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Asura's Wrath

Recensione - Asura's Wrath

Dopo aver catalizzato un grande interesse grazie al suo stile eccessivo ed estremamente originale, il guerriero divino Asura ha finalmente potuto scatenare la sua rabbia sulle nostre console. Eccovi il nostro parere su Asura's Wrath.

Il Gioco

Giocando Asura's Wrath ho immaginato più volte come i dirigenti di Capcom, durante un brainstorming per far nascere nuove proprietà intellettuali, si siano detti “perché non facciamo un gioco in cui la rabbia è al centro di tutto ed il protagonista è talmente pieno di collera che compie azioni assolutamente incredibili ed esagerate?”; credo sia questo quanto è balenato nella mente dei grandi capi della casa giapponese, che hanno poi affidato l’idea a CyberConnect2, già autori della serie Naruto: Ultimate Ninja. Scherzi a parte, l’ultimo progetto di Capcom si presenta, sin dalle prime battute di gioco, come un gioco atipico che, al di là della trama, cerca di mostrare tutti i suoi pregi in una scelta stilistica e di impatto visivo assolutamente affascinante e lontana dagli stilemi del genere. La storia ci immerge all’interno di un’epoca storica non precisata, in cui l’umanità è in lotta costante con un’entità malvagia ed estremamente potente chiamata Gohma. Noi vestiamo i panni del Generale Asura, uno degli otto guardiani al servizio dell’imperatore che, a seguito di un colpo di stato, viene ingiustamente incolpato dell’uccisione dello stesso. Come se non bastasse, tradito dagli altri sette generali il protagonista si vede uccidere la moglie e rapire la figlia. Nel disperato tentativo di salvarla Asura viene quasi ucciso e condannato ad una sorta di esilio forzato di ben diecimila anni. Quando l’ex semidio si risveglia, il mondo è totalmente cambiato, con i vecchi generali che sono adesso diventati delle divinità osannate e pregate da tutta la popolazione. La rabbia e la determinazione di Asura non si sono però esaurite e tornerà a lottare per salvare la figlia - una potente sacerdotessa di nome Mithra - e liberare dall’oblio la popolazione terreste.

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Questa è a grandi linee la trama del titolo, che fa da sfondo ad un giocabilità ancora più atipica dello stile visivo e che già nei mesi precedenti l’uscita era riuscita a scatenare qualche discussione tra i giocatori. Cercando di semplificare, ci troviamo di fronte ad un action/shooter in terza persona con un nutrito numero di Quick Time Events a collegare le varie sezioni di gioco. La struttura è ispirata a quella degli anime, i cartoni animati giapponesi: l’avventura è spezzetta in diversi episodi proprio come se stessimo guardando un cartone, con tanto di riepilogo all’inizio di ogni capitolo e una sorta di stacco a metà che mostra degli stupendi artwork realizzati da importanti disegnatori giapponesi, a simulare uno stacco pubblicitario. Sotto l’aspetto ludico ci troviamo ad affrontare le sezione action con i classici comandi di attacco leggero e attacco pesante, con un ulteriore tasto che serve anche nelle sezioni di shooting, per sparare dei colpi d'energia. A fare la differenza sono due barre poste nella parta alta dello schermo: la prima serve per rendere momentaneamente più efficaci i colpi di Asura, la seconda invece serve ad azionare la modalità furia, che a sua volta sbloccherà un QTE che risolverà definitivamente lo scontro in corso.

Questa strutturata abbastanza schematica si ripete per tutte le fasi di scontro e diventa così il perno di tutta l’esperienza. Alla fine di ogni livello, infine, veniamo ricompensati con un grado che va da S a D e che serve non solo a giudicare il nostro giocato ma anche a sbloccare degli extra che si potranno visionare in un'apposita sezione del menu. Sotto l’aspetto tecnico invece il titolo offre uno stile abbastanza unico e personale, con una grafica che avvicina in maniera abbastanza nitida il titolo ad un vero e proprio anime. L’ambientazione, che mischia la cultura religiosa giapponese ad un ambiente futuristico, è ben realizzata, cosi come il character design tipicamente giapponese ed esagerato. Discreto anche il comparto audio con la possibilità di scegliere il doppiaggio tra quello inglese e quello giapponese, cosa che farà sicuramente felici i puristi. Sono ad ogni modo presenti i sottotitoli in lingua italiana per godere appieno di tutte le sfaccettature della storia.

