MondoXbox

Live your
passion!

MondoXbox




LOST: Via Domus
copertina

Recensione - LOST: Via Domus

Cosa accade quando una serie televisiva raggiunge il successo mondiale catalizzando l'attenzione di milioni di spettatori? Ovviamente diventa un gioco, come accade sempre più spesso con molti film famosi. La serie-cult in questione è Lost, quella, per intenderci, che narra le vicende di un gruppo di sopravissuti ad un incidente aereo che si ritrovano catapultati su un'isola tutt'altro che deserta. Stavolta la produzione è a cura di Ubisoft, la quale ha affidato lo sviluppo ai premiati studi di Montreal; questa accoppiata potrebbe far ricredere anche i più scettici che guardano con diffidenza i giochi tratti da pellicole e affini. Per capire il reale potenziale del gioco anche noi ci siamo paracadutati tra le palme e le acque cristalline dell'oceano, cercando di scoprire cosa si nasconda sull'isola e se il viaggio valga il prezzo del biglietto.



Un volo maledetto
Immaginiamo di stare comodamente seduti su un aereo, e proprio mentre sorseggiamo con gusto un bicchierino di whiskey, un losco figuro si alza dalle file posteriori e si dirige minaccioso verso di noi. La situazione potrebbe farsi complicata, ma ecco che una provvidenziale turbolenza scuote l'aereo facendo cadere a terra il nostro potenziale aggressore. Tutto risolto allora? Niente affatto; i vuoti d'aria che ci hanno appena salvato infatti degenerano in catastrofe, spezzando letteralmente in due la fusoliera dell'aereo, che inevitabilmente precipita. Al nostro risveglio ci ritroviamo, un pò acciaccati ma per fortuna vivi, sperduti in mezzo alla foresta tropicale dove ha inizio il gioco. Purtroppo lo shock dell'incidente ci ha provocato una forte amnesia, per cui non riusciamo a ricordare nulla del nostro passato. Non rimane quindi che darci da fare per capire cosa sia successo e cosa ci aspetti sull'isola.

  • img
  • img
  • img


Miracolosamente ripresici dall'impatto, davanti a noi troviamo dei sedili mezzi distrutti ed altri detriti che possiamo esaminare attraverso la pressione del tasto A, lo stesso utile ad interagire con le persone che incontreremo sull'isola e con le visioni che ci accompagneranno durante il gioco; il soprannaturale è infatti una costante del titolo, come della serie TV. Ecco quindi che dopo pochi passi si manifesta davanti ai nostri occhi una figura femminile, che al nostro tentativo di dialogo risponde con una sequenza di immagini veloci e confuse. Riusciamo a scorgere solo un cadavere contornato da voci e volti sfocati. Poi la visione scompare senza lasciare traccia. Avanziamo ancora un pò e incontriamo il primo sopravvissuto del volo, cioè Kate, la quale ci informa che altri passeggeri superstiti dovrebbero trovarsi più avanti, sulla spiaggia. Da questo punto in poi lo sviluppo della storia di Lost: Via Domus sfrutterà un efficace sistema basato su dei flashback che progressivamente aiuteranno il nostro alter-ego a ricordare la sua identità. Così, mentre parliamo con Kate veniamo interrotti da una sequenza in bianco e nero da osservare attentamente per riuscire a fotografare un preciso momento del ricordo. Per farlo dobbiamo usare la nostra macchina fotografica, usando i tasti dorsali per regolare la messa a fuoco e i grilletti per lo zoom. Una volta immortalato l'attimo fatale, lo scenario tornerà a colori permettendoci anche di esaminare particolari ed oggetti prima inaccessibili. Tutto quello che vedremo e le persone con le quali parleremo nel nostro passato contribuiranno ad aggiungere un tassello alla nostra identità perduta. Nei vari ricordi troveremo però anche utili riferimenti ai vari personaggi principali di Lost, e così anche un pò della loro storia emergerà a favore, soprattutto, di chi non conosce la serie TV.

