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DOOM Eternal
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Recensione - DOOM EternalXbox OneGame

Dopo il sorprendente reboot del 2016, il leggendario padre del genere FPS ritorna in DOOM Eternal, un seguito che promette di far compiere diversi passi avanti alla sua divertentissima formula ma prendendo anche ispirazione dagli episodi degli anni '90. L'attesa è finita: DOOM Eternal è qui, e l'abbiamo spolpato per raccontarvene tutti i dettagli!

Il Gioco

L'inarrestabile guerriero della leggenda che ha combattuto per eoni nelle profondità dell'Inferno contro orde di demoni sempre più forti, il famigerato DOOM Slayer, è riuscito nell'ultimo capitolo della saga a fermare i demoni che hanno invaso la superficie di Marte. Il finale trionfante non gli è stato però regalato, perché tornato sulla Terra scopre che il pianeta è stato invaso da quegli stessi demoni. Anzi, sono in realtà dei demoni potenziati rispetto a quanto visto su Marte, e all'arrivo del protagonista ci sono già miliardi di vittime, con pochi posti sul pianeta non ancora raggiunti dall'attacco infernale. Sta quindi nuovamente a lui, e quindi a noi, fermare tutto questo, con l'aiuto dell'IA Vega che ci ha assistiti anche nel capitolo precedente. Ma stavolta non si tratta di una semplice invasione: ben presto diventa evidente che la conquista della Terra è stata favorita da una misteriosa razza aliena ultratecnologica, gli angelici Maykr del regno celestiale di Urdak, i veri antagonisti del titolo. Non bastava dover far fuori orde di demoni infernali: ora ci si mettono anche violente creature angeliche!

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Se il DOOM del 2016 si apriva subito in maniera violenta, DOOM Eternal certo non è da meno. Dopo un breve filmato introduttivo ritroviamo DOOM Slayer sulla Terra, già pronto a sterminare qualche demone con il suo fucile a pompa. Cestinata la pistola di dubbia utilità rimangono solo le armi più toste, e i primi livelli del gioco le introducono quasi tutte ad una velocità da capogiro in una serie di ripasso-tutorial sulle meccaniche del titolo: il gioco ci vede avanzare in livelli abbastanza lineari ma comunque pieni di strade alternative e segreti, ammazzando violentemente orde di demoni sempre più impegnativi spesso in aree che diventano vere e proprie arene di combattimento, con le uscite bloccate fino alla sconfitta di tutti i nemici. Niente coperture, niente fughe, ci si getta nella mischia attaccando aggressivamente i nemici, schivando ogni loro attacco ed essendo pronti a farli fuori da vicino; vita e proiettili non sono infiniti, e il modo più efficace per rimettersi in salute sono proprio le uccisioni. Un nemico quasi morto va in uno stato di stordimento, permettendoci di eseguire una brutale uccisione corpo a corpo che ci riconsegna un po' di salute. E se le armi da fuoco non bastano, possiamo sempre sfoderare la nostra mitica motosega che, seppur dall'utilizzo limitato, è capace di far fuori i nemici con un colpo solo estraendone munizioni per le nostre armi. Una formula frenetica ma anche molto tattica che ci costringe a rimanere costantemente al centro dell'azione, muovendoci agilmente tra i nemici cercando di separare subito quelli più pericolosi per facilitarci la vita.

MX Video - DOOM Eternal

E se questa è la formula che già il precedente episodio ci aveva fatto conoscere, DOOM Eternal introduce tante novità togliendo anche qualcosa: i proiettili. Nessun'arma, infatti, ha una capienza particolarmente alta, costringendoci ad alternare al meglio tutto il nostro arsenale ed a cercare rifornimenti, sparsi in giro assieme ai boost di salute, corazza e così via. Anche i nemici si sono adeguati alla capacità distruttiva del DOOM Slayer sfoggiando nuovi attacchi che sembrano pensati proprio per rendere più difficile la vita del leggendario combattente: se prima poteva bastare avvicinarsi a un Mancubus e sparargli qualche bel colpo di doppietta per vederlo accasciarsi a terra, stavolta questo demone sovrappeso brucia il terreno attorno a sé stesso se ci avviciniamo troppo, costringendoci a cercare altre soluzioni. E laddove prima i nemici erano dei semplici obiettivi indistinti per i nostri colpi, ora presentano punti deboli che possono addirittura disabilitare alcuni loro poteri. Prendiamo ad esempio lo scheletro volante dotato di lanciarazzi a ricerca del bersaglio, il Revenant: colpendo le sue armi montate sulle spalle possiamo disabilitarne la potenza offensiva, limitandone così di molto la pericolosità. Caso ancor più estremo quello dei Pinky, gli iconici demoni taurini che caricano il giocatore ad alta velocità: ora sono pressoché immuni ai danni, riuscendo ad assorbire senza problemi anche una decina di colpi di fucile a pompa in faccia, e l'unico modo efficace di danneggiarli è aspettare che che ci carichino per poi sparargli all'unico punto debole, la coda, dove bastano pochi colpi ben piazzati per causarne la morte.

