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Michael Phelps: Push the Limit

Recensione - Michael Phelps: Push the Limit

Il plurimedagliato nuotatore olimpico americano Michael Phelps, che probabilmente tutti ricorderanno per l'impresa dei 14 ori alle olimpiadi di Pechino 2008, non è rimasto immune al fascino del mondo videoludico ed ha dato il suo nome a Michael Phelps: Push the Limit, gioco sportivo per Kinect realizzato da Blitz Games. Saranno riusciti gli sviluppatori a produrre un gioco all'altezza del suo protagonista? La risposta tra poche righe.

Il Gioco

Michael Phelps: Push the Limit è un titolo sportivo incentrato interamente sul nuoto e si pone come primo gioco del genere per Kinect. Dopo qualche caricamento e non poche difficoltà nel farci rilevare dal gioco, ci troviamo davanti al menu principale. Le modalità di gioco sono tre: Partita Veloce, Multiplayer e Carriera. La partita veloce permette al giocatore di gettarsi direttamente nell'azione senza e le possibilità di personalizzazione della partita sono molte: innanzitutto è presente un roster di una decina di nuotatori e nuotatrici, tra cui anche lo stesso Phelps, mentre troviamo quattro discipline selezionabili tra Stile Libero, Dorso, Rana e Farfalla. La lunghezza della gara è selezionabile da 50 a 200 metri e sono presenti sette piscine nelle quali gareggiare. Una volta selezionate le opzioni più adatte al tipo di partita che più ci interessa, comincia il gioco vero e proprio. Il compito del giocatore è quello di imitare le azioni che vengono illustrate da una piccola immagine al centro dello schermo; un filmato prima di ogni gara funge da tutorial, che è possibile saltare pronunciando la parola “skip”. Lo sforzo atletico risulta essere allineato alla media degli altri giochi Kinect, con la differenza che le gambe non vengono utilizzate. Per giungere a risultato occorre mantenere un buon ritmo e una buona velocità per evitare di esaurire presto la stamina, rappresentata da una barra colorata sulla sinistra che diminuisce man mano che l'atleta virtuale si stanca. All'inizio di ogni gara è possibile massimizzare la propria stamina cercando di raccogliere l'acclamazione del pubblico, incitandolo con i movimenti delle braccia. L'unica differenziazione in termini di gameplay si ha quando si affronta una gara di lunghezza superiore ai 100 metri: in questo caso, il giocatore deve inseguire con la mano determinate icone per mantenere massima la velocità di nuoto. Sono ovviamente presenti anche icone di “disturbo” che faranno perdere velocità al nuotatore.

La modalità Carriera ci mette nei panni di un atleta durante la sua ascesa ai vertici del nuoto mondiale; nulla di diverso da quanto visto in altri titoli sportivi. Per la creazione del nostro atleta è presente un editor del personaggio estremamente limitato, che ci permette di scegliere, oltre al sesso, tra diverse etnie e diversi costumi e accessori. Il gioco offre infine una modalità multiplayer offline a due giocatori, che permette di giocare con un amico a patto di avere abbastanza spazio, e addirittura una modalità online che consente di giocare contro otto altri giocatori. Graficamente il gioco non eccelle, le animazioni appaiono un po' legnose mentre l'acqua non è ben curata come dovrebbe essere in un titolo che fa di questo elemento il proprio ambiente centrale.

Amore

Obiettivi facili

- Il gioco è “millabile” in un pomeriggio, sempre che abbiate abbastanza pelo sullo stomaco per riuscire a giocarci. Gli obiettivi più impegnativi da sbloccare sono quelli dedicati alla carriera, ma data la ridicola durata di ogni singola gara, con un impegno di una mezza giornata dovreste riuscire a sbloccarli tutti.

Effetto novità

- Michael Phelps: Push the Limit è uno dei pochi giochi che cercano di diversificarsi dall'enorme numero di party/dance/fitness games usciti su Kinect dal lancio a oggi. Il nuoto è uno sport che fino a oggi non era mai comparso in nessuno dei titoli sportivi, anche se la realizzazione poteva essere più curata. Un applauso al coraggio, anche se non al prodotto finale.

Odio

Longevità e rigiocabilità

- Michael Phelps: Push the Limit è totalmente privo di rigiocabilità. Il problema è che, una volta imparate le meccaniche, tutto il gioco è esattamente identico. I movimenti sono gli stessi e non esistono né minigiochi (a parte quello delle icone nelle gare di oltre 100 metri) né altro che diversifichino un po' il gameplay. Il risultato non migliora se aggiungiamo anche il fatto che le gare sono brevissime e quindi anche la modalità carriera è tranquillamente affrontabile in un pomeriggio.

Multiplayer online deserto

- Nonostante abbia passato diversi minuti a cercare una partita, nessuno ha risposto alla chiamata. Probabilmente gli sviluppatori avrebbero dovuto lasciar perdere questo genere di implementazione e dedicarsi di più a migliorare gli altri aspetti del gioco che sono gravemente lacunosi.

Problemi di rilevamento

- Il gioco funziona discretamente, a patto di non essere in una stanza con più di due persone. Altrimenti comincia un calvario infinito per convincere il Kinect a rilevarci, con gravi problemi di precisione, impossibilità a navigare nei menu e decine di piccoli ma fastidiosi bug che farebbero passare la voglia anche al più determinato giocatore del mondo.

Sonoro

- Il sonoro risulta parecchio snervante. La musichetta che accompagna le gare non è altro che un campione di qualche secondo ripetuto in loop per tutto il tempo, mentre la colonna sonora dei menu non è classificabile.

Comandi vocali

- Tre volte su quattro il gioco non riesce a capire i comandi che gli si impartisce. Il difetto è chiaramente del gioco, visto che titoli come Kinect Sports Stagione 2 funzionano benissimo.

Tiriamo le somme

Michael Phelps: Push the Limit è un gioco pessimo sotto ogni punto di vista. Il gameplay è noioso e ripetitivo, la grafica non è eccezionale, il sonoro snervante e ha parecchi problemi nel rilevamento dei movimenti, soprattutto quando sono presenti più persone nella stanza. Da giocatore esperto e di vecchia data, posso dire tranquillamente che è il peggior gioco a cui abbia mai giocato. Sconsigliato a tutti, soprattutto a prezzo pieno. 2.0

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L'autore

Quando gli hanno chiesto di comporre una Bio, ha pensato subito alla natura e all’ambiente. Una volta rinsavito, ci ha raccontato di essere un appassionato di Basket e Calcio, videogiocatore accanito, predilige RPG, FPS e TPS. In generale però non si tira indietro di fronte a nulla. A tempo perso è anche speaker in una Web Radio.

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Commenti

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