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Recensione - Hitman

I ragazzi di IO Interctive sono ormai dei veri e propri veterani del genere stealth, con all’attivo ben sette capitoli di Hitman. Anche per questa generazione di console non poteva mancare l’apparizione del possente Agente 47, assassino di professione, che stavolta porterà a termine i suoi letali incarichi attraverso una inedita quanto coraggiosa struttura a episodi. Abbiamo provato per voi il primo capitolo del gioco: scoprite con noi se valga la pena di giocare Hitman: Pacchetto Intro.

Il Gioco

Non si può dire che Hitman non abbia avuto una genesi burrascosa: dopo aver ricevuto un tiepido benvenuto dal pubblico sul palco dell’E3 2015, le cose non sono migliorate quando, a pochi mesi di distanza dal rilascio sul mercato, è stato posticipato di tre mesi. L’ultima secchiata d’acqua gelida è arrivata a gennaio 2016, quando il team di sviluppo ha annunciato che il gioco sarebbe passato ad un modello completamente episodico, invece che completo dei primi tre capitoli come previsto precedentemente. Oggi vi parlo quindi del primissimo episodio del gioco, denominato Hitman: Pacchetto Intro, che fa da apripista per i sette capitoli in uscita mensile nel corso del 2016, nei cui si snoderà la trama di questo titolo che promette di portarci in giro per il mondo nei panni del glabro assassino barcodato a farci eliminare obiettivi scomodi e dandoci piena libertà di operare.

Hitman: Pacchetto Intro apre il suo sipario videoludico senza troppi fronzoli: basta appena una manciata di secondi dall’avvio del gioco per trovarsi ai comandi di un ancora giovane Agente 47, atterrato con l’elicottero su una piattaforma arroccata in una remota località tra le montagne, centro operativo de l’Agenzia, per essere arruolato come assassino. Tempo di fare conoscenza con il nostro futuro agente di supporto, Diana Burnwood, mediante un paio di brevi cutscene, e ci troviamo a prendere parte a una simulazione che permetterà all’Agenzia di valutare il nostro addestramento di killer professionisti. Il nostro compito è apparentemente impossibile: eliminare un facoltoso uomo d’affari nel bel mezzo di un party su uno yacht ormeggiato sulle coste australiane, che pullula di guardie del corpo e agenti di polizia.

Durante questa missione, che rappresenta il tutorial del gioco, i neofiti della saga di Hitman hanno la possibilità di muovere i primi passi guidati dai consigli e dalla voce rassicurante della Burnwood, misurandosi con le peculiari meccaniche del titolo che i giocatori di vecchia data ritroveranno pressoché invariate rispetto al passato. Fin dalle prime battute del gioco si intuisce che le aree esplorabili sono molto grandi e per questo ricche di punti di accesso e passaggi celati, che ci permetteranno di portare a termine il nostro contratto letale nei modi più disparati. Ovviamente l’uso della forza ad armi spianate rimane una battaglia persa in partenza in quanto, durante i nostri incarichi, saremo sempre da soli contro interi eserciti di guardie armate fino ai denti, per cui è necessario giocare d’astuzia sfruttando le abilità mimetiche di 47 e prediligendo un approccio furtivo con armi silenziate o l’utilizzo dell’immancabile cavo di fibra, sgattaiolando dietro i nemici, tramortendoli o uccidendoli per poi occultarne i corpi all’interno di casse o armadi.

Come sempre torna la possibilità di travestirci, sfruttando le uniformi reperibili negli ambienti di gioco o spogliando i corpi dei nostri nemici messi KO; è inoltre possibile attivare delle trappole ambientali sabotando determinati meccanismi da far scattare al momento giusto per accoppare il malcapitato di passaggio, facendogli precipitare addosso elementi dello scenario o facendo deflagrare oggetti infiammabili. Sui travestimenti sono stati fatti passi avanti rispetto ai capitoli passati della serie Hitman. Nel gioco, infatti, possiamo reperire differenti tipologie di uniformi da indossare per infiltrarci, ma una volta travestiti dobbiamo guardarci bene dai personaggi contrassegnati da un puntino bianco sul nostro cammino perché, tra tutti, questi hanno la possibilità di smascherare la nostra farsa. Questo fattore ci induce a cercare sempre nuovi travestimenti per guadagnare terreno verso il nostro obiettivo finale, che una volta messo fuori gioco, ci garantisce l’accesso al livello successivo. A tutelare il nostro successo di assassini provetti entra in gioco la modalità Istinto, una sorta di visione in realtà aumentata richiamabile a piacimento e grazie alla quale possiamo scoprire tutti gli oggetti interattivi o i punti di interesse che ci circondano, compresa la locazione degli obiettivi e dei guardiani col puntino bianco sopracitati.