Una volta ricostruito del tutto il ricordo in questione, si ritornerà a giocare nel presente con nuove informazioni da usare per completare le varie missioni. Potremo quindi dirigerci verso il luogo dello schianto, dove troveremo gli altri sopravvissuti e inizieremo a cercare una via di fuga dall'isola, sperando che ce ne sia una...


Sette puntate per trovare la via di casa
Il gioco presenta una struttura narrativa simile ad una sequenza di puntate di una serie TV. Per ogni episodio, dopo un breve riassunto degli episodi precedenti si affronta un prologo di pochi minuti al quale segue classica sigla di Lost, e poi comincia l'avventura. Nonostante la visuale in terza persona, Lost è molto più simile ad un'avventura grafica punta-e-clicca piuttosto che ad un gioco d'azione. Infatti tutti i personaggi con i quali ci troveremo ad interagire restano sempre fermi nella stessa posizione ed eseguono pochi movimenti in attesa che ci avviciniamo loro per parlare. L'interfaccia dei dialoghi è semplice e si divide in quattro settori: in uno troviamo alcune frasi generiche come, ad esempio, “Pensi che ci salveremo?” oppure “Perchè eri sull'aereo?” e così via, da riproporre, volendo, ad ogni superstite. Purtroppo le risposte a queste domande sono spesso molto simili tra loro e ripeterle non risulta un granché utile. Un'altra sezione elenca invece le frasi inerenti alla missione in corso, ma anche in questo caso c'è poca profondità nelle risposte che sono sempre molto sintetiche. Infine, nelle altre due voci del menù, troviamo il nostro inventario e una sezione dedicata allo scambio di oggetti.

Le domande già fatte e le frasi già pronunciate vengono spuntate per agevolarci, anche se l'esiguo numero di domande disponibili per ogni conversazione (al massimo 4/5) non lascia grossi margini di errore, neppure ai più distratti. Una volta ottenute delle nuove informazioni, saremo inoltre avvisati da un pratico indicatore lampeggiante sulla sinistra dello schermo. A quel punto basterà premere back sul joypad per aprire l'immancabile diario e avere un veloce promemoria delle prossime mosse da compiere.

A tal proposito va notato come il livello di difficoltà sia davvero basso, ed è praticamente impossibile non capire cosa fare o perdersi. Anche un giocatore alle prime armi non avrà problemi a completare l'avventura in meno di 5 ore, anche a causa della totale assenza di missioni secondarie che normalmente prolungano la longevità. Un pò troppo poco per un titolo orientato all'avventura e alla ricerca, considerato poi che il materiale a disposizione non mancava di certo.

Originale invece il sistema di acquisto e scambio dei vari beni; stando su un'isola sperduta, il vile denaro non ha praticamente valore e quindi è stato scelto un più adeguato ritorno al baratto. Ogni oggetto ha associato un valore fittizio in dollari, così per acquistare, ad esempio, una torcia che ne vale 10 dovremo selezionare 5 noci di cocco del valore di 2 dollari l'una, e proporre lo scambio al personaggio di turno. Ecco allora che la raccolta di bottiglie d'acqua, frutta, scatolame vario ed altri oggetti che troveremo sparpagliati sull'isola diventerà essenziale per mercanteggiare beni più utili. Il nostro zaino ha però un numero limitato di scomparti, e saremo quindi costretti a scegliere attentamente cosa trasportare.

  • img
  • img
  • img


L'esplorazione degli scenari è quindi fondamentale, ma le dimensioni ridotte di ogni area facilitano il compito e raramente capita di tralasciare qualcosa. Qualche problema potrebbe invece sorgere quando si attraversa la giungla per spostarsi da una locazione all'altra. La fitta vegetazione potrebbe, all'inizio, confondervi e disorientarvi, ma una provvidenziale bussola recante la dicitura Via Domus (dal latino, la via di casa) indicherà sempre la giusta direzione da seguire. Inoltre sparsi tra gli alberi troveremo alcuni segnalini che, una volta attivati, ci mostreranno per pochi istanti una panoramica del percorso esatto da intraprendere. Il risultato è che, nonostante la foresta sembri immensa, ci si accorge in poco tempo che le strade possibili sono poche e obbligate. La libera esplorazione è di conseguenza quasi inesistente. Barriere poste ad uopo, come rocce insormontabili o ripidi precipizi, delimitano la spiaggia, la foresta e tutti gli altri luoghi che altrimenti per loro natura sarebbero enormi. Per attraversarli il nostro eroe può camminare oppure correre, premendo il grilletto destro, ma il ritmo del gioco rimane comunque molto lento.