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Per fortuna anche il nostro arsenale ha subito qualche ritocco niente male: ritornano tante armi già viste, ma con modalità di fuoco secondario rivisitate. Il fucile ad esempio introduce un'inedita funzione di fuoco continuo che lo trasforma quasi in un mitra, anche se così divora i proiettili in un attimo. La doppietta invece riceve una divertentissima catena con cui è possibile agganciare un nemico e lanciarsi verso di esso, sparandogli un letale colpo in faccia da distanza ravvicinata. Ogni arma offre due modalità di fuoco secondario, rendendo così di fatto tatticamente molto più diversificata la decina di armi a disposizione. Fanno ritorno anche le granate, prima opzionali ed ora parte integrante dell'armatura dello Slayer, e con la granata a frammentazione intercambiabile in qualunque momento con una che congela i nemici, permettendoci di prendere un attimo di respiro da qualche demone particolarmente coriaceo. Un'altra novità è il lanciafiamme da spalla, che brucia i nemici arrecandogli danni protratti nel tempo e che, come bonus non indifferente, gli fa rilasciare parti di corazza per proteggerci meglio. Il gioco introduce anche delle schivate, utilizzabili sia a terra che in aria, per evitare ancor più efficacemente gli attacchi più letali dei demoni. Insomma abbiamo tutti gli strumenti per destreggiarci in un balletto di morte tra orde di nemici.

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E le nuove abilità come schivate e catena-rampino non hanno uno scopo esclusivamente bellico: i livelli sono ora progettati attorno a queste nostre capacità maggiormente acrobatiche, portandoci anche fuori dal pianeta Terra in luoghi mistici tra città perdute e pianeti inaspettati che offrono numerose sezioni platform da attraversare tra doppi salti e schivate aeree. Troviamo addirittura delle sezioni che farebbero impallidire Metroid Prime, dove in caduta dobbiamo sparare a meccanismi che aprono una porta meccanica, per voi volarci attraverso e aggrapparci a una sporgenza dall'altro lato. Non mancano poi arrampicate e scalate degne di un Tomb Raider e piccoli enigmi sparsi per i livelli, tutti elementi che rendono l'esplorazione molto più interessante, spezzando abilmente il ritmo frenetico dei combattimenti senza annoiare. Chi esplora a fondo i livelli viene peraltro premiato con un sistema di vite extra nella forma di caschi raccoglibili, da sfruttare nei momenti più duri per rientrare immediatamente senza perdite di progresso in caso di morte.

Oltre a questo, per i collezionisti e gli esploratori gli stimoli non mancano: ritornano i giocattoli collezionabili, degli inediti vinili che sbloccano colonne sonore di storici giochi id Software (Commander Keen, Wolfenstein 3D e i vari DOOM e Quake), nonché dei dischetti sparsi che sbloccano dei veri e propri cheat code, utilizzabili per rigiocare qualunque livello con diverse varianti. Troviamo poi sfide nascoste dove vengono spawnati alcuni nemici da eliminare entro un tempo limite, o anche i cancelli Slayer che, dopo aver trovato le chiavi ben nascoste nei livelli, ci permettono di accedere a 6 aree segrete che contengono delle sfide in piccole arene dalla difficoltà a dir poco folle e che ci danno in ricompensa una leggendaria arma a cui si accede dall'hub di gioco, la Fortezza del Destino.

