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img Borderlands 3
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Recensione - Borderlands 3

A sette anni di distanza dal secondo episodio della serie, Gearbox ritorna finalmente con il terzo capitolo di Borderlands e la parola d’ordine è come sempre “caos totale”! Borderlands 3 si presenta infatti come il capitolo più grande e folle della saga, ma basteranno le novità introdotte a dare una svecchiata alla serie dopo tutto questo tempo? Scopritelo nella nostra recensione: si torna nuovamente su Pandora… e non solo!

Il Gioco

Sono passati alcuni anni dagli eventi di Borderlands 2, con la scoperta di numerose altre Cripte oltre quella di Pandora. La scomparsa di Jack il Bello ha portato inoltre all’ascesa dei Gemelli Calypso, un duo di psicopatici che sono riusciti in breve tempo a riunire tutti i clan di banditi di Pandora in un unico culto chiamato “Figli della Cripta”, che venera i due gemelli come divinità e che ha come unico scopo il ritrovamento della Grande Cripta. Ad opporsi a questa nuova follia troviamo la Sirena Lilith, una vecchia conoscenza della serie ora è a capo dei Crimson Rider, l’unico gruppo che si ribella ai Calypso e che tenta di fermare i loro piani. Tra i Crimson Rider troviamo anche altri volti noti come la provocante barista Mad Moxxi, lo storico mercante Marcus e l'immancabile robot combinaguai CL4P-TP, meglio conosciuto come Claptrap.

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I Crimson Raider non riescono comunque a gestire la continua espansione dell’esercito dei Calypso, questo almeno fino all’arrivo di quattro nuovi Cacciatori della Cripta: Amara, FL4K, Zane e Moze. Il nostro primo compito è proprio quello di scegliere quale di questi impersonare, ognuno che come da tradizione rappresenta una diversa “classe” e stile di gioco, completamente diverso l'uno dall’altro. Amara è una Sirena in grado di evocare delle braccia di energia con cui picchiare, difendersi o immobilizzare i nemici, FL4K invece è un robot in grado di stringere legami con gli animali e sfruttarli in combattimento attaccando o distraendo gli avversari. Zane è un maestro dell’inganno ed è in grado di creare ologrammi di sé stesso per confondere i nemici utilizzando inoltre diversi gadget in battaglia, mentre la piccola Moze può evocare un mech da combattimento che ricorda molto quello di D.Va in Overwatch.

MX Video - Borderlands 3

Proprio come i suoi predecessori, anche Borderlands 3 punta molto sulla componente GDR, quindi ogni personaggio salendo di livello può essere personalizzato con tre diverse skill tree con abilità attive e passive. Ogni abilità può essere potenziata singolarmente per migliorarne gli effetti, inoltre si possono anche mescolare bonus di diversi skill tree per creare delle build “ibride” che aprono potenzialmente a decine di combinazioni per soddisfare ogni esigenza. Inoltre in qualsiasi momento si possono riassegnare i punti per sperimentare combinazioni diverse; ad esempio nella mia prima run ho utilizzato Amara creando prima una versione basata principalmente sul combattimento ravvicinato e l’utilizzo di armi pesanti, per poi cambiare successivamente in una che si focalizzava sul combattimento dalla media/lunga distanza sfruttando le abilità elementali delle armi, cambiando così completamente lo stile di gioco. L’unico “problema” di questo sistema è che si apprezza davvero solo quando ormai si è vicini al level cap di 50 e si hanno abbastanza punti per sbloccare più abilità, mentre nelle prime ore le differenze sono minime e la scelta piuttosto limitata.

Borderlands 3 è infatti un gioco che dà il meglio di sé solo dopo alcune ore, e nonostante la prima parte sia comunque valida, è innegabile come sia la trama che la vera profondità del gameplay decollino solo verso la metà dell’avventura. Con un gameplay che tra l’altro non si distanzia molto da quello a cui eravamo abituati sette anni fa, per cui i fan si sentiranno subito a casa una volta avviato Borderlands 3. Ci troviamo quindi davanti ad un looter shooter di stampo abbastanza classico, anche se sarebbe più corretto specificare come lo stesso Borderlands sia stato tra i precursori di questo genere. In questi anni tuttavia il mercato videoludico non si è di certo fermato, e abbiamo avuto tanti altri esponenti importanti del genere come Destiny o The Division, seppur la formula di base non sia stata stravolta ma solo perfezionata.

