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Recensione - MotoGP 26Xbox Series X | SGame

Il Motomondiale è ripartito da poco e Milestone torna in pista con MotoGP 26, pronta a farci vivere un'altra esaltante stagione. Il team milanese, da anni punto di riferimento per gli amanti delle due ruote virtuali, ci consegna il nuovo capitolo della serie, promettendoci un rinnovato e sempre più realistico modello di guida, una Carriera approfondita e la possibilità di calarci completamente nel paddock del Motomondiale. Scopriamo insieme in questa nostra recensione tutti i dettagli di MotoGP 26!
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Il Gioco

Sono ormai più di dieci le edizioni consecutive affidate al celebre studio meneghino, protagonisti assoluti del mondo motociclistico virtuale. Il loro bagaglio di esperienza è e resta semplicemente inarrivabile e non dev'essere affatto facile presentarsi ogni anno con qualcosa di nuovo da dare in pasto agli appassionati ed esigenti fan di questa serie. La portata principale di questa nuova iterazione di MotoGP 26 è senza dubbio rappresentata dalla rinnovata fisica che gestisce e ci permette di controllare il nostro pilota e la sua moto. A differenza del passato, dove controllavamo unicamente la moto, la rinnovata guidabilità, ribattezzata Rider-Based Handling, ci permette di gestire il peso del pilota che a sua volta si ripercuote sulla guida e sui movimenti della moto stessa. Dal punto di vista puramente pratico per noi non cambia effettivamente molto, poiché come da tradizione la guida sarà sempre gestita dallo stick sinistro, ma è chiaro sin da subito un certo aumento della naturalezza dei movimenti del nostro centauro, arricchiti inoltre da molte nuove animazioni che avvicinano ulteriormente il feeling di questo MotoGP 26 a ciò che vediamo nelle gare reali.

MX Video - MotoGP 26

Se nei capitoli scorsi, oltre ai movimenti durante la piega, il corpo del nostro pilota non compiva altre particolari azioni, in questo nuovo capitolo invece lo vediamo muoversi molto più spesso, sia in entrata che in uscita di curva, agendo come contrappeso in quest'ultimo caso, esattamente come vediamo fare ai piloti reali. Ne consegue un modello di guida come da tradizione su altissimi livelli e che ci obbliga a dosare con cura i comandi del freno e dell'acceleratore. Come sempre la frenata è la parte più delicata ed in questo specifico caso MotoGP 26 è davvero molto esigente: una staccata tardiva o una traiettoria sbagliata porteranno molto spesso all'inevitabile e rovinosa caduta causata dalla chiusura dell'anteriore.

Naturalmente possiamo attivare una qualsiasi delle assistenze che il gioco ci propone per cercare di addolcire la sempre ripida curva di apprendimento, ma in qualsiasi caso dovremo dedicare parecchio tempo ed altrettanta pazienza per poter padroneggiare a pieno le motociclette. Sforzi che daranno comunque i loro frutti, perché le soddisfazioni che si possono ottenere una volta venuti a capo del sistema di guida sono garantite. Se però lo stile di guida Pro ci spaventa e non abbiamo la pazienza e la dedizione necessarie per padroneggiarlo, anche in questo capitolo Milestone ci offre comunque la possibilità di optare per la più accessibile modalità Arcade, dove abbiamo tutti gli aiuti elettronici attivati ed una fisica decisamente più accessibile ed accomodante grazie a cui l'unico pensiero sarà quello di andare il più forte possibile.

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Come da tradizione, la modalità principale del gioco è rappresentata dalla Carriera, ora dal taglio nettamente più televisivo. Un dettaglio che si riscontra sin dai menu del gioco: non abbiamo più schermate minimaliste con design più o meno azzeccati, ma tutto ora ci trasporta all'interno del paddock, tra i camion del nostro team, nel nostro motorhome personale o ancora nell'hospitality della nostra squadra, contribuendo a darci una sensazione di corse davvero apprezzabile. La prima, grande novità che riguarda la Carriera è la gradita possibilità di poter utilizzare uno qualsiasi dei piloti ufficiali della classe regina, escludendo però quelli delle altre categorie. Possiamo quindi riportare un Marc Marquez o Pecco Bagnaia in Moto3 per poi ricominciare la scalata alla categoria principale. Naturalmente possiamo decidere di utilizzare il nostro pilota personalizzato che possiamo creare selezionando uno tra i modelli poligonali disponibili, modelli ai quali ormai siamo quasi affezionati visto che sono gli stessi da molti, troppi, capitoli.

