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The Elder Scrolls V: Skyrim

Recensione - The Elder Scrolls V: Skyrim

Dopo aver esplorato in lungo e largo le lande di Cyrodill, è giunto il momento di fare la conoscenza con una nuova regione di Tamriel: la fredda Skyrim. E cinque anni dopo aver vissuto le avventure di Oblivion, è finalmente ora di gettarci a capofitto nel quinto titolo della saga di Bethesda, The Elder Scrolls V: Skyrim. Noi l'abbiamo fatto e siamo pronti a offrirvi la nostra opinione sul titolo.

Il Gioco

Come per tutti i giochi della serie TES, The Elder Scrolls V: Skyrim ci mette nei panni di uno sconosciuto abitante delle lande di Tamriel il quale, un po' alla volta, scoprirà il proprio destino di perno centrale in eventi di grandissima importanza. In questo caso ci troviamo 200 anni dopo la fine di Oblivion nella regione di Skyrim, le terre più a nord del continente caratterizzate da alte montagne innevate e abitate principalmente dai Nord, una sorta di equivalente dei nostri vichinghi. Il re di Skyrim è stato recentemente assassinato, e questo ha dato il via ad una guerra di secessione tra la regione ed il resto dell'Impero. In questo contesto ci troviamo all'inizio del gioco prigionieri su un carro diretto ad un forte imperiale, insieme ad alcuni banditi accusati di far parte del gruppo di fuorilegge che hanno assassinato il re; il nostro destino sembra quello di essere brutalmente decapitati, quando un drago attacca il forte dandoci l'occasione di fuggire. Inizia così una lunga avventura che ci vedrà esplorare tutta la vastità delle terre e montagne di Skyrim, scoprendo un po' alla volta che ci è stato riservato un destino unico: quello del Sangue di Drago, l'unico capace di parlare la lingua dei draghi e di venire a capo del mistero che minaccia le terre a nord. Come mai, nonostante fossero scomparsi da centinaia di anni, i draghi stanno tornando? Cosa vogliono e come possiamo fronteggiarli?

Ma la storia principale è solo una parte minoritaria dell'esperienza complessiva che il gioco è in grado di offrire: siamo infatti di fronte ad un GDR puro con struttura open-world, dove possiamo raggiungere - capacità del personaggio permettendo - qualsiasi punto dello scenario su cui i nostri occhi si posino ed in cui possiamo forgiare autonomamente il nostro percorso di eroi. All'inizio del gioco ci viene richiesto di creare il nostro personaggio scegliendone la razza tra una vasta gamma di possibilità - oltre agli umani divisi in Nord, Bretoni e Imperiali troviamo anche l'equivalente Tamreliano di orchi ed elfi di vario tipo, oltre ai felini Kajit ed i rettiloidi Argoniani, ognuno differenziato oltre che per l'aspetto anche dalle capacità di base - e dandogli un nome, dopo di che siamo pronti per modellarlo con le nostre stesse azioni. A differenza di altri RPG e dei precedenti titoli della serie, infatti, in Skyrim non ci viene fornita una scelta per la classe di personaggio da interpretare ma partiamo allo stesso livello con tutte le caratteristiche - rappresentate da una serie di costellazioni - che potremo poi far avanzare semplicemente giocando e utilizzandone più talune piuttosto che altre. Ad esempio se useremo spesso incantesimi di distruzione, la relativa costellazione aumenterà gradualmente di livello permettendoci così, a intervalli predefiniti, di sbloccare nuove abilità relative a quel tratto; lo stesso avverrà se useremo frequentemente armi a una mano, scudi, se accuseremo molti colpi con armatura pesante e così via. Non si sceglie quindi dall'inizio se essere maghi, ladri, guerrieri, arcieri ma sarà il modo stesso in cui giocheremo a determinare dinamicamente il tipo di personaggio che rappresenteremo. Oltre all'uso delle varie caratteristiche sono presenti comunque degli aiuti extra per aumentare più velocemente di livello: incontreremo spesso dei personaggi specializzati nelle varie abilità che, sotto compenso, ci potranno allenare facendoci progredire più velocemente, così come potremo scoprire alcune pietre che, attivabili solo una alla volta, ci daranno accesso a speciali "benedizioni" che ci permetteranno di aumentare la velocità di apprendimento delle varie caratteristiche (come le pietre del mago, del guerriero e del ladro che troviamo all'inizio del gioco) oppure di avere accesso a poteri speciali da usare una volta al giorno. Oltre alle singole caratteristiche, inoltre, il personaggio salirà di livello anche complessivamente, permettendoci ad ogni nuovo livello di potenziare una delle tre caratteristiche tra Magika, Salute e Vigore: la prima aumenta il numero di magie lanciabili prima che la relativa barra si esaurisca, la seconda il numero di ferite che possiamo sopportare prima di morire e la terza gli sforzi che possiamo compiere prima di stancarci, oltre al peso complessivo che possiamo trasportare.