Ad arricchire l’offerta e aumentare esponenzialmente la rigiocabilità di ogni area del titolo ci si mettono le Opportunità: speciali linee guida di gioco che possiamo scegliere di seguire o non seguire, in base al nostro personale approccio alla missione. Le Opportunità possono essere comunicate dalla Burnwood in momenti prestabiliti durante la partita, oppure possiamo procacciarle noi stessi origliando determinate conversazioni tra personaggi secondari. Le Opportunità ci forniscono quindi preziose informazioni o spunti utili per portare a termine il nostro compito, come ad esempio avvelenare bevande o pietanze, sabotare determinati veicoli o meccanismi, indossare specifici travestimenti o raccogliere particolari oggetti da utilizzare a nostro vantaggio durante l’infiltrazione. Alcune di queste opportunità possono essere colte soltanto in momenti prestabiliti del gioco, mentre altre hanno effetto solo entro un certo limite di tempo, dopo il quale non possono essere più utilizzate.

Superato il tutorial abbiamo accesso alla simulazione successiva, ispirata a una famosa missione del passato in cui dobbiamo far fuori una presunta spia sovietica sorvegliata a vista da forze militari all’interno di un hangar dell’aviazione. Ma una volta lasciati i flashback alle spalle, giungiamo finalmente al tempo presente, cimentandoci col vero piatto forte del gioco, ovvero la missione ambientata a Parigi in cui siamo chiamati a far fuori ben due obiettivi. All’apparenza una coppia di eccentrici e facoltosi fashion designer impegnati a gestire un’esclusiva sfilata di moda, i nostri due bersagli sono in realtà personaggi poco raccomandabili legati al traffico illegale di armi e non solo, per cui l’Agenzia li vuole morti.

Ed è qui che comincia la vera gita al parco giochi di Hitman: Pacchetto Intro. La location parigina è davvero enorme e altrettanto ricca di possibilità di approcci differenti alla missione: il limite è solo la fantasia del giocatore. Possiamo fingerci camerieri, guardie del corpo, addetti alla sicurezza, semplici invitati alla sfilata o addirittura indossatori famosi e avere il nostro personale momento di gloria sulla passerella. Possiamo scegliere se essere magnanimi e stordire i nemici, oppure infischiarcene e lasciare una scia di morti innocenti al nostro passaggio. Ovviamente l’infiltrazione mediante travestimenti non è l’unica via offerta da Hitman, dato che le location sono grandi e ricche di accessi e ciò rende possibile prediligere anche percorsi più acrobatici, arrampicandosi sulle grondaie e farsi strada su tetti e balconi fino a raggiungere i nostri obiettivi.

Il primo giro di pista offertoci dai ragazzi di IO Interactive ci dà anche la possibilità di sperimentare un assaggio della modalità Contratti, in cui il titolo ci chiederà periodicamente di rigiocare missioni già portate a termine imponendoci però determinate condizioni, come ad esempio l’uccisione di un obiettivo utilizzando una certa arma o inscenando uno specifico incidente, oppure introducendo nuovi compiti da svolgere come svaligiare casseforti o saccheggiare documenti, alcuni dei quali da completare entro un tempo limite. Oltre alla lista di contratti disponibili possiamo anche crearne di nuovi, per poi condividerli con i nostri amici e sfidarli.

Insomma, contrariamente a quanto lasciasse presagire l’impianto a episodi pensato dal team di sviluppo in corso d’opera, questo Hitman sembra avere tutte le carte in regola per intrattenerci e far parlare di sé per molto tempo. Anche sul fronte tecnico il titolo si rivela molto solido, grazie all’ottima performance del motore grafico proprietario Glacier che, a scapito di un dettaglio grafico di ambienti e personaggi purtroppo mai eclatante, restituisce comunque una fluidità fuori dal comune, anche con centinaia di elementi in movimento sullo schermo. L’unica vera incognita di Hitman: Pacchetto Intro rimane la trama complessiva, solo accennata in questo primo capitolo. Ma su quest’ultimo punto ritorneremo sicuramente in fase di recensione dei prossimi episodi.

Amore

Assassino a puntate

- Nonostante i ragionevoli dubbi sulla scelta di utilizzare un impianto a episodi, Hitman riesce comunque a stupire con un primo interessante capitolo, migliorando alcune meccaniche che appesantivano i titoli precedenti e proponendone di nuove mediante un’infrastruttura online che promette di intrattenere i giocatori molto a lungo, con la promessa di un rilascio regolare di nuovi contenuti tra sfide e contratti.