Non aspettatevi sparatorie all'ultimo sangue o mostri da eliminare; Lost: Via Domus richiede solo pazienza e un pò di riflessione. Comunque l’ottimo sistema di salvataggio presenta molti check-point e, anche nei rari casi di morte, il gioco non risulta mai frustrante.

Anche quando si entra in possesso della pistola, il ritmo del gioco non accelera e ci ritroveremo a sparare solo pochi, essenziali, proiettili. Personalmente infatti ho usato solo 2 colpi in tutto il gioco, e il caricatore extra che avevo preventivamente acquistato si è rivelato inutile. Molto più spesso saremo invece armati di fotocamera per immortalare oggetti e luoghi, utili a sbloccare informazioni, ricordi e tanti punti. Da questo punto di vista Lost: Via Domus vi regalerà i 1000 punti-obiettivo più facili della vostra carriera di videogiocatori.

Una parte del tempo verrà poi spesa per completare l'unico tipo di rompicapo presente; di tanto in tanto incontreremo dei pannelli elettrici in cui, spostando e ruotando dei fusibili, dovremo ottenere il voltaggio richiesto per azionare vari meccanismi. L’unica variante è rappresentata da alcune sessioni in cui dovremo rispondere a delle domande che ci chiedono di completare delle sequenze di lettere o numeri; niente di difficile se avete superato i 12 anni di età. E' un peccato che questi siano gli unici enigmi proposti perchè, nonostante l'aumentare progressivo della difficoltà, nel giro di poco tempo diventano inevitabilmente monotoni e ripetitivi.

Altra nota dolente sono i frequenti caricamenti, ingiustificabili se consideriamo le ridotte dimensioni degli scenari e l’esiguo numero di poligoni presenti. Fortunatamente quando stiamo per abbandonare un'area veniamo sempre avvertiti e possiamo scegliere di trasportarci direttamente in posti precedentemente visitati, evitando di attraversare di nuovo la giungla e i relativi caricamenti.


Noi, loro e gli Altri
Uno dei maggiori dubbi riguardo ad un avventura basata su una serie TV ancora in corso, e quindi senza un finale, è: come finirà il gioco? E come può funzionare la storia vista finora, che i fan conoscono a memoria, se si introduce un personaggio estraneo? Stiano tranquilli gli appassionati di Lost e anche coloro che vogliono giocare il titolo Ubisoft senza conoscere la serie: la storia funziona benissimo e il finale è ben fatto e tutt'altro che scontato. Peccato solo che duri così poco.

Comunque, senza anticipare troppo, possiamo dire che sull'isola non ci sono solo i sopravvissuti del volo Oceanic 815 ma anche un folto gruppo di persone, apparentemente ostili, chiamate gli Altri. Scoprire di chi potersi realmente fidare spetterà solo a noi. Anche se il nostro obiettivo primario rimarrà quello di ricordare il nostro passato per affrontare il presente e infine ritornare a casa.

Il nostro personaggio, Elliot, è stato creato appositamente per il gioco e non esiste nella serie TV. E' un personaggio sopra le parti e ci permette di interagire con Jack, Locke, Sayid e tutti gli altri superstiti osservando le loro storie dal suo punto di vista. Inoltre la sua storia personale risulta del tutto nuova anche per i veterani della serie TV di Lost. Nonostante ciò, la trama parallela che vivremo lega benissimo con gli eventi chiave visti durante le tre stagioni di Lost, senza forzare la narrazione e senza sconvolgere gli equilibri ad incastro costruiti ad arte dagli sceneggiatori.