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Di modifiche al gameplay, comunque, ce ne sono anche se ad una prima occhiata sembrano impercettibili, come ad esempio la scivolata: abbassandoci durante uno scatto, il nostro Cacciatore si esibirà in una lunga scivolata utile per raggiungere rapidamente una copertura o schivare una raffica di pallottole, una tecnica sicuramente non inedita ma che dona un piccolo fattore di frenesia in più al già caotico gameplay. Anche il fatto di potersi arrampicare può sembrare una novità di poco conto, ma ben presto ci si rende conto di come questo apra ad una inedita verticalità delle mappe, permettendoci di raggiungere agilmente delle posizioni sopraelevate. Questo è utile sia in fase esplorativa per cercare bauli e segreti, sia in fase di combattimento per scappare in situazioni di pericolo o trovare una posizione vantaggiosa da cui far piovere piombo sui malcapitati nemici. Ed a proposito di mappe e verticalità, la novità più importante introdotta in Borderlands 3 è il viaggio intergalattico. Lo scenario arido di Pandora, per quanto sempre suggestivo, rischiava infatti di diventare fin troppo ripetitivo dopo tre giochi, mentre con Borderlands 3 Gearbox ha avuto la giusta idea di portare i Cacciatori della Cripta in giro per la galassia. Questo ha permesso agli sviluppatori di sbizzarrirsi con mondi e scenari totalmente diversi da quelli di Pandora, portando quindi una ventata d'aria fresca di cui il gioco aveva disperatamente bisogno.

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Per quanto le ambientazioni siano varie, lo scopo ultimo rimane comunque sempre lo stesso, ovvero fare delle vere e proprie carneficine sfruttando i milioni (letteralmente) di armi presenti e fare quanto più casino possibile. Da questo punto di vista Borderlands non ha mai deluso, e anche in questo capitolo sarete immediatamente sommersi di armi di ogni dimensione e tipo passando tra pistole, fucili, smg, fucili a pompa, fucili da cecchino e lanciarazzi, ognuno con statistiche ed effetti diversi. Altra novità di questo capitolo è inoltre l’introduzione di un modalità di fuoco secondario per alcune armi: tramite la semplice pressione di un tasto si può passare ad esempio da danni corrosivi a danni elettrificati oppure da fuoco automatico a fuoco singolo, oppure si può cambiare completamente tipologia di munizioni passando da pallottole a mini razzi.

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Sul versante tecnico Borderlands 3 sfoggia il suo caratteristico stile "disegnato" che ha reso famosa la serie, e il passaggio alle nuove console (se si esclude la remastered Handsome Collection) si nota grazie ad una pulizia generale dell’immagine e un maggior numero di dettagli a schermo, sia per quanto riguarda i nemici che per le stesse armi, che possono anche essere decorate con diversi accessori. Non mancano tuttavia alcuni problemi, ma ne parlerò in maniera più dettagliata a breve. Per quanto riguarda la longevità, sono arrivato alla fine dell’avventura in circa 40 ore dedicandomi anche a buona parte delle missioni secondarie, mentre se vi focalizzate unicamente sugli incarichi principali dovreste impiegare circa 20/25 ore.

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Una volta giunti ai titoli di coda, tuttavia, il gioco non è concluso: potrete infatti decidere di ricominciare mantenendo tutti i progressi ottenuti ma con nemici potenziati per cercare loot ancora migliore, o dedicarvi all’esplorazione dei “Terreni di prova”, aree aggiuntive che è possibile raggiungere unicamente trovando le relative coordinate spaziali. Inutile dire che in queste aree troverete nemici e boss ancora più tosti ma con ricche ricompense, anche se è consigliabile affrontare queste prove in cooperativa. Come se non bastasse, una volta giunti all’endgame si sbloccano tre ulteriori specializzazioni (Incursore, Superstite, Cacciatore) che amplificano ulteriormente le possibilità di personalizzazione del personaggio, e i punti necessari per sfruttare le varie abilità si ottengono facendo salire il proprio Grado Guardiano semplicemente giocando con qualsiasi personaggio, invogliando quindi a ricominciare con una classe diversa.

Amore

Ironia da ogni pixel

- La serie di Borderlands ha sempre avuto un umorismo sopra le righe, e Borderlands 3 non fa eccezione proponendoci personaggi semplicemente memorabili (alcuni ripresi tra l’altro da Tales from the Borderlands di Telltale) e battute continue; più di una volta mi sono ritrovato a ridere davvero di gusto davanti a citazioni sulla cultura pop e situazioni al limite dell’assurdo. Anche i Gemelli Calypso, pur essendo degli antagonisti, hanno un lato comico non indifferente, anche se purtroppo li ho trovati inferiori a quel capolavoro che era Jack il Bello in Borderlands 2.

