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Fist of the North Star: Ken's Rage 2

Recensione - Fist of the North Star: Ken's Rage 2

di Davide Mapelli / MAPO78 P 18 feb 2013
Due anni dopo il lancio del primo titolo dedicato al successore della Divina scuola di Hokuto, Tecmo Koei ritorna nello scenario post-atomico che ospita le avventure di Kenshiro e ci propone questo seguito che è ben di più che un semplice secondo capitolo: possiamo ora rivivere l'intera epopea di Hokuto, dal principio sino alla sua conclusione. Scopriamo nella nostra recensione se il team giapponese ha colpito i giusti punti di pressione.

Il Gioco

In occasione del trentennale di Hokuto no Ken, creato da Tetsuo Hara e Buronson nell'ormai lontano 1983, Tecmo Koei crea questo Fist of the North Star: Ken's Rage 2 che si presenta come un seguito piuttosto atipico: invece che ripartire dalla conclusione del primo episodio, ossia dopo lo scontro finale con Raoul, il team giapponese ha preso la coraggiosa decisione di riaffrontare l'intera saga, ripercorrendo le avventure già vissute nel gioco originale per poi proporci la parte inedita, quella rappresentata dalla seconda serie televisiva, andando addirittura oltre e comprendendo quindi la vera conclusione della serie, presente finora solo nel manga. Una vera e propria enciclopedia dell'Hokuto da giocare, un grandissimo fan service che però pone ogni possibile acquirente davanti ad un enorme bivio ancor prima di acquistarlo: Ken's Rage 2, esattamente come il suo predecessore, altro non è che un Musou o Dynasty Warriors per i più occidentali di voi. Questo particolare genere di hack'n slash tipico di Koei è forse uno dei giochi che più di altri divide in due il pubblico: o lo si ama o lo si detesta nel peggiore dei modi. Fortunatamente il primo titolo ha già fatto da spartiacque e questo secondo episodio ne ripercorre le orme in maniera evidente, il gameplay è il medesimo, il motore grafico anche e diventa quindi semplice consigliare a chiunque non abbia apprezzato il primo di volgere la propria attenzione - ed i propri soldi - altrove.

Il gioco è suddiviso in due modalità principali, Leggenda e Sogno. Nella prima possiamo rivivere la saga di Hokuto, ripercorrendo le gesta dei nostri eroi esattamente come nella serie originale. Non abbiamo più varie storie divise per ognuno dei personaggi selezionabili ma un'unica grande modalità in cui ripercorrere le vicende del manga. In questo caso il giocatore è obbligato ad usare prevalentemente Kenshiro, con la possibilità in alcuni casi di utilizzare anche altri personaggi, limitando ovviamente la possibilità di scelta del giocatore ma riuscendo a ripercorrere la storia in maniera molto più fedele rispetto al passato. Questa fedeltà viene anche aiutata dal particolare modo di raccontare gli eventi scelto dai programmatori: ai classici filmati realizzati col motore grafico del gioco ed ai rari, ma pregevoli filmati in computer grafica, in vari momenti ci troviamo di fronte ad immagini statiche create anch'esse col motore grafico di gioco, ma impaginate proprio come se stessimo sfogliando un fumetto. Un' ottima scelta che riesce ad infondere all'intera modalità una maggiore autenticità rispetto al passato.

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Autenticità che viene stravolta dall'originalità presente invece nella modalità Sogno. In questo caso possiamo scegliere uno qualsiasi dei più di venti personaggi disponibili - che vanno sbloccati nella modalità Leggenda - e viverne una storia del tutto nuova, andando ad esaminare eventi assenti dalla serie originale, approfondendo così le vicende di ognuno dei guerrieri presenti. Possiamo scoprire ad esempio il forte legame che lega Juza a Julia, oppure vivere in prima persona l'ascesa al potere di Kaio nell'isola degli Shura e così via, tutti eventi che solleticano la fantasia di ogni appassionato di Ken il Guerriero.

In questa modalità cambia anche la struttura di gioco, passando da quella più simile ad un picchiaduro a scorrimento presente nella modalità Leggenda caratterizzata da ambienti più ristretti, ad una più vicina a quella classica dei Dinasty Warriors. Ogni mappa è liberamente esplorabile e disseminata di basi nemiche; una volta entrati in una di queste ne cominciamo automaticamente l'invasione dovendo prima sconfiggere un determinato numero di guardie, per poi battere il boss della zona facendo infine comparire le nostre truppe a presidiarla. Una volta conquistate cinque di queste basi, l'intero territorio passa sotto il nostro controllo e possiamo quindi affrontare il boss finale di quella determinata missione. Oltre alla storia dedicata a tutti i personaggi presenti, possiamo anche cimentarci nella modalità libera nella quale possiamo intraprendere una qualsiasi delle missioni disponibili con un qualsiasi personaggio infischiandocene della trama: una opportunità utilissima per potenziare i nostri eroi preferiti. Queste missioni sono inoltre affrontabili anche in modalità cooperativa, sia tramite schermo condiviso che direttamente online su Xbox Live, e sempre online è possibile sfidare gli altri giocatori nella modalità Squadra dive sino ad otto giocatori divisi in due squadre si sfideranno nel tentativo di ottenere il punteggio migliore.

