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Metal Gear Rising: Revengeance

Recensione - Metal Gear Rising: Revengeance

di Davide Mapelli / MAPO78 P 28 feb 2013
Raiden è probabilmente uno dei personaggi videoludici maggiormente osteggiati da parte dei fan; sostituire la leggenda di Solid Snake nel secondo Metal Gear Solid è stata un' impresa che pochi hanno gradito. Fortunatamente la situazione è profondamente mutata dopo il quarto capitolo della serie, dove il biondino è diventato una vera e propria arma letale, un inarrestabile cyborg ninja in grado di far tremare anche Gray Fox stesso, e la situazione diventa pirotecnica dopo esser passato tra le premurose mani degli esagerati Platinum Games. Scopriamo nella nostra recensione di Metal Gear Rising: Revengeance i pregi e difetti di questa funambolica produzione nipponica.

Il Gioco

Partiamo da una cosa ovvia, ma che è sempre meglio specificare: Metal Gear Rising: Revengeance è si un Metal Gear a tutti gli effetti, accompagnato da una trama basata sulla fantapolitica e da personaggi caratterizzati davvero bene come da sempre Kojima Productions ci ha abituato, ma al tempo stesso abbraccia un genere assolutamente nuovo ed inedito per questa saga. Si passa quindi dal celebre gioco stealth ad un action puro, adrenalinico, velocissimo e spietato come solo i ragazzi di Platinum Games sanno fare. Un connubio davvero particolare, una fusione tra due mondi distantissimi tra loro che riesce a dar vita ad un prodotto davvero riuscito. Gli eventi si collocano esattamente dopo Metal Gear Solid 4, dandoci un mondo ancora schiavo dell'economia di guerra, stretto nella morsa delle truppe militari private capaci da sole di fomentare guerre nei luoghi più disagiati del globo, portando morte e distruzione ma anche forti introiti per loro stessi. Naturalmente c'è anche chi combatte questa situazione, come la Maverick Security Consulting, la società di cui fanno parte Raiden ed il suo team di collaboratori, ognuno forte di una eccellente caratterizzazione come solo Kojima sa fare: è sufficiente avviare qualche conversazione via codec per capire quanto curata sia la psiche di ognuno dei nostri collaboratori. Aspetto che ritroviamo anche nella splendida caratterizzazione dei nemici: ogni Metal Gear che si rispetti ci ha sempre regalato una grande storia con grandissimi cattivoni da far fuori e Revengeance non fa eccezione. In questa occasione il nostro maggiore antagonista è rappresentato dalla Desperado LLC, una delle peggiori Private Military Company che il mondo conosca, con fondi praticamente illimitati e con molti assi nella manica che starà a noi gestire e affettare.

Si, avete capito benissimo, affettare. Questo è infatti il tratto distintivo di Metal Gear Rising: Revengeance: Raiden è un cyborg ninja dalle capacità eccezionali, disumane e queste sue abilità vengono sottolineate dalla maestosa lama ad alta frequenza che il nostro eroe può utilizzare. Questa può letteralmente tagliare in mille pezzi qualsiasi cosa gli si pari davanti, che siano oggetti di sfondo come alberi o automobili, passando per i nemici comuni come i cyborg, arrivando infine a tutta una serie di Gear - apparecchi meccanici dotati di IA avanzate - che metteranno a dura prova le nostre capacità. Oltre ai normali attacchi che sfruttano due tasti dei nostri controller, suddivisi in colpo rapido e potente, il gioco dà il meglio di sé quando possiamo attivare la particolare modalità Free Blade. Questa consiste nella capacità di affettare i nostri nemici liberamente: premendo il grilletto sinistro dopo aver malmenato a sufficienza il nemico e con l'indicatore della batteria al massimo, entriamo in questa particolare modalità che ci permette di assestare i nostri colpi con le levette analogiche, sminuzzando il malcapitato di turno. Questa non è una pratica fine a sé stessa, messa li solo per sfogare il sadismo del giocatore, ma diventa un'operazione necessaria ed utilissima per ricaricare l'energia vitale e le batterie di Raiden. Per far ciò ci basta tagliare il nemico in un preciso punto sensibile, potendo quindi afferrare e distruggere i suoi elettroliti andando ad assorbirne l'energia. Un' operazione che diventa presto indispensabile e che al contempo regala emozioni ed una sensazione di potenza davvero ineguagliabili.

