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Unreal Tournament III
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Recensione - Unreal Tournament IIIXbox 360Game

E’ il lontano 1999 quando Unreal Tournament entra nella scena videoludica rivoluzionando il genere sparatutto in prima persona, e a distanza di circa nove anni sembra che Midway e Epic Games non abbiano cambiato ricetta portando frenesia e divertimento, ormai divenuti biglietto da visita del gioco, in chiave next-generation. Analizziamo insieme pregi e difetti dalla nuova opera dei creatori di Gears of War.



Single o multi player?
Unreal Tournament III si apre con un filmato che racconta brevemente la storia del gioco, mostrando l’invasione e la distruzione della Twin Soul da parte dei Necris. Sarà nostro compito guidare James Hawkins, alias Reaper, abitante della colonia appena distrutta, e i suoi compagni di squadra, i Ronin, in una estenuante e quasi interminabile battaglia per ottenere la tanto bramata vendetta. Il gameplay del gioco non è stato modificato sostanzialmente rispetto ai precedenti capitoli, mantenendosi ad alti livelli soprattutto per quanto riguarda il multiplayer: come si dice in questi casi, squadra vincente non si cambia.

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La campagna, divisa in cinque atti e giocabile anche in co-op, è abbastanza lineare, ma si dimostra essere fin troppo ripetitiva e priva di mordente, tanto da essere considerata semplicemente una fase di allenamento per la parte multigiocatore; infatti, al fine di portare a compimento la storia, ci imbatteremo in ciascuna delle sei modalità disponibili anche per il gioco online: Duello, ovvero una battaglia testa a testa tra due giocatori, Deatmatch e Deatmatch a squadre, il classico scontro in cui vince chi totalizza più uccisioni, Cattura la bandiera e Cattura la bandiera con veicoli, con lo scopo di rubare la bandiera nemica e riportarla nella propria base, e Warfare, novità del titolo consistente nel distruggere un nucleo presente nella base nemica dopo aver conquistato alcuni nodi dislocati sulla mappa. Per queste ultime due modalità gli scenari di battaglia sono inevitabilmente molto vasti, soprattutto per consentire un migliore uso dei veicoli e di altri mezzi di trasporto come l’Hoverboard, una specie di skateboard, attivabile tramite il tasto X, che permette spostamenti molto rapidi agevolando i movimenti del personaggio. Il sistema di guida è simile a quello creato da Bungie nella serie di Halo, dove la direzione è stabilita dal punto in cui guarda la telecamera: sicuramente chi non è abituato necessiterà di un arco di tempo maggiore prima di padroneggiare la situazione.

Altro fattore scomodo può essere la velocità di azione, triplicata, se vogliamo fare un paragone, rispetto al capolavoro di casa Bungie, e che quindi potrebbe far storcere il naso a chi entra per la prima volta in contatto con uno sparatutto in prima persona o a chi soffre di mal di mare, ma il problema è risolvibile parzialmente modificando la sensibilità del controller nelle impostazioni.

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Oltre alla presenza di numerosi veicoli, Unreal Tournament III offre anche una vasta scelta di armi, le quali possono essere raccolte tutte nel proprio inventario: dall’onnipresente fucile di precisione, per poi passare al micidiale lanciamissili, fino ad arrivare al Cannone Flak, fucile a pompa futuristico, e al Redentore, l’arma più potente del gioco. Tramite la pressione del grilletto sinistro è inoltre possibile utilizzare il fuoco secondario, caratteristico per ogni arma. Un modo alternativo per allenarsi e per diventare competitivi online è quello di avviare alcune sessioni di gioco in Azione Istantanea, modalità in cui potremo scegliere le varie tipologie di gioco a disposizione e batterci contro bot selezionando il grado di difficoltà desiderato, come l’elementare livello “Novizio” o il proibitivo “Divino”. In questa modalità, come nel multiplayer online, potremo introdurre anche i Mutatori, ovvero potenziamenti o modifiche alle armi e alle corazze dei giocatori come l’Instagib, arma che uccide con un colpo solo, Gravità Bassa, che riduce la gravità, il Rallentatore, che rallenta la velocità di gioco, e così via. Ma il merito per una giocabilità così pregevole spetta anche alla semplicità dei tasti: A per saltare, B per passare direttamente all’ultima arma nell’inventario, X per impugnare il Traslocatore, semplice teletrasportatore, oppure, come già detto, per attivare l’Hoverboard, i tasti dorsali per scorrere velocemente le armi e i due grilletti per sparare. Tutto molto semplice.


