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El Shaddai: Ascension of the Metatron

Recensione - El Shaddai: Ascension of the Metatron

UTV IGNITION ignition ha rilasciato da pochi giorni l’onirico titolo El Shaddai: Ascension of the Metatron, action game caratterizzato da un design artistico unico e distintivo che molto ha fatto parlare di sè prima dell'uscita. Dopo averlo giocato a fondo, siamo pronti a darvi il nostro giudizio sul gioco.

Il Gioco

El Shaddai: Ascension of the Metatron rientra in quella minuta schiera di titoli che fin dall’annuncio si sono portati dietro un alone di mistero misto a curiosità per via di alcuni tratti caratteristic ed inusuali che li differenziano totalmente dalla massa videoludica. Quello che più ha incuriosito i videogiocatori è stato fin da subito uno stile grafico talmente estremo e particolare che per certi versi ha ricordato opere molto concettuali viste sulla console della concorrenza, come ICO o Shadow of the Colossus. A differenza dei due titoli appena citati, El Shaddai: Ascension of the Metatron offre al giocatore una componente molto più action, inframezzata da alcune sezioni puramente platform. La storia, anch’essa molto particolare, assume dei connotati puramente religiosi andando a pescare da famosi testi apocrifi che si ispirano alla cultura del cristianesimo, dell’ebraismo e anche al politeismo. Nel gioco impersoniamo Enoch, un umano al servizio di Dio in funzione di scriba celeste. Dopo diverse vicissitudini, Enoch viene incaricato da Dio stesso di riportate nei cieli sette angeli accusati di aver alimentato sulla Terra una sommossa contro Dio stesso da parte degli umani: si tratta di una lotta contro il tempo, dato che se Enoch fallirà il Gran Consiglio innonderà la Terra e tutti i rivoltosi verranno spazzati via per sempre. Fortunatamente il nostro eroe non sarà da solo, potendo contare sull'aiuto di altre due figure oniriche come Lucifer e Uriel.

Come già sottolineato, il gioco fa leva su una componente prettamente action, in cui grazie all’utilizzo di tre armi celestiali (Arch, Gale e Veil) dovremo confrontarci contro i seguaci degli angeli ribelli e saremo soprattutto coinvolti in numerosi boss fight che ci daranno seriamente filo da torcere. Le fasi platform invece, seppur in minoranza, sono molto ispirate alternando sezioni in 3d ad altre in un più nostalgico 2d a scorrimento che farà molto piacere agli amanti dei platform vecchia scuola. Il titolo si sviluppa per undici diverse ambientazioni, attestando la longevità sulle 8/9 ore di gioco. Inoltre, pur essendo in lingua inglese, può vantare i sottotitoli in lingua Italiana.

Amore

Gameplay fluido ed appagante

- El Shaddai: Ascension of the Metatron usa uno stile totalmente unico e assolutamente funzionale. Seppur l’impatto iniziale induca il giocatore ad un approccio da button masher, più si prende confidenza con il titolo e più si scopre che in realtà a farla da padrone negli scontri è il tempismo con il quale si affrontano i nemici: usare nel momento giusto colpo pesante, leggero o schivata è fondamentale per portare a compimento una buona combo. Inoltre la totale assenza di indicatori a schermo rende il sistema di combattimento a tratti molto impegnativo ma sicuramente appagante nel momento in cui viene padroneggiato. Le sezioni platform vanno poi a pescare da un vastissimo repertorio classico dimostrandosi davvero difficili e intense, senza mai sfociare nella frustrazione. Il giocatore dovrà comunque mettere in conto molteplici morti del proprio personaggio nei passaggi più ardui.

