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Grand Slam Tennis 2

Recensione - Grand Slam Tennis 2

La stagione tennistica è ufficialmente ripartita e la lotta per la vittoria dei quattro slam è ricominciata. EA cerca di giocare d’anticipo con il suo Grand Slam Tennis 2 per dare la possibilità a tennisti virtuali di fare grande slam. Ce l’avrà fatta? scopriamolo insieme.

Il Gioco

Dopo un primo capitolo uscito esclusivamente su Wii nel 2009, EA decide di portare sulle console HD la sua serie tennistica in diretta concorrenza con serie come Top Spin e Virtua Tennis, basando Grand Slam Tennis 2 su due solidi pilastri: il nuovo sistema di controllo "Total Racquet Control" e le licenze. Nel menu principale abbiamo, in pieno stile EA Sports, una visione globale delle modalità di gioco. Oltre alla classica partita veloce sia di doppio che di singolo, troviamo le due esperienze principali per quanto riguarda il singolo giocatore, la carriera e i match classici. La prima ci dà la possibilità di creare il nostro alter-ego virtuale grazie al solito, dettagliato editor presente nei titoli sportivi del publisher americano. Partendo al centesimo posto della classifica mondiale, abbiamo dieci anni di tempo per vincere tutti i tornei più prestigiosi e raggiungere la cima del ranking. I match classici invece ci fanno rivivere i momenti più importanti degli ultimi trent’anni dei quattro slam, riproducendo partite storiche grazie all’inserimento nella rosa dei tennisti di vere e proprie icone di questo sport.

Oltre alle modalità per singolo giocatore, troviamo un sostanzioso comparto multigiocatore sia locale che online. Il gioco infatti offre la possibilità di cimentarsi nella classiche partite libere o in quelle classificate, oltre ad una particolare modalità che ci perme di giocare dei veri e proprio tornei online ad eliminazione diretta.

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Come accennato, una delle maggiori novità apportate dal titolo è il sistema “Total Racquet Control”: similmente a quanto già visto in NHL o Fight Night, questo ci permette di gestire tutti i nostri colpi utilizzando lo stick destro, lasciando il compito alle levette posteriori di realizzare lob e palle corte. Questo sistema di controllo, estremamente intuitivo, non si sostituisce però al controllo classico che fa uso dei quattro tasti del pad ma piuttosto ci convive. In ogni momento della partita infatti il giocatore può passare da un sistema di controllo all’altro lasciando così ai suoi gusti il sistema da usare.

Amore

Licenze

- Il punto di forza dell’intera produzione è sicuramente la presenza di fortissime licenze, su tutte quella di Wimbledon. Di fatti, Grand Slam Tennis 2 è l’unico titolo tennistico di questa generazione che può vantare la licenza per tutti e quattro gli slam principali: Roland Garros, Australian Open e U.S. Open, otre al già citato torneo inglese. Ognuno di questi tornei ha più di un campo riprodotto virtualmente, permettendoci di giocare anche su campi minori come quelli di qualificazione. A questi si aggiungo anche dei Master, sempre sotto licenza, come Brighton ed altri che si vanno ad inserire tra uno slam e l’altro.

Nostalgia tennistica

- Altro punto che mi piace sottolineare dell’offerta proposta da EA riguarda il parco tennisti che, oltre ai migliori dell’attuale circuito ATP come Djokovic, Nadal, Federer, Murray le Williams e così via, offre anche una nutrita schiera di tennisti del passato. Tra questi possiamo citare il pazzo McEnroe, Pat Cash, Becker, Sampras, l’immancabile Borg e altri ancora. La cura nei dettagli riposta sia nell’abbigliamento consono all’epoca in cui hanno giocato e sopratutto nella riproduzione delle racchette, è davvero ottima e sarà possibile inscenare, per i nostalgici di questo sport, match e rivalità storiche come quella tra McEnroe e Borg sulla storica superficie di un Wimbledon perfettamente riprodotto. Cosa, questa, che non può lasciare indifferente il grande appassionato.

