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Ribelle - The Brave

Recensione - Ribelle - The Brave

L'estate sta finendo e tornano i blockbuster nei cinema. Nel caso dell'ultima produzione Disney-Pixar è tempo anche di tornare ad accendere le vostre console per vivere le avventure degli eroi di Ribelle - The Brave sugli schermi della vostra Xbox 360. Disney ha già mostrato in passato di trattare gli adattamenti videoludici delle proprie pellicole con la dignità che meritano: scopriamo se è il caso di questo nuovo titolo.

Il Gioco

La rossa e riccioluta protagonista di Ribelle - The Brave è uno spirito ribelle che nasconde in un corpo esile e aggraziato le abilità e la grinta di un vero guerriero. Nel mondo di Merida la spada e l'arco sono gli strumenti per affrontare la dura vita nella foresta, unitamente a pozioni e incantesimi; ed è proprio da questi ultimi che prende il via la nostra storia. Come in un racconto illustrato ci viene narrata la trasformazione in orso della madre di Merida, per la volontà della stessa di cambiare il suo destino segnato dalle tradizioni. E' proprio dall'inseguimento della mamma orso che ha inizio la nostra avventura, che saggiamente inizia con un livello che introduce alle modalità di controllo, di tiro con l'arco e di utilizzo di alcune piattaforme retrattili disposte nel percorso.

Ribelle - The Brave è un adventure-platform game ambientato nelle foreste irlandesi, in cui impersoniamo Merida nel tentativo di spezzare la maledizione che lei stessa ha scatenato. Figlia dell'enorme Re Fergus, Merida è un formidabile arciere nonché una maestra d'armi con la spada; purtroppo le armi non bastano per contrastare il sovrannaturale ed è necessario raccogliere soldi per acquistare pozioni,incantesimi e potenziamenti delle armi. Per raccogliere monete è necessario affettare fiori, scrigni o anfore presenti lungo il percorso: questa attività è un modo molto intelligente di mantenere viva l'azione senza una dinamica di gioco particolarmente complessa o frenetica. Il piccolo giocatore sarà stimolato ad esplorare l'ambiente circostante anche attraverso piccoli (ma efficacissimi) trucchi come la luce che passa attraverso il fitto bosco ad indicare la strada da seguire o la posizione da raggiungere. Con questi aiuti e con i controlli pensati per la semplicità ed immediatezza di utilizzo, dopo il livello di "addrestramento" si arriva alla sala delle porte. Ognuno di questi portali condurrà Merida in una zona del bosco in cui recuperare un incantesimo, e rappresenta un pezzo del percorso che la protagonista dovrà completare.

Di tanto in tanto sarà necessario risolvere qualche piccolo rompicapo per attraversare alcune porte. In questa situazione entreranno in gioco i tre fratellini pestiferi di Merida, trasformati anch'essi in orsetti. Muovendoli nella giusta sequenza si risolve il rompicato permettendo l'apertura delle porte. Un buon diversivo per spezzare la monotonia oltre ad un modo intelligente per introdurre ulteriori personaggi in un contesto in cui l'azione è progettata per la sola protagonista. In maniera simile, anche mamma orsa entra in scena in alcune sequenze in cui il suo aiuto è necessario per facilitare l'azione di Merida contro i nemici che si frappongono tra lei e la fine di una scena. Tutto questo tirare d'arco e di spada non poteva che far venire voglia alla Disney di inserire anche tre minigiochi di tiro all'arco per condividere l'esperienza dell'arciere Merida. Il miglior modo per rendere questa esperienza più vicina alla realtà era quello di usare il Kinect, che viene chiamato in causa proprio per effettuare, con tre diverse modalità, tiri a bersagli di legno. Come nel caso del gioco vero e proprio, anche in questi minigiochi non mancano gli aiuti per i piccoli giocatori facilitando l'interazione con chiare indicazioni su come disporsi davanti al sensore e quali movimenti effettuare.

Amore

La classe non è acqua

- Disney è sinonimo di intrattenimento per bambini di tutte le età e lo si capisce dalla grande attenzione messa nello sviluppo del gioco, soprattutto dal punto di vista della giocabilità. Essendo un videogame per bambini è indispensabile tenere viva la loro attenzione, aiutarli quando in difficoltà e cercare di guidarli alla scoperta di modalità di gioco non sempre immediate per i videogiocatori in erba, come i rompicapi. Il mio panel di esperti è stato subito rapito dal gioco per l'immediatezza dei controlli e il sapiente dosaggio della difficoltà.

Punto di vista fisso

- Ottima la scelta da parte di Disney di realizzare un mondo 3D inquadrato però da una telecamera fissa, così da semplificare il gioco per i più piccoli che hanno sempre qualche problema quando si tratta di ruotare ed adattare la visuale con gli stick.

Odio

Minimo comune multiplo

- Ribelle - The Brave è dedicato ai bambini, tutti i bambini, qualunque console posseggano. Questo si traduce in asset grafici che sono livellati verso il basso per consentire economie di scala che penalizzano un po' troppo le console in alta definizione come Xbox 360. I personaggi sono troppo piccoli e si fatica a cogliere le loro espressioni, mentre le texture sono tutte in bassa risoluzione con conseguente decadimento nelle inquadrature più ravvicinate. Si fa fatica a credere che quello che state vedendo sia opera della stessa console di altri e ben più rifiniti videogame.

Minigiochi Kinect posticci

- Nonostante il contesto sia coerente, le modalità di gioco e la "lentezza" non sono in linea con l'utilizzo che ci aspetta del Kinect. L'esperienza di tiro è frustrante in particolare per i piccoli giocatori che non hanno ancora pieno controllo e consapevolezza dei loro movimenti.

Tiriamo le somme

Ribelle - The Brave è un degno compagno del film che si preannuncia come un blockbuster della rinomata ditta Disney/Pixar. Non brilla per doti tecniche ma mostra un buon equilibrio tra tutte le componenti che concorrono a creare un buon gioco per bambini. Quando i piccoli giocatori non mollano il joypad e non si annoiano, si può dire che, per i loro parametri, il gioco sia divertente: quindi un bersaglio centrato per Disney. 7.0

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L'autore

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Nato nel 72, cresciuto ad insalate di matematica e libri di cibernetica non poteva che sviluppare una naturale inclinazione verso tutto quello che è tecnologia. Ha iniziato a giocare a Radar Rat Race sul Vic-20, a International Soccer su C64 e da quel momento in poi non ha mai tradito la sua passione, passando per quasi tutte le piattaforme di gioco e finendo ancor oggi per consumare tutto il suo tempo libero tra hobby e lavoro. Sperando che prima o poi coincidano perfettamente: ci siamo quasi.

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Commenti

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