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Of Orcs and Men

Recensione - Of Orcs and Men

Tra le varie razze del mondo fantasy, goblin e orchi sono da sempre visti come il male e la cattiveria: Cyanide vuole però metterci nei loro panni con Of Orcs and Men, gioco che promette di far appassionare i giocatori ad una strana coppia di esponenti di queste due razze. Noi l'abbiamo provato e siamo pronti a darvi il nostro giudizio.

Il Gioco

In Of Orcs and Men prendiamo il controllo di un goblin ed un orco alle prese con una missione al limite dell’impossibile. Il setting del gioco ci narra infatti le vicende accadute durante l’impero di Damocle: il reggente, vedendo le sue terre sature, decide di espandere i propri territori verso sud, terra dei pelle verde. Dopo un sanguinoso periodo di scontri, gli umani devono battere in ritirata rinunciando così ai terreni su cui avevano puntato il loro interesse. Per evitare ripercussioni, l'imperatore decide di erigere un muro che protegga le sue terre dai nemici, istituendo un reggimento speciale, i cui soldati sono chiamati inquisitori, con l’unico scopo di trucidare tutti gli orchi che tentano di valicare il muro.

In questo contesto estremamente tumultuoso e guerrafondaio controlliamo Arkail della tribu dei mano rossa, un orco Bloodjaw a cui sarà dato l’ingrato compito di valicare il muro e cercare di uccidere Damocle con la speranza che la sua scomparsa possa portare ad un periodo di pace. Nel suo viaggio il nostro eroe farà la conoscenza di Stige, un goblin scaltro ed estremamente furbo che aiuterà per diversi motivi l’orco nella sua impresa.

Pur trattandosi di un gioco di ruolo, gli sviluppatori hanno deciso di realizzare un prodotto estremamente lineare, che seppur offrendo scelte multiple, quest secondarie e diversi elementi d’esplorazione, se analizzato nel dettaglio risulta un prodotto tendenzialmente story driven, che si traduce quasi sempre nella canonica forma del "vado da un punto A ad un punto B". Poco male, perché grazie all’evoluzione del rapporto tra i due personaggi, molto ben caratterizzati, e ad una serie di colpi di scena ben congegnati, la componente narrativa risulta sicuramente uno dei punti di forza dell’intero progetto.

Discorso diverso per quel che riguarda la giocabilità, che risulta estremamente più debole rispetto alla trama su cui è stata costruita. Gli sviluppatori hanno adottato uno stile a metà tra l’action-RPG e quello più classico a turni: nella fase di approccio allo scontro potremo controllare liberamente i personaggi, ed una volta arrivati a ridosso del nemico possiamo rallentare il tempo tramite la pressione di un tasto per poter scegliere fino a quattro azioni da far compiere al personaggio. Questa impostazione risulta quindi troppo indiretta, con il giocatore che può unicamente decidere di interrompere l’azione di gioco modificando il set di mosse da effettuare. Anche le parate e le schivate avvengono in maniera automatica, in base alle abilità sviluppate dal singolo personaggio. Queste possono essere migliorate ad ogni passaggio di livello attraverso degli skill tree dedicati; è inoltre presente un ulteriore ramo di crescita per delle abilità comuni ad entrambi i personaggi dato che alcune mosse possono essere eseguite in coppia.

Proprio l’enorme differenza tra un personaggio e l’altro è una delle cose che vanno sottolineate di un gameplay altrimenti troppo fragile. Arkail può sfruttare la sua forza sia in fase offensiva che difensiva, mentre Stige può fare vanto della sua velocità e rapidità negli attacchi per cogliere di sorpresa i nemici. A questo poi bisogna aggiungere un potere particolare per ognuno dei due: l’orco può entrare in una modalità berserker molto potente ma che rischia di fargli colpire anche i suoi stessi compagni, mentre Stige può sfruttare degli elementi stealth che permetteranno alla coppia di evitare a volte gli scontri. Proprio nella modalità furtiva il gioco sfrutta un approccio più diretto con la possibilità di avvicinarsi di soppiatto al malcapitato di turno e performare un'uccisione silenziosa.

Dal punto di vista estetico il titolo sfrutta un motore in grado di offrire ottimi alti ma anche qualche basso: se da una parte troviamo un character design estremamente riuscito e dettagliato, con un level design che pur essendo relativamente chiuso offre diversi spunti interessanti, non posso dire lo stesso delle animazioni sia dei movimenti che dei volti. Inoltre è impossibile non notare una serie di problemi di compenetrazioni poligonali e di bad clipping che minano la qualità generale del prodotto. Nota semi-negativa anche per l’intelligenza artificiale che, soprattutto nelle fasi furtive e di combattimento, risulta a volte troppo passiva.

