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Anarchy Reigns

Recensione - Anarchy Reigns

Dal loro debutto in questa generazione, i ragazzi di Platinum Games hanno ricevuto parecchi consensi grazie alla loro pirotecnica visione nella creazione di action games semplicemente sfavillanti; dopo aver stupito il mondo videoludico con Bayonetta ed aver confermato il loro ottimo stile con Vanquish, ci propongono ora Anarchy Reigns, un gioco unico nel suo genere. Riuscirà quest' ultima fatica della software house giapponese a mantenere gli elevatissimi standard qualitativi a cui siamo ormai abituati?

Il Gioco

Siamo in un mondo post apocalittico, dove le vecchie superpotenze si sono annientate a vicenda utilizzando armi atomiche e biologiche. Questo ha portato l'intera civiltà in rovina, sconvolta da orribili mutazioni genetiche che hanno generato dei veri e propri mostri. Come se questa situazione non fosse pericolosa abbastanza, il progresso non si è assolutamente arrestato: è anzi riuscito a complicare ulteriormente il tutto, accompagnando gli orribili mutanti con protesi cibernetiche ed armamenti ad altissima tecnologia. Come da titolo, l'anarchia regna sovrana.

In questo contesto si colloca la doppia storia che la campagna single player di Anarchy Reigns ci offre. Nel tentativo di fermare Max, ex comandante della sezione crimini della città di Milvallen, possiamo impersonare uno dei due personaggi impegnati in questa ricerca, ognuno spinto dai propri precisi motivi. Jack Cayman è un cacciatore di taglie, ingaggiato dalla figlia di Max nel tentativo di scoprire cosa ha causato il suo profondo cambiamento portandolo a diventare un pericoloso e potentissimo cane sciolto. Il secondo personaggio a nostra disposizione è invece Leo, membro effettivo della squadra di cui era comandante lo stesso Max, considerato dal protagonista come un vero e proprio mentore.

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Nella modalità in singolo, il gioco si pone come un comune picchiaduro ma questa è solo la punta dell'iceberg di Anarchy Reigns. La storia è suddivisa in varie fasi, quattro per ognuno dei due personaggi più un altro paio di battaglie finali a seconda di quale sia il personaggio da noi scelto per primo. In queste fasi possiamo girare liberamente per i livelli, massacrando tutti i nemici che ci si parano davanti accumulando più punti il possibile in questa rissa da strada. Questi punti servono poi per sbloccare le missioni, vero e proprio cuore pulsante del gioco, suddivise in due gruppi: missioni Libere e missioni Principali. Le prime non incidono nel corso della storia, non raccontano nulla della trama, ma sono utilissime per accumulare più punti possibile. Sono inoltre spesso molto particolari, non limitandosi ai classici scontri ma calandoci in sfide alquanto particolari come delle bizzarre corse a bordo di strani veicoli, difendere dei preziosi robot barman, consegnare delle valigette e così via. Resta completamente a disposizione del giocatore la scelta se affrontarle o meno, in alcuni casi anche ripetendole più volte nel tentativo di veder crescere il proprio punteggio e sbloccare così le missioni principali.

Quest'ultime sono ovviamente differenti da quelle Libere. Per prima cosa una volta affrontate e compiute, non possono essere ripetute immediatamente ma sarà necessario riavviare l'intera fase. Inoltre queste tendono ad essere delle sfide più classiche che mettono in risalto il vero aspetto di Anarchy Reigns: un brawler game furioso a scontri diretti. Ci troviamo quindi di fronte a combattimenti con i vari boss, personaggi che, una volta sconfitti, saranno poi a nostra disposizione nelle altre modalità, multigiocatore in primis. In queste battaglie il gioco fa leva sul suo particolare combat system, frenetico ma allo stesso tempo abbastanza semplice da non confondere il giocatore, mantenendolo sempre al centro dell'azione. Oltre ai classici attacchi, suddivisi in leggeri e potenti, premendo il grilletto sinistro possiamo usare la nostra Arma Killer, diversa da personaggio a personaggio, ma sempre letale e fondamentale nelle battaglie. Questa non può essere usata liberamente ma ha bisogno che venga caricato l'apposito indicatore per poi scatenarsi nella sua violenza. Oltre a questa particolare arma, un altro indicatore di carica per permetterci di sfruttare la modalità Furia, nella quale godiamo di una momentanea invulnerabilità e di una maggiore potenza, indispensabile nei momenti critici dei combattimenti.