Loot. Loot ovunque

- In Borderlands 3 non riuscirete a stare per più di qualche minuto con la stessa arma, e praticamente ad ogni passo vi imbatterete in qualche nuovo strumento di morte da provare. Alcuni poi sono veramente folli, dico solo che ci sono anche pistole con le gambe che si muovono e sparano da sole. Serve altro?

Missioni secondarie

- La trama principale di Borderlands 3 scorre senza particolari pretese (di certo non è un titolo che si compra per seguire una storia profonda) ad eccezione di un paio di colpi di scena, ma ciò che ho davvero apprezzato sono le missioni secondarie. La maggior parte infatti si è rivelata piuttosto articolata e lunga con diverse fasi, ma soprattutto ha permesso a Gearbox di dare sfogo a tutta la sua creatività con mini-storie che approfondiscono la lore dell’universo di Borderlands e presentano personaggi e situazioni esilaranti e folli. Se vi imbatterete nella missione di Boccarozza capirete il perché…

Doppiaggio italiano

- Di solito sono una di quelle persone orribili che preferiscono ascoltare film, serie TV e videogiochi rigorosamente in lingua originale, ma per una volta mi sento di fare un sincero applauso al lavoro di doppiaggio di Borderlands 3. Nonostante per gusto personale continuo a preferire la versione inglese, ho comunque apprezzato sia la scelta dei doppiatori (merito anche di nomi abbastanza importanti e facilmente riconoscibili come Emanuela Pacotto per Tyreene Calypso), sia per l’adattamento di battute e giochi di parole. Consiglio quindi spassionatamente il doppiaggio italiano, anche perché se non siete particolarmente ferrati con l’inglese è difficile stare dietro a tutti i dialoghi che si svolgono anche nel bel mezzo dell’azione.

Odio

Sono davvero passati 7 anni?

- Nonostante la presenza di alcune novità, più di una volta mi sono ritrovato a chiedermi se davvero fossero passati sette anni dall’uscita di Borderlands 2. L’impressione è che Gearbox non abbia avuto il coraggio di osare e proporre qualcosa di più innovativo, e soprattutto è stata un’occasione mancata per svecchiare e rimuovere alcuni dei difetti storici della serie, qui ancora presenti. Arrivati ormai alla fine dell’attuale generazione mi sarei aspettato dei mondi finalmente open world, invece ci troviamo ancora davanti a delle macro-aree separate da quegli orribili muri invisibili, una interattività con lo scenario praticamente assente (se non per l e casse di loot) e menu macchinosi e poco intuitivi. Va bene mantenere lo spirito della serie, ma questo non giustifica una certa pigrizia e voglia di “andare sul sicuro” senza sbilanciarsi troppo con le novità.

Qualche problema tecnico

- Nel momento in cui vi scrivo dovrebbero essere già state rilasciate alcune patch che andavano a risolvere i problemi più gravi, ma durante la mia esperienza purtroppo mi sono imbattuto in qualche problema di troppo. In particolare il frame-rate si è dimostrato piuttosto instabile, anche se ho giocato il titolo su una “vecchia” Xbox One S. Su Xbox One X è presenta un'opzione per scegliere se avere una risoluzione 4K a 30fps oppure una minore risoluzione ma a 60 fps: purtroppo non posso dire se la situazione migliori effettivamente sulla console più potente, ma su quella base la situazione in alcune fasi concitate potrebbe essere problematica. Inoltre spesso ho trovato altri piccoli bug come icone e testi che non scomparivano, ma fortunatamente nulla di troppo compromettente.

Tiriamo le somme

Borderlands 3 ha mantenuto le aspettative, rivelandosi un titolo estremamente caotico (in senso positivo) e genuinamente divertente. La comicità travolgente e il gameplay semplice ma in grado di creare dipendenza fanno trascorrere le ore in maniera piacevole e spensierata, e non vedrete l’ora di scoprire quali folli missioni vi aspettano ad ogni nuovo pianeta. È un peccato che Gearbox non abbia voluto osare di più nel modificare la struttura base della serie: dopo tutti questi anni alcune meccaniche o caratteristiche, che potevano andare bene all’epoca, risultano inevitabilmente vecchie. Il gioco soffre anche di qualche problema tecnico soprattutto per quanto riguarda il frame-rate, ma speriamo che a breve la situazione venga risolta con patch correttive. Si tratta in ogni caso di un titolo assolutamente da provare se amate la serie o avete voglia di qualche gioco spensierato da affrontare magari in cooperativa, mentre se i precedenti capitoli non vi hanno entusiasmato difficilmente Borderlands 3 vi farà cambiare idea.
8.0

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L'autore

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I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico iniziando nel dicembre 2011 a collaborare per MX, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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