Più che discreto il comparto audio con una serie di campionature e di musiche all’altezza delle produzioni di questo genere e con un doppiaggio il lingua inglese assolutamente godibile e convincente, soprattutto per quel che riguarda i dialoghi tra i due protagonisti. Per chi non mastica la lingua anglofona sono comunque presenti i sottotitoli in lingua italiana.

Amore

Storia coinvolgente

- La parte narrativa è sicuramente la componente più riuscita dell’intero progetto. Pur essendo un prodotto estremamente pilotato, l’evoluzione della coppia nel corso della storia e i già citati colpi di scena aiutano ed invogliano chi sta giocando a scoprire come la vicenda andrà a finire. Elemento questo da non sottovalutare, soprattutto a fronte di una giocabilità che risulta il più delle volte fallace.

Goblin, che passione

- Nota di merito per Stige che risulta sicuramente il personaggio migliore dei due. In particolare le sue fasi stealth sono un vero toccasana per l’esperienza di gioco. Aggirarsi di soppiatto dietro i nemici, oppure evitarli sgattaiolando negli antri più oscuri è un’esperienza appagante e divertente, che merita quindi di essere menzionata.

Che bei pelleverde!

- Non v'è dubbio, la realizzazione tecnica dei due protagonisti così come quella dei restanti personaggi principali è sicuramente ben fatta e contribuisce in maniera netta e decisa a donare loro carisma e carattere. Grazie ad una buona quantità di poligoni e dei filtri ben selezionati, il motore grafico rende i modelli poligonali estremamente convincenti e tranquillamente paragonabili alle grandi produzioni attuali.

Ti voglio così

- L’estrema varietà di personalizzazione messa a disposizione nella crescita dei due protagonisti è un fattore sicuramente positivo, che dà la possibilità al giocatore di plasmare i personaggi in maniera assolutamente personale e funzionale al proprio stile di gioco.

Odio

Gameplay a singhiozzo

- La scelta fatta dagli sviluppatori nel proporre un ibrido tra action e gioco a turni si è rivelata in parte fallimentare, ponendoci di fronte ad un sistema oltre che poco coinvolgente anche scarsamente bilanciato. Infatti, oltre ad un'intelligenza artificiale non sempre validissima, la presenza di una sorta di abilità rinascita che si può assegnare ad uno dei due personaggi minimizza la fase strategica degli scontri - elemento fondamentale in questo genere - riducendo il tutto ad un picchia e rinasci. Un peccato, soprattutto viste le ottime possibilità date ai giocatori in fase di personalizzazione.

Un mondo non proprio libero

- Altro elemento in netto contrasto con la filosofia dietro a questo gioco è un level design assolutamente poco ispirato e una libertà di scelta fittizia e mai tangibile. Gli ambienti estremamente chiusi infatti non inducono chi sta giocando ad esplorare il contesto alla ricerca di segreti e cose da scoprire, questo perché da una parte troviamo una quantità di extra davvero risicata e dall’altra una serie di missioni secondarie banali e mai del tutto convincenti. Anche le scelte multiple, inserite strategicamente nel contesto di gioco, sono un semplice specchio per allodole. Per quanto validissima, la storia avrebbe potuto lasciare qualche spiraglio in più di libertà, stimolando così il giocatore a riprendere in mano il titolo una volta finito.

Tiriamo le somme

Ho riflettuto molto su come valutare questo Of Orcs and Men e dopo un’attenta disamina ho deciso comunque di dare maggior peso agli elementi positivi che a quelli negativi. Se siete alla ricerca di un GDR diverso dal solito, soprattutto dal punto di vista narrativo e coadiuvato da un discreto comparto grafico, potete tranquillamente dargli una chance. A patto ovviamente di chiudere un occhio su una giocabilità che, pur non essendo totalmente da bocciare, porge troppo il fianco a facili critiche. 7.0

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L'autore

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Nel 1990 gli viene regalato un commodore 64 e da quel giorno capisce che i videogiochi saranno il suo futuro. A distanza di anni, nonostante ripetute richieste di "trovarsi un lavoro serio", continua a barcamenarsi nel campo del giornalismo videoludico. Collaboratore di MX dal 2006 è uno strenuo sostenitore della filosofia "il primo amore non si scorda mai".

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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