Tanta, ma tanta roba!

- Uno dei punti di forza di Hitman: Pacchetto Intro è senza dubbio la mole esplorativa proposta dalle aree di gioco. Tra tutte le location presenti in questo primo episodio, quella parigina è quella più riuscita, carica di tutto il carisma e pregna della tipica atmosfera che ha reso grande la serie. Una volta nei panni dell’Agente 47, il limite è praticamente la fantasia del giocatore, date le innumerevoli strategie che possiamo approntare per far fuori i nostri obiettivi. Possiamo essere rapidi e concisi oppure prendercela comoda, aspettare il momento giusto e nel frattempo esplorare ogni pertugio alla ricerca di nuove opportunità, armi e oggetti utili al nostro fine ultimo. Una libertà d'azione efficace e funzionale ai fini dell’esperienza.

Odio

Intelligenza artificiale da rivedere

- Uno dei difetti inputabili a Hitman: Pacchetto Intro è l’intelligenza artificiale, meccanica di gioco che, per quanto sensibilmente migliorata rispetto agli altri titoli della serie, non convince sempre appieno. Generalmente gli obiettivi da eliminare all’interno delle missioni non sono mai degli ossi troppo duri da raggiungere e da uccidere, specie per i veterani della serie Hitman. Questi tendono infatti a fare sempre lo stesso giro all’interno di aree circoscritte in cui abbiamo la possibilità di intercettarli. Questo fattore in particolare rompe un po’ l’incantesimo creato con tanta dovizia dal team di sviluppo.

Evoluzione sì, rivoluzione no

- Hitman: Pacchetto Intro migliora quanto è stato già fatto in passato sugli altri titoli della serie, svecchiando alcune delle meccaniche e introducendone di nuove ma non rivoluziona in nessun modo la serie Hitman, né tantomeno aggiunge nulla di quanto non sia stato già scritto sul genere stealth. Anche tecnicamente il titolo si dimostra altalenante: il motore Glacier fa il suo sporco lavoro, muovendo centinaia di elementi sullo schermo senza il minimo cedimento, a scapito però di un dettaglio grafico non proprio felice.

Ok, ma la trama dov’è?

- Una delle incognite più grandi di Hitman: Pacchetto Intro è la trama. Infatti questo primo capitolo fa luce solo sul periodo storico in cui l’Agente 47 ha cominciato a operare per conto del’Agenzia, ma ci lascia a bocca asciutta sugli sviluppi legati al suo presente. Per avere questo genere di informazioni dovremo necessariamente aspettare l’uscita sul mercato dei prossimi capitoli.

Tiriamo le somme

Hitman: Pacchetto Intro ci propone un primo giro di giostra di tutto rispetto, facendoci provare un paio di tutorial e infine ammaliandoci con una delle location più belle e riuscite di tutta la serie. La grande mole di ambienti da esplorare, unita al perfezionamento delle consolidate meccaniche, offre la possibilità al giocatore di intrattenersi per ore e di approcciare le missioni in base al suo gusto personale e alle opportunità che l’ambiente di gioco gli offre volta per volta. Tecnicamente pregevole per ciò che concerne la fluidità e la ricchezza di elementi video e audio su schermo, il gioco scopre un po’ il fianco al dettaglio grafico che non risulta mai eclatante. Peccato inoltre per l’assenza del doppiaggio italiano, rimpiazzato comunque da una localizzazione completa di menu di gioco e sottotitoli. Nonostante i dubbi iniziali sulla struttura ad episodi, questo primo capitolo di Hitman si dimostra promettente per tutti gli amanti della serie e del genere stealth in generale, che vorranno intrattenersi con il glabro assassino per i mesi a venire. Mi riservo tuttavia il diritto di rivalutare la bontà generale dell’esperienza una volta che saranno usciti i capitoli successivi.
8.3

Recensione realizzata grazie al supporto di Square Enix e Xbox.


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L'autore

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Classe '79, sound designer di professione. La sua incrollabile passione per i videogiochi nasce solo all'inizio degli anni '90 e viene presto affiancata da quella per il doppiaggio. Col passare del tempo la sua carriera di videogiocatore onnivoro si focalizza sulla scena PC, ma poi assume sembianze più mature con l'avvento di PlayStation e di tutte le successive console che prenderanno lentamente possesso di casa sua.

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