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Rustler

Recensione - RustlerXbox One DigitalGame

I polacchi Jutsu Games ci offrono con Rustler un gioco dalla premessa intrigante: un simulatore di crimine medievale che si ispira ai primi GTA con visuale dall'alto. Scopriamolo insieme!
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Il Gioco

Guy è un rissoso ubriacone alle prese con i problemi di tutti i giorni in un piccolo borgo medievale, come sbrigare le faccende per sua madre. In questa noiosa monotonia gli arriva però l'occasione della vita: un colpo grosso che prevede che si mischi nella borghesia per competere per la mano della principessa ereditando così denaro, fama e potere. E per arrivare a tanto, Guy non ha certo paura di commettere qualche crimine. Inizia dunque così l'avventura criminale del giovane, tra banali risse da bar, furti di cavalli e un lavoro poco gratificante. Ben presto, però, si troverà coinvolto in giri ed affari sempre più remunerativi e sempre meno legali tra agguati, omicidi e lotte contro la polizia. Tutto questo con una formula che attinge fortemente a Grand Theft Auto 2, visuale dall'alto compresa anche se stavolta è resa in 3D.

MX Video - Rustler

Se gli sviluppatori stessi a più riprese hanno chiamato il progetto Grand Theft Horse, un motivo c'è: questa è una lettera d'amore verso le umili origini del simulatore di crimine più famoso della storia dei videogames. Solo che al posto delle macchine si rubano cavalli, al posto di armi da fuoco ci sono archi e balestre, ma la malavita resta pressoché la stessa: guerre tra gang, truffatori, prostitute. Naturalmente si tratta di una parodia: i ragazzi di Jutsu Games hanno saputo trasportare egregiamente la cultura gangster in un contesto storico totalmente differente, con tante mini-gag sparse in nel mondo di gioco come ad esempio i parcheggi per i cavalli dipinti per terra o i graffiti sulle casette in paglia.

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La struttura di gioco stessa richiama in tutto e per tutto i primissimi GTA: le missioni primarie della storia offrono uno sviluppo abbastanza lineare, ma discostandosi da queste è possibile esplorare un vasto mondo open world fatto di paesini e città più grandi, foreste e laghi, campagne e forti. Scoviamo così attività secondarie come gare clandestine di cavalli o ring di lotta corpo a corpo, dove scommettere denaro. E la struttura aperta del titolo ci permette ovviamente anche di commettere crimini senza un motivo specifico, diventando così ricercati dai cavalieri responsabili di mantenere l'ordine tra la popolazione, col rischio di essere arrestati se non riusciamo a sfuggirgli quando ci inseguono.

E' questo approccio aperto che dona al titolo diverse ore di divertimento aggiuntivo: 5-6 che sono necessarie per completare l'esilarante storia principale, ma chi ha voglia di esplorare tutte le possiblità offerte dal mondo di gioco potrà aggiungere diverse ore di divertimento in più. E buone notizie anche per chi non mastica l'inglese: l'ottimo doppiaggio originale dei personaggi è accompagnato da sottotitoli nella nostra lingua.

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Amore

Grand Theft Horse

- Dopo ore ed ore di gioco, non sono riuscito a stancarmi della premessa alla base del titolo, che vede le meccaniche alla base dei primi Grand Theft Auto tradotte in un contesto medievale. E se nei titoli Rockstar le auto erano al centro delle nostre scorribande, qui ci sono i cavalli che possono essere rubati, "riverniciati", rivenduti. L'altro protagonista del gioco è poi il ricco mondo aperto che ci offre possibilità sandbox totali, dandoci la possibilità di giocare pacificamente o ammazzando ogni civile che ci capita tra le mani, con conseguente arrivo a sirene spianate dei... cavalieri del regno.

Umorismo azzeccato

- La saga di GRA è diventata popolare anche per la sua natura dissacrante, capace di fare ironia sagace sui problemi della società. Rustler non è da meno, trasportando tematiche dei nostri tempi nel contesto medievale. Il furto di cavalli invece delle macchine, i complottisti che credono nella terra tonda invece che nella terra piatta, le lotte tra gang di cavalieri fino alle citazioni religiose e latine, con giochi di parole sagaci come "Ammo Domini" per l'aggiornamento di un'arma e via dicendo. Non manca nemmeno una sana dose di trash, come i suoni di puzzette quando si cambia un'arma o la presenza delle granate di escrementi. Non voglio svelare troppe battute e gag, ma a ogni angolo e in qualunque dialogo si nasconde almeno una battuta capace di strapparci un sorriso.

Viulenz!

- Rustler è un titolo violento, del resto non poteva non esserlo viste le premesse. Ci permette però di andare ben oltre il normale, con un moltiplicatore della quantità di sangue emessa dalle persone fino a 5x, dove ogni colpo di spada o balestra fa uscire fiumi di sangue degni dei migliori film splatter nipponici. Il modo migliore per giocare.

Odio

Poche idee nuove

- Che Rustler punti tutto sull'essere un Grand Theft Auto medievale, è chiarissimo: questo però si rivela anche una pecca per via della mancanza di vere idee nuove in grado di arricchire la formula. Si rubano e rivendono i cavalli, possiamo diventare ricercati, ci sono armi corpo a corpo e a distanza, missioni storia, minigiochi come le gare... e finisce lì di fatto. Ambientazione a parte, il titolo di Jutsu Games potrebbe passare per un clone dei titoli Rockstar stesso, senza alcuna nuova idea.

Comandi antiquati

- Negli ultimi anni c'è stata una carrellata di titoli twin stick shooter capaci di migliorare il livello generale dei titoli con visuale dall'alto - basti pensare al recente The Ascent. Rustler purtroppo gode di comandi più macchinosi e scomodi, dove mirare precisamente o fare azioni specifiche ad alta velocità diventa un po' complesso.

Tiriamo le somme

Rustler è uno spassosissimo indie che mira a replicare lo stile di gioco dei primi GTA con visuale dall'alto, ma volgendo il tutto in stile medievale. Alcuni elementi del gameplay avrebbero potuto essere più curati e precisi, ma il titolo di Jutsu Games dimostra che questa formula può ancora funzionare nel 2021, anche in un'ambientazione totalmente nuova.
7.8

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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