In entrambi i casi dobbiamo poi decidere in quale classe cominciare la nostra epopea su due ruote e, in seguito, scegliere uno tra i team proposti. Una scelta che, a inizio Carriera, coinvolgerà solo le squadre cosiddette minori ma che, col passare delle stagioni, dipenderà dalle nostre prestazioni in pista. Un altro piccolo dettaglio che avvicina questo MotoGP 26 a ciò che vediamo ogni fine settimana di gara è l'introduzione delle tipiche interviste del giovedì. In questo frangente ci vengono poste alcune domande che andranno ad influenzare vari dettagli della nostra stagione, a partire dalla nostra attitudine, decidendo magari se focalizzarci sullo sviluppo della nostra motocicletta lasciando che siano poi i risultati a parlare per noi, o dare la precedenza al nostro ego dedicandoci a rivalità che andranno a plasmare gli obiettivi che dovremo poi raggiungere non appena i semafori si spegneranno. Si tratta di un deciso passo avanti rispetto alle schermate asettiche a cui erano confinati in passato tutti questi aspetti.

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Abbiamo anche la possibilità di effettuare dei briefing tecnici dopo alcune gare, parlando al nostro capo tecnico per esprimere le nostre opinioni sullo sviluppo da seguire, potendo indirizzare il team verso alcuni dettagli precisi, oppure limitarci a dare qualche indicazione generale, lasciando a loro l'incombenza di questa decisione. Abbiamo inoltre vari colloqui con il nostro manager personale al quale diciamo quali sono i progetti per il futuro della nostra carriera, decidendo se restare nel nostro team attuale, puntare ad uno più importante e che ci offre garanzie tecniche maggiori, o provare il salto di categoria per puntare alla classe regina. Come da tradizione all'inizio di ogni stagione possiamo decidere se affrontare l'intero campionato composto da ventidue Gran Premi in giro per il mondo, oppure optare per un calendario breve in cui possiamo decidere noi stessi ognuno dei dieci circuiti su cui andremo a correre. Non può di certo mancare il mercato piloti che ci offrirà parecchie sorprese nel corso delle varie stagioni che andranno a formare la nostra Carriera.

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Oltre a questa ricca e profonda modalità principale, l'offerta di MotoGP 26 risulta piuttosto basica e senza particolari slanci di creatività. Abbiamo quindi la tipica gara singola, il campionato e la prova a tempo. Tornano anche le particolari gare Race Off con una piccola novità: oltre alle solite Motard, Mini Moto e Flat Track con le rispettive piste dedicate, in questo capitolo possiamo anche utilizzare alcune delle moto stradali sportive che ognuna delle case impegnate nel Mondiale offre ai suoi clienti. Possiamo quindi correre con bolidi come la Panigale V4, la Aprilia RSV 4, la Yamaha R1, la Honda CBR 1000 RR-R e la KTM RC 990 su alcuni dei circuiti presenti nel calendario ufficiale. Una modalità Race Off che ritroviamo anche nella Carriera, come forma di allenamento nelle pause tra una tappa e l'altra del Mondiale. Un'altra piccola novità è rappresentata dall'introduzione di alcune carte collezionabili. Abbiamo quindi la possibilità di sbustare pacchetti per trovare carte relative a piloti e piste del Mondiale, oltre a carte speciali con le illustrazioni in stile manga dei piloti realizzate dal noto artista nipponico Ranka Fujiwara. Queste carte non hanno una loro modalità ad hoc, e fortunatamente nessuna microtransazione come abbiamo visto in altri titoli, e la loro funzione è puramente collezionistica.

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Non può di certo mancare la modalità multigiocatore, sia online che in locale tramite lo schermo condiviso. Da sottolineare che le gare online possono contare sulla presenza di ventidue giocatori in griglia di partenza, sfruttando anche il cross-play, unificando le utenze delle varie console assieme a quelle PC in modo da avere sempre qualcuno da sfidare a prescindere dalla piattaforma di gioco. Ritorna anche l'ottimo editor che ci consente di creare il nostro casco personalizzato, oltre che l'adesivo col nostro nome da mettere sulla tuta. È assente purtroppo l'editor dei numeri di gara, sostituito da un piccolo strumento che ci consente di scegliere il nostro numero sfruttando dei modelli predefiniti piuttosto anonimi e bruttini, quindici per la precisione, a cui possiamo modificare i colori e qualche dettaglio, ma senza alcuna possibilità di modifica della spaziatura, un deciso passo indietro rispetto a ciò a cui eravamo ormai abituati e che ci permetteva di usare numeri iconici o di realizzare il nostro senza alcun limite.

