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Unknown Fate

Recensione - Unknown Fate

Un altro titolo indie tutto italiano sbarca sulle nostre console, immergendoci in un mondo onirico da esplorare interamente in prima persona. Scopriamo insieme le qualità di Unknown Fate!

Il Gioco

Unknown Fate è l'opera di debutto del piccolo team italiano (composto da due fratelli) MarsLit Games, che ci propongono un'avventura in prima persona pensata sia per le piattaforme VR che quelle classiche, puntando così tutto sull'immersione ma anche su una certa cripticità dei contenuti. Nel gioco impersoniamo infatti un ragazzo che si ritrova all'interno di un mondo surreale, senza alcun ricordo del proprio passato e della propria identità. Ben presto noteremo però che questo universo è legato al misterioso passato del protagonista, visto che continuano a saltare fuori rappresentazioni astratte di ricordi passati, traumi infantili, passioni ormai perdute e incontri importanti. Il gioco ci porta quindi a scoprire delle bizzarre costruzioni in mezzo al nulla, tra piattaforme volanti, strane creature che deformano il mondo circostante e persino la possibilità di manipolare le regole di questo universo.

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Tutto questo avviene con un gameplay ispirato alle avventure in prima persona tanto apprezzate in questi anni, spesso chiamate anche "walking simulator" vista la loro relativa semplicità nella giocabilità. Esploriamo il mondo, interagiamo con alcuni oggetti e risolviamo piccoli enigmi per aprire nuovi passaggi, ma l'importante di Unknown Fate non è il gameplay quanto il viaggio di scoperta di un mondo misterioso, con una narrativa prevalentemente lineare. Troviamo comunque delle differenze rispetto a titoli come What Remains of Edith Finch o Gone Home: in primis c'è anche una notevole componente di platforming in prima persona, che ci vede spesso saltare da una struttura all'altra, anche in movimento. Purtroppo la realizzazione tecnica non eccelsa rende queste parti un po' più frustranti di quanto dovrebbero essere, ma la difficoltà rimane comunque piuttosto bassa, anche se in caso di fallimento si torna all'ultimo checkpoint che in molti casi potrebbe essere abbastanza lontano dal punto di caduta.

MX Video - Unknown Fate

Un'altra variazione sui classici del genere è la possibilità di usare un misterioso artefatto, che si presenta sotto forma di un diamante bianco luminoso. Questo è lo strumento che permette al protagonista di manipolare la realtà usandone le diverse abilità. Può infatti essere usato per interagire con oggetti specifici che così si spostano o si azionano; funge anche da gravity gun stile Half-Life 2 per spostare altri elementi; infine, può addirittura rallentare il tempo in una piccola area, funzione fondamentale per la risoluzione di alcuni enigmi o nel completamento di alcune sezioni platform un po' più impegnative. Troviamo persino delle sezioni di combattimento contro strani mostri, ma la loro presenza è più narrativa che altro, con un gameplay infatti molto semplice e ripetitivo. Più classiche invece risultano le sezioni flashback, che portano il protagonista a rivivere una versione stilizzata in bianco e nero e inquietante di eventi passati.

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A proposito di trama, il titolo rimane volutamente misterioso dall'inizio alla fine, senza offrire spiegazioni chiare su cosa stia accadendo e perché, lasciando così molto spazio all'interpretazione. Le ambientazioni sono popolate da personaggi umanoidi che rivelano in maniera piuttosto criptica elementi importanti per avere spiegazioni sul tipo di mondo che ci circonda, il tutto attraverso dialoghi lineari e cut-scene vissute anch'esse in prima persona. Troviamo addirittura una sequenza boss, ma come la maggior parte del gioco anche qui si tratta più di risolvere un enigma in movimento che un vero e proprio combattimento. Arrivare a questa fase finale richiede circa 3-4 ore del vostro tempo, e non ci sono modalità alternative o motivi particolare per rigiocare la trama. Segnaliamo infine che il gioco è interamente doppiato in inglese con sottotitoli italiani non curatissimi ma comunque comprensibili.

Amore

Is this the real life? Is this just fantasy?

