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Super Lucky's Tale
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Super Lucky's Tale - provato alla Gamescom

Tra i numerosi titoli svelati durante lo scorso E3 è impossibile non ricordare Super Lucky's Tale, un coloratissimo platformer 3D chiaramente ispirato ai grandi capolavori del genere. Durante la nostra visita alla Gamescom di Colonia non ci siamo ovviamente fatti sfuggire l’occasione di mettere alla prova questa interessante esclusiva Xbox. Ecco le nostre impressioni!
Come probabilmente saprete, uno degli obiettivi dichiarati di Microsoft in questo ultimo periodo è quello di ampliare la line-up dei titoli disponibili su Xbox rendendola allo stesso tempo più varia e capace di soddisfare un po’ tutti i gusti. Una missione ambiziosa, ma non impossibile, che deve necessariamente passare anche dalla rinascita di alcuni generi storici come i platform. Da questo punto di vista il 2017 si è già dimostrato un anno “favorevole” e non c’è dunque da stupirsi dell’importanza riservata a Super Lucky's Tale durante la conferenza e nello stand Microsoft di Colonia. Il titolo creato da Playful era infatti presente in versione giocabile sia nell’area esterna dello stand che all’interno della “Xbox One X Experience” con una demo di circa 15 minuti che permetteva di affrontare un breve tutorial ed una piccola parte del titolo, più che sufficiente per farsi un’idea delle caratteristiche principali del platform sviluppato da Playful.

Come accennato nell’introduzione Super Lucky's Tale è un classico gioco di piattaforme in 3D ambientato in un coloratissimo universo popolato da creature di ogni sorta, sia reali che di fantasia. Il protagonista, la volpe Lucky, può muoversi liberamente in ogni direzione e sono bastati pochi istanti per familiarizzare con le varie mosse a disposizione. Lo schema di controllo, almeno nella demo, era basato sull’uso di pochissimi tasti tramite i quali era possibile saltare, planare utilizzando il mantello, arrampicarsi, colpire gli eventuali avversari (anche utilizzando la coda) e, perché no, far muovere Lucky sotto la superficie calpestabile, così da cogliere di sorpresa i nemici o raggiungere aree apparentemente bloccate. La lunga coda poteva anche essere utilizzata per attivare i numerosi interruttori presenti o per finire gli avversari più ostici dopo averli resi inoffensivi. Lo scopo del gioco, come da tradizione del genere, è quello di guidare il protagonista attraverso i vari livelli, esplorando e raccogliendo nel frattempo quanti più collezionabili possibili tra cui monete d’oro, preziosi diamanti e anche alcune lettere che, se raccolte tutte, andranno a formare il nome di Lucky garantendo presumibilmente una ricompensa extra. Proprio come molti dei suoi illustri predecessori il titolo di Playful mira dunque ad abbinare una giocabilità immediata ad un level design particolarmente ispirato fatto di scorciatoie, segreti da scoprire, aree opzionali, salti millimetrici e enigmi da risolvere.

Nella demo, per esempio, il primo obiettivo era rimettere insieme alcuni personaggi secondari fatti di pietra e riattivare, di conseguenza,il gigantesco golem mostrato a più riprese nel trailer d'annuncio. Per farlo era prima di tutto necessario recuperare le parti necessarie sparse qua e là e trasportarle nei pressi della zona centrale, così da portare a termine questo semplice incarico. La porzione di gioco a disposizione aveva però molto di più da offrire, tra cui due aree sotterranee opzionali accessibili tramite alcune botole dove ho potuto mettere alla prova le mie capacità logiche e le capacità combattive di Lucky. Dopo il risveglio del Golem l’azione si è poi spostata in un ulteriore sotterraneo ricco di insidiose trappole, piattaforme rotanti e ascensori, che ho dovuto attraversare dall’inizio alla fine portando con me una fastidiosa zavorra, che limitava notevolmente le mie capacità di movimento. Prima di poter abbandonare definitivamente questa pericolosa area sono anche dovuto sfuggire alle attenzioni di Lord Ember, una creatura fiammeggiante fin troppo “espansiva”.

