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The Final Station

Recensione - The Final Station

Cosa può fare, per salvare il mondo, il macchinista di un treno in corsa tra lande invase dai mutant? Usare il treno come rifugio per i bisognosi, trasportando provviste e portando messaggi in giro, diventando di fatto un coraggioso corriere nell'apocalisse. Con questa premessa si presenta The Final Station survival game 2D che ci ha incuriositi molto fin dal suo annuncio: vediamo com'è il prodotto finito.

Il Gioco

Una mattina apparentemente qualunque, il macchinista protagonista di The Final Station si sveglia e va a lavorare, come sempre, alla guida del suo treno. Qualcosa però quadra: il suo collega è scomparso, e in stazione ci sono dei militari che sembrano star tramando qualcosa e vogliono parlare con lui. Che succede? Un'invasione di mutanti, ecco cosa. E noi cosa c'entriamo in tutto ciò? Il nostro treno servirà a trasportare i bisognosi da una città all'altra, facendo anche da corriere per le provviste, ma anche per portare messaggi importanti in zone rimaste isolate. Una missione suicida forse, visti i pericoli che si rischiano di incontrare, ma comunque di vitale importanza.

The Final Station è caratterizzato da un look 8-bit ricco di stile, con un elevato livello di dettagli in ogni oggetto e soprattutto sfondi curatissimi, fatti di strati multipli che si muovono in parallasse, il tutto con un gameplay a scorrimento laterale 2D d'ispirazione old school, senza grandi complicazioni: non si può ad esempio neanche saltare. Il gioco si divide fondamentalmente in due diverse fasi che si alternano nel corso della storia: la prima è quella nella quale controlliamo il treno in corsa gestendo velocità, consumo energetico e soprattutto salute e benessere dei passeggeri. In ogni viaggio infatti è possibile avere diverse persone a bordo, che vanno sfamate e curate con le scorte di cibo e kit medici a disposizione (eventualmente creabili anche tramite un sistema di crafting).Questa fase ci vede attraversare stupendi paesaggi in pixel art, e serve anche per prepararci alle insidie della prossima stazione in cui il treno si fermerà.

MX Video - The Final Station

Ed è qui che entra in gioco la seconda fase del gameplay, quella di esplorazione a piedi. Ad ogni stazione, infatti, siamo chiamati a cercare un codice necessario per far ripartire il treno e le nuove coordinate da raggiungere, ma ogni area offre pericoli e sorprese. Ci può capitare di trovare persone con cui chiacchierare, oggetti da raccogliere, monete, nuovi passeggeri da portare sul treno ma anche e soprattutto i misteriosi mutanti umanoidi che stanno attaccando la popolazione e che possiamo combattere. Ed anche i combattimenti ereditano lo stesso gameplay semplice dei movimenti, con 8 diverse direzioni nelle quali sparare (fermandoci ogni tanto a ricaricare l'arma e controllando di non esaurire le munizioni), ma con la possibilità di prendere anche scatole, barili esplosivi o qualunque altro oggetto "mortale" da lanciare contro i nemici.

La trama del gioco si dipana così man mano che parliamo con i vari personaggi (con dialoghi concisi ma purtroppo interamente in inglese: il gioco non presenta alcuna localizzazione italiana), sia incontrandoli direttamente che attraverso la radio del treno, ricevendo spesso le indicazioni per raggiungere luoghi sempre più esotici ed ovviamente ricchi di nemici sempre più potenti e numerosi. Ma anche le armi a nostra disposizione si fanno sempre più potenti man mano che ne troviamo di nuove, iniziando da una debole pistola fino ad arrivare ad un potentissimo mitra. La storia del gioco, unica modalità disponibile, vi intratterrà per circa 4-5 ore.

Amore

Idea unica

- In un panorama dove ormai praticamente chiunque può creare un gioco dal nulla, è davvero difficile uscirsene con un concetto originale. The Final Station riesce ad offrire proprio questo, sotto forma di un bizzarro survival game su binari (letteralmente!), dove proteggere il proprio treno gestendo la salute dei passeggeri e le riserve di cibo. Quando si arriva a una stazione poi il gioco si trasforma vedendoci esplorare alla ricerca di provviste, combattendo i misteriosi e numerosi mutanti. Tutto ciò in un'ambientazione vagamente distopica, davvero particolare.

Look accattivante

- Può capitare spesso che i titoli indie mascherino delle deficenze stilistiche con un look 8-bit, risultando però insipide copie dei giochi del passato. Fortunatamente non è il caso di The Final Station, che ci offre un ottimo stile grafico con paesaggi affascinanti e dettagliati che dietro il nostro treno si muovono con molteplici strati di parallasse. Spicca soprattutto la qualità del design di alcune delle aree, specie quelle nella parte conclusiva del gioco, e nonostante alcune animazioni siano un po' troppo semplici, il look complessivo risulta essere creativo e piacevole.

Odio

Cammina, smanetta, spara

- Ciò che rovina The Final Station è il gameplay, davvero fin troppo lineare e limitato. Le sessioni sul treno si riducono a smanettare con i parametri per far quadrare la potenza e dare costantemente cibo e medicine ai passeggeri per mantenerli in vita, mentre a piedi si tratta sempre di esplorare percorsi praticamente dritti alla ricerca di provviste, intervallati da prevedibili combattimenti a base di poche armi e oggetti da lanciare, tutto per trovare il solito fatidico codice per far ripartire il treno e ricominciare tutto ciò da capo, ancora una volta.

Come, scusa?

- Altro problema del gioco sono i dialoghi, tutti scritti in inglese con caratteri piccolissimi, al limite dell'illeggibile. Aggiungiamo a questo il fatto che anche molti elementi del gameplay non sono spiegati bene (soprattutto i comandi secondari del treno), e ne esce fuori un'esperienza spesso poco comprensibile.

Tiriamo le somme

The Final Station propone un'esperienza di gioco sulla carta davvero insolita, con una premessa intrigante e delle belle trovate stilistiche, che però va ad arenarsi con un gameplay fin troppo basilare, ripetitivo e lineare, non riuscendo così ad esprimere a dovere il proprio potenziale. Resta un esperimento interessante con degli affascinanti paesaggi in pixel art, ma ciò non basta a coprire tutte le falle nella giocabilità e nel design.
7.0

Recensione realizzata grazie al supporto di tinyBuild Games e Xbox.


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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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