Era anche stato annunciato che nel gioco avremmo esplorato una locazione finora inedita, ed infatti la promessa è stata mantenuta: agli appassionati non sfuggirà di certo la piacevole sorpresa inserita in questo Lost: Via Domus, che ovviamente non vi sveleremo.


Cartoline dall'Oceano
Come già detto, il gioco è orientato più all'esplorazione che all'azione, e questo si riflette, in parte, anche sulla grafica. L'interazione con l'ambiente è purtroppo molto limitata; non si distrugge nulla, non si sposta nulla e non si incontra mai nessuna persona a passeggio sull'isola. Insomma, c'è una sensazione di staticità che viene interrotta solo da rare eccezioni come, ad esempio, nelle sequenze in cui dovremo sfuggire ad una minacciosa nube nera che ci insegue nella foresta. In questi casi dovremo correre e saltare alcuni tronchi oppure ripararci tra i rami degli alberi in attesa che la nube sia passata e il pericolo scongiurato. Gli scenari sono comunque ben realizzati: ottima illuminazione, spiagge dorate, vegetazione fitta e varia e colori fotorealistici rendono alcuni scorci dell'isola molto suggestivi.

Nel buio delle grotte invece potremo ammirare un piacevole effetto bump-mapping che rende i tunnel rocciosi davvero convincenti. Molte texture hanno però una definizione altalenante, alcune sono ben curate e riproducono nei minimi particolari gli oggetti e le varie strutture presenti, altre restano un pò sbiadite e povere di dettaglio. Fortunatamente, gli ambienti più importanti e gli oggetti-chiave che dobbiamo fotografare per acquisire i nostri ricordi, godono sempre di una cura maggiore. Pochine invece le animazioni di tutti i sopravvissuti, compreso il nostro eroe, che inoltre non cambia mai espressione nemmeno in situazioni di pericolo o se gravemente ferito. In compenso le skin dei volti di tutti i personaggi riproducono fedelmente l'espressione delle loro controparti in carne ed ossa, tranne qualche eccezione. Menzione speciale per i visi di Locke, Hurley e Saiyd, davvero identici agli attori reali! Ottimo l'audio, fedele alla colonna sonora della versione televisiva di Lost, e che comprende tutti i temi musicali che accompagnano da anni le gesta di Jack e compagni.

Discreto il doppiaggio, completamente in italiano, anche se purtroppo le voci non sono quelle originali tanto care agli appassionati della serie. Una volta terminato il gioco si sbloccheranno solo pochi extra rappresentati in prevalenza da artwork e foto, ma nessuna opzione o variante che ci incoraggi a rigiocare l’avventura.

  • img
  • img
  • img


Conclusioni
Lost: Via Domus è un gioco riuscito solo per metà, e per questo destinato prevalentemente ai fan della serie. Alcuni limiti tecnici e di gameplay, sui quali è impossibile sorvolare, impediscono al titolo Ubisoft di trovare una sua propria identità. La definizione più appropriata è quella di “puntata interattiva di Lost”, purtroppo più divertente da guardare che da giocare. La storia è interessante ma davvero troppo breve per coinvolgere a fondo il giocatore, e riesce solo in parte a restituire l’atmosfera di Lost. Si salvano inoltre il comparto audio e quello grafico, non esente comunque da alti e bassi che non rendono mai piena giustizia né alla Xbox 360 né alla serie TV. Il senso di sfida è praticamente nullo, l’unico elemento di interesse è dato dalla possibilità di visitare in prima persona i luoghi della serie TV e dialogare con i volti noti del cast. Il prezzo sotto la media non giustifica comunque la durata di circa cinque ore, specie per coloro che non sono dei veri appassionati di Lost. Insomma, l’ennesimo esempio di buone idee sviluppate in modo approssimativo.
6.2

c Commenti

copertina

c

Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
x Invio commenti disattivato per gli articoli più vecchi di tre mesi.
caricamento Caricamento commenti...