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Omerta: City of Gangsters

Recensione - Omerta: City of Gangsters

Avete sempre sognato di diventare il boss di una famosa famiglia di Gangster in America? Il Padrino è sempre stata la vostra trilogia preferita? Kalypso Media e Haemimont Games vengono allora in vostro soccorso con Omerta: City of Gangsters. Scopriamo insieme cosa aspettarci da questo nuovo ed interessante titolo strategico.

Il Gioco

Il mondo dell’intrattenimento va a periodi: western, storico, di guerra e così via. E’ innegabile come i film di stampo noir/mafioso siano tornati di moda proprio in questi ultimi anni con tantissimi film e serie TV che hanno fatto il pieno di ascolti portando su schermo storie ambientate in piena epoca proibizionista. Anche il mercato dei videogiochi non è stato a guardare, e dopo titolo come Mafia o L.A. Noire ecco spuntare uno strategico convertito da PC che mira a trasformare il giocatore da semplice immigrato a boss di Atlantic City.

All’inizio del gioco ci viene chiesto di dare un nome al nostro personaggio, scegliere tra diversi aspetti fisici - semplicemente delle foto, niente di tridimensionale - e di forgiarne la storia, scegliendo tra differenti risposte multiple. Queste andranno ad influenzare i diversi parametri del nostro alter ego come intelligenza, forza, furbizia e così via. Una volta sbarcato in America, il nostro personaggio di origine sicula si trova a dover gettare le basi per la nascita del suo impero: per farlo deve iniziare ad assoldare i suoi primi fidati scagnozzi e affidargli dei compiti, all’inizio semplici e poi via via sempre più complicati, che porteranno denaro fresco (e sporco!) nelle nostre casse. Questo denaro potrà essere a sua volta riciclato per espandere il mercato comprando o contrabbandando merce per un totale di ben 28 attività illegali presenti sulla mappa. Oltre al traffico illecito abbiamo anche la possibilità di compiere furti, omicidi e i classici blitz senza scendere dalla macchina ma sparando dai finestrini, più intimidatori che altro.

Il gioco è diviso in due tronconi: la parte gestionale e quella delle sparatorie. Se la prima, sfruttando una visuale isometrica, è esattamente come vi ho raccontato finora, la seconda prende spunto dalla serie X-COM proponendoci lo stesso aroma di strategia a turni. All’interno dell'area di gioco possiamo in ogni turno muovere e sparare per un determinato quantitativo di mosse, oltre alla possibilità di sistemarci dietro a dei ripari per nascondere la linea di tiro all’avversario.

Tornando alla parte gestionale, troviamo un sistema economico abbastanza semplice e che una volta assimilato porterà abbastanza velocemente soldi nelle casse della famiglia. L’importante infatti è sempre contrabbandare la risorsa che in quel momento è meglio pagata sul mercato nero, una caratteristica questa che, rimanendo quasi sempre costante nella partita, influenza alla radice il sistema economico. Inoltre troveremo unicamente la polizia come ostacolo alla nostra attività e questo potrebbe rilevarsi un problema non da poco, visto che in moltissime occasioni saremo quasi sempre liberi di agire indisturbati nei nostri traffici illeciti.

La campagna in singolo offre una durata estremamente soddisfacente con più di 20 ore di gioco, durante le quali oltre a condurre Atlantic City nella corruzione più torbida e totalmente gestita dalla nostra famiglia, i compiti che ci verrà chiesto di portare a termine alla lunga diventeranno abbastanza ripetitivi, rischiando di far annoiare il giocatore.

Sotto l’aspetto tecnico il titolo tradisce la sua natura di porting da PC: l’interfaccia di gioco, per quanto non impossibile da usare è sicuramente nata per essere giocata con mouse e tastiera e questo la porta ad essere in alcune sporadiche occasioni abbastanza macchinosa. Per quanto riguarda l’aspetto, in linea di massima la qualità grafica è più che sufficiente, senza nessuno tipo di dettaglio che faccia gridare al miracolo. Qualcosa di più forse si poteva fare per il level design delle sparatorie che avvengono quasi sempre all’interno di magazzini abbastanza anonimi. Pur essendo presenti altre location, un po di varietà aggiuntiva non avrebbe guastato.