Grafica ed arte

- Il comparto visivo è sicuramente quello più appagante del titolo ma è allo stesso tempo talmente particolare e volutamente esagerato che deve essere compreso, studiato, assimilato e contestualizzato proprio come quando si è davanti ad un'opera d’arte. Lo stile utilizzato è quello del cel-shading, con un design che più volte strizza l’occhio alla cultura manga e anime. Raccontare a parole quello che il design dei diversi livelli riesce a regalare ai nostri occhi è uno dei compiti più ardui che ci possano essere, per via di quelle scelte estreme di cui ho parlato poco sopra. Tutto è stato costruito in funzione di rappresentare agli occhi del giocatore quelle sensazioni di onirica onnipotenza che le religioni hanno da sempre legato alla figura del creatore. Visiteremo i cieli, terre aride e devastate e persino immense città, il tutto accompagnato da melodie assolutamente azzeccate e piene di carisma. Andando inoltre a scavare nei titoli di coda ho scoperto come a creare tutto questo non sia stato uno a caso, ma la brillante mente di Takeyasu Sawaki (designer tra gli altri del primo Devil May Cry e di Okami) e soprattutto dell’apporto tecnico dello studio Ghibli, autori di veri e propri capolavori cinematografici come La Città Incantata. Un’esperienza assolutamente da provare.

Una bella storia...

- Ad aggiungere ulteriore fascino al gioco ci pensano una storia e dei personaggi assolutamente originali e inusuali per un videogioco. La scelta di usare la religione come pretesto o sfondo in altri titoli si è già vista, ma in El Shaddai: Ascension of the Metatron è il perno centrale degli avvenimenti che vedono protagonista Enoch e i suoi compagni di viaggio.

Odio

...ma narrata male

- Se da una parte abbiamo un'ottima storia, lo stesso non si può dire purtroppo dello stile narrativo intrapreso dagli sceneggiatori. La sensazione infatti è che tutto sia dato molto per scontato, tirando in ballo nei dialoghi argomenti a sfondo religioso utili alla trama ma senza che vengano approfonditi. Il rischio maggiore in cui si può incorrere è quello del perdersi se non si ha una discreta conoscenza teologica e storica. Il tutto può essere facilmente risolto andando ad approfondire tutti gli spunti provenienti dal titolo, ma rimane comunque un punto a sfavore il non spiegare cose che vengono date per scontate, ma che non lo sono assolutamente.

Ombre nel gameplay

- Se il sistema di combattimento funziona perfettamente, lo stesso non si può dire della varietà d’azione. La presenza di sole tre armi e una ciclica ripetitività negli scontri con i nemici comuni porta i combattimenti ad assomigliarsi troppo tra loro, rischiando alla lunga di annoiare il giocatore in particolare dopo aver preso piena confidenza con i comandi. L’aggiunta di qualche arma in più e di nemici con routine di intelligenza artificiale diversa avrebbe giovato sicuramente al titolo, evitando anche questa menzione nella sezione odio.

Longevità

- Anche qui purtroppo non si può chiudere un occhio, dato che il titolo offre un livello di rigiocabilità bassissimo e una volta portato a termine in quelle 8-9 ore, difficilmente verrà ripreso in mano se non per rigiocare la campagna a livelli di difficoltà maggiori.

Un titolo di nicchia

- Questo non è un vero lato negativo, ma El Shaddai: Ascension of the Metatron è talmente controverso e particolare che risulta difficile da catalogare o consigliare. I giocatori più giovani e amanti di titoli immediati o i meno avvezzi alle esperienze particolari che questo settore riesce a regalarci, potranno storcere il naso davanti a scelte sia di gameplay che stilistiche che sono tutto fuorché popolari. Utente avvisato...

Tiriamo le somme

Per via della sua natura così particolare, giudicare un titolo come El Shaddai: Ascension of the Metatron è il compito più arduo che possa spettare ad un recensore: quello che posso consigliarvi è però di dargli almeno una chance provandolo. Se riuscirete a passare sopra a delle componenti di gameplay abbastanza ripetitive e a farvi rapire dallo stile del titolo, questa potrebbe rivelarsi una delle esperienze maggiormente distintive e da ricordare di questa generazione. Più che un videogioco originale, un’appagante esperienza visiva. 7.5

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L'autore

Nel 1990 gli viene regalato un commodore 64 e da quel giorno capisce che i videogiochi saranno il suo futuro. A distanza di anni, nonostante ripetute richieste di "trovarsi un lavoro serio", continua a barcamenarsi nel campo del giornalismo videoludico. Collaboratore di MX dal 2006 è uno strenuo sostenitore della filosofia "il primo amore non si scorda mai".

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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