel passato di Lucis o di Altissia anche dopo aver completato il gioco permette al giocatore di continuare ad approfondire con calma questi aspetti anche dopo aver portato a termine il proprio incarico, così da non essere costretto ad estenuanti maratone prima del gran finale.

Un mondo tutto da scoprire

- Esplorare il regno di Lucis in cerca di risorse, attraversare le sue immense praterie in sella al nostro fidato Chocobo, affrontare avversari giganteschi per ottenere preziose ricompense ed addentrarsi nei molti dungeon presenti in cerca di nuove armi ancestrali sono solo alcune delle affascinanti esperienze alle quali è possibile andare incontro giocando a Final Fantasy XV. L’idea di lasciare libero sin dai primi minuti il giocatore poteva sembrare azzardata, ma dopo molte ore posso tranquillamente affermare che questo aspetto, unito alla profondità del sistema di gioco, è sicuramente uno dei punti forti del titolo che permette Noctis e compagni di scongiurare una catastrofe quasi completa. Il merito è in buona parte dell’ottimo level design e della scelta di non vincolare l’esplorazione al solo sviluppo della storia principale, così da stimolare la curiosità del giocatore. Io stesso, dopo oltre 50 ore di gioco, non ho ancora portato a termine tutti gli incarichi e ho ancora voglia di esplorare il regno di Lucis nonostante l’evidente ripetitività presente nelle quest secondarie. Per la prima volta nella serie i giocatori possono infatti attraversare un mondo “vivo”, e la presenza di numerosi potenziamenti nascosti, di alcuni interessanti boss segreti e di tanti dungeon ben realizzati riesce infatti a far passare in secondo piano questo aspetto, spingendo il giocatore ad andare avanti in cerca di altre emozionanti avventure.

Un Final Fantasy diverso

- Devo ammetterlo. Dopo aver sentito spesso i vertici di Square Enix definire gli ultimi capitoli della serie come “rivoluzionari” o “innovativi” senza poi trovarne conferma nel prodotto finito, avevo il moderato timore che anche Final Fantasy XV facesse questa fine. E invece no. Questo ultimo capitolo, che piaccia o no, prende decisamente le distanze rispetto al passato praticamente da ogni punto di vista. Poche sequenze cinematografiche, tanta libertà d’azione ed una trama oggettivamente diversa rispetto agli standard del passato sono gli ingredienti principali di un titolo capace di divertire ed appassionare a lungo grazie ad un riuscito mix di innovazione e tradizione. Gli incontri casuali vengono sostituiti da un sistema che genera in modo coerente la presenza di avversari, umani e non, mentre le classiche sequenze in CGI lasciano spesso spazio a intermezzi “mossi” dallo stesso motore di gioco e che non richiedono particolari caricamenti, se non in casi sporadici. Dal canto suo la trama prende per mano i giocatori trasportandoli in un universo vivo e ricco di sfumature nel quale il protagonista, Noctis, affronta un percorso di crescita personale affrontando un viaggio lungo ed articolato che ricorda vagamente le trame epiche dei precedenti capitoli rimanendo però costantemente ancorato ad una dimensione più personale. Amicizia, amore, responsabilità e dolore sono temi ricorrenti nella saga ma con questo capitolo gli sviluppatori hanno optato per un approccio completamente differente che, seppur con molti limiti, dimostra come sia possibile modernizzare un genere fin troppo legato al passato senza snaturarlo. Vale infine la pena di sottolineare il grande sforzo compiuto dagli sviluppatori per inserire con costanza e dall’inizio alla fine nuovi elementi di gameplay che, nonostante una certa superficialità, riescono comunque a mantenere alta l’attenzione del giocatore anche dopo molte ore di gioco.

