Ultime recensioni

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LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza

di Giuseppe Genga / Neural P 3 lug 2016
LEGO Star Wars: Il Risveglio della Forza ci offre una bella rinarrazione dell'ultima pellicola di Star Wars, aggiungendo ai classici elementi della serie diverse interessanti novità capaci di rendere più variegata l'esperienza. Si tratta di un titolo solido, divertente sia da soli che in compagnia, che premia anche chi si impegna di più con interessanti retroscena sulle avventure di Poe, Rey e compagni. Nonostante le novità rimane comunque un classico titolo LEGO, quindi chi li ha giocati tutti potrebbe avere una forte sensazione di dejà vu. Se avete amato la pellicola e volete riviverne le avventure, soprattutto se insieme a figli o fratellini, è comunque un acquisto consigliato. 7.8
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Lost Sea

di Győző Baki / Baboy P 3 lug 2016
Lost Sea è un rogue-lite semplice, intuitivo ma anche divertente grazie allo stile grafico cartoonesco ed al gameplay efficace seppur abbastanza monotono alla lunga, Le opzioni di personalizzazione e le molte aree generate casualmente offrono inoltre una longevità di molte ore. La difficoltà sarebbe potuta essere più alta e la varietà più elevata, ma pur senza eccellere nel game design, Lost Sea è una buona scelta per chi è alla ricerca di avventure piratesche non troppo impegnative. 7.0
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Inside

di Győző Baki / Baboy P 30 giu 2016
Forse Limbo ai suoi tempi è stato più rivoluzionario avendo ispirato centinaia di titoli a venire, ma Inside rappresenta un miglioramento su tutti i fronti di quel concept, che ben presto si evolve in un gioco incredibilmente riflessivo, imprevedibile e maturo, raggiungendo vette che nemmeno il primo capolavoro di Playdead sapeva offrire. Dallo stile artistico impeccabile alle atmosfere da incubo, passando per una varietà di gameplay impressionante e una trama imprevedibile, Inside è capace di toccare tutte le note giuste anche grazie alla cura maniacale che contraddistingue ogni singolo dettaglio. Un vero capolavoro. Quindi smettete di leggere andate a giocare a Inside: a meno che non abbiate un'intolleranza cronica verso i puzzle-platform games a scorrimento laterale, rimarrete a bocca aperta. Ripetutamente. 9.4
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Fenix Furia

di Győző Baki / Baboy P 30 giu 2016
Non avrà il carisma di Super Meat Boy, il gameplay trascinante di Shovel Knight o la follia di Electronic Super Joy, ma Fenix Furia riesce ad essere un platform game curato e preciso (forse fin troppo), che metterà a dura prova capacità e pazienza di chi non ha paura di un'esperienza di gioco impegnativa. Pur senza eccellere in nessun campo, con molte meccaniche di gioco creative e tantissimi contenuti, gli appassionati dei giochi impegnativi avranno pane per i loro denti. 7.0
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Monochroma

di Carlo Burigana / Carlito P 30 giu 2016
Nel complesso il titolo dei Nowhere Studios ha tanti pregi quanti difetti. A suo favore c’è sicuramente il comparto artistico, splendido ed evocativo, e un gameplay intriso di enigmi ambientali che necessitano di ragionamento e di una buona dose di tempismo pad alla mano. Purtroppo però pesano negativamente i numerosi bug presenti nel titolo capaci di minare profondamente l'esperienza di gioco, e un sistema di controllo insufficiente rispetto all’impegno richiesto in alcuni frangenti. Nonostante tutto, ho trovato Monochroma un’opera prima di tutto rispetto e mi auguro vivamente che i ragazzi di Nowhere Studios a Istanbul continuino il loro coraggioso percorso videoludico, migliorandosi e sfornando altri progetti simili, magari vincolandoli ancora a nobili iniziative di beneficenza, proprio come hanno fatto con questo titolo che ha raccolto preziosi proventi per Save The Children. 7.0
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Mighty No.9