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Un secondo tratto distintivo di Revengeance è il particolare sistema di parata messo a punto da Platinum Games. Non abbiamo un tasto dedicato a questa importante funzione, ma piuttosto dobbiamo sfruttare il tempismo e portare un attacco nello stesso momento in cui veniamo attaccati. Basta quindi premere X e la direzione verso cui viene l'attacco per parare e, sfruttando al meglio il tempismo, contrattaccare direttamente il nemico andando a piazzare un Zandatsu grazie alla Free Blade, un colpo che andrà ad eliminare il nostro oppositore in men che non si dica.

Naturalmente il nostro arsenale non si limita alla lama ad alta frequenza ma abbiamo a disposizione un nutrito numero di armi secondarie: dalle granate di vario tipo tra cui figurano quelle a frammentazione e quelle stordenti, passando per RPG ideali per abbattere i nemici volanti, arrivando ad alcune particolarissime armi secondarie create partendo dai dati di quelle che impugnano i boss che affrontiamo nel corso dell' avventura. Questo è possibile grazie a Dok, uno dei nostri preziosi collaboratori che ridisegnerà ed adatterà per Raiden le armi dei boss che, una volta acquistate ed equipaggiate, andranno a sostituire l'attacco potente (Y) dando vita a nuove e spettacolari combo. Come se ciò non fosse abbastanza, accumulando i punti necessari abbiamo a disposizione un nutrito numero di migliorie che spaziano dalle già citate nuove armi a nuove abilità che vanno ad arricchire le nostre combo, arrivando anche a nuove armature ognuna coi suoi effetti particolari e gli immancabili potenziamenti a vita e batterie.

Come da tradizione Metal Gear, anche in Revengeance abbiamo la possibilità di cimentarci nelle missioni RV - Realtà Virtuale, che spaziano dal classico tutorial ad altre venti prove che possiamo affrontare in qualsiasi momento sfruttando il codec o direttamente dal menu principale, tentando di battere i risultati proposti dagli sviluppatori per confrontarci poi con le classifiche mondiali. Queste missioni però non sono disponibili da subito ma vanno sbloccate trovando gli appositi terminali disseminati nei livelli di gioco. Questi vanno ad aggiungersi al nutrito numero di collezionabili da raccogliere: oltre ai comuni file da reperire negli angoli nascosti delle mappe, lo stile Metal Gear spunta anche in questo caso dandoci dei poster con ragazze in pose succinte da "liberare", gli immancabili soldati nascosti in scatole di cartone, arrivando infine agli importantissimi avambracci sinistri degli ufficiali da amputare sfruttando la Free Blade, che ci danno l' occasione di recuperare ulteriori potenziamenti per Raiden.

Amore

Un mix esplosivo

- La particolare collaborazione tra Kojima Productions e Platinum Games dà vita ad un gioco sensazionale. Unire gli aspetti distintivi della serie Metal Gear come una trama interessante, collocata in un mondo si fittizio ma con parecchi riferimenti a quello reale, condita da personaggi e nemici di assoluto spessore e con una giocabilità d'eccellenza come solo i Platinum Games sanno fare, rende questo Revengeance un action game di assoluto spessore capace di soddisfarci sia dal punto di vista narrativo che da quello di puro gameplay, semplicemente esagerato.

Il ritorno di Jack lo Squartatore

- Raiden è un personaggio che ha avuto un esordio alquanto travagliato. In Metal Gear Solid 2 ha avuto l'ingrato compito di sostituire Snake, già icona del mondo videoludico ed in pochissimi hanno saputo apprezzarlo nella sua prima avventura. In Revengeance il ragazzo è cambiato ed ha raggiunto picchi di carisma davvero alti. La sua determinazione porterà l'intera battaglia sul livello personale, la sua sete di vendetta e di giustizia è inarrestabile e ne consegue un personaggio davvero tosto, con capacità semplicemente straordinarie che mi hanno affascinato e conquistato. Bentornato Jack!

Boss e Boss battle stupefacenti

- Come già scritto, anche in Revengeance i Boss che affrontiamo hanno una caratterizzazione più che pregevole sia a livello di scelte di design che di personalità. I "Winds of Destruction" mi hanno convinto sotto tutti i punti di vista e entrano a pieni voti in quella ristretta cerchia di nemici difficili da dimenticare. Questo è dovuto anche alle ottime boss fights, spettacolari e coreografiche come poche, accompagnate da alcuni quick time events semplici ma dannatamente efficaci.