Amore

Ottima guidabilità

- Il nuovo Rider-Based Handling sembra quasi più una mossa di marketing che altro, ma poco mi importa visto che, come da tradizione, la guidabilità si mantiene su livelli di eccellenza. Il know-how di Milestone è ormai enorme e personalmente lo ritengo una garanzia. In MotoGP 26 ho trovato la gestione dell'anteriore delle nostre moto, specialmente nella classe regina, davvero impegnativa ed, a tratti, spietata. Ogni staccata richiede una grossa dose di pazienza e precisione ed una gestione del freno anteriore davvero precisa e delicata. Ogni errore si pagherà a caro prezzo, ma le soddisfazioni che si otterranno una volta padroneggiato il sistema di guida sono davvero grandi. Mi è parso diverso anche il comportamento del freno posteriore: in passato lo utilizzavo spesso come salvataggio da qualche staccata un po' troppo allegra, cosa che difficilmente funziona in questo episodio, come effettivamente dovrebbe accadere nella realtà, portando la moto ad irrigidirsi senza alcuna possibilità di chiudere curve che magari in passato, in qualche modo, riuscivo comunque a compiere. Ne consegue quindi un modello di guida molto realistico, impegnativo e soddisfacente che farà la felicità di chiunque punti a qualcosa di simulativo ed assolutamente realistico.

300 CV addomesticati!

- Introdotta nello scorso capitolo, la modalità Arcade ritorna anche in MotoGP 26 e si conferma come un'ottima aggiunta capace di permettere a chiunque di giocare e divertirsi senza dover sudare le proverbiali sette camicie. Utilizzando questa modalità il divertimento è assicurato e per cadere ci vorrà un certo impegno. Possiamo frenare davvero molto tardi e contare su accelerazioni fulminee ad ogni uscita di curva, piegando le leggi della fisica a nostro piacimento. È possibile girare su tempi esorbitanti, motivo per cui utilizzando questa modalità, i nostri tempi nel Time Attack non appariranno nelle classifiche mondiali. Se volete divertirvi senza troppi pensieri, la modalità Arcade è fatta apposta per voi.

Carriera in stile televisivo

- La nuova impostazione della Carriera, ma anche di tutti i menu di gioco, mi ha pienamente convinto e soddisfatto. Ambientare tutto all'interno del paddock, tralasciando sfondi astratti o studi televisivi, dà all'intera produzione quel sapore agonistico che non può farle altro che bene. Inoltre, portare aspetti come le rivalità e lo sviluppo della moto sotto forma di conferenza stampa mi è parsa un'ottima idea che non va a stravolgere nulla né ad inventarsi chissà quale rivoluzione, ma che dà a MotoGP 26 quel senso di reale che mi ha davvero colpito ed aiutato nel calarmi nella tuta dei miei piloti preferiti.

In scia al predecessore

- MotoGP 26 ripropone tutto, o quasi, ciò che di buono aveva il capitolo scorso. L'editor dei caschi è sempre il solito piccolo gioiellino capace, nelle mani giuste, di creare dei piccoli capolavori. Il sound si basa sull'ottimo lavoro svolto lo scorso anno che segnò un deciso passo avanti della serie. Non mancano di certo gli ottimi replay ed il profondo Photo Mode capace di creare scatti davvero sensazionali e tremendamente realistici.

Multigiocatore potenziato

- Se dal punto di vista delle modalità disponibili non ci sono sostanziali novità, escluse le moto di produzione della modalità Race Off, la cosa migliore è che ora le lobby di gioco online possono contenere fino a ventidue giocatori, consentendoci quindi di ricreare una vera e propria gara al completo, con l'intera griglia pronta a sfidarsi in circuito, forte anche di quel cross-play totale che abbatte le barriere delle differenti piattaforme di gioco.

Odio

Alcune scelte poco comprensibili

- L'introduzione della Carriera con pilota ufficiale è un'ottima novità che però va a sbattere rovinosamente contro alcune scelte di design che ritengo davvero incomprensibili. Per quale arcano motivo è possibile utilizzare solo uno dei 22 piloti MotoGP e non anche gli altri delle categorie inferiori? Sarebbe stato molto meglio poter utilizzare un giovane della Moto3 per portarlo al titolo maggiore dopo anni di sfide e staccate nelle classi minori. Inoltre, da regolamento ufficiale, i piloti al di sopra di 28 anni non potrebbero nemmeno partecipare al Mondiale Moto3, escludendo quindi nomi celebri dell'attuale panorama come i fratelli Marquez, Razgatlioglu, Miller, Vinales, Bagnaia e molti altri. Oltretutto, sarebbe stato molto più logico permettere di utilizzare inizialmente lo stesso team in cui il pilota scelto corre attualmente: non ha molto senso voler fare una carriera con un campione affermato come Marc Marquez e dover partire da un Team di seconda fascia quando è attualmente nel Team Factory Ducati. Certamente la modalità ha potenziale, ma implementarla in maniera così raffazzonata, incompleta ed approssimativa è davvero un peccato che ne vada inevitabilmente a minare l'interesse.