di Győző Baki / Baboy P 30 giu 2016
Anche senza voler scomodare ingenerosi paragoni coi classici Mega Man, Mighty No.9 delude su quasi tutti i fronti per via di un gameplay impreciso, frustrante e raramente divertente, una realizzazione tecnica scadente ed una totale mancanza di stile. Eppure qualcosa di buono c'è: i contenuti sono molti e quando il gioco risulta fluido e veloce riesce a divertire, così come la modalità cooperativa, quando finalmente riusciamo a sbloccarla, riesce ad essere davvero spassosa. Non si tratta quindi di un fallimento totale, ma con questi talenti, questo budget e queste aspettative, di certo non è il gioco che avremmo voluto avere tra le mani. 6.6
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Lumo

di Győző Baki / Baboy P 23 giu 2016
Stilisticamente parlando, Lumo è un salto nel passato davvero affascinante, con un gameplay vario ed un piacevole stile artistico. A livello pratico però, a causa di diversi problemi di design la frustrazione è sempre dietro l'angolo impedendo al gioco di essere un vero must buy anche per i giocatori più nostalgici. Per chi ha un po' di pazienza ed è cresciuto sui classici anni '80 però Lumo può comunque garantire 5-6 ore di divertimento quando decide di funzionare al meglio. 6.5
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Valentino Rossi: The Game

di Mirko Rossi / Thor P 20 giu 2016
Valentino Rossi: The Game si è rivelato un ottimo gioco di moto, capace di riprodurre nel migliore dei modi sia il Motomondiale 2016 che l’intera carriera motociclistica di Valentino Rossi. Il modello di gioco, accessibile ed appagante, e la possibilità di attingere a 20 anni di storia delle due ruote hanno permesso agli sviluppatori di includere numerose modalità differenti, che garantiscono al titolo un elevata longevità anche dopo aver consumato il pad sulla stagione in corso. Peccato solo che la realizzazione tecnica e le sezioni in auto non si siano rivelate all’altezza del resto della produzione, compromettendo l’esperienza globale. In ogni caso si tratta del più completo gioco in circolazione dedicato al motociclismo, che tutti gli amanti del genere dovrebbero considerare e che rappresenta un ulteriore passo in avanti di Milestone nella giusta direzione. 7.8
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Dangerous Golf

di Győző Baki / Baboy P 19 giu 2016
Dangerous Golf tenta di ricreare il fascino della modalità Crash dei giochi Burnout unendolo al golf, ma purtroppo non riesce né a ricreare il dinamismo e la varietà del primo, né tanto meno la profondità tattica del secondo, creando quindi un ibrido affascinante da vedere ma non sempre eccezionale da giocare, anche a causa di un sistema di punteggio pesantemente basato sulla fortuna e vari problemi tecnici. Resta un buon party game da giocare con gli amici, ma purtroppo non risulta essere abbastanza profondo e valido da portarvi a volerlo giocare più volte. 6.8
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Trials of the Blood Dragon

di Győző Baki / Baboy P 19 giu 2016
Trials of the Blood Dragon è un mash-up davvero impressionante tra il gameplay motoristico estremamente tecnico della saga di Trials e lo stile esagerato, colorato, nostalgico, pieno di testosterone e dannatamente ironico di Blood Dragon, ma le novità sul fronte del gameplay non risultano rifinite quanto quelle più classiche mentre la campagna vola via un po' troppo velocemente. In definitiva un gioco più per i fan sfegatati dell'universo di Blood Dragon che per quelli che volevano un nuovo Trials; l'unione dei due mondi risulta comunque divertente ed estremamente affascinante. 7.2
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Sherlock Holmes: The Devil's Daughter

