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Recensione - Gears of War: Judgment

Dopo la conclusione della trilogia originale con protagonisti la squadra Delta con Marcus Fenix e soci, Epic Games e People Can Fly tornano indietro nel tempo e con Gears of War: Judgment scelgono di ripercorrere le vicende avvenute subito dopo il tragico Emergence Day che segnerà per sempre il mondo di Sera. Scopriamo cosa ci riserva questo prequel, tra tradizione ed innovazione.

Il Gioco

L’Emergence Day è arrivato e Halvo Bay, città altamente militarizzata situata nella regione di Tyrus, è uno dei primi bersagli delle Locuste. Tra Guardie Onyx e altri gruppi di soldati c’è un team in particolare che sta creando non poche grane al colonnello Ezra Loomis, capo delle forze militari del luogo: la Squadra Kilo, formata da un giovane Damon Baird, uno sportivo Augustus Cole, un’affascinante quanto determinata Sofia Hendrik e un vecchio Gorasnayan di nome Garron Paduk. Dopo le loro sconsiderate azioni nel corso degli eventi che stanno portando alla distruzione di Halvo Bay, tutti i componenti della Kilo Squad sono accusati di tradimento e rischiano di essere fucilati dallo stesso Loomis che presiede il processo in tribunale: inizia così un racconto basato sulle testimonianze dei singoli soldati che cercano di difendersi dalle accuse e chiarire come stanno veramente le cose. Gears of War: Judgment, come avrete già intuito da quest’introduzione, è un prequel della trilogia originale che adotta uno stile narrativo del tutto differente rispetto a ciò a cui ci hanno abituato i precedenti titoli, scegliendo di ripercorrere tutti gli eventi della storia attraverso dei flashback quando ormai i protagonisti si trovano già sotto processo. Questa scelta intrapresa dagli scrittori Rob Auten e Tom Bissell ci permette di esplorare a fondo il pensiero e il carattere di ogni singolo personaggio della Squadra Kilo, fornendo quindi punti di vista differenti preziosissimi per comprendere ciò che è accaduto nel corso delle varie missioni. A tal proposito, risulta differente anche l’intera struttura della campagna: non più capitoli formati da atti, bensì da numerose sezioni della durata di circa 20-25 minuti a seconda della difficoltà selezionata (sempre da Facile a Folle) e dall’attivazione o meno delle missioni di “Declassificazione” (particolari richieste del gioco per aumentare la tensione o restituire particolari effetti scenografici).

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Fin dal primissimo capitolo della campagna ci troviamo ad affrontare le prime novità, sia a livello di meccaniche che di comandi: apriamo quindi una parentesi su quest’ultimi visto che la nuova mappatura dovrà essere padroneggiata sia da veterani che novizi ed è applicata sia nel singolo che nel multigiocatore. Nei precedenti capitoli la selezione delle armi era completamente a carico del D-Pad; adesso basta premere il tasto Y per poter scambiare arma primaria e secondaria, proprio come avviene nella maggior parte degli FPS. Le granate possono essere lanciate con la pressione del tasto LB, mentre il Tac-Com, che prima era affidato ad uno dei dorsali, è stato trasferito sul D-Pad ed è attivabile premendolo in basso. Le esecuzioni possono essere effettuate tenendo premuto a lungo il tasto B, mentre con X prendiamo il nemico come scudo di carne. Sostanzialmente invariate le funzioni degli altri tasti, con A per corse e salti, B per il corpo a corpo e LT/RT per mirare e sparare. Per quanto riguarda le meccaniche inedite della campagna, troviamo l’introduzione di un sistema di valutazione a stelle (molto simile a quello presente in Bulletstorm, altro titolo sviluppato da People Can Fly) che premia le uccisioni più particolari (come colpi alla testa, esecuzioni, sbrandellamenti e uccisioni multiple). L’altra novità è la modalità Orda integrata all’interno della Campagna, con diverse sezioni completamente dedicate a combattere ondate di Locuste a suon di torrette automatizzate e barriere.