A livello di giocabilità la novità maggiore che coinvolge tutto il gioco è la sostituzione del salto con la funzione di scatto/schivata. Una scelta che pare all'inizio alquanto particolare, ma che poi si rivela corretta vista l'utilità della schivata negli scontri coi boss. Per il resto Fist of the North Star: Ken's Rage 2 ricalca le orme del predecessore facendo del button mashing più sfrenato la sua caratteristica principale, eliminando le isolate fasi platform del primo ed aggiungendone qualcuna stealth, affiancando anche qualche raro e semplice quick time event, specialmente negli scontri con alcuni boss. Una profonda modifica invece riguarda il sistema di potenziamento del personaggio. Il livellamento è determinato da come noi combattiamo e ad ogni azione corrisponde un premio: se ad esempio sconfiggiamo i nemici con attacchi potenti ne gioverà la nostra forza, se invece lo facciamo mantenendo il livello di vita verde ne consegue un aumento della stessa e così via. Il potenziamento invece è creato dalle pergamene che troviamo sparse nei livelli - a volte completando determinati obiettivi - e che riceviamo alla conclusione delle missioni. Ognuna di queste può avere sino a tre potenziamenti diversi suddivisi in cinque categorie: vita, difesa, attacco, aura e tecnica. Cinque sono anche gli slot a disposizione, dandoci quindi la possibilità di equipaggiare cinque diverse pergamene, creando legami e potenziando notevolmente le nostre caratteristiche. Proseguendo nel gioco ne possiamo ottenere di migliori, con livello maggiore ed anche con caratteristiche extra che possono dare ulteriori vantaggi al giocatore, mentre nelle partite online abbiamo una maggiore possibilità di trovarne di migliori, un buon incentivo a cooperare con gli altri guerrieri sparsi sul globo.

Amore

L'intera saga di Hokuto

- Come già accennato, Fist of the North Star: Ken's Rage 2 ripercorre l'intera saga di Hokuto dal primo incontro con Lynn e Bart allo scontro decisivo con Raoul per poi affrontare quella che era la seconda serie televisiva, mettendoci quindi di fronte alla Scuola Imperiale di Cento ed a Falco per poi sbarcare nella terra degli Shura affrontando Hyo e Kaio. Come se questo non bastasse è presente anche la piccola parte finale omessa dalla serie TV, il ritorno di Ken sulla terra ferma e lo scontro con Borz. Una vera e propria enciclopedia. Naturalmente sono presenti alcune inesattezze e tralasciati alcuni personaggi, ma condensare 152 episodi televisivi in un solo videogioco non è lavoro facile ed il risultato finale è sinceramente apprezzabile anche dal più esigente dei fan. Ottimo lavoro.

Fedeltà a tratti sorprendente

- Condensare l'intera serie di Kenshiro in un unico videogioco mi sembrava impossibile a meno che non si tralasciassero molti, probabilmente troppi dettagli. Naturalmente anche in Ken's Rage 2 ci sono alcuni tagli, è inevitabile, ma la quantità degli eventi raccontati e la fedeltà di ognuno di questi rispetto agli originali è a parer mio eccellente. I compromessi trovati sono più che accettabili e riescono comunque a raccontare le vicende dell'universo di Hokuto in maniera tale da non deludere i fans e di rendere comprensibile l'intera vicenda anche a chi se ne avvicina per la prima volta. Naturalmente a questi ultimi consiglio la lettura del fumetto.

Un Cast stellare

- Finalmente abbiamo la possibilità di usare praticamente tutti i personaggi principali di tutta la saga di Ken il Guerriero. Oltre ai fratelli di Hokuto ed agli altri guerrieri presenti nel primo gioco, questa volta possiamo utilizzare personaggi del calibro di Juza delle Nuvole, Fudo la Montagna, Ain, il generale d'oro Falco fino ad arrivare a Ork il Rosso, Hyo ed al potentissimo Kaio per un totale che passa le 20 unità. Un'aggiunta davvero apprezzabile: tralasciando alcuni personaggi minori sono praticamente presenti tutti i guerrieri principali della serie ed anche in questo caso ogni fan può ritrovare il proprio beniamino con le relative tecniche segrete.

La solita, mostruosa longevità

- Delle produzioni Koei tutto si può criticare, ma non la longevità. Il dover/poter rigiocare la prima serie non riesco a vederlo come un difetto, visto anche l'evidente miglioramento nel raccontare gli eventi che vedono protagonista Kenshiro. Io personalmente l'ho rigiocata più che volentieri, arrivando a concludere la modalità Leggenda in oltre 15 ore di gioco. Ovviamente sono conteggiati anche i lunghi momenti narrativi che ritengo però parte integrante del gioco. A questo va aggiunta la modalità Sogno che coi suoi 20 e più personaggi garantisce ore e ore di combattimento, svelando particolari assenti dalla storia originale e che offre anche la possibilità di cooperare online ed offline con altri giocatori. Certamente la longevità di Fist of the North Star: Ken's Rage 2 non rientra tra i difetti del gioco.

