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Recensione - The Walking Dead

Nel 2003 lo scrittore Robert Kirkman iniziò per la Image Comics una serie a fumetti che sembrava proporre un contesto ormai scontato, quello degli zombie, trattandolo però con intelligenza e concentrandosi principalmente sulle relazioni interpersonali in un gruppo di sopravvissuti. 9 anni, 96 episodi e due serie TV dopo, The Walking Dead ha dimostrato di essere un vero cavallo di razza ed è pronto per invadere anche il regno dei videogiochi. Scopriamone le caratteristiche.

Il Gioco

Il mondo è devastato da una misteriosa malattia che vede uomini e donne, bambini e anziani cadere come mosche per poi rinascere come mostri putrefatti, senza cervello ed assetati di sangue: non tutti sono però caduti vittima di questo devastante male e i pochi rimasti si sono pian piano organizzati aiutandosi tra loro oppure diventando predoni capaci di incredibili malvagità nel nome della sopravvivenza. The Walking Dead ha luogo proprio all'inizio dell'infezione e ci mette nei panni dell'insegnante di colore Lee Everett che troviamo all'interno di una volante della polizia mentre viene trasportato in carcere con l'accusa di omicidio. Durante un dialogo con il poliziotto alla guida dell'auto capiamo che Lee è stato arrestato per aver ucciso un uomo che si era avvicinato troppo alla moglie; improvvisamente però uno strano uomo coperto di stracci e dall'aspetto tumefatto si para davanti alla macchina, facendosi investire in pieno e portando il veicolo a sbandare fino a sfondare il guard-rail e schiantarsi nella boscaglia. Lee riprende i sensi nell'auto distrutta e riesce ad uscirne solo per scoprire che il poliziotto, deceduto, si è trasformato in una creatura come quella dell'autostrada. Dopo averlo ucciso, si allontana alla ricerca di aiuto e finirà così per fare la conoscenza con Clementine, una bambina senza più genitori di cui deciderà di prendersi cura. Da qui in poi sarà una continua lotta per la vita e verremo in contatto con altri sopravvissuti che ci potranno essere amici od ostili. Per gli appassionati della sere a fumetti o di quella per la TV, The Walking Dead ha luogo cronologicamente prima degli eventi narrati nell'opera di Kirkman.

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Dal punto di vista del gameplay, The Walking Dead si presenta come una pura avventura punta e clicca: li personaggio è controllabile liberamente negli scenari e troviamo una buona preponderanza di dialoghi a risposta multipla, interazione con oggetti ed enigmi da risolvere, mentre anche nelle scene d'azione più concitate tutto quello che ci limiteremo a fare sarà premere i pulsanti giusti con la giusta tempestività. Anche così il gioco riesce comunque a instillare nel giocatore la giusta dose di adrenalina perché alcune azioni arrivano in maniera inaspettata e richiedono poco tempo per essere eseguite pena il fallimento, mentre in altri casi ci troviamo a dover fare delle scelte che influenzeranno il destino dei vari personaggi con cui interagiremo. Se avete avuto modo di giocare con Fahrenheit sulla prima Xbox o con Heavy Rain per PS3, saprete cosa aspettarvi almeno a livello di meccaniche. Il baricentro del gioco è quindi tutto spostato verso la narrazione e la caratterizzazione dei personaggi, con un ritmo decisamente più lento rispetto al tipico gioco zombesco ma con un'intensità di emozioni e coinvolgimento sicuramente superiore.

Il gioco è venduto sul Marketplace al costo di 400 Microsoft Points: un prezzo così basso è giustificato dal fatto che rappresenta in realtà il primo episodio di una storia in cinque puntate, con gli altri capitoli che saranno rilasciati allo stesso prezzo ogni mese da qui a fine agosto, con una spesa complessiva finale di 2000 Points. Questo si tradurrà in circa 18-20 Euro, ma se considerate che ogni episodio (compreso questo iniziale) ha una durata approssimativa di 2 ore, ci troveremo a pagare per 10 ore di gioco molto meno di titoli da negozio che non di rado hanno durate anche inferiori.