Meno contenuti del previsto

- Come ho già scritto, Milestone si occupa della trasposizione videoludica del Motomondiale da più di dieci edizioni consecutive, accumulando un bagaglio di esperienza che dovrebbe dar vita al gioco motociclistico definitivo; purtroppo la realtà è ben diversa. Nel corso delle varie edizioni la quantità di contenuti tagliati è a dir poco inquietante. In ordine sparso ho dovuto dire addio ai piloti storici, alle moto storiche a due e quattro tempi, ad alcuni circuiti classici, alla carriera manageriale che mi permetteva di gestire i miei team privati nelle categorie minori correndo in prima persona o limitandomi a guardare le gare come un vero Team Manager e, da questo capitolo, anche alla MotoGP Academy e all'editor dei numeri. Anche il numero di caschi disponibili è drasticamente diminuito, passando dai diciassette modelli della scorsa ai soli dodici attuali, di cui due disponibili solo dietro un odioso paywall. Tutti contenuti apprezzati dalla community ed eliminati senza alcuna spiegazione. Ridurre l'offerta non mi pare la mossa migliore per conquistare nuovo pubblico e rischia piuttosto di alienare anche gli appassionati storici.

Un prodotto non rifinito come dovrebbe

- Anche questa edizione, come le precedenti, al lancio offre solo la classe regina aggiornata alla stagione attuale, promettendo l'adeguamento delle categorie minori a pochi giorni dall'uscita, cosa ad oggi non ancora avvenuta. Inoltre, il gioco è afflitto da svariati bug che minano l'esperienza in maniera abbastanza grave. Mi sono capitati problemi tecnici come brevi blocchi dell'immagine e sporadici arresti anomali, ma la cosa più fastidiosa è che in modalità Carriera il gioco, al momento, non applica le modifiche all'assetto appena effettuate e nemmeno il cambio della mescola degli pneumatici. Si tratta di un difetto a mio modo di vedere molto grave che pone molte domande relative al testing del prodotto prima del lancio.

Troppi asset riciclati

- La cadenza annuale di un gioco non è mai cosa facile, questo lo so bene, ma vedere riciclare asset da un numero imprecisato di edizioni ha raggiunto livelli difficilmente sostenibili ormai. I modelli poligonali di quasi tutti i piloti sono davvero scarsi, con alcuni davvero difficilmente riconoscibili come Razgatlioglu. I personaggi di contorno come i giornalisti sulla griglia di partenza sono ormai imbarazzanti ed i volti disponibili per il nostro pilota personalizzato sono gli stessi da davvero troppi anni senza la possibilità di modificarne un singolo dettaglio. Discorso analogo per tutte le scene prima e dopo la gara, con festeggiamenti nel parco chiuso identici a quelli della versione precedente, che a loro volta erano identici a quella prima e così via. Ovviamente sono dettagli di contorno ininfluenti sul gameplay, ma è altrettanto chiaro il bisogno di fare qualche passo avanti anche da questo punto di vista.

Tiriamo le somme

MotoGP 26 offre il solito e apprezzato modello di guida, ora impreziosito da numerosi dettagli e da piloti vivi e realistici come non mai. Le due modalità di guida sanno soddisfare tutti i giocatori, dai palati più esigenti in cerca di una simulazione realistica e spietata a chi invece vuole solo divertirsi senza troppi pensieri. Pecca però dal punto di vista dei contenuti, con una rinnovata Carriera che convince quando si utilizza un pilota personalizzato grazie alla solita profondità ed al rinnovato taglio televisivo, ma che delude nel caso la si voglia affrontare con un pilota reale per via delle troppe e inutili limitazioni. L'eliminazione di contenuti come la MotoGP Academy e dell'editor dei numeri va ad aggiungersi ad un'ormai preoccupante lista di tagli effettuati durante gli anni, andando a minarne la valutazione, specialmente per i fan di lunga data come il sottoscritto che vedono un prodotto che va impoverendosi piuttosto che arricchirsi. Si può decisamente fare di più, anche perché era già stato fatto in passato.
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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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