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Quest'area è una delle altri grandi novità di DOOM Eternal. E' da qui che il DOOM Slayer pianifica le sue missioni in giro per il pianeta (e oltre), ed è qui che passeremo del tempo prezioso tra una missione e l'altra. Questa fortezza volante a ridosso della Terra contiene tantissime tecnologie all'avanguardia, come un enorme robot che sembra che lo Slayer stia rimettendo in sesto, ma anche una gran quantità di segreti e collezionabili. Qui è possibile accedere alle collezioni già citate di giocattoli e vinili, inoltre in giro per i livelli si trovano anche delle gigantesche batterie che, inserite in appositi spazi, ci permettono di sbloccare potenziamenti e skin alternative per il protagonista. La Fortezza del Destino è quindi un vero e proprio livello con una sua mappa da esplorare e i suoi segreti da scoprire, uno dei quali particolarmente ostico. Ma è anche e soprattutto una lettera d'amore alla storia di DOOM e del genere sparatutto, con citazioni a non finire sparse per la base. Questo hub è probabilmente l'elemento con maggior livello di fanservice che la serie abbia mai prodotto. Ma non è tutto solo giochi e sblocchi, perché in fondo alla base si trova il Ripatorium, un'arena nella quale possiamo accedere quando vogliamo allenarci contro demoni che vengono generati per l'occasione, pronti per essere sbudellati. Un ottimo modo per allenarci in vista di sfide impegnative, visto che qui non si perdono vite extra e i proiettili vengono rigenerati alla fine di un combattimento.

Ma se DOOM Eternal è gameplay allo stato puro, non manca la componente narrativa che stavolta ha addirittura più peso che in passato: senza entrare troppo nei dettagli, posso rivelarvi che nelle 13 ore di campagna lo Slayer interagisce più volte con i Maykr ma fa capolino anche il cosiddetto Traditore, un guerriero umano menzionato nel codex del gioco precedente che tradì la propria razza per resuscitare suo figlio. Anche stavolta comunque tutti i filmati sono completamente opzionali, con gran parte della trama spiegata nei testi del codex. Per chi vuole solo sparare, la storia rimane un inutile optional, ma chi vuole addentrarsi ancor di più nella bizzarra lore di DOOM sarà piacevolmente sorpreso nello scoprire come questo gioco colleghi in maniera davvero efficace la storia di DOOM recenti e DOOM classici, dando una volta per tutte una risposta su dove si colloca esattamente questo reboot nel mondo del gioco. Lo stile narrativo dell'ultimo episodio non cambia, con lo Slayer che a più riprese ignora totalmente ciò che gli viene detto, andandosene tranquillamente a metà discorso e pensando unicamente a ciò che gli piace fare: ammazzare demoni. Una trama che mantiene dunque sempre un velo di ironia.

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Ho parlato di 13 ore, ma queste sono solo quelle necessarie per finire la storia lasciando indietro tanti segreti da recuperare poi successivamente, magari anche a difficoltà più alte. Per chi cerca il completamento totale, si supererà tranquillamente la ventina d'ore tra i tanti scenari, nemici e livelli pieni zeppi di obiettivi secondari. E parlando di difficoltà, ne troviamo quattro: dallla più accessibile "Troppo giovane per morire" fino alla devastante "Incubo" dove un misero Imp può togliere metà salute allo Slayer. Ci sono inoltre due modalità alternative per affrontare la campagna: sparisce la modalità a punti Arcade, ma torna la difficoltà Ultra-Incubo dove si gioca alla difficoltà massima e non ci sono vite extra: se si muore è finita e si ricomincia l'intero gioco da capo. C'è poi la modalità simile denominata Vite Extra, dove la difficoltà è selezionabile e le vite sono disponibili in giro per i livelli, ma anche qui se si muore senza vite rimaste si torna all'inizio del gioco.

Ma non si vive di sola Campagna in DOOM Eternal: il titolo id Software introduce anche una inedita modalità a 3 giocatori, il Battlemode, che offre un'esperienza multiplayer asimmetrica originale e divertente. Un giocatore controlla il DOOM Slayer, con tutti i potenziamenti sbloccati e con tutto l'arsenale a disposizione, mentre gli altri due scelgono uno tra sei demoni disponibili e, con una gran quantità di salute e diversi attacchi che rispecchiano quelli usati dai demoni nella Campagna, cercano di fermare lo slayer. I "cattivi" possono anche evocare demoni più piccoli per confondere le acque, oppure evocare abilità speciali per nascondersi, per curare il compagno e così via. Ho potuto provare questa modalità in partite private, ma con i server del matchmaking ancora spenti mentre vi scrivo, non sono stato in grado di fare un test comprensivo e completo di questa variante del gioco.