A conti fatti in queste missioni possiamo godere del vero Anarchy Reigns, aspetto messo maggiormente in risalto nella modalità multigiocatore che il gioco ci propone. Questa è composta da un' innumerevole serie di modalità, alcune delle quali davvero bizzarre. Partiamo dai classici scontri a squadre nella Partita Mortale, arrivando alla Battaglia Reale sino a 16 giocatori, passando per il classico Cattura la Bandiera sino a scontri uno contro uno chiusi in gabbia. Infine compaiono alcune modalità davvero fuori di testa, Deathball e Scontro Volante su tutte. Nella prima siamo divisi in due squadre da 4 giocatori e lo scopo è quello di segnare più gol dei nostri avversari. Deathball si basa quindi sul calcio e sul football americano, visto che i nostri giocatori porteranno la particolare palla con le mani, ma senza abbandonare la caratteristica principale di Anarchy Reigns, la rissa indiscriminata. Il tutto dà vita a scontri davvero assurdi e divertenti. Scontro Volante è invece una modalità scaricabile come contenuto bonus (assieme ad un'altra modalità ed a Bayonetta come personaggio giocabile) allegato alla Limited Edition del gioco, attualmente l'unica in commercio. Come dice la parola, i nostri personaggi danno vita a questo scontro volante appesi ad alcuni elicotteri. Inutile dire che vince chi abbatte il maggior numero di nemici, ma qui il gameplay è nettamente diverso dal resto del gioco, diventando una sorta di FPS volante, ideale magari per spezzare il ritmo degli scontri e farsi due risate coi nostri compagni di squadra.

Da sottolineare che tutte le modalità online sono liberamente affrontabili anche in solitaria, sfruttando i bot guidati dal gioco, nemici che mostrano in più di un caso un'IA più che discreta, certamente non paragonabile ad un avversario umano ma più che soddisfacente e utilissima come allenamento.

Amore

Combat system semplice ma che diverte

- Il divertimento è certamente l'obiettivo che si pone Anarchy Reigns ed il semplice ed accessibile Combat System è il mezzo ideale per ottenerlo. Se da un lato si perde, e molto, dal punto di vista della tattica e della profondità dei comandi, dall'altro si guadagna in termini di divertimento anche per i meno esperti. Naturalmente questo non significa che il button mashing più sfrenato sia una buona tecnica: tutt'altro, visto che online i giocatori più esperti si sanno far valere, ma un gameplay così accessibile aiuta a tenere lontano la frustrazione dovuta dalle prime, inevitabili batoste prese negli scontri multigiocatore. Discorso che si può fare anche per la campagna, principalmente al livello maggiore di difficoltà. Alcune missioni si rivelano presto piuttosto impegnative ed anche in questo caso il sistema di combattimento aiuta il giocatore a dare il massimo senza perdersi in infinite liste di combo e comandi.

Multiplayer unico

- Anarchy Reigns è unico nel suo genere, può magari ricordare altri titoli come il vecchio Virtual On della stessa Sega, ma gode di un carattere davvero difficile da imitare. Questo è messo in risalto dall'intera modalità multigiocatore del titolo. Oltre alle tante e assurde modalità presenti, gli scontri online sono dannatamente divertenti anche se molto impegnativi. Le mie prime partite son state traumatiche viste le batoste prese, ma basta poco per capire come comportarsi, sfruttare bene le schivate, gli attacchi killer, i power up e i vari oggetti presenti nei livelli di gioco per cominciare ad ottenere le prime soddisfazioni. La possibilità di affrontare tutte le modalità anche offline coi bot guidati dall'IA è un ulteriore punto a favore del gioco, rivelandosi una mossa utilissima sia come allenamento che come ripiego nel caso, nemmeno troppo remoto, che non si trovino compagni online con cui giocare.

Un' edizione limitata a prezzo budget

- Il prezzo di lancio di Anarchy Reigns, in edizione limitata con alcuni bonus extra da riscattare come contenuto scaricabile, è quasi la metà del prezzo standard di un gioco. Questo è indubbiamente dovuto alla particolarità del gioco ed all'accoglienza freddina sul mercato nipponico, ma è comunque un aspetto da non trascurare e sempre da sottolineare.

