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BattleBlock Theater

Recensione - BattleBlock Theater

Al suo terzo titolo per Live Arcade, lo sviluppatore indipendente The Behemoth è pronto a stupire nuovamente i fan con un titolo che strizza palesemente l’occhio ai platform game nati in questa generazione videoludica: BattleBlock Theater. Un titolo in grado di unire gioco, creazione e condivisione. Scopriamolo insieme.

Il Gioco

In BattleBlock Theater tutto ruota intorno ad un concetto molto semplice: saltare ed evitare. Questa formula basilare, ma pilastro fondamentale di qualsiasi esperienza di platforming, è proprio quella su cui gli sviluppatori hanno deciso di fondare la giocabilità della loro ultima fatica videoludica.

Nei panni di esseri dalla forma umanoide e personalizzabili in molti aspetti del loro look, la campagna in singolo di BattleBlock Theater ci vede prigionieri all’interno di un complesso di massima sicurezza gestito da gatti. Il nostro compito è quello di evadere dalla prigione e allo stesso tempo cercare di salvare i nostri compagni di cella. Ma come? Semplice: superando i diversi livelli di gioco, allestiti appositamente dagli astuti felini come una sorta di spettacolo teatrale per allietare altrettante sadiche palle di pelo. Ogni livello è composto da un punto di entrata ed un punto di uscita, con all’interno sei diamanti verdi e un gomitolo d’oro. Per aprire l’uscita servirà raccogliere almeno la metà dei diamanti e tutto il resto è facoltativo. Il compito sembra apparentemente semplice, ma a conti fatti, man mano che si prosegue nei diversi schemi, diventa sempre più complesso e ostico. Il level design, come sempre impeccabile da parte dello sviluppatore californiano, offre infatti tantissimi elementi in grado di portare il nostro personaggo alla morte. Raggi laser, blocchi di ghiaccio, rampe e piattaforme invisibili sono solamente alcune delle variabili con le quale dovremo confrontarci. A questo si aggiunge anche una componente logica data da una serie di puzzle che sfruttano principalmente leggi della fisica, semplici ma comunque in grado di stuzzicare la materia grigia di chi sta giocando.

Per non farsi mancare nulla, gli sviluppatori hanno anche inserito nei nemici che ostacoleranno ancor più veementemente la raccolta delle gemme. Fortunatamente dalla nostra abbiamo la possibilità di attaccarli sia con pugni e calci, ma sopratutto anche con una serie di gadget che potremo sbloccare spendendo i gomitoli d’oro raccolti all’interno del mercato nero. Il tutto è ovviamente stato condito dalla classico umorismo tipico dei giochi di The Behemoth, facendo sembrare sadico ma allo stesso tempo divertente tutto il contesto di gioco.

Completata la campagna a singolo giocatore, che porta via all’incirca 7/8 ore, ci si può cimentare in un nutrito numero di modalità multgiocatore oppure sperimentare la propria fantasia grazie all’editor di livelli che Behemoth ha messo a disposizione dell’utenza. Nel primo caso ci troviamo davanti ad una serie di modalità di gioco che spaziano da varianti competitive tutti contro tutti ad altre in cui si rivela fondamentale fare gruppo insieme ad altri giocatori per prevalere sugli avversari. Diverso il discorso che riguarda la possibilità di creare dei livelli da condividere successivamente sulla rete con la community. Grazie ad una interfaccia intuitiva e molto facile da assimilare, creare uno schema di gioco risulta un’esperienza rapida ed appagante, arricchita dalle tantissime possibilità che vengono offerte in termini di contenuti.

Sotto l’aspetto tecnico il titolo sfrutta l’ormai collaudato motore 2D già utilizzato nelle precedenti produzioni della casa di sviluppo. Questo significa una cura nei dettagli altissima, carisma da vendere per i personaggi e per i nemici, ma soprattutto uno stile estremamente umoristico che come da tradizione della software house vi farà sbellicare dal ridere in più di una occasione. A supporto di questa vena umoristica, in particolar modo per la campagna in singolo, vi è una voce narrante fuori campo che racconta con toni non proprio seriosi gli avvenimenti che si succedono mentre proseguiamo la storia. Una nota di colore in più che farà sicuramente piacere. Peccato purtroppo che il tutto sia relegato alla conoscenza della lingua inglese, anche se, per tranquillizzare i meno anglofoni, la presenza dei sottotitoli in lingua italiana non pregiudica la comprensione della trama.

Amore

Level design impeccabile

- Tra le tante sensazioni positive che il gioco è in grado di regalare c’è sicuramente un minuziosa cura da parte degli sviluppatori nella costruzione del diversi livelli di gioco. Oltre alla loro qualità intrinseca, ci sono diversi riferimenti a molti altri esponenti del genere come Little Big Planet o il cattivissimo Super Meat Boy. Tutto questo, messo insieme, offre un impasto di assoluto livello in grado divertire sia i fan della prima ora di questo genere, sia i core gamer.

Editor facile ed intuitivo

- Altro punto a favore di BattleBlock Theater è sicuramente un editor che oltre ad essersi rivelato estremamente comodo ed intuitivo da maneggiare con il pad, dà la possibilità di creare in davvero pochissimo tempo livelli di gioco da mettere poi online e far giocare ai propri amici. Proprio la possibilità di sharing è una caratteristica che ho particolarmente apprezzato, in grado di donare al titolo una longevità pressoché infinita.

Modalità multigiocatore

- Una volta completata la campagna in singolo, ci si potrà cimentare in un altissimo numero di modalità di gioco che spaziano da sfide competitive singole sino ad eventi di squadra. Quello che però colpisce insieme al numero è la qualità e la cura che gli sviluppatori hanno riposto nel dare la giusta profondità ed il giusto interesse ad ogni singola variante. ”Arraffa l’oro”, “ Pallacanestro” o “ Colora il mondo” sono solo alcune delle partite che in locale od online potranno essere sperimentate.

Odio

Salta, salta, salta

- Tra le note negative, ma soggetta al gusto del giocatore, vi è una ripetitività di fondo che, soprattutto in single player, dopo un po' di livelli potrebbe iniziare a manifestarsi. In BattleBlock Theater sostanzialmente si salta dall’inizio alla fine, ogni tanto si risolve qualche puzzle e ancor più sporadicamente si picchia qualche gatto. Se pensate che questa formula alla lunga possa annoiarvi, statene alla larga.

E lo split screen?

- Vista la possibilità di giocare la campagna in cooperativa, sarebbe stata scelta gradita quella di inserire una modalità in split screen per il gioco in locale. La visualizzazione in una schermata unica rende a volte difficile la gestione di determinate situazioni, soprattutto quelle un po' più frenetiche delle altre.

Tiriamo le somme

Dopo Alien Hominid e Castle Crashers, The Behemoth inanella un ulteriore successo con questo BattleBlock Theater. Se siete amanti dei platform game o avete un innata passione per il level design, questo è sicuramente il titolo che fa al caso vostro. Da acquistare senza alcuna remora. 9.0

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L'autore

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Nel 1990 gli viene regalato un commodore 64 e da quel giorno capisce che i videogiochi saranno il suo futuro. A distanza di anni, nonostante ripetute richieste di "trovarsi un lavoro serio", continua a barcamenarsi nel campo del giornalismo videoludico. Collaboratore di MX dal 2006 è uno strenuo sostenitore della filosofia "il primo amore non si scorda mai".

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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