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Che giochiate in Campagna o in Battlemode, il gioco offre anche una serie di elementi cosmetici sbloccabili finendo sfide specifiche. Skin per i giocatori, per le armi, esultanze utilizzabili nel multiplayer e così via. C'è persino un pass gratuito dove ottenere oggetti limitati. L'utilità di tutto ciò in un gioco prevalentemente single player è tutta da vedere, ma si tratta comunque di un elemento non invasivo. A questo si aggiunge un'esperienza "social" già esistente, che sarà ulteriormente ampliata a breve. E' già infatti possibile incontrare nella Campagna dei demoni potenziati grazie al fatto di aver ucciso qualcuno nella nostra lista amici, e presto uscirà inoltre la modalità Invasione dove, in stile Dark Souls, un giocatore potrà invadere la partita di qualcun altro. Tra questo, diversi eventi in-game probrammati, aggiunte e aggiornamenti alla modalità Battlemode e soprattutto due DLC per la campagna che saranno rilasciati nel corso dei prossimi 12 mesi, si prospetta comunque un percorso post-lancio più promettente di quanto visto nel capitolo del 2016. Non manca infine il doppiaggio in italiano, egregio anche questa volta, che si affianca al supporto completo ai 60 fps e ad un'eccellente implementazione dell'HDR.

Amore

Un balletto ad alta velocità

- Nel precedente capitolo della saga, id Software ha rivoluzionato (nuovamente) il mondo degli FPS unendo il dinamismo di certi sparatutto come Titanfall ai combattimenti old school tipici della serie id Software. La vera innovazione stava però nel sistema di uccisioni epiche e di motosega, che costringevano il giocatore a stare costantemente sull'offensiva per poter recuperare salute e munizioni. DOOM Eternal fa un ulteriore passo avanti su questo fronte, aggiungendo nuovi elementi tattici. La corazza che si ottiene solamente usando il lanciafiamme, due tipi di granate alternabili, le schivate utilizzabili sia a terra che in aria per evitare all'ultimo attacchi micidiali, senza dimenticarci della fantastica catena con cui la doppietta può di fatto agganciarsi ai nemici per lanciare il DOOM Slayer sulle loro pericolose fauci. Con meno proiettili a disposizione per ogni arma e i nemici stessi che portano nuove contromisure agli attacchi frontali, ogni battaglia è un balletto continuo affrontato a velocità elevatissime, dove fermarsi o perdere di vista un nemico particolarmente pericoloso può fare la differenza tra vita e morte. Se avete adorato le battaglie del precedente capitolo, rimarrete ampiamente soddisfatti dalle modifiche apportate che le rendono ancor più spettacolari e tattiche.

Tanto fanservice

- Se i nuovi DOOM introducono tante innovazioni nella serie, id Software non si dimentica delle sue radici e il livello di fanservice presente in DOOM Eternal soddisferà sicuramente i fan di vecchia data. Oltre a segreti ed easter egg in giro per i livelli che richiamano le origini della software house (non solo DOOM, ma anche Commander Keen e Quake), nella Fortezza del Destino possiamo accedere alle musiche sbloccate in giro per il gioco, a partire da quelle di tutti i DOOM fino a quelle di altri titoli incluso il mitico Wolfenstein 3D. Possiamo poi sbloccare armature di ogni tipo, inclusa la leggendaria tuta verde di DOOMguy. E l'apice si tocca nella camera del DOOM Slayer, dove tra collezioni di giocattoli basati sui mostri del gioco, bassi e chitarre demoniache e libri che parodizzano i classici della letteratura con citazioni alla storia degli FPS, i richiami al passato non mancano. C'è addirittura un PC degli anni '90 dove chi ha sbloccato tutti i cheat code del gioco può accedere alla versione originale del primo DOOM, comprensivo del quarto episodio Thy Flesh Consumed. E dentro quel computer c'è anche un'altra chicca sbloccabile tramite un codice misterioso... saprete trovarlo?

