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Genesis Alpha One

Recensione - Genesis Alpha One

I tedeschi Radiation Blue ci presentano con Genesis Alpha One quello che sembra a prima vista un un semplice FPS spaziale, ma che ad uno sguardo più attento rivela importanti elementi gestionali, di base building e roguelike. Scopriamolo insieme.

Il Gioco

Genesis Alpha One appartiene a un mix di generi piuttosto blasonati, dei quali il più evidente è l'FPS visto che si gioca (e spara) in prima persona, ma di certo il più controverso è indubbiamente quello detto “roguelike”, tipologia che indica una classe di videogiochi con alcuni elementi in comune tra cui permadeath, mappe generate casualmente e la totale assenza di componenti multiplayer. Una volta avviato il titolo, gli sviluppatori ci introducono direttamente all’incipit narrativo che si presenta come molto affascinante, specialmente per gli amanti della fantascienza: impersoniamo il capitano di una nave spaziale con lo scopo di trovare un nuovo pianeta dove poterci insediare insieme al nostro equipaggio così da dare una nuova vita al genere umano. La Terra è infatti ormai al collasso a causa di governi corrotti e del capitalismo globale che, con la loro crescente diffusione, hanno provocato lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, e causando l'inquinamento dell'intero pianeta. Le ultime confederazioni della Terra hanno quindi deciso di avviare il progetto Genesis con l’unico scopo di trovare nuove case per il DNA umano e, quindi, salvare la specie dall'estinzione.

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Non appena avviata la partita, la prima schermata che ci si presenta è la mappa dall’alto per la costruzione e la gestione della nostra navicella: fin dalle prime battute si percepisce infatti il carattere gestionale di Genesis Alpha One. Per permettere alla nostra astronave di sopravvivere nello spazio dobbiamo quindi costruire una serra, un raggio traente, un magazzino e degli alloggi, tutti necessari per l’economia di gioco che, come vedremo più avanti, risulterà essenziale. Possiamo inoltre creare noi stessi gli abitanti della nostra nave, dei cloni ai quali poi possiamo assegnare dei compiti e che necessitano della Biosfera per poter essere generati. Fortunatamente il titolo, vista la sua complessità, ci aiuta fornendoci un ottimo tutorial e seguendoci passo passo per la prima ora di gioco, facendoci comprendere al meglio come coordinare una navicella spaziale. Giusto per darvi un’idea, i magazzini sono necessari per stivare le risorse già raffinate, raccolte dal raggio traente oppure dalle spedizioni con l’hangar.

MX Video - Genesis Alpha One

Ma non è solo gestione, perché nello spazio troveremo anche dei pericoli: mi è capitato ad esempio di morire per mano di alcuni alieni che hanno invaso il vascello tramite il raggio traente, la cui funzione consiste nella raccolta di risorse da relitti e da detriti spaziali ma che può finire per portare a bordo rottami infestati da creature ostili. Ho incontrato inoltre altre entità che hanno attaccato l'astronave più direttamente e, una volta abbattute le difese energetiche, l'hanno invasa distruggendo tutto quello che, sapientemente, avevo organizzato fino a quel momento

Ma come evitare o quantomeno contenere questi attacchi? Semplice: tramite l’officina possiamo realizzare torrette di sicurezza e muri magnetici per impedire l’invasione aliena dal raggio traente, oppure possiamo rinforzare mediante l’uso del rame i corridoi e tutti moduli della nostra navicella. Quando però non è proprio possibile evitare l'invasione, è il momento di imbracciare il fucile e pensarci di persona. E' qui che inizia ad emergere la natura FPS del gioco: quando non siamo nell'interfaccia gestionale, infatti, possiamo esplorare liberamente in prima persona i locali della nave, combattendo ogni minaccia che dovesse presentarsi.

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L'azione in prima persona non finisce però qui: dal nostro hangar possiamo effettuare delle spedizioni verso i molti pianeti che incontriamo, tutti generati proceduralmente (ma in realtà simili tra loro), sui quali raccogliere elementi grezzi, sostanze e artefatti necessari per la costruzione o il miglioramento delle sezioni della nostra astronave. Qui lo scopo è raccogliere sostanze e artefatti, fondamentali per migliorare alcuni moduli della navicella, ma anche in questo caso potremo incontrare mortali entità aliene dalle fattezze sia umane che non, da combattere con una buona varietà di armi e attrezzature.