Amore

Stile narrativo

- Lo stile narrativo scelto dagli sviluppatori merita di essere menzionato tra gli elementi che si distinguono in positivo durante tutta l’esperienza. I più di un occasione Asura's Wrath vi darà l’impressione di essere in una sorta di anime interattivo e gli ottimi stacchi tra un episodio e l’altro fanno solo aumentare la voglia di continuare a seguire la storia, che nonostante sia banale riesce comunque a coinvolgere il giocatore.

Quick Time Events

- Parte più criticaca sicuramente da molti ma che, a conti fatti, è quella che maggiormente riesce a trasmettere le sensazioni di Asura. La contestualizzazione mai banale e l’inserimento di una sorta di mini-gioco che premia il tempismo del giocatore, rendono queste sezioni non solo impeccabili ma anche stilisticamente molto belle da vedere. Inoltre il fatto che queste fasi possano sempre partire improvvisamente da un momento all’altro, tiene il giocatore sempre con il pad ben incollato alle mani.

Rabbia, tantissima rabbia!

- Inutile negarlo, il titolo sviluppato da CyberConnect2 regala momento davvero esaltanti che difficilmente i giocatori si dimenticheranno. Il lavoro svolto dai grafici e writer è assolutamente lodevole e in più di una occasione mi sono trovato a provare vere e proprie scariche di adrenalina immedesimandomi con il protagonista. Sotto questo aspetto ci troviamo probabilmente davanti al titolo più esagerato e ricco di adrenalina da molti anni a questa parte.

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Odio

Eventi in compressa

- Uno dei limiti del gioco è una longevità abbastanza bassa. In modalità normale l'ho ultimato in sei ore scarse, davvero troppo poco per un titolo che basa tutta la sua esperienza unicamente sulla storia per singolo giocatore. Inoltre la totale mancanza di modalità alternative rende davvero veloce l’avventura all’interno dell’universo di Asura.

Gameplay ripetitivo

- Uno dei fattori che potrebbero essere evidenziati come lati negativi è una certa ridondanza nelle meccaniche di gioco che vedono nemici compiere sempre lo stesso attacco e ogni scontro che porta semplicemente alla carica della modalità furia e al QTE che risolve la situazione. Inutile negare come questa meccanica estremamente ripetitiva possa alla lunga stancare una buona fetta di giocatori.

Un Asura imperfetto

- Se lo stile di Asura's Wrath è stato tranquillamente elogiato, non posso dire lo stesso dei piccoli dettagli che fanno da contorno al gioco. Più volte, sia suoi personaggi che negli ambienti di gioco, ho notato texture non proprio definite e una generale mancanza di cura dei dettagli. Inoltre in situazioni molto vivaci e concitate il frame rate ha dimostrato qualche incertezza, peccato imperdonabile vista la natura estremamente frenetica del titolo.

Nemici teneri

- Forse la cosa che più mi ha fatto storcere il naso di tutta l’esperienza di gioco. Giocato a normale, la difficoltà globale tende in maniera preoccupante verso il basso, con un grado di sfida che è ben lungi dall’essere paragonato a quello di altri esponenti del genere. Settata a livello hard la solfa non è cambiata di molto: i giocatori più smaliziati non troveranno particolari difficoltà a proseguire nell’avvicendarsi delle situazioni.

Tiriamo le somme

Asura's Wrath è un titolo indubbiamente divertente, diverso dal solito e che regala delle scariche di adrenalina non indifferenti al giocatore. Tuttavia difetti marcati ed imperdonabili come un livello di sfida estremamente basso e una certa ridondanza nel gameplay non riescono a farlo emergere totalmente dalla massa videoludica. Rimane, ad ogni modo, un’esperienza divertente ed unica, che molti giocatori troveranno assolutamente godibile e ricca di spunti interessanti. 7.7

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L'autore

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Nel 1990 gli viene regalato un commodore 64 e da quel giorno capisce che i videogiochi saranno il suo futuro. A distanza di anni, nonostante ripetute richieste di "trovarsi un lavoro serio", continua a barcamenarsi nel campo del giornalismo videoludico. Collaboratore di MX dal 2006 è uno strenuo sostenitore della filosofia "il primo amore non si scorda mai".

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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