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Lollipop Chainsaw

Recensione - Lollipop Chainsaw

di Davide Mapelli / MAPO78 P 21 giu 2012
Prendete un'avvenente cheerleader, una motosega, un'orda di zombie che sconvolge la scuola, un fidanzato decapitato, dei lecca lecca e tanti bei cuoricini rosa; normalmente non si otterrebbe niente di buono, ma basta dare questi ingredienti all'eccentrico Suda 51 ed i suoi Grasshopper Manufacture, per trovarci di fronte ad un gioco pazzo, irriverente e fuori da ogni logica. Scopriamo insieme Lollipop Chainsaw!

Il Gioco

Nel giorno del suo diciottesimo compleanno, la bellissima Juliet si ritrova a fronteggiare un' inaspettata invasione di zombie che sconvolgono le routines della giovane cheerleader e dell'intera San Romero High School. Fortunatamente Juliet non è la classica ragazzina tutta sorrisi e cuoricini ma fa parte della famiglia Starling, da sempre impegnata a cacciare gli zombie in un modo tutto loro. Una realtà totalmente sconosciuta agli occhi di Nick, il fidanzato della protagonista che cade vittima di uno dei non morti proprio mentre aspetta Juliet prima di entrare in classe. Ovviamente questo complica la situazione, costringendo la protagonista a ricorrere ad una soluzione un tantino estrema: grazie infatti alla sua fidata ed inseparabile motosega, decapita il povero Nick salvandolo dalla trasformazione in zombie e trasformandolo in una sorta di monile vivente, vera e propria guest star della nostra avventura. Come già accadeva in Shadow of the Damned, la testa di nick dà infatti vita ad una serie di dialoghi totalmente fuori di testa che si integrano alla perfezione in una storia assurda ma dannatamente divertente. La bella cheerleader scoprirà presto chi ha creato questa invasione: Swan, un compagno di classe un po' dark, un po' emo, emarginato dagli altri compagni ed in cerca di rivalsa nei loro confronti. Tutto ciò lo spinge ad aprire un portale tra la Terra ed il Mondo Corrotto, invocando i cinque messaggeri delle tenebre per dare il via alla sua vendetta.

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Questa è la storia che fa da sfondo all'assurda avventura che ci porterà in giro per la scuola e le zone limitrofe e che ci metterà di fronte a tutte le folli trovate di Suda 51, tra pazzi personaggi come il maestro Morikawa - con la sua forte passione per le mutandine con gli orsetti di Juliet - e gli altri membri della famiglia Starling come la sorella maggiore Cordelia, quella minore e casinista Rosalind, mamma e papà, arrivando agli strampalati nemici che incontreremo nel corso del gioco, in particolare i cinque Signori delle Tenebre. Creati facendo leva su vari cliché del mondo rock, questi rappresentano dei nemici decisamente demenziali: si inizia con Zed, chitarrista Punk che come arma principale usa delle vere e proprie imprecazioni a caratteri cubitali, passando per Vikke ed il suo Viking Metal con tanto di vascello vichingo, la hippie allucinogena Mariska con i suoi funghetti, il re del funk e della musica elettronica Josey arrivando infine al chitarrista hard rock per eccellenza, Lewis, accompagnato dalla sua fidata moto fiammeggiante. In ognuno di questi nemici traspare in maniera evidente l'irriverente follia dei ragazzi di Grasshopper Manufacture, capaci come sempre di creare un mondo tutto loro, ricco di citazioni, riferimenti espliciti alla sfera sessuale e di demenzialità.

Dal punto di vista del gameplay, Lollipop Chainsaw si presenta come un action game in terza persona con un chiaro richiamo a vecchie meccaniche dell' era 16 bit, che lo avvicinano più ad un vero e proprio picchiaduro a scorrimento old school nel quale dobbiamo farci largo tra gli zombie seguendo l'andamento sei livelli per poi arrivare allo scontro con il boss di turno. Per far questo la bella Juliet può sfruttare i suoi molteplici attacchi sia con la motosega che con i temibili pon pon, dando vita a combo capaci di sterminare, e possibilmente decapitare, quanti più zombie possibile. A spezzare il ritmo intervengono nel corso delle varie missioni alcuni minigiochi assurdi e contestualizzati nel luogo in cui ci troviamo: ad esempio sfide di basket e baseball in chiave zombesca nello stadio oppure giochini arcade nella sala giochi della città, con tanto di citazioni di veri e propri classici quali una versione un tantino sadica di Pac-Man.

Questo massacro ci fa guadagnare due tipi di medaglie: quelle oro che altro non sono che la moneta del gioco e che possiamo investire nell'acquisto di nuove e più potenti combo o per migliorare gli attributi di Juliet, e quelle di platino che invece si rendono utili principalmente per l' acquisto dei tanti extra, come i costumi alternativi, nuove tracce audio o artworks. Per ottenere quest'ultimo tipo di medaglie dobbiamo sconfiggere dei nemici particolari oppure riuscire ad uccidere tre o più zombie contemporaneamente grazie allo "Sparkling Hunting".

La modalità di gioco principale è naturalmente la Storia, affiancata dalla modalità Classifica che altro non è che la possibilità di riaffrontare i cinque livelli di gioco, più un sesto rappresentato dallo scontro finale, andando a caccia del punteggio migliore, nel tentativo di scalare le leaderboards online. Questa sfida è disponibile in tre varianti che si differenziano in base all'obiettivo prefissato: sfida medaglie, sfida punti ed il classico Time Attack.