MX Video - Super Lucky's Tale

Come se non bastasse, superata questa fase, ho poi dovuto affrontare in combattimento il Maestro Mittens, un curioso felino esperto nella leggendaria arte marziale del Mew-Shu, che fin dai primi istanti di gioco aveva fatto di tutto per mettere alla prova le mie abilità. Non essendo ancora pienamente soddisfatto il Maestro non ha infatti esitato ad attaccarmi da una posiziona sopraelevata, perfetta per scagliare contro di me quantitativi ingenti di palle infuocate e nemici di pietra. Questi ultimi, per mia fortuna, potevano però essere rispediti al mittente con precisi colpi di coda, lasciando aperta una possibilità di successo. Dopo aver sconfitto il Maestro Mittens, seppur non definitivamente, ho finalmente potuto portare a termine il mio incarico ricongiungendo Lucky e il gigantesco Golem di pietra.

La demo messa a disposizione da Microsoft purtroppo terminava qui. E dico purtroppo perché onestamente non avrei voluto abbandonare la postazione così presto. Per quanto non brilli per originalità, il platform game sviluppato da Playful riesce infatti a catturare l’attenzione del giocatore grazie alla sua immediatezza e all’innata simpatia di tutti i personaggi presenti, ma guai a lasciarsi trarre in inganno dalle apparenze. Super Lucky's Tale, nonostante il suo look spensierato, è un platform impegnativo e profondo, che sembra quindi in grado di soddisfare non solo i più piccoli ma anche i giocatori in cerca di una vera sfida. Per quanto visto il titolo alterna infatti semplici scaramucce con nemici deboli ed isolati a scontri più impegnativi, il tutto condito da un level design decisamente equilibrato fatto di trappole, interruttori e piattaforme sospese. La speranza è che il titolo completo si mantenga su questi standard dall’inizio alla fine e che il bilanciamento tra difficoltà ed immediatezza riesca a tenere alto l’interesse del giocatore per tutta la durata dell’avventura.

Tecnicamente parlando Super Lucky's Tale probabilmente non rappresenterà un pietra miliare ma il risultato complessivo, giocando in 4K a 60fps su Xbox One X, è comunque notevole grazie all’utilizzo di uno stile grafico cartoonesco ricco di effetti speciali e ad una scelta di colori particolarmente azzeccata. Ottima anche la distanza visiva, che permette di apprezzare la dimensione dei vari livelli di gioco senza dover rinunciare a nessun dettagli. Meno convincente il frame rate, che allo stato attuale sembra avere dei piccoli tentennamenti dovuti presumibimente ad un’ottimizzazione ancora incompleta. Un aspetto da sottolineare riguarda sicuramente la totale assenza di dialoghi, sostituiti da classici finestre di testo accompagnate da suoni e versi indistinti (alzi la mano chi ha pensato alla serie di Banjo-Kazooie).

A conti fatti non posso dunque che ritenermi soddisfatto di questo primo incontro con la volpe Lucky. Il gioco sviluppato in esclusiva da Playful per Xbox sembra avere tutte le carte in regola per accontentare gli amanti dei platform vecchia scuola e, allo stesso tempo, sembra poter far breccia nei cuori di chi aspetta da troppo tempo di accogliere una nuova mascotte. Per sapere se queste buone sensazioni troveranno riscontro nella realtà dovremo però attendere di mettere le mani su una versione completa del titolo così da poter verificare la bontà del lavoro svolto dal team di sviluppo soprattutto sul fronte della longevità e della rigiocabilità, due aspetti fondamentali quando si parla di platform games. Nel frattempo voi continuate a seguirci per non perdere nessuna news su questa interessante esclusiva fino all’uscita, prevista per il 7 novembre, proprio in contemporanea con il lancio della nuova Xbox One X.

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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