Colonna sonora

- Mi sbilancio. Credo che Final Fantasy XV abbia una delle opening theme più carismatiche degli ultimi anni. Non so se la lunga attesa abbia giocato un ruolo in questo giudizio, ma vedere Noctis e i suoi compagni spingere la Regalia sulle note della versione di “Stand By Me” cantata dei Florence + The Machine è stato un momento quasi commovente che mi ha subito fatto capire che questo capitolo non avrebbe fatto rimpiangere il passato nonostante l’assenza del compositore storico della saga. L’ultima fatica di Square Enix infatti non si limita a proporre ai giocatori una colonna sonora inedita di grande impatto magistralmente composta da Yoko Shimomura, ma include anche una selezione di brani originali scritti dai Florence + The Machine nonché l’intera soundtrack del film Kingsglaive e dell’Anime Brotherhood. A questo nutrito elenco si aggiunge poi la possibilità di acquistare per pochi Guil le colonne sonore dei precedenti capitoli, che si andranno ad aggiungere all’elenco dei brani disponibili. Il risultato è davvero notevole e permette di godere sempre di un accompagnamento musicale di grande qualità. Vale inoltre la pena di sottolineare che, per la prima volta nella serie, in Final Fantasy XV è possibile gestire liberamente le tracce presenti, sia durante gli spostamenti in auto che durante quelli a piedi, a patto di aver acquistato il giusto accessorio così da avere sempre il controllo sulla propria playlist ed adattarla alle nostre preferenze nel caso non fossimo d’accordo con quanto proposto di default dagli sviluppatori. Si tratta ovviamente di un’aggiunta minore ma che, sommata alla selezione di brani presenti, sottolinea ulteriormente l’enorme importanza del comparto sonoro in un titolo di questo tipo.

Odio

Design “bipolare”

- Non so se si tratti di una scelta di design voluta o solo del risultato dello sviluppo travagliato del gioco con relativo cambio di direttori, ma Final Fantasy XV presenta due strutture completamente differenti, entrambe purtroppo minate da numerosi difetti. Le prime ore di gioco, per esempio, rischiano di dare un’impressione completamente sbagliata del titolo: la narrazione scorre lenta, la storia si sviluppa senza coinvolgere particolarmente il giocatore mentre il gameplay appare eccessivamente legato alle attività secondarie. Neanche il fantastico mondo di Eos esce indenne dalle prime fasi di gioco visto che l’ambientazione scelta come punto di partenza del viaggio di Noctis e compagni risulta la meno ispirata di tutte e non offre quasi mai scorci particolari o panorami entusiasmanti. Poi, a partire dal capitolo 3, Final Fantasy XV sembra scrollarsi finalmente di dosso il torpore iniziale e, proprio come il più classico dei “brutti anatroccoli”, inizia a mettere in mostra le sue reali potenzialità. Il Regno di Lucis si rivela finalmente per quello che è mentre il sistema di gioco, per quanto non esente da difetti e probabilmente non adatto a tutti, inizia ad esprimere il suo stile e la sua profondità. Poco male quindi? Direi proprio di no, perché proprio quando tutti gli elementi sembrano aver trovato il loro posto nel gioco, Final Fantasy XV cambia radicalmente stile: la meraviglia che accompagna l’arrivo nella maestosa Altissia lascia rapidamente spazio alla delusione per la scomparsa della libertà vista fino a quel momento, mentre il numero delle scene d’intermezzo aumenta esponenzialmente. I combattimenti diventano eccessivamente ripetitivi e poco stimolanti, mentre l’esplorazione lascia il posto ad un susseguirsi di sezioni slegate tra loro che sballottano il giocatore fino all’inevitabile ritorno nella capitale. Ed è proprio negli ultimi due capitoli che il titolo dà purtroppo il peggio di sé, a causa di un design approssimativo e poco ispirato che si riprende, anche se non del tutto, solo nelle fasi conclusive.