Amore

La follia di Suda 51

- Da qualche anno a questa parte si parla molto della forte crisi creativa degli sviluppatori giapponesi, affermazione indubbiamente vera ma che non coinvolge minimamente i Grasshopper Manufacture, capaci come sempre di distinguersi e di creare giochi con personaggi folli, fuori di testa e soprattutto assolutamente azzeccati e dannatamente divertenti. Lollipop Chainsaw non fa eccezione con un cast di personaggi davvero ottimo, caratterizzati benissimo e che mi ha divertito sino alla conclusione della folle storia che vede protagonista Juliet. Menzione d'onore alla testa del buon Nick, capace di battutine taglienti e di dialoghi davvero assurdi (in inglese con sottotitoli in italiano) che mi hanno strappato molte risate, anche nel bel mezzo di frenetici combattimenti.

Boss convincenti

- Naturalmente l'ottima caratterizzazione del cast riguarda anche i cinque signori delle tenebre: definire esilarante il primo scontro con Zed è dir poco, soprattutto per via dei particolari attacchi/imprecazioni usati. Anche dal punto di vista della giocabilità gli scontri con i boss sono sicuramente validi: suddivisi tutti in più fasi e con meccaniche diverse in ognuna di esse, riescono a divertire appieno senza tediare. Peccato solo per un livello di sfida sin troppo permissivo, aspetto di cui vi parlerò a breve.

Tanti extra, nessun DLC

- Fortunatamente i programmatori hanno farcito di extra Lollipop Chainsaw ed altrettanto fortunatamente nessuno di questi è rappresentato da DLC mangia-soldi. Gli oggetti più succulenti sono indubbiamente i tantissimi costumi a disposizione di Juliet - più di 20 - che si possono comprare nello shop dopo essere stati sbloccati progredendo nella storia e, in alcuni casi, battendo i punteggi del papà in ognuna delle missioni a disposizione. In più di un' occasione proprio la possibilità di ottenere questi costumi è stata la causa delle mie partite: vista la loro quantità ed il prezzo non certo irrisorio diventano da soli un motivo di rigiocabilità.

Musica, maestro!

- Fregiarsi della collaborazione di un grande compositore come Akira Yamahoka è sinonimo di un'ottima colonna sonora: il formidabile maestro - noto per le musiche della serie Silent Hill - ci regala un prodotto confezionato magistralmente, con tracce rock perfette accompagnate da varie canzoni su licenza di molti artisti alternativi e con qualche brano pop che definire azzeccato nel proprio contesto è dir poco. Basta citare la celeberrima "Lollipop" in alcuni menù di gioco oppure "You Spin me 'Round" in un particolare momento che non voglio svelarvi per non farvi perdere alcuna risata. Semplicemente geniale!

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Odio

Longevità insufficiente

- Indubbiamente il difetto principale di Lollipop Chainsaw è la durata. Completare il gioco a livello normale richiede davvero poco tempo: 6-7 ore sono troppo poche per un gioco che in fondo offre una sola modalità visto che, nonostante il cambio di valutazione dato dalle varie tipologie della modalità classifica, le missioni da affrontare restano le medesime. Ore che scorrono sin troppo in fretta e che mi hanno lasciato inevitabilmente con l'amaro in bocca e con la voglia di giocare di più. Aspetto che viene in parte mitigato solo nel caso vogliate sbloccare ognuno dei tanti extra presenti, nel tentativo di scalata delle classifiche o nel caso si vogliano raggiungere i canonici 1000 gamerpoints.

E la difficoltà non aiuta!

- Se già il gioco soffre di una certa brevità, avere anche una bassa difficoltà generale complica ulteriormente la situazione. Affrontandolo al livello normale il gioco mi ha messo in pericolo davvero poche volte, paradossalmente più nei molti mini giochi presenti che nei combattimenti veri e propri. Affrontarlo una seconda volta, con gli inevitabili potenziamenti alle caratteristiche di Juliet, anche a livello difficile non rappresenterà comunque una sfida impegnativa, sacrificando ulteriormente la permanenza del disco nel cassetto della nostra Xbox 360.

Tecnicamente solo discreto

- Giunti ormai a fine generazione è lecito aspettarsi giochi con un aspetto tecnico di prim'ordine, ma purtroppo non è il caso di Lollipop Chainsaw. Se da un lato abbiamo personaggi principali ottimamente realizzati, quasi fumettosi per via dei bordi delle figure molto pronunciati, nemici variegati a seconda del contesto in cui si trovano ed una fluidità che quasi mai va in crisi, l'aspetto globale del gioco non mi ha colpito, in particolare la realizzazione degli stage, spesso anonimi, un po' spogli e con textures che non riescono ad impressionare. Una realizzazione funzionale, che fa il suo dovere, ma che non stupisce.

Tiriamo le somme

Giudicare Lollipop Chainsaw non è facile; se da un lato ho letteralmente adorato ogni aspetto di questo folle gioco, divertendomi e ridendo come poche volte mi è capitato davanti ad un massacro di zombie, dall'altro è innegabile quanto mortificante possa essere una durata così breve, accompagnata da una difficoltà fin troppo bassa. Ne risulta quindi un gioco genialoide, irriverente e divertente, ma che purtroppo non soddisfa appieno. Se acquistare a prezzo pieno un titolo che probabilmente riporrete dopo due o tre giorni di gioco non è per voi un problema, vale sicuramente la pena di prenderlo; altrimenti il consiglio è di segnarvelo nella lista dei recuperi a prezzo economico, ma comunque di non lasciarvelo sfuggire se vi piacciono gli action game irriverenti e fuori di testa. 6.5

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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