Oltre alla storia che vede protagonista la Squadra Kilo, Gears of War: Judgment integra anche parte della storyline di Gears of War 3 con la mini-campagna denominata “Ripercussioni”, della durata di poco più di un’ora e che mostra le operazioni portate avanti da Baird, Cole e Carmine mentre Marcus, Dom, Anya e gli altri si dirigono verso Mercy dopo la battaglia di Anvil Gate. Questo capitolo, dal concept simile a “Road to Ruins” di Gears of War 2, mantiene la struttura narrativa originale con molti dialoghi inframezzati da battaglie più o meno intense, integrando alcuni elementi inediti di Judgment come i nemici e la mappatura dei comandi, dando vita ad un particolare mix. In questo caso non troviamo missioni Declassified né il sistema a stelle, togliendo quindi parte del divertimento alla base delle due novità ma allo stesso tempo regalando ancor più varietà al gioco. Considerate quindi le due campagne giocate a Difficile, la durata del titolo si attesta intorno alle 14 ore ma sarà richiesto di giocarle più volte per poter osservare tutti gli scenari offerti da livelli con Declassificamento attivo e non. Come sempre la storia è giocabile anche in cooperativa fino ad un massimo di 4 giocatori e questo faciliterà il compito di ripulitura degli ambienti, specialmente a difficoltà Folle.

Come in ogni nuovo Gears che si rispetti, non poteva mancare un arsenale rinnovato anche se la scelta contrasta un po’ con la timeline del gioco, visto che tutte le nuove armi presenti in questo capitolo non sono mai state riutilizzate in quelli successivi. Tra le armi di base troviamo l’introduzione del Markza, un fucile automatico appartenente all'UIR che funge praticamente da cecchino a medio e corto raggio, mentre a fare da controparte allo Sniper ci pensa il Breechshot, un bolt action rifle che appartiene alla classe di Locuste “Rager” ed è utile a distanze ravvicinate. Ad affiancare il Boomshot c’è invece il Booshka, un lanciagranate precedentemente appartenuto all'UIR che ha la capacità di lanciare bombe a ripetizione che possono rimbalzare di parete in parete ed esplodere all'impatto con il nemico. Infine il Tripwire Crossbow è una balestra lancia-dardi esplosivi che troviamo sempre a disposizione nelle sezioni “Orda”. Per quanto riguarda le armi esistenti, l’Hammerburst è tornato ad essere molto più simile a quello visto nel primo capitolo, mentre il Fucile a Canne Mozze ha due colpi in canna invece che uno. Tra le granate, oltre a quelle fumogene, velenose, incendiarie e a frammentazione, troviamo due aggiunte particolarmente utili nel comparto multigiocatore: le Stim-Gas Grenades, che curano o rianimano i giocatori nelle vicinanze, e le Spot Grenades, che individuano tutti i nemici presenti in una determinata area.

Il multiplayer è distinto in due specifici modelli di gioco: il primo, rappresentato dalla modalità OverRun e Survival, è basato su un sistema di classi ed è in sintesi il risultato dell’unione tra Belva e Orda; il secondo, che comprende le modalità Tutti contro Tutti, Team Deathmatch e Domination, è il classico multiplayer competitivo che però si distacca dai precedenti capitoli per un gameplay più frenetico e per l’assenza delle Locuste rimpiazzate da COG Blu e COG Rossi. OverRun è una modalità che vede scontrarsi 5 giocatori umani contro 5 giocatori locuste in due turni a tempo dove l'obiettivo di entrambi è quello di far cadere le difese avversarie, prendendo nuovi territori e nuovi punti di rinascita. Le forze della Coalizione dei Governi Organizzati hanno a disposizione quattro classi (Ingegnere, Soldato, Scout e Medico – rispettivamente per i quattro protagonisti della Squadra Kilo composta da Baird, Cole, Paduk e Sofia) ognuna con delle peculiarità ed abilità uniche che si ricaricano ogni 10-15 secondi. Le Locuste possono anch’esse contare su diversi mostri con dei ruoli ben definiti tra cui Tickers, Wretch, Grenadier, Kantus, Rager, Serapede, Mauler e Corpser. Quando i giocatori sono nei panni delle Locuste, devono aprire una voragine per poter far uscire dal sottosuolo i Kryll che costringeranno gli umani a ritirarsi fino ad arrivare al Generatore finale; al contrario, quando interpretano i COG, devono mantenere ben difeso l’intero territorio. In Survival i giocatori possono invece solo vestire i panni degli umani mentre le Locuste sono comandate dalla CPU: come suggerisce anche il nome, si dovrà resistere a un totale di 10 ondate cercando di mantenere il più possibile intatta la base in cui si concentrano tutte le forze alleate.