Narrazione castrata

- Anche se negli ultimi anni il concetto di media interconnessi inizia a fare breccia anche nel mondo dei videogiochi, è innegabile che Final Fantasy XV sia stato in parte penalizzato dalla volontà di smembrare la sua struttura tra gioco, film in CGI e anime. Per poter riassumere in modo comprensibile le basi della trama di questo capitolo ho dovuto obbligatoriamente attingere da altre fonti come il film Kingslaive, così da avere indicazioni almeno per gli eventi più importanti da cui prende il via la storia. Ma non è solo questo. La scelta di limitare al massimo le scene di intermezzo nella prima parte in favore di una maggiore fluidità narrativa, priva il titolo di quella dose di maestosità che ci si aspetterebbe da un titolo di questo calibro. Un esempio su tutti? Alla fine del primo capitolo Noctis scopre cosa è accaduto ad Insomnia dopo la sua partenza, peccato però che il tutto si traduca in pochi semplici spezzoni di filmato, tratti proprio da Kingsglaive, e da alcuni dialoghi con i suoi compagni. Niente di più. Qualche altra informazione in merito all’accaduto viene diluita nelle ore successive ma molto, oserei dire troppo, non viene mostrato al giocatore. Dopo aver dato uno sguardo approfondito alle potenzialità dell’universo creato per questo capitolo, non posso che considerare questa scelta completamente sbagliata. Proseguendo nell’avventura le cose fortunatamente migliorano un po’, ma nel complesso Final Fantasy XV regala solo pochi momenti davvero indimenticabili, quasi tutti concentrati nei capitoli finali, ed è un peccato notare come molti passaggi epici siano ridotti a semplici intermezzi e come tante informazioni fondamentali vengano trasmesse in modo superficiale e frettoloso, soprattutto nelle fasi conclusive del gioco.

Telecamera

- Questo purtroppo è un difetto tipico di molti action games in terza persona da cui Final Fantasy XV non è esente. Nel corso della prova mi è capitato spesso di perdere l’orientamento in battaglia trovandomi a menare fendenti a destra e a manca senza avere il pieno controllo del campo di battaglia, a causa di una gestione della telecamera non sempre perfetta. A complicare la situazione ci pensano poi rocce, cespugli e strutture varie che spesso interferiscono con la visuale di gioco, soprattutto quando ci troviamo a combattere in spazi ristretti. Per fortuna nella maggior parte dei casi è sufficiente allontanarsi un po’ dal cuore della battaglia, magari sfruttando una proiezione, per avere di nuovo il pieno controllo del proprio party ma questo spezza inevitabilmente la fluidità dell’azione di gioco, rendendo alcuni scontri estremamente frustranti.

Tecnicamente migliorabile

- Ho riflettuto parecchio sul fatto di voler includere questo aspetto tra quelli negativi, ma alla fine ho ritenuto giusto farlo perché Final Fantasy XV, pur essendo visivamente impressionante e dotato di uno stile unico, non mi ha convinto al 100% soprattutto per quanto riguarda il livello di dettaglio presente in alcune ambientazioni e per la costante sensazione di trovarsi di fronte ad un video “sfocato” a causa delle presenza di numerose textures non all’altezza. Nel complesso l’impatto grafico del titolo è più che soddisfacente, ma considerati i tempi di sviluppo e le capacità di Square Enix mi sarei aspettato di giocare un titolo capace di dettare nuovi standard qualitativi da questo punto di vista, e invece mi sono trovato di fronte ad un gioco con qualche lacuna tecnica di troppo, forse legata al percorso di sviluppo cross-gen, e che nelle ultime fasi getta completamente al vento tutto l’ottimo lavoro di design fatto in precedenza costringendo il giocatore ad attraversare per ore noiosi corridoi e ambientazioni davvero poco ispirate che sembrano provenire direttamente dalla scorsa generazione.

Tiriamo le somme

E’ inutile girarci intorno. Final Fantasy XV, pur beneficiando di un gameplay solido e di una trama potenzialmente memorabile, paga in modo sensibile il prezzo di uno sviluppo travagliato. Il risultato è un titolo molto divertente da giocare ma poco omogeneo ed incapace di coinvolgere il giocatore dall’inizio alla fine nelle vicende narrate, a causa di una struttura “spaccata in due” che porta con sé molti fardelli della precedente generazione e che riesce a brillare solo a tratti. Alcuni buoni spunti su cui lavorare ci sono e la giocabilità aperta rappresenta effettivamente un grande passo avanti, ma nel complesso questo quindicesimo capitolo non riesce purtroppo a risollevare come dovrebbe le sorti della saga proponendosi come un buon inizio dal quale, speriamo, gli sviluppatori sappiano ripartire al più presto per creare qualcosa di davvero all’altezza del nome della serie.
7.8

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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