Infine il titolo offre una completa localizzazione in lingua italiana con dei testi a schermo puliti e chiari. L’aspetto musicale invece riprende una serie di motivi jazz e blues chiaramente ispirati al periodo storico in cui viene ambientata la storia.

Amore

L’importanza del business

- Uno degli elementi che più mi sono piaciuti all’interno del gioco è sicuramente la presenza di tantissime attività in grado di variare sensibilmente le possibilità commerciali, più di 25. Il giocatore è libero di scegliere tra tantissime attività “imprenditoriali” tra cui il traffico di superalcolici, di birra, di armi, gioco d’azzardo e tanto ancora. Un’elemento che, su una campagna che può contare più di venti ore di gioco, è in grado di diversificare le possibilità all’interno della stessa.

In due è più divertente

- Altro aspetto estremamente riuscito dell’offerta di gioco è la possibilità di collaborare insieme ad un altro giocatore nella realizzazione di diversi tipi di colpi, come rubare della merce o una rapina in banca. Proprio questo aspetto dimostra come una cura maggiore nella sistema di combattimento a turni avrebbe influito in maniera sensibile non solo alla qualità globale del prodotto ma anche al divertimento fine a se stesso.

Odio

Un boss solitario

- Una delle più grosse pecche del titolo è sicuramente l’assenza di vere e proprie famiglie rivali, lasciando solamente alla polizia l’ingrato compito di ostacolare il nostro operato. Come altri giochi del genere hanno saputo dimostrare, la componente di competizione tra famiglie sarebbe stata in grado di rendere meno statiche le sessioni di gioco dovendo magari tenere d’occhio il territorio o imbastendo patti per evitare faide tra famiglie rivali. Un vero peccato oltre che un’occasione persa.

Trama evanescente

- Altro elemento che non ho particolamente apprezzato è quello di una trama che, oltre che estremamente banale, sembra ripetitiva e poco presente nella maglie del gioco. Vista la lunghezza della campagna mi sarei aspettato come fanno altri esponenti del genere, in una narrazione che spingesse chi sta giocando in situazioni sempre diverse e stimolanti. Cosa che purtroppo in Omerta: City of Gangsters non avviene quasi mai.

Ma non ti avevo sparato?

- Oltre alla parte gestionale, l’altro elemento di fondamentale importanza per la giocabilità sono le sparatorie. In questo senso il titolo offre una serie di combattimenti basati sul sistema a turni, ma questi purtroppo oltre che discretamente lunghi risultano estremamente frustranti per via di un sistema di coperture totalmente fallato, una linea visiva per quel che riguarda le sparatorie altamente discutibile e sopratutto l’impossibilità di salvare quando ci si trova nel bel mezzo del combattimento. Errori tutt’altro che banali e sopportabili.

Tiriamo le somme

Tirando le somme non posso che ritenermi insoddisfatto da quanto gli sviluppatori offrono con Omerta: City of Gangsters. Un’idea alla radice estremamente interessante è stata purtroppo sviluppata in una direzione che porta il titolo a mostrare più difetti che pregi. Un titolo che non mi sento di consigliare nemmeno agli amanti del genere per via dei problemi citati. Se proprio volete dargli una chance, provatelo prima di acquistarlo. 4.5

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L'autore

Nel 1990 gli viene regalato un commodore 64 e da quel giorno capisce che i videogiochi saranno il suo futuro. A distanza di anni, nonostante ripetute richieste di "trovarsi un lavoro serio", continua a barcamenarsi nel campo del giornalismo videoludico. Collaboratore di MX dal 2006 è uno strenuo sostenitore della filosofia "il primo amore non si scorda mai".

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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