- Citazione d'obbligo ai Queen: Unknown Fate si svolge in mondi relativi al passato e alla mente dello smemorato protagonista. La maggior parte del tempo lo si passa in un mondo astratto fatto di piattaforme volanti, contenenti elementi che richiamano al passato del protagonista: dove abitava, i luoghi che ha visitato, gli hobby che lo appassionavano. Oltre a questo troviamo dei surreali flashback interattivi dove si possono esplorare delle versioni semi-horror in bianco e nero di eventi passati, dove le vivaci persone lasciano spazio ad inquietanti manichini neri senza volto. Tutto si basa sulle esperienze passate del protagonista, ma cos'è reale e cos'è fantasia? Cosa si cela dietro a queste misteriose costruzioni? Un concept intrigante, anche se lo sviluppo narrativo non è impeccabile.

Il mondo è mio!

- Dopo pochi minuti passati a vagare senza meta, il protagonista trova un misterioso artefatto che gli permette di manipolare direttamente il mondo circostante. Questo oggetto luminoso è la chiave per tutto, poiché permette di attaccare i nemici nelle sezioni di combattimento, spostare le piattaforme volanti in giro per il mondo di gioco o addirittura rallentare il tempo in una piccola area. Queste meccaniche portano ad enigmi abbastanza creativi, intervallati purtroppo da alcuni decisamente meno appassionanti che però tendono comunque a risultare originali nello svolgimento.

Odio

Realizzazione deludente

- Purtroppo gli aspetti positivi del titolo finiscono nella creatività dei mondi e di certi enigmi, perché come gioco in generale è parecchio deludente. Quasi tutto è riconducibile a una realizzazione tecnica scarsa e, forse, troppo poco tempo dedicato al testing, che avrebbe dovuto far emergere prima del lancio delle pessime scelte di design. Il pacchetto include frame-rate ballerino, costanti compenetrazioni tra gli oggetti del mondo di gioco, collisioni errate, bug grafici, controlli spesso poco reattivi, muri invisibili a bloccare il progresso in mondi già non enormi, per non parlare del doppiaggio (inglese) quasi comico per quanto inappropriato.

Monotonia portami via

- Si potrebbe sorvolare sulle numerose magagne tecniche del titolo se il gioco fosse appassionante, ma purtroppo lo è davvero di rado. Si passa fin troppo tempo ad osservare cut-scene che non dicono nulla, a camminare in lungo e in largo in mondi visivamente interessanti ma vuoti in quanto a contenuti "giocabili", e pure le sezioni puzzle e platform lasciano il tempo che trovano ad eccezione di un paio di enigmi piuttosto creativi. Non aiuta infine il fatto che la corsa, già lenta di suo, viene inspiegabilmente inibita in numerose circostanze, rallentando ulteriormente i progressi nel gioco.

Un gioco che ha poco da dire

- Unknown Fate parte con una premessa cliché, ma non per questo poco interessante: un protagonista che ha perso ogni ricordo si ritrova ad esplorare mondi creati dalla confusione dei propri ricordi, dove indizio dopo indizio cercherà di scoprire la propria identità e passato. Il gioco è ricco di metafore e significati nascosti, ma la trama inizia in modo criptico e finisce nella stessa maniera, senza particolari sviluppi dei personaggi o spiegazioni di quanto visto. Insomma, se speravate di avere una rivelazione shock o un percorso di scoperta memorabile, temo che rimarrete delusi dal progresso narrativo del titolo, che si accontenta di offrire ai giocatori scenari sognanti sorprendenti senza però spiegarne il senso.

Tiriamo le somme

Unknown Fate è un progetto con sicuramente tanta passione dietro e ci presenta mondi piuttosto suggestivi. Purtroppo però la buona volontà non basta, perché quasi tutto il resto del pacchetto è davvero deludente: un gameplay creativo ma noioso e impreciso, una trama che promette bene ma che non riesce a decollare, numerosi problemi tecnici, un doppiaggio scadente e tante scelte di design discutibili come l'abbondanza di muri invisibili o la scarsa gestione dei checkpoint. Ci sono diverse idee buone, ma gli aspetti negativi sono troppi per poter chiudere e godersi al meglio il gioco.
4.5

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L'autore

autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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