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Odio

Una Campagna discutibile

- Dal punto di vista della storia raccontata non mi aspettavo nulla di particolarmente interessante, ed infatti la trama serve principalmente per dare un piccolo filo logico ai nostri combattimenti e nulla più, ma non è questo il problema principale. La struttura nella modalità storia è sin troppo rigida e si ripete in tutte le fasi, per entrambi i personaggi a nostra disposizione: si comincia con un po' di rissa per sbloccare la prima missione libera, la si completa e si passa alla prima missione principale per poi ripetere il procedimento sino al completamento del livello. L' esplorazione libera non è necessaria se non per sbloccare alcuni artworks nascosti e per raggiungere fisicamente l'avvio delle varie missioni, appiattendo notevolmente l'interesse del giocatore. Un'ulteriore pecca risiede nello sfruttamento degli stessi identici livelli nello stesso ordine per entrambi i personaggi, rendendo le due campagne molto, troppo simili, differenziate solo dai nemici affrontati e dalle missioni disponibili. A concludere questa situazione non certo esaltante è anche la durata stessa della campagna: basteranno 6 ore o poco più per completarle entrambe, troppo poco.

Graficamente sottotono

- L' aspetto estetico di Anarchy Reigns è semplicemente deludente. La modellazione dei personaggi principali è solo sufficiente, ma l' aspetto peggiore è senza dubbio la realizzazione degli ambienti che fanno da sfondo ai nostri combattimenti. Il livello di dettaglio è sempre piuttosto scarno e tutto il gioco è afflitto da uno strano effetto di sfocatura non certo esaltante, in alcuni frangenti mi sembrava di giocare con una definizione ben distante da quella HD a cui siamo abituati. Il framerate a 30 fps non ha alcun problema, ma con questo livello di dettaglio decisamente basso ed una IA non certo evoluta, sarebbe stato auspicabile raggiungere almeno i 60 frame al secondo per donare una maggiore fluidità agli scontri. Tutti difetti che vengono messi in disparte durante i frenetici scontri online o nelle boss fight, ma che sono impossibili da non notare nell' esplorazione di uno qualsiasi dei livelli presenti. Peccato.

Server disabitati

- Se il comparto multigiocatore di Anarchy Reigns è sicuramente il punto di forza del gioco, è anche vero che i giocatori presenti sui server non sono esattamente numerosi. Nel corso delle mie prove mi son visto costretto a creare partite private coi Bot per testare buona parte delle modalità presenti a causa della cronica assenza di giocatori da sfidare nei match classificati. Certamente non un buon segno per un gioco appena uscito, sinonimo di uno scarso successo che rischia di compromettere la parte più riuscita e divertente di Anarchy Reigns.

Una localizzazione trascurabile

- Lo sforzo di doppiare un gioco come questo completamente in italiano è comunque da apprezzare, ma il lavoro svolto in fase di doppiaggio non convince. Se alcune voci si dimostrano accettabili, altre sono davvero scarse, mal recitate e quasi fastidiose da ascoltare. Fortunatamente è possibile selezionare l'idioma dei dialoghi e degli eventuali sottotitoli direttamente dalle opzioni, salvaguardando il nostro prezioso udito.

Tiriamo le somme

Anarchy Reigns è un gioco particolare. Ad un comparto multigiocatore efficace e divertente si affianca una campagna dimenticabile e breve, utile solo per sbloccare i vari personaggi disponibili e gli obiettivi ad essa collegati, un doppiaggio insufficiente e soprattutto una realizzazione globale davvero deludente se paragonata agli standard di Platinum Games. La non certo sconfinata platea di giocatori presenti su Xbox Live rischia di pregiudicare l'aspetto migliore del gioco, riducendolo ad un semplice passatempo di nicchia. Il prezzo budget e la sua unicità risollevano parzialmente le sorti del gioco, ma mi sento di consigliarlo solo a chi sia disperatamente alla ricerca di un furioso brawler game con cui trascorrere una manciata d'ore, nemmeno troppe, in spensieratezza. 6.8

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