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Styx: Master of Shadows

Recensione - Styx: Master of ShadowsXbox One DigitalGame

Abbandonato il genere GdR di Of Orcs And Men, Cyanide Studio sperimenta lo stealth con lo spin-off Styx: Master of Shadows. Il verdastro goblin è arrivato sullo store digitale di Xbox One in silenzio e senza troppo clamore come si addice ad un vero maestro della furtività, ma non senza riservare più di una sorpresa...

Il Gioco

Personalmente ho sempre avuto un rapporto di amore/odio con Cyanide Studio. Giochi come Game of Thrones e Of Orcs And Men sono rimasti impressi nella mia mente grazie alle loro trame e ambientazioni eccezionali e originali (anche se per GoT ovviamente buona parte del merito è di George Martin), tuttavia entrambi i giochi soffrivano di un comparto tecnico povero e alcune scelte di gameplay non sempre efficaci, risultando così poco appetibili per il grande pubblico che (purtroppo) sempre più spesso antepone la grafica alla trama. Ma per chi invece come me ama i giochi con storie profonde e interessanti, vedere un team talentuoso come Cyanide non riuscire a spiccare il volo a causa di problemi di budget è sempre stato un boccone amaro da digerire. Quando è stato annunciato Styx: Master of Shadows confesso che attendevo con ansia questo titolo, sia perchè come già detto mi è sempre piaciuto il team di sviluppo sia perché si trattava di uno spin-off di Of Orcs And Men completamente incentrato su Styx, il piccolo goblin che aveva il ruolo di co-protagonista insieme all'orco Arkail nel precedente gioco. Quest'ultimo però non mi aveva mai convinto del tutto, mentre con Styx è stato amore a prima vista… nonostante lui sia decisamente brutto. L'amore però va oltre l'aspetto fisico, e il suo carisma, sarcasmo, cinismo e abilità da ladro furono il principale motivo per cui non riuscii a staccarmi dallo schermo finchè non arrivai ai titoli di coda di Of Orcs And Men.

L'idea di un gioco completamente incentrato su di lui senza la “zavorra” di Arkail mi intrigò non poco, ma la paura di vedere un altro GDR con un gameplay legnoso e poco ispirato era sempre dietro l'angolo. Cyanide tuttavia mi ha stupito cambiando completamente genere, annunciando che il gioco sarebbe stato un puro stealth game, mantenendo solo l'universo narrativo di Of Orcs And Men e pochissimi elementi da GDR. A quel punto le mie speranze si sono risollevate: un gioco incentrato su uno dei personaggi che più mi hanno colpito negli ultimi anni, ambientato in un mondo con una storia che mi ha sempre affascinato e un gameplay basato unicamente sullo stealth, altro genere che personalmente apprezzo molto. Che potevo chiedere di più?

Styx: Master of Shadows non inizia nel migliore dei modi per il nostro verde amico, il quale si ritrova a subire un interrogatorio dopo essere stato catturato durante un tentativo di furto nella Torre di Akenash. Durante la confessione Styx rivela di essere alla ricerca del Cuore dell'Albero della Terra, una pianta da cui viene estratta una preziosa e misteriosa sostanza magica chiamata Ambra. Oltre alla motivazioni personali che spingono il goblin alla ricerca di questo manufatto (che ovviamente non vi rivelerò), l'Ambra è un elemento fondamentale sia nell'universo narrativo del gioco sia per le abilità speciali del protagonista. Grazie a questa sostanza infatti Styx può accedere ad una serie di poteri sovrannaturali che si rivelano decisamente utili per il suo mestiere, come ad esempio diventare temporaneamente invisibile, attivare una sorta di vista termica per evidenziare nemici, appigli e passaggi segreti oppure creare un clone di sé stesso utile per distrarre le guardie o strisciare in cunicoli altrimenti impossibili di attraversare. Tutte queste abilità possono essere potenziate nel suo rifugio segreto spendendo i punti esperienza guadagnati, offrendo così una piccola ma interessante componente ruolistica.