Cosa accade però in caso di morte? Come già accennato siamo di fronte ad un roguelike, quindi il nostro protagonista morirà definitivamente… ma la partita non finisce così. Uno dei cloni presenti sull'astronave verrà infatti promosso a capitano, ed indosseremo così i suoi panni continuando l'esplorazione e l'avventura ma con caratteristiche ed abilità diverse rispetto al nostro precedente "ospite". Attenzione però a non finire a corto di cloni o farli uccidere tutti dagli alieni, perché in tal caso il game over sarà definitivo e dovremo ricominciare il gioco dall'inizio, con una nuova astronave ed un nuovo universo generato proceduralmente.

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Ottime anche le tracce sonore, sempre coerenti e in linea con il contesto sci-fi soprattutto vista la scelta di non far parlare mai nessuno, ad eccezione del nostro tablet ed I.D.A., l’intelligenza artificiale della navicella, che ci parlano in inglese con sottotitoli in italiano. Ottima peraltro la totale traduzione in italiano non solo dei sottotitoli ma di tutti i testi presenti nei computer e di tutte le scritte presenti. Buono anche l’impatto grafico, soddisfacente e mai sottotono: il titolo si difende benissimo dalla realizzazione dei vari moduli della navicella ai pianeti da visitare.

Amore

Un cantiere spaziale

- Una delle cose che colpiscono di più di Genesis Alpha One è come gli sviluppatori siano riusciti ad unire due mondi molto distanti tra loro come quello gestionale e l'azione degli FPS. Sul fronte gestionale è stato fatto un ottimo lavoro; ad esempio una volta raccolti i materiali grezzi tramite le spedizioni sui pianeti alieni, dopo che sono stati trasportati dai nostri robot in raffineria vengono in seguito ripuliti e appositamente sistemati nei magazzini, per essere successivamente usati per costruire moduli, utensili e armi. Ed una volta costruito un modulo della navicella, per poterlo rendere operativo è necessario assegnargli almeno uno dei nostri cloni così da garantire un lavoro celere e produttivo. Questo è solo un esempio di come poter dirigere al meglio la navicella: una vera e propria attività gestionale all’interno di una piccola azienda spaziale.

Un valido FPS

- Così come la componente gestionale risulta soddisfacente, anche quella maggiormente action risulta ben fatta con scontri molto divertenti e con la possibilità di utilizzare una vasta gamma di armi ma anche di attrezzature come torrette difensive da piazzare strategicamente per difenderci dalle orde aliene. Una componente FPS ampiamente soddisfacente.

Odio

Quando la death è troppo "perma"

- Uno dei pilastri del genere roguelike è il permadeath, che però non è un semplice "game over" che ci costringe a ricominciare tutto da capo ma è una sorta di via per la nostra evoluzione all'interno del gioco; Genesis Alpha One lo implementa con il meccanismo dei cloni, permettendoci di rientrare con un nuovo personaggio dopo essere stati uccisi, come accadeva anche ZOMBI di Ubisoft. I ragazzi di Radiation Blue hanno però introdotto un elemento che "spacca" tutto e rende il gioco piuttosto frustrante: una volta finiti i cloni nei quali respawnare, è davvero game over e bisogna ricominciare tutto da zero. Questo non sarebbe in teoria una problema - basta tenere sotto controllo la produzione di cloni in modo da averne sempre di disponibili - se non fosse per alcune invasioni aliene particolarmente violente che, nonostante i nostri sforzi, sono capaci di annientare tutti i cloni sulla nave portandoci infine a respawnare… al menu iniziale, costretti ad avviare una nuova partita. Mi è capitato infatti, dopo quasi 8-10 ore di gioco molto soddisfacenti e divertenti, di vedermi annientare l’intera navicella in soli 5 minuti da parte di un'invasione aliena ed a morire perdendo tutti i progressi, costretto a ricominciare tutto da capo. Questa è una falla nel design del titolo che può portare velocemente alla frustrazione: iniziare una nuova sessione di gioco dopo aver buttato all'aria ore e ore di costruzione, esplorazione ed estrazione non è certo allettante. Se il tasso di difficoltà fosse più calibrato, permettendoci di salvare in qualche modo l’equipaggio o la nave, oppure di impostare fin dall’inizio la difficoltà con cui affrontare il titolo, avremo avuto un’esperienza nettamente migliore.

Tiriamo le somme

Genesis Alpha One si presenta come un esperimento riuscito a metà; se sul fronte action e gestionale riesce a dare il meglio di sé con meccaniche interessanti ed un gameplay divertente, è sul lato roguelike che purtroppo fallisce clamorosamente con picchi di difficoltà davvero eccessivi che possono portarci a perdere tutto dopo molte ore di gioco. Consigliato agli amanti dei titoli gestionali e degli FPS, ma da giocare con la consapevolezza che potrebbe riservare delle spiacevoli sorprese.
7.0

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