Ottima colonna sonora

- Anche in questo caso gli sforzi fatti da Platinum Games e Kojima Productions sono encomiabili. Tutto ciò che riguarda il comparto audio di Revengeance è davvero curato; l'ottimo doppiaggio inglese trasuda spesso emozioni e dona ulteriore spessore ai personaggi presenti nella vicenda. A questo vanno aggiunte delle musiche semplicemente ottime in fase di accompagnamento e che diventano epiche negli scontri coi boss. Nei momenti topici delle battaglie la parte strumentale viene accompagnata da una parte cantata ed il risultato è capace di sottolineare l'importanza del momento. In una sola parola: esaltante!

Un gameplay unico...

- ...che mi ha fatto innamorare! Oltre alla normali meccaniche da action game di altissimo spessore in perfetto stile Platinum Games, che già da solo basterebbe per renderlo un grande gioco, Revengeance centra in pieno il bersaglio proprio in quelle meccaniche che lo rendono unico ed inimitabile. La Free Blade è un concetto stupendo, già visto in parte in Afro Samurai ad esempio, ma in questo caso approfondito e perfezionato oltre misura. La necessità - e il piacere - di strappare dai nemici la loro colonna vertebrale per alimentare le nostre batterie è una pratica che mi ha conquistato e che dà quel senso di onnipotenza capace di innalzare il livello di Raiden a quello di vera e propria icona. A questo ci aggiungo l'intelligente sistema di parata: se in principio si rivela ostico e difficile da capire, una volta padroneggiato, magari con qualche potenziamento capace di aiutarci, regala emozioni a profusione e contribuisce a tenere altissimo il livello di ogni singolo scontro. La perfezione non esiste, ma il gameplay di Metal Gear Rising: Revengeance si avvicina pericolosamente!

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Odio

Veloce come un fulmine

- L'unico vero tallone d'Achille di questo gioco è la sua durata. Le sette ore necessarie a terminare il gioco in modalità normale, procedendo con calma e cercando anche qualche approccio stealth nelle occasioni in cui è possibile, non sono certo una durata monumentale e, vista la tremenda efficacia del gioco, avrei voluto giocarci ancora molto a lungo. Il solo modo per saziare la nostra sete di vendetta è quello di accettare il particolare stile di gioco propostoci: non si tratta semplicemente di finire l'avventura, ma anche di scovarne tutti i segreti collezionabili, puntare ad ottenere le migliori valutazioni in ogni singolo scontro, cimentarsi nel livello di difficoltà maggiore dopo aver potenziato Raiden a dovere e infine provare a battere tutti i record delle missioni RV. Solo così si può godere per intero di Revengeance.

Qualche piccolo difetto

- Creare un paragrafo per ogni piccolo difetto presente sarebbe stato lesivo per la smisurata qualità di Revengeance: meglio raggrupparli insieme visto che si tratta di aspetti che non rovinano l'esperienza di gioco. Primo tra tutti è il congenito difetto di ogni action game: la telecamera. Anche in questo caso capita che il punto di vista non sia dei migliori e si rischia di trovarsi a combattere contro nemici non bene inquadrati. La forte velocità di Raiden aiuta visto che si sposterà automaticamente verso i nemici e negli scontri con pochi avversari il problema non sussiste visto la possibilità di "lockarli" con il tasto RB, rendendolo quindi un problema sporadico e che ho metabolizzato presto grazie allo stile del gioco. Altri piccoli difetti riguardano la compressione dei filmati, non sempre all' altezza degli elevati standard qualitativi del gioco, e alcuni rallentamenti durante i combattimenti, magari in presenza di oggetti di contorno che, una volta tagliuzzati in centinaia di parti, vanno ad inficiare in minima parte il framerate. Tutti aspetti secondari che nel mio caso non hanno minimamente intaccato la qualità del gioco.

Tiriamo le somme

Metal Gear Rising: Revengeance è un gioco sublime, uno dei migliori action game di questa generazione capace di unire una storia ed i relativi personaggi come solo Kojima Productions può fare, ad un gameplay adrenalinico e soddisfacente in perfetta tradizione Platinum Games. Tecnicamente pregevole, con una splendida colonna sonora ed un gameplay da cardiopalma, Revengeance si pone come riferimento per l'intero genere con il solo ed unico difetto di una durata non certo monumentale. Se non avete intenzione di scovarne ogni segreto, se non vi interessa mettervi alla prova al livello di difficoltà maggiore o nelle missioni VR, potrebbe presto presentarsi il problema durata, ma in tutti gli altri casi consiglio vivamente l'acquisto di quello che è diventato in cuor mio uno dei migliori action game a cui abbia mai giocato. Chapeau! 9.2

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