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Dragon Ball: Xenoverse 3

Dragon Ball: Xenoverse 3 - visto in anteprima

L’annuncio di Dragon Ball: Xenoverse 3 segna il ritorno della serie Xenoverse dopo ben 10 anni dall’uscita del precedente capitolo. Bandai Namco ci ha invitato ad una presentazione hands-off per spiegare alcuni retroscena e mostrarci finalmente il gameplay del gioco, e naturalmente non potevamo rifiutare una simile occasione. Vediamo quindi cosa ci ha riservato questa anteprima in attesa di nuovi dettagli.
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Ad accogliermi per la presentazione ho trovato Marco Rizzo, brand manager di Dragon Ball: Xenoverse 3 che, dopo avermi dato il benvenuto, ha iniziato subito a raccontarci l’ambientazione del gioco. Prima dell’annuncio ufficiale, infatti, il titolo era Dragon Ball Age 1000, nome scelto per indicare che la storia si svolge proprio nell’anno 1000 della linea temporale di Dragon Ball, ovvero circa 216 anni dopo la sconfitta di Majin Buu. Goku e compagni non ci sono più e tocca alle nuove generazioni proteggere West City.

Ho quindi assistito alla proiezione di un nuovo trailer incentrato su Brett, uno dei personaggi inediti, mentre effettua una trasformazione simile a quella di Great Saiyaman e raggiunge il personaggio con i capelli bianchi che abbiamo visto nel primo trailer di annuncio. Quest’ultimo in realtà non ha un nome poiché sarà il personaggio di default del giocatore, e saremo quindi noi a decidere come chiamarlo e personalizzarne l’aspetto. Il design di Brett e del personaggio del giocatore (sia la versione maschile con i capelli bianchi sia quella femminile) sono stati creati dal maestro Toriyama appositamente per il gioco prima della sua scomparsa.

MX Video - Dragon Ball: Xenoverse 3

Non mancano però volti familiari: nonostante siano passati oltre due secoli, nel corso della presentazione ho visto nuovamente Bulma ad accompagnare i protagonisti nelle loro avventure, ed è stato ribadito che si tratta proprio della Bulma “originale” e non di qualche versione alternativa, nonostante il nuovo design. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla trama purtroppo, se non che la filosofia di base del gioco riguarda le “connessioni” e che, oltre alla storia inedita, si potranno comunque rivivere anche le battaglie storiche di Goku e compagni, lasciando però un nostro “marchio personale” che scopriremo solo all’uscita del gioco.

Si è passati così finalmente alla presentazione di gameplay. La demo mostrata dagli sviluppatori si è aperta con la classica selezione del personaggio, proponendo il protagonista maschile o femminile come opzione. Queste incarnavano le razze Saiyan e Terrestre, ognuna con statistiche e abilità diverse, ed è stato confermato che naturalmente ci saranno molte più opzioni nella versione finale, pur senza specificare il numero esatto. Per la prova è stato scelto il personaggio femminile Terrestre, che partendo dalla propria stanza privata è uscita in quello che sembrava un edificio a più piani.

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L’obiettivo della missione richiedeva di incontrarsi con Gamma 1 (lo stesso Androide visto nel film Dragon Ball Super: Broly) e la minimappa indicava di prendere un ascensore. Gli sviluppatori hanno però mostrato che nel mondo di Dragon Ball non tutti hanno la pazienza di aspettare, per cui ci si può tranquillamente lanciare di sotto e atterrare con stile senza subire il minimo danno. Fin da subito ho avvertito qualcosa di “fuori tempo”: nel tragitto il personaggio si imbatte infatti in Future Trunks (il che può risultare plausibile vista la sua tendenza a viaggiare tra le linee temporali) ma anche in Vegeta nella sua versione della Saga dei Saiyan.

Il team di sviluppo promette che ci sarà un senso a queste presenze, e una parte della risposta è arrivata nel corso della presentazione quando è iniziato il gameplay vero e proprio. Dopo il dialogo con Gamma 1, infatti, la missione ha preso il via all'interno di un ghiacciaio; ad accompagnare la protagonista c'erano Brett e altri due personaggi custom. Le missioni sono infatti pensate per essere svolte da un team di quattro guerrieri, controllati da altri giocatori in rete o dall’intelligenza artificiale.