Momenti storici

- Ottima la fattura degli eventi chiamati “ESPN Gran Slam Classics”. In questa modalità rivivremo storiche partite degli anni ’80, ’90 e 2000 ed ogni scenario ci chiederà di ribaltare e replicare qualche evento particolare accorso negli slam, assegnandoci inoltre obiettivi da portare a compimento come ad esempio effettuare un certo numero di colpi a fondo vincenti. Ogni obiettivo raggiunto, oltre a quello principale di vincere il match, ci porterà dei punti che serviranno per sbloccare i match successivi. Tra queste sfide troviamo match che hanno fatto davvero la storia come quello tra le sorelle Williams agli Australian Open del 2003, lo storico match tra Edberg e Becker a Wimbledon e tanti altri.

Semplicità di controllo

- Uno dei pregi che sicuramente bisogna riconoscere al nuovo sistema di controllo ideato da EA è sicuramente la semplicità con la quale si apprende. Bastano davvero poche partite infatti per capire il tempismo con cui effettuare i diversi colpi e rendersi così protagonisti di perfetti impatti sotto forma di top spin, slice e backspin. Rispetto a tanti altri sistemi di controllo questo, si è rivelato a portata di tutti i tipi di giocatore.

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Odio

Scarsa profondità nel gameplay

- Una delle pecche che si notano dopo alcune partite giocate è una mancanza di profondità nel sistema di controllo: se ne ho elogiato la semplicità di apprendimento, altrettanto non posso fare parlando della sua profondità. In più di un’occasione ho notato come la CPU sistemi automaticamente il tennista per avere un’ottima coordinazione nel momento del tiro, facendo così sembrare i colpi tutti perfetti. In realtà così non è nella realtà, con palle colpite in ritardo e posizionamento sbilanciato del corpo che portano sovente all’errore. In Grand Slam Tennis 2 è invece davvero difficile sbagliare, snaturando in parte la vena simulativa che il titolo invece vorrebbe proporre.

Carriera

- La carriera risulta troppo semplice e alla lunga ridondante. Nelle dieci stagioni che ci vengono proposte ci troveremo impegnati a compiere allenamenti, master e ovviamente gli slam. Peccato che al di là di una scelta poco ampia in termini di opzioni, il tutto sia risultato fin troppo semplice, complice anche un intelligenza artificiale non proprio eccelsa. Ad esempio, nella mia prima stagione sono riuscito ad arrivare alla vittoria di ben due slam pur essendo centesimo al mondo e settando il livello di difficoltà più alto. In questo modo tutta l’impalcatura della modalità perde di mordente e difficilmente realizzerete tutte e dieci le stagioni che vengono proposte.

Scarsa personalizzazione delle animazioni

- Il titolo sviluppato da EA sembra davvero il classico prodotto in chiaro-scuro. Anche sui tennisti ad esempio, nonostante l’elogio sotto l’aspetto estetico, è da segnalare una totale inadeguatezza per quel che riguarda i movimenti e i colpi tipici con cui vengono eseguiti. A differenza della concorrenza che è riuscita a campionare in maniera discreta i movimenti dei diversi tennisti più importanti, in Grand Slam Tennis 2 non si ha mai la sensazione di vedere sul campo i vari Federer o Nadal, e questo a causa di una gestione dei movimenti imprecisi e di una loro campionatura asettica e poco personalizzata. Peccato.

Tiriamo le somme

Tirando le somme, questo Grand Slam Tennis 2 si porta dietro elementi positivi ed altri meno. Il prodotto va a posizionarsi esattamente a metà tra la simulazione completa e l’arcade esasperato, offrendo una giocabilità a tratti ibrida. Se cercate un titolo semplice da giocare ma che vi faccia rivivere i momenti più storici di questo sport, si tratta sicuramente del gioco per voi; se invece volete un'esperienza simulativa ed una sfida impegnativa, per ora dovrete cercare altrove. 7.2

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L'autore

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Nel 1990 gli viene regalato un commodore 64 e da quel giorno capisce che i videogiochi saranno il suo futuro. A distanza di anni, nonostante ripetute richieste di "trovarsi un lavoro serio", continua a barcamenarsi nel campo del giornalismo videoludico. Collaboratore di MX dal 2006 è uno strenuo sostenitore della filosofia "il primo amore non si scorda mai".

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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