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Alla continua progressione del personaggio, molto importante nell'economia del gioco, si affianca la struttura completamente aperta del mondo di Skyrim: in ogni momento possiamo decidere di allontanarci dalla storia principale per esplorare città, dungeon, parlare con i tanti personaggi e portare avanti la miriade di missioni secondarie che questi hanno da affidarci. Potremo inoltre unirci a gilde di ladri, assassini o maghi per prender parte a missioni atte a potenziare le nostre capacità in quei comparti o addirittura unirci agli eserciti dei Nord o degli imperiali per aiutare una delle due fazioni a spuntarla nella guerra di secessione che dilania quelle terre. C'è poi tutta la componente di raccolta oggetti, sia nelle ambientazioni e sui corpi dei nemici uccisi che nei molti negozi che incontreremo, i quali a differenza di altri titoli di questo tipo offrono generalmente una selezione limitata di tutti gli oggetti ottenibili; gli stessi negozianti, in puro stile TES, hanno fondi limitati per cui non potremo vendergli tutte le nostre merci perchè non riuscirebbero a pagarle. Questi oggetti possono essere armi, armature, pergamene magiche, pozioni, cibo o beni preziosi da rivendere, oltre ai tantissimi libri che possiamo leggere per apprendere nuovi dettagli sulla storia di Tamriel o per imparare magie e nuovi skill. Possiamo inoltre specializzarci nella forgiatura o nell'incantamento di armi, così come nell'alchimia: tutte attività che, se esplorate a fondo ci permetteranno di creare con le nostre mani oggetti ed armi estremamente potenti. Trattandosi di un mondo estremamente vasto, il gioco ci permette di percorrerlo sia a piedi che a cavallo (ma attenzione, il nostro destriero può sempre morire e riacquistarlo ci costerà caro, a meno che non decidiamo di rubarlo a qualche stalliere), oppure sfruttando i tanti carri in attesa fuori le città principali, sempre pronti a portarci ai quattro angoli del regno in cambio di un modesto compenso.