L'agilità ritrovata

- A differenza del primo episodio, dove i nostri combattenti erano piuttosto legnosi e goffi nei movimenti specialmente senza i necessari potenziamenti, in Ken's Rage 2 i ragazzi di Tecmo Koei hanno ben pensato di sveltire le manovre di attacco rendendo i combattimenti più fluidi e veloci. Questo migliora l' esperienza globale e rende il tutto più frenetico e godibile.

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Odio

I soliti, vecchi difetti...

- Essendo questo un secondo capitolo, era auspicabile un netto miglioramento di alcuni dei difetti che caratterizzavano il primo Ken's Rage. Purtroppo non è così: l'aspetto grafico ricalca quello del predecessore e qualche marginale ritocco non basta per risollevare le sorti del gioco. Tralasciando i discreti modelli poligonali dei protagonisti, il resto presta il fianco a molte critiche. Gli ambienti, seppur ora più interattivi, si mantengono spogli, simili a quelli dell'opera originale ma con textures poco definite che non creano certo un insieme degno di nota e l'effetto "clonazione selvaggia" è sempre ben presente. Cloni che non sono un problema nel caso delle innumerevoli truppe nemiche, ma che diventano presto stucchevoli nei momenti narrativi del gioco: vedere sempre lo stesso vecchietto vittima di attacchi nemici dal principio alla fine del gioco è davvero fastidioso. Immutate anche le terribili moto monomarcia che ronzeranno nelle nostre orecchie in più di un' occasione. C'è ancora molto da fare.

...e qualche difetto tutto nuovo

- La decisione di velocizzare le meccaniche di gioco è stata ottima, quella invece di aumentare i frame per secondo no. Decidere di puntare ai 60 fotogrammi è una scelta ambiziosa, ma che non ha portato i benefici sperati, tutt' altro. Ne consegue un framerate altalenante che fortunatamente non scende mai sotto i livelli di guardia, ma che certamente non dona una visione d'insieme esaltante. Anche le sporadiche fasi stealth presenti nella modalità Leggenda non sono una grande trovata: nel tentativo di spezzare l'inevitabile monotonia di questo genere di gioco si è introdotto un qualcosa che non fa altro che sfociare nel grottesco. Mantenere i combattimenti come il solo fulcro del gioco ed un frame-rate minore, ma stabile, sarebbero state scelte decisamente migliori.

E le musiche?

- Già assente nel primo gioco, mi aspettavo l'introduzione della colonna sonora originale in questo secondo capitolo, ma purtroppo non è così. Le musiche presenti sono le medesime del passato, svolgono il loro lavoro senza infamia e senza lode ma non reggono il confronto con le inarrivabili tracce originali ed è un vero peccato non poter riascoltare il cupo motivetto che accompagnava ogni apparizione di Kaio o una delle bellissime canzoni originali della serie televisiva. Maledetti diritti d'autore!

Caricamenti d'altri tempi

- Questo è un gravissimo difetto che colpisce solo chi non ha la possibilità di connettersi ad Xbox Live per scaricare il piccolo aggiornamento al primo avvio del gioco. In questo caso i caricamenti raggiungono di proporzioni vergognose, quasi inaccettabili. Solo all'avvio di ogni missione il primo caricamento arriverà quasi ad un minuto effettivo, poi compare il titolo dell'episodio e poi altri interminabili secondi di attesa, una situazione imbarazzante. Fortunatamente questo problema viene completamente risolto dal file di soli 300kb disponibile online, rendendo la durata dei caricamenti assolutamente normale ed accettabile.

Tiriamo le somme

Esattamente come il cielo sopra la Capitale Imperiale, Fist of the North Star: Ken's Rage 2 ha il dono di spezzare letteralmente in due gli appassionati di questa serie. Se il primo titolo non vi ha convinto per via della sua particolare struttura, monotona e ripetitiva come da tradizione Koei, questo secondo gioco non fa nulla per riconquistarvi rendendo davvero semplice il consigliarvi di rivolgere le vostre attenzioni altrove senza alcun rimpianto. Se invece, come il sottoscritto, avete apprezzato il primo capitolo, Ken's Rage 2 potrebbe essere il gioco giusto per realizzare i vostri sogni. Poter utilizzare praticamente tutti i personaggi principali dell'opera di Buronson e Tetsuo Hara è da solo un fattore dal valore inestimabile, accompagnato anche da un'ottima modalità Leggenda che racconta la storia rispettando l'originale e con una dovizia di particolari a tratti sorprendente, andando addirittura ad arricchirla di parti inedite con la modalità Sogno. Tutto questo contribuisce a creare un pacchetto completo che sazierà la fame di Hokuto di ogni appassionato, tenendo però sempre in mente gli evidenti limiti di questa produzione, che possono essere mascherati solo da una smisurata passione e da una naturale inclinazione alle semplici e ripetitive meccaniche che caratterizzano questo genere. 8.1

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