Amore

Storia e cast di comprimari

- Sia la serie a fumetti che il telefilm si sono sempre distinti per offrire storie di qualità e dalla grande caratterizzazione dei personaggi, dove gli zombie assumono quasi il ruolo di mero pretesto per inscenare le interazioni e i contrasti dei personaggi. Ed il gioco di Telltale non fa eccezione, presentandoci una storia interessante, profonda e ricca di colpi di scena; i personaggi sono tutti tratteggiati ottimamente e gli aficionados della serie saranno felici di scoprire che qui possono apprendere maggiori dettagli su comprimari ormai storici come Hershel e Glenn.

Dialoghi

- Ottimi i dialoghi, non solo per la loro funzione narrativa ma per il modo in cui sono implementati: spesso abbiamo poco tempo per dare una risposta, ed il dover rispondere in fretta sapendo che quello che diremo potrà influire sulla storia mette il giocatore in uno stato d'ansia che complica ancor più le cose. C'è un punto ad esempio in cui dobbiamo decidere se rivelare o tenere nascosta la verità sull'accusa di omicidio di Lee, e se scegliamo di mentire dovremo poi rimanere coerenti in tutte le altre risposte seguenti per non far scoprire la menzogna: cosa molto più facile a dirsi che a farsi.

Un telefilm interattivo

- L'insieme di narrazione, interazione e la stessa struttura episodica di The Walking Dead ne fanno qualcosa di molto più vicino ad un telefilm interattivo che ad un vero videogioco, e questo non mi dispiace affatto: ho trovato estremamente soddisfacente immergermi per un paio d'ore in una storia come questa, rendendola mia con le mie azione ed arrivando alla scena finale con il desiderio di sapere cosa accadrà nella prossima puntata. Questa è la strada giusta per il gaming episodico e mi piacerebbe senz'altro vedere più titoli di questo tipo.

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Odio

Un'esperienza troppo guidata

- Il gioco è pieno di situazioni dalle quali, per uscirne, dobbiamo agire esattamente come si aspetta nonostante ci vengano in mente altre strade. Vi capiterà più di una volta di rimanere temporaneamente bloccati passando continuamente da una parte all'altra dello scenario, "cliccando" su tutti gli oggetti in cerca dell'interazione che vi permetterà di sbloccarvi e proseguire nella storia; da questo punto di vista alcune parti del gioco sono poco intuitive e troppo costrittive. Chiunque abbia giocato un'avventura punta e clicca degli anni 90 sa che questo non è nulla di nuovo, ma quelli erano altri tempi ed oggi il giocatore vuole maggiori possibilità di scelta e di interazione, anche in un gioco di questo tipo.

Gli zombie parlano inglese

- Se avete un brutto rapporto con l'inglese, cattive notizie per voi: The Walking Dead è completamente in inglese, sottotitoli compresi. Vista la gran quantità di dialoghi e la velocità con cui bisogna intervenire in alcuni di questi, una comprensione immediata dell'inglese è indispensabile per poterlo giocare.

E il Kinect?

- Giocando a The Walking Dead vien da sé chiedersi come mai non sia stato implementato il Kinect - seppur opzionalmente - per i dialoghi, stile Mass Effect, o anche per compiere determinate azioni che avrebbero reso l'esperienza più immersiva. Con un gioco del genere sarebbe calzato a pennello.

Tiriamo le somme

Come primo capitolo di una serie ad episodi, The Walking Dead svolge egregiamente il suo compito: una trama avvincente e supportata da ottimi dialoghi, un buon livello di coinvolgimento nel giocatore ed un prezzo adatto alla durata e ai contenuti offerti. Se amate i giochi incentrati su una forte narrazione e vi trovate a vostro agio con l'inglese, l'acquisto è sicuramente consigliato: se invece siete fan del fumetto di Kirkman o della serie TV, allora è praticamente obbligato. 8.2

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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