Ritorno alla Terra... e oltre

- In DOOM Eternal i ripetitivi corridoi futuristici di Marte lasciano spazio a città in rovina, chiese distrutte e grattacieli che a malapena si reggono in piedi, con demoni giganteschi che passeggiano distruggendo tutto ciò che trovano sul proprio percorso. Ma non finisce qui, perché la trama porta il giocatore a tornare a una zona inaspettata di Marte oltre a qualche location decisamente surreale grazie alla presenza di una nuova misteriosa razza aliena che complica ulteriormente la guerra. Ogni livello è drasticamente diverso da quello precedente per architettura, colorazione e atmosfera, andando così a risolvere egregiamente la relativamente ridotta varietà visiva del precedente capitolo.

Piccoli accorgimenti che fanno una grande differenza

- DOOM Eternal non vuole rivoluzionare più di tanto la formula inaugurata dal precedente episodio, preferendo piuttosto rifinire quanto già funzionava egregiamente. Le tante migliorie fanno però davvero la differenza: in primis i livelli raramente presentano punti di non ritorno, permettendo al giocatore di esplorare liberamente. Poi alla fine di ogni livello si sblocca il viaggio rapido in quell'area, capace di teletrasportarci in un batter d'occhio in qualunque checkpoint della mappa per permetterci così di esplorare e completare i vari segreti. Anche il sistema degli sblocchi di abilità, di rune e di potenziamenti è stato reso molto più semplice e lineare, senza più la necessità di dover fare del vero e proprio grinding per tirare fuori il massimo da alcune abilità. L'hub del gioco permette di accedere in qualunque momento a qualsiasi livello, potendo anche cambiare al volo la difficoltà, persino a livello in corso. Tante migliorie sono quindi state applicate alla formula già rodata del titolo precedente, e il risultato è un'esperienza di gioco molto più fluida e soddisfacente.

Mick Gordon non sbaglia mai

- Se avete mai giocato a un videogioco con colonna sonora fatta da Mick Gordon, probabilmente sapete già di che sorta di genio musicale stiamo parlando. Non solo il precedente DOOM, ma anche il reboot di Killer Instinct o Wolfenstein II: The New Colossus. La sua abilità nel mixare abilmente metal cattivissimo a componenti elettroniche con varie influenze industrial crea un susseguirsi di melodie energiche e sound potenti, con una colonna sonora che cambia dinamicamente in base all'intensità dei combattimenti. Questo rende la colonna sonora di DOOM Eternal un vero capolavoro, e unita al resto del sound design del titolo, davvero di alto livello, rende questo gioco uno di quelli col comparto audio più azzeccato in questa generazione di console.

Come vuoi tu

- Il livello di personalizzazione del gameplay che DOOM Eternal offre è da vero leader del settore, specialmente su console dove spesso le impostazioni scarseggiano. Troviamo una marea di elementi modificabili per l'accessibilità, come i sottotitoli, la grandezza dei testi, colorazioni apposite per daltonici e molto altro. Non solo: ogni elemento dell'HUD è personalizzabile, permettendoci di scegliere se mostrare o nascondere qualsiasi informazione. E' persino possibile cambiare la colorazione dell'HUD: io per esempio fin da subito ho impostato i colori Slayer che dipingono ogni menu e scritta in varie tonalità di rosso. Anche le vite extra sono un elemento opzionale in base alla modalità che si va scegliere. Addirittura in giro per il gioco è possibile trovare quattordici cheat che vanno dai proiettili illimitati fino a modifiche goffe come un'esplosione di coriandoli alla morte dei nemici. DOOM Eternal non ha paura che i propri giocatori snaturino l'esperienza, che vadano ad affrontare le sfide del gioco in modi e stili non consoni a quello che è il modo di giocare "corretto". Più sviluppatori dovrebbero offrire tali opzioni.