C'è poi il sistema di combattimento, basato sulla possibilità di assegnare armi, scudi e magie ad ognuna delle due mani, da usare poi con i rispettivi grilletti del joypad: questo offre una grandissima versatilità, permettendoci di crearci il nostro personale stile di combattimento. Io ho ad esempio deciso sin dall'inizio di utilizzare uno stile ibrido tra guerriero e mago, utilizzando con la destra solo armi a una mano - spade, mazze, martelli o asce, meglio se incantate per arrecare più danni - mentre l'altra era sempre equipaggiata con una magia d'attacco o di ristoro, per recuperare salute in caso di ferite gravi. Questa configurazione mi impediva però di utilizzare uno scudo, e mi sono quindi specializzato nell'indossare armature pesanti per poter attutire maggiormente i colpi nemici. Con un sistema di questo tipo, la libertà fornita al giocatore è altissima e potrete scegliere lo stile che vi è più congeniale; Bethesda ha peraltro migliorato molto l'interfaccia permettendoci di selezionare velocemente, con la croce direzionale, armi, oggetti e magie da usare in battaglia, dopo averle impostate come "preferite" all'interno del nostro inventario. Oltre all'uso di armi e magie troviamo infine gli Urli, poteri speciali il cui uso è permesso unicamente al Sangue di Drago: si tratta di parole pronunciate nella lingua dei draghi che danno accesso a poteri immensi: man mano che procediamo nella storia apprendiamo nuove parole e altre potremo scoprirne se decideremo di esplorare a fondo tutto il mondo di gioco. Si tratta di poteri estremamente efficaci, il cui uso può fare spesso la differenza in un combattimento con nemici potenti.

Amore

L'RPG definitivo

- Gli sviluppatori della serie TES dimostrano ancora una volta di saperci fare con i giochi di ruolo, regalandoci un titolo che, senza compromessi o rinunce, incarna alla perfezione tutti gli stilemi del genere. In The Elder Scrolls V: Skyrim si ha realmente l'impressione di avere il completo controllo sul nostro personaggio, dominandone saldamente il percorso di crescita, lo stile di combattimento e anche la via intrapresa all'interno del mondo di gioco, senza sacrificare peraltro i fattori azione o narrazione. Che ci si voglia dedicare alle arti magiche, ai sotterfugi e i furti oppure al più diretto uso della forza, il gioco è in grado di dare sempre grandi soddisfazioni. Un titolo che offre un'incredibile profondità agli appassionati ma anche una grande immediatezza ai neofiti del genere: Bethesda sembra aver trovato il Sacro Graal del genere RPG.

Storia

- La storia principale di The Elder Scrolls V: Skyrim si è rivelata avvincente, epica ed estremamente intrigante: soprattutto se amate le storie di draghi, troverete pane per i vostri denti e vi appassionerete alla storia del Sangue di Drago ed al mistero che sta dietro il ritorno di questa antichissima stirpe. Ma anche le tante sottotrame secondarie, in molte delle quali vi troverete coinvolti semplicemente origliando le conversazioni mentre passate accanto ad alcuni personaggi, sono spesso interessanti e mai troppo scontate.

Cartoline da Skyrim

- La provincia di Skyrim offre alcune delle più belle e spettacolari ambientazioni viste finora nella serie, ricchissime di dettagli e scolpite con maestria dai modellatori di Bethesda, sia che si tratti di boschi pieni di alberi e vegetazione, magari attraversati da un fiume che poi diventa a valle una poderosa cascata, sia che si tratti di montagne innevate e dai tratti himalayani, oppure città dalla splendida architettura arroccate su altissimi scogli o circondate dai ghiacci, magari durante una potente tempesta di neve. Anche le ambientazioni interne offrono spesso visuali magnifiche, sia nel caso di pericolosi dungeon che di costruzioni realizzate dall'uomo: fare i turisti in giro per Skyrim vi darà grandi soddisfazioni, tanto da farvi quasi desiderare che fosse presente una modalità fotografica per catturare e conservare certi magnifici scorci. Ed al tutto contribuisce l'audio, che grazie ad ottimi effetti ambientali ed una splendida soundtrack rende il tutto ancor più suggestivo.

Tante cose da fare

- Come già accennato, le possibilità offerte da The Elder Scrolls V: Skyrim sono sconfinate: se la storia vi terrà occupati per poco più di venti ore, tutto il resto vi impegnerà ben oltre le 100 o, probabilmente, anche 200 ore, sia che vogliate padroneggiare al massimo ogni skill, esplorare ogni singolo dungeon e angolo di Skyrim o portare a termine le tante missioni che la popolazione ha da offrirvi. E non si ha mai la sensazione di inutilità di quello che stiamo facendo, perchè tutto porta sempre ad una ricompensa per il nostro personaggio, così come è scongiurato il rischio di perdersi tra le tante missioni visto che il gioco tiene traccia di tutti i compiti che ci vengono assegnati permettendoci di portarli avanti con ordine e senza fretta.