L'anima principale del gioco rimane comunque lo steath, infatti il piccolo goblin compensa la sua scarsa resistenza e abilità di combattimento con una agilità e silenziosità senza pari, che unita ai già citati poteri speciali lo rendono il ladro perfetto. La Torre di Akenah tuttavia è un luogo estremamente sorvegliato e la grande quantità di guardie ci costringe a muoverci sempre nell'ombra e cercare percorsi alternativi, adottando una serie di meccaniche magari non originali ma sicuramente funzionali. Azioni come spegnere le torce, nascondere i cadaveri (è possibile usare anche fiale di acido per sciogliere i corpi!), fare volontariamente rumore per attirare le guardie in una trappola e spiare attraverso le serrature saranno fondamentali per riuscire a completare nel migliore dei modi i sette capitoli che compongono la storia. Le aree in cui si svolgono le missioni sono molto vaste ed estese, ricche di collezionabili, segreti e percorsi alternativi, offrendo quindi una grande libertà di scelta su come raggiungere i nostri obiettivi. Nonostante sia possibile eseguire uccisioni furtive o affrontare le guardie in combattimento (anche se come già detto nella maggior parte dei casi Styx avrà la peggio), il gioco premia comunque l'approccio puramente stealth, infatti alla fine di ogni capitolo se si completa la missione senza uccidere o allertare nessuno si ottengono dei punti esperienza bonus e altre ricompense.
Purtroppo Styx: Master of Shadows ha anche una serie di difetti piuttosto rilevanti, ma di questo parlerò più nel dettaglio tra qualche riga.

Amore

L'ombra è tua amica

- Confesso che ho avuto parecchio timore quando ho scoperto che Styx: Master of Shadows sarebbe diventato uno stealth game, genere in cui Cyanide non si era mai avventurata. Mi sono dovuto ricredere. Gli sviluppatori hanno dimostrato di saper padroneggiare egregiamente il genere, e in quanto a meccaniche e gameplay il gioco non ha nulla da invidiare ad esponenti del genere più famosi come ad esempio Thief o Dishonored.

Una sfida hardcore

- Styx: Master of Shadows è un gioco tutt'altro che semplice. La gran quantità di guardie presenti metterà a dura prova le vostra abilità stealth, e già a difficoltà normale probabilmente avrete molto da imprecare in alcuni livelli. Le difficoltà più elevate invece sono delle vere e proprie sfide di nervi, infatti i nemici vi individuano molto più facilmente e rapidamente, oltre a uccidervi quasi sempre con un unico colpo, ma la soddisfazione nel riuscire in queste imprese è sicuramente altissima.

Una trama non così scontata

- Come detto in apertura di recensione ho sempre apprezzato lo stile narrativo e l'universo dark fantasy creato da Cyanide, e anche in Styx: Master of Shadows la trama risulta appassionante e ricca di colpi di scena. Inoltre il fatto che il gioco si apra con la cattura di Styx mentre noi giocheremo i flashback della sua confessione aiuta ad aumentare la curiosità nello scoprire cosa sia andato storto e come il goblin potrà uscire da quella situazione apparentemente senza via di fuga.

Quel tocco di RPG che non guasta mai

- Sia chiaro, Styx: Master of Shadows non è certo definibile un gioco di ruolo, ma le abilità e potenziamenti che si possono sbloccare proseguendo nell'avventura permettono di variare in parte il gameplay adottando nuove strategie. Inoltre si è maggiormente invogliati a seguire la via della furtività, infatti i bonus che si ottengono a fine missione se non si viene scoperti o non si uccide nessuno permettono di guadagnare punti extra utili per sbloccare prima le abilità che ci interessano.