L'Unreal Engine 3 flette i muscoli
Con l’avvento della nuova generazione il cambiamento più importante e palese è sicuramente avvenuto nel comparto grafico di ciasciun videogioco; la resa realistica o meno delle ambientazioni e di tutti componenti dello scenario sta nell’uso che si fa del motore grafico: e chi sa sfruttare meglio l’Unreal Engine 3 se non i suoi stessi creatori? Epic Games ha davvero compiuto un superlativo lavoro nella realizzazione delle texture in Unreal Tournament III, che si dimostrano essere davvero pulite sia per quanto riguarda i paesaggi, le armi e i veicoli, sia per quanto riguarda i personaggi, tanto da rievocare fisionomicamente quelli di Gears of War. Il sistema di illuminazione, che il più delle volte viene messo da parte in giochi del genere, è buono ed offre un forte senso di realismo, riuscendo definire degnamente la natura degli oggetti presenti nello scenario. L’audio può sembrare stupefacente nelle battaglie su larga scala, ma a lungo andare il tutto viene sgradevolmente rovinato dalla ripetitività delle affermazioni dei nostri compagni di squadra, che rendono la situazione a dir poco snervante, soprattutto se si tenta più di una volta la stessa missione; questa pecca viene occultata in parte dall’ottima scelta musicale, composta da brani dalle sfumature epiche che si uniscono perfettamente con le situazioni affrontate. Anche le scene di intermezzo, completamente in-engine, fanno la loro decorosa presenza con dialoghi dalla forte carica enfatica, anche se a volte non c’è sincronia labiale, e mettendo in risalto tutta la magnificenza del motore grafico.


Lag? Sì e no
Uno dei problemi che generalmente affliggono i giochi multiplayer online è la presenza di lag, ovvero il ritardo nella ricezione e nell’invio di pacchetti dati tra due o più utenti. Per ovviare a questo problema, come altri sviluppatori hanno già fatto con alcuni dei loro giochi, Epic Games e Midway hanno installato dei server dedicati per Unreal Tournament III che in molte situazioni si dimostrano efficientissimi, mentre in altre quasi inesistenti, soprattutto quando in stanza c’è una forte promiscuità di connessioni, con giocatori che si collegano da paesi diversi e quindi con tipologie di connessione diverse; si tratta comunque di un problema sporadico e che non intacca particolarmente l’esperienza di gioco. Speriamo, in ogni caso, che lo sviluppatore tenga conto di questa critica e tenti di perfezionare il tutto.

Come già detto, il gioco si incentra principalmente sulla modalità multiplayer. In Unreal Tournament III, oltre all’assuefante multiplayer che vanta ben 15 mappe, anche la campagna, pur non essendo originale nella trama, fa la sua parte grazie soprattutto grazie ai vari livelli di difficoltà che aumentano notevolmente la longevità del gioco: infatti la storia vi terrà impegnati per almeno 15 ore, e addirittura il doppio se giocata a livello “Pazzo”.

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Esperienza “irreale”, ma non troppo.
Unreal Tournament III si presenta come un ottimo titolo, ma che ha deluso un po’ le nostre aspettative. Una grafica stupefacente ed un'alta longevità non bastano; forse con una campagna più accattivante e qualche innovazione in più, Midway ed Epic Games sarebbero riuscite a guadagnare una fetta di pubblico maggiore, che va oltre quella degli hardcore gamers. Sicuramente un gioco che non deve mancare agli appassionati della serie, e che non deve essere trascurato dagli amanti degli FPS, ma solo se intenzionati a giocarlo su Xbox Live.
8.4

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