Doppiaggio

- The Elder Scrolls V: Skyrim contiene una mole impressionante di dialoghi, e non solo è sorprendente vederli doppiati interamente in italiano, ma la qualità stessa del doppiaggio, con voci sempre adatte ai vari personaggi e un'ottima recitazione, ha dell'incredibile. Complimenti a Bethesda, che si riscatta appieno dopo il pessimo lavoro di doppiaggio fatto con Brink.

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Odio

Qualche problema con la grafica...

- Anche se il gioco riesce a offrire spesso scenari altamente spettacolari, non mancano i problemi a livello di motore grafico: alcune ambientazioni, soprattutto quelle all'aperto, presentano texture fin troppo sgranate ed anche il sistema di illuminazione adottato non convince appieno. Imbarazzanti poi le textures utilizzate per alcune superfici coperte dalla neve come rocce e tavole di legno, che sembrano pennellate uniformemente di bianco giusto per dare l'idea della neve e stridono notevolmente con altre textures, come quelle delle strade coperte dalla neve, invece molto migliori. Non mancano i problemi di compenetrazione dei poligoni, con personaggi ai quali vediamo ad esempio un braccio trapassato dall'elsa della spada che hanno inguainata sul fianco, così come scene particolari come una locandiera alla quale appaiono e scompaiono magicamente in mano varie bottiglie e boccali, come se gli svliuppatori avessero dimenticato di realizzare l'animazione che la vedeva raccogliere quegli oggetti dal tavolo. Il gioco rimane comunque in generale molto bello da vedere e si tratta di problemi minori, soprattutto per un RPG puro come questo, ma un po' più di cura nei dettagli - che, lo ammetto, sono un'infinità e quindi forse sarebbe stata un'impresa impossibile - avrebbe giovato.

...e con l'IA

- Anche l'intelligenza artificiale dei personaggi, che in generale si comportano sempre molto bene con le loro routine giornaliere e interazioni reciproche, mostra ogni tanto i limiti dovuti ad un mondo così grande e libero. A volte troviamo ad esempio alcuni personaggi a ripeterci continuamente la stessa frase finché non decidiamo di parlare con loro, come se volessero richiamare la nostra attenzione, mentre ho notato un'antipatica propensione dei personaggi che ogni tanto ci seguiranno nelle missioni, nello starci sempre incollati anche quando stiamo interagendo con altri, frapponendosi spesso tra noi e loro. La comicità di questi personaggi raggiunge il top poi quando ci spostiamo a cavallo: non essendo loro dotati di cavalcatura, ci rincorreranno a piedi costringendoci ogni tanto a fermarci per capire se ci stiano seguendo o meno. Non mi è però capitato mai di perderli nonostante li avessi a volte distanziati di molto, stanco di aspettarli. Anche in questo caso ritengo si tratti di problemi perdonabili nel contesto di un gioco così vasto, ma che intaccano un po' la sospensione dell'incredulità che si innesca nel momento in cui ci immergiamo all'interno del gioco.

Tiriamo le somme

The Elder Scrolls V: Skyrim rappresenta senza dubbio il capolavoro di Bethesda: un RPG puro, profondo e vastissimo in grado di soddsifare gli amanti del genere quanto i giocatori occasionali, senza dover scendere a compromessi e grazie ad un gameplay curato ed una storia estremamente coinvolgente. Non è perfetto, ma i pochi difetti presenti sono sicuramente perdonabili e si perdono nella maestosità generale del titolo, che si impone come candidato a miglior gioco non solo dell'anno ma dell'intera generazione. 9.7

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L'autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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