Non ti giudichiamo

- Per completare un paio di sfide opzionali dopo aver finito la campagna, ho voluto provare anche le difficoltà più basse e più alte a disposizione. DOOM Eternal non è propriamente facilissimo nemmeno alla più bassa delle impostazioni, chiamata come storicamente avviene "Troppo giovane per morire". Se non ci si muove e ci si fa intrappolare dai nemici, evitare la morte può essere complicato. id Software però ha deciso di non escludere nessuno, presentando un'ampia personalizzazione del gioco anche per quel che riguarda la difficoltà effettiva. A parte i tutorial, l'aiuto alla mira ed altre feature classiche, trova spazio anche l'Armatura Slayer, che può essere attivata in caso di eccessive morti e diminuisce drasticamente i danni subiti per il resto della scena. Anche le vite extra aiutano molto: conservarne abbastanza per gli scontri finali è infatti un buon modo per sopravvivere a situazioni molto pericolose. E' inoltre possibile cambiare difficoltà anche a missione in corso senza alcuna penalità per chi non vuole perdere mezz'ora con battaglie che sono diventate man mano più toste. Insomma, che viviate di pane e sparatutto o non abbiate mai toccato questo genere, i ragazzi di id Software si sono impegnati per farvi sentire in ogni caso a vostro agio, permettendovi di godervi le epiche battaglie e la folle storia del titolo a qualunque ritmo e livello di abilità.

Odio

Serviva più ambizione

- Come fan di vecchia data della saga, ammetto di essere finito un po' sull'onda del entusiasmo dell'hype del titolo. Gli sviluppatori che parlavano di un titolo lungo il doppio, l'artbook che rivelava la presenza di robot giganti stile Pacific Rim che ci ha fatto sognare di poterli controllare, dei leak che sembravano puntare a una storia a dir poco folle. DOOM Eternal, nel bene o nel male, non è questo. E' un seguito che supera l'originale in pressoché ogni aspetto, ma è un sequel soprattutto iterativo, che tranne che per la Fortezza del Destino hub non porta innovazioni enormi al sistema di gioco, ampliando piuttosto la varietà degli scenari, le situazioni incontrate nei combattimenti e l'ampiezza dei livelli. Per chi ha adorato ogni secondo del precedente capitolo tutto ciò sarà una manna dal cielo, ma mi sarei aspettato una maggior ambizione dopo quasi 4 anni di sviluppo effettivo.

Arene su arene

- Il sistema di combattimento di DOOM Eternal è un enorme passo avanti rispetto al capitolo precedente grazie alle tante novità introdotte, ma una volta che queste ci sono state presentate tutte si arriva alle ultime missioni dove si passiamo da una stanza all'altra per affrontare ogni volta orde apparentemente infinite di mostri fortissimi, inclusi alcuni boss già affrontati che ritornano come nemici standard. Ad eccezione dell'epico boss finale, gli ultimi due livelli sono un susseguirsi di battaglie che durano tantissimo, con nemici che continuano a difendersi e a schivare gli attacchi, protraendo ancor di più queste sfide. Peraltro questi livelli sono anche molto meno complessi e presentano meno segreti e strade alternative, concentrandosi quasi unicamente sulla lotta. Il gameplay di DOOM Eternal è davvero spettacolare, ma forse un po' di varietà soprattutto verso la fine non avrebbe guastato.

Dubbi oltre la campagna

- Al di là della Campagna e delle modalità alternative di questa, l'unica effettiva aggiunta al titolo è l'intrigante modalità a tre giocatori Battlemode. Difficile dire se questa modalità si rivelerà un successo, ma è probabile che la maggior parte dei fan interessati a DOOM Eternal giocheranno soprattutto alla Campagna, che risulta sicuramente più rigiocabile di prima grazie all'aumentata varietà e ai tanti miglioramenti di struttura, ma è un peccato che manchino le diverse modalità secondarie (Arena, SnapMap e altro) che arricchivano invece il precedente episodio.

Tiriamo le somme

DOOM Eternal è un sequel adrenalinico e memorabile, capace di offrire una grande mole di miglioramenti nel gameplay rispetto al già eccellente precedente capitolo. Non è una rivoluzione rispetto a quanto già visto, ma risulta essere molto più variegato e rifinito con le nuove opzioni tattiche e di mobilità che fanno davvero la differenza. La storia del gioco porta i giocatori in location altamente diversificate e coinvolgenti, con alcuni dei combattimenti più esaltanti di tutta la storia degli sparatutto oltre ad un'ottima componente platformer. Ammirevole anche lo sforzo fatto per rendere il titolo adatto a tutti i tipi di giocatori, permettendo a chiunque di divertirsi indipendentemente dall'esperienza ed abilità con gli FPS. Ci saremmo forse aspettati un po' più di ambizione dopo uno sviluppo così lungo, ma DOOM Eternal è tutto ciò che un degno seguito deve avere, un'evoluzione eccellente ed una delle esperienze FPS migliori di sempre. E scusate se è poco.
9.0

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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