Ho visto partire subito uno scontro contro alcuni mob con un design che ricorda nemici minori classici, come ad esempio le armate di Frieza o i robot del Red Ribbon. I comandi sembrano seguire uno schema abbastanza classico fatto di attacchi veloci, pesanti, teletrasporti e mosse speciali. Nella demo la protagonista si è esibita in combo rapide e frenetiche per poi concludere con la classica Kamehameha, ma è stato spiegato che potremo personalizzare lo stile e le mosse speciali in base alle nostre preferenze.

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Durante la sessione ho assistito a una prima risposta circa la presenza di Vegeta della Saga dei Saiyan: nel momento in cui viene attivato un Soul Assist, il Principe appare al fianco della protagonista per lanciare un doppio Galick Gun. Ci è stato spiegato che potremo “reclutare” personaggi dalle varie linee temporali e chiamarli in aiuto per eseguire questi potenti attacchi di coppia. Non si tratta tuttavia della tecnica più potente: poco dopo è stata mostrata una mossa Ultimate, ovvero una Super Kamehameha che, con una spettacolare cinematica, ha spazzato via un intero gruppo di nemici, confermando la presenza di attacchi ad area per gestire le situazioni più difficili.

Le mosse naturalmente hanno un cooldown con lunghezza diversa in base alla potenza, e per usarle bisogna gestire il Ki sia in difesa che in attacco; esaurendo la barra del Ki dei nemici, questi entrano in stato di Break, restando del tutto inermi per alcuni secondi.

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Dopo altri scontri contro nemici più o meno resistenti, la demo è arrivata alle battute finali con lo scontro con il Boss, ovvero Broly nella versione del film di Dragon Ball Super. Nonostante gli attacchi combinati di tutti e quattro i membri, lo scontro è apparso decisamente ostico. In alcune sezioni Broly diventava persino invulnerabile scatenando la sua classica pioggia di Ki Blast in tutta l’area, costringendo gli eroi a trovare riparo dietro alcuni ghiacciai per non essere colpiti; questo dimostra come i boss abbiano anche alcune meccaniche uniche da tenere d'occhio se non si vuole andare incontro ad una sconfitta.

Durante la battaglia è stato inoltre mostrato il Soul Switch, ovvero una meccanica che permette temporaneamente di “trasformarsi” in un altro guerriero, in questo caso Future Trunks. Oltre ad un aumento della potenza, ho notato che la vita si rigenerava lentamente durante la trasformazione, e ovviamente il moveset è cambiato diventando quello di Trunks, comprese le mosse speciali e Ultimate.

Sconfitto finalmente Broly, la missione si è conclusa, ma prima di lasciarci, gli sviluppatori hanno voluto darci un assaggio di alcune meccaniche uniche del protagonista maschile che invece appartiene alla razza Saiyan. Al posto del Soul Switch, infatti, i Saiyan possono accedere alle classiche trasformazioni; nella demo sono stati mostrati il Super Saiyan e il Super Saiyan 3, e ogni trasformazione garantiva mosse diverse.

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Si è chiusa così la presentazione, e la mia prima impressione è che Dragon Ball: Xenoverse 3 riprenderà la formula collaudata della serie senza stravolgerla troppo. I Soul Assist e Soul Switch sono interessanti e sembrano aggiungere una grande varietà e personalizzazione dell’esperienza, ma sarà da vedere una volta uscito il gioco completo quanto incideranno davvero le caratteristiche uniche dei vari attacchi e trasformazioni sulle dinamiche e sul bilanciamento del team.

Il gameplay è sembrato comunque frenetico e spettacolare al punto giusto, anche se ho notato che la telecamera a volte faticava a seguire l’azione. Rimane solo qualche incertezza nel comparto tecnico con modelli non proprio dettagliati, ma trattandosi di una build non finale gli stessi sviluppatori hanno assicurato un risultato migliore all’uscita. Questo primo assaggio di Dragon Ball: Xenoverse 3 ha comunque suscitato in me parecchio interesse e si tratta sicuramente di un titolo da tenere d’occhio per i fan dell’opera di Akira Toriyama, e non vediamo l’ora di scoprire ulteriori dettagli in futuro in attesa dell’uscita.

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L'autore

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I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico iniziando nel dicembre 2011 a collaborare per MX, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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