di Carlo Burigana / Carlito P 19 giu 2016
Sherlock Holmes: The Devil's Daughter introduce nuovi interessanti elementi narrativi che conferiscono maggiore umanità e carisma al protagonista e arricchiscono il pathos dell’ottima trama affiancandoli a gradite novità del gameplay come la visuale in prima persona, i nuovi minigiochi ed una maggior dose d'azione in generale; protagonisti assoluti dell’opera restano comunque l’investigazione e tutti quegli elementi di gameplay che hanno reso il precedente capitolo, dal quale però ha purtroppo ereditato anche i difetti. Personaggi poco dettagliati e dalle animazioni legnose, unitamente agli estenuanti caricamenti, sottraggono infatti valore ad un titolo altrimenti molto valido. Tirando le somme, consiglio l’acquisto immediato del titolo principalmente agli inguaribili fan del mitico Sherlock Holmes, mentre gli altri potrebbero voler attendere un ribasso di prezzo. 7.6
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Fragments of Him

di Davide Ambrosiani / Ambro P 12 giu 2016
Fragments of Him è un titolo che si presenta come videogioco non avendo però nessuna delle caratteristiche che definiscono il 90% del medium, divenendo quindi un’opera interattiva. I problemi sorgono nel momento in cui anche la parte che dovrebbe rientrare nell’etichetta di “opera” non agisce con la giusta efficacia. Non ho il cinismo necessario a chiedere apertamente perché Fragments of Him sia stato fatto, ma non mi manca quello per chiedere come mai sia stato scelto il videogioco come mezzo espressivo. 5.0
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Mirror's Edge Catalyst

di Giuseppe Genga / Neural P 12 giu 2016
Quello che doveva essere un ritorno in grande stile della serie di Mirror's Edge si rivela purtroppo una parziale delusione: rimangono il fascino della città futuristica - seppur fin troppo asettica - e l'ottimo sistema di parkour, ma l'impressione è che il passaggio ad una struttura open world abbia giovato alla serie solo sul fronte della longevità, mentre problemi come combattimenti noiosi e frustranti, una storia sottotono e vari problemi tecnici impediscono a Mirror's Edge Catalyst di rappresentare il grande ritorno di Faith nel quale i fan speravano. La speranza è che questo rappresenti solo un primo passo nel rilancio della serie e che un futuro sequel riesca a raggiungere la grandiosità che una serie così interessante meriterebbe. 6.7
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Soul Axiom

di Győző Baki / Baboy P 10 giu 2016
Soul Axiom è un'avventura in prima persona piena di immaginazione, dai mondi virtuali vividi e ricchi di varietà e dagli enigmi brillanti ma mai frustranti ed altrettanto vari, con una longevità eccellente per una produzione di questo tipo. Purtroppo una realizzazione tecnica approssimativa e qualche scelta di design discutibile gli impediscono di diventare un vero classico senza tempo, ma chi è alla ricerca di un'avventura di qualità con elementi in stile Myst e Portal troverà in Soul Axiom un gioco altamente soddisfacente e pieno di idee interessanti. 8.0
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Kick & Fennick

di Carlo Burigana / Carlito P 10 giu 2016
Complessivamente Kick & Fennick risulta essere un un passatempo scacciapensieri di buona fattura, con un gameplay immediato e appagante rispetto allo schema di comandi un po’ ostico della precedente incarnazione. La struttura puzzle-platform del titolo si snoda lungo cinque capitoli, suddivisi a loro volta in dieci episodi (tranne il primo capitolo che ne comprende solo 5) della durata di circa quindici minuti ciascuno e vi terrà occupati ad affrontare i suoi colorati stage ricchi di enigmi ambientali per circa 3-4 ore complessive. Non risulta però particolarmente memorabile e, alla lunga, la ridondanza visiva degli elementi presenti nei livelli si fa sentire; criticabile anche la bassa rigiocabilità limitata alla sola ricerca di collezionabili per lo sblocco di nuove tutine del protagonista. 6.7