Un piccolo goblin ad un piccolo prezzo

- Styx: Master of Shadows è disponibile unicamente sullo store digitale, scelta che potrà non piacere ai collezionisti di copie fisiche ma che almeno ha permesso di tagliare i costi di distribuzione e lanciare il gioco al prezzo di soli 29,99 euro. Un risparmio considerevole per i prezzi medi dei giochi al day one, specialmente quando si tratta di copie digitali che (almeno in teoria) dovrebbero essere vendute ad un prezzo minore. Cosa che nella maggior parte dei casi misteriosamente non avviene. Ma questo è un altro discorso.

Odio

Comparto tecnico

- Ci risiamo. Purtroppo i limiti di budget di Cyanide hanno influito molto sulla realizzazione tecnica di Styx: Master of Shadows, e nonostante il gioco sia disponibile solo sulle nuove console (quindi senza “castrazioni” dovute allo sviluppo anche per quelle old-gen), l'impatto grafico non rende assolutamente giustizia all'hardware di Xbox One. Il modello poligonale di Styx è l'unica cosa realizzata veramente bene, ma i nemici e le ambientazioni risultano troppo spoglie e poco dettagliate per essere un gioco di nuova generazione.

La quantità non sempre compensa la qualità

- Se possiamo chiudere un occhio sul comparto tecnico non all'altezza, ciò che invece risulta molto meno accettabile è l'intelligenza artificiale delle guardie. In un gioco basato sulla furtività trovo abbastanza grave trovarmi contro dei nemici che non si accorgono della mia presenza nemmeno se gli cammino vicinissimo, che non si fanno domande se i loro compagni spariscono all'improvviso o se le luci intorno a loro iniziano a spegnersi, ma soprattutto che seguano delle ronde prestabilite e scriptate. E' vero che come già detto il budget era limitato e che per cercare di aggirare questo problema si è preferito puntare sul grande numero di guardie, ma la sensazione di avere a che fare con dei robot e non delle vere guardie è fin troppo presente.

Ma come ti muovi?

- Le animazioni in generale sono decisamente legnose, ma se per quanto riguarda i nemici il problema è solo estetico (certi movimenti innaturali delle guardie sono al limite del ridicolo), la questione cambia con il salto del nostro Styx, infatti più di una volta ho calcolato male le distanze per un salto a causa della sua animazione non proprio egregia, penalizzando così anche il gameplay.

Fate lo stealth, non la guerra

- Cyanide ha dimostrato di saperci fare il genere stealth, ma dopo aver visto i combattimenti di Styx: Master of Shadows mi auguro non decidano mai di provare a fare un action game. Una volta entrati in conflitto dovremo deviare i colpi nemici attaccandoli con il giusto tempismo per sbilanciarli, e a seconda della tipologia di avversario (guardia normale, arciere, cavaliere, elfo etc..) saranno necessarie più deviazioni per fargli perdere l'equilibrio e poterli finalmente eliminare. Sulla carta l'idea è anche abbastanza interessante, ma tra animazioni pessime, un sistema di input che misteriosamente subisce dei ritardi (e basandosi sul tempismo al millesimo di secondo potete capire quanto possa essere frustrante) e l'uso di un unico tasto, ben presto vi impegnerete davvero tanto per evitare i conflitti, non tanto per il fatto che spesso si traducono con la morte di Styx quanto per il fatto che siano noiosi e frustranti da giocare.

Tiriamo le somme

Styx: Master of Shadows si è rivelato un ottimo stealth game e, anche se di certo non rivoluzioni il genere, gli appassionati dovrebbero dargli almeno una possibilità considerato il suo alto livello di sfida e le meccaniche ben implementate, oltre ad una storia intrigante ambientata in un universo dark fantasy ben realizzato. Il prezzo accessibile è inoltre un ottimo incentivo, a patto di chiudere un occhio sul comparto tecnico insufficiente e un'intelligenza artificiale e combat system piuttosto lacunosi.
7.5

Recensione realizzata grazie al supporto di Focus Home e Xbox.


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L'autore

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I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico iniziando nel dicembre 2011 a collaborare per MX, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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