Per quanto riguarda il classico Versus, Tutti contro Tutti prevede la partecipazione di 10 giocatori che devono effettuare un certo numero di uccisioni entro un tempo stabilito, ed in caso non si riuscisse a raggiungere il numero richiesto, il vincitore sarà colui che avrà raccolto il maggior numero di kill; Deatchmatch a Squadre rimane invece sostanzialmente la stessa vista in Gears of War 3 con la differenza che l’obiettivo finale è quello di 50 uccisioni in un unico turno; infine troviamo Domination, un Re della Collina a 3 ring in cui le squadre devono dare il loro massimo per poter raggiungere i 250 punti totali. Tutte e tre le modalità prevedono uccisioni istantanee, con l’assenza della meccanica DBNO (Down But Not Out, il meccanismo che permette ad un giocatore di cercare di sopravvivere ed essere rianimato da un compagno dopo un colpo letale), e l’eliminazione della Ricarica Attiva a favore di scontri più bilanciati senza bonus danni extra. Come sempre, il tutto è giocabile anche off-line con l’ausilio dei bot, mentre il matchmaking online rimane invariato con la divisione tra Partite Veloci e Partite Classificate. Ultimi ma non meno importanti, segnaliamo una personalizzazione dei personaggi molto più profonda, con la possibilità di poter abbellire sia armi che corazze, e l’introduzione dei Prize Box, un sistema simile a Mass Effect 3 che premia il giocatore con casse contenenti punti esperienza, skin e corazze particolari.

Amore

Campagna molto più frenetica

- Nel corso di tutta la storia del gioco non esistono tempi morti, a parte quei pochi minuti che passano tra una testimonianza e l’altra, ed è un continuo susseguirsi di ondate di Locuste che mettono a rischio la nostra vita e l’obiettivo della missione. In ogni sezione non ci si sofferma quasi mai a riflettere sui fatti appena accaduti, bensì si passa da uno scontro all’altro nel giro di qualche secondo senza mai fermare l’azione.

Sorprese grafiche

- Rispetto al suo predecessore, Gears of War: Judgment presenta diversi miglioramenti sul comparto tecnico nonostante l’Unreal Engine 3 sia ormai in uso da diversi anni presso molteplici case di sviluppo: tra questi notiamo una gestione più realistica dell’illuminazione, soprattutto in ambienti scuri, e l’introduzione di effetti grafici a schermo più consistenti in caso di condizioni meteorologiche avverse o alterazioni della visione dei protagonisti.

Un certo ritorno alle origini

- In Judgment si respira a più riprese un’atmosfera molto simile a quella del primissimo Gears of War che nel lontano 2006 emozionò critica e pubblico. A questa sensazione contribuiscono il ritorno di tematiche più vicine ad un titolo horror, con sezioni molto più dark e gore, e ambienti più stretti ed angusti dove si privilegia il combattimento corpo a corpo. Non mancano ovviamente capitoli all’aria aperta con il sole ad illuminare i volti dei protagonisti, ma in generale si tratta di un ritorno alle origini del brand.

Varietà di situazioni

- Con l’introduzione dello Smart Spawn System, ogni volta che si rigioca un capitolo della campagna è possibile che il nemico non si presenti negli stessi luoghi ed anche il tipo di Locuste che si incontrano ad ogni nuovo tentativo può variare. Non solo, attivando le missioni Declassified il gameplay è ancora più vario per via delle richieste che il gioco ci fa, come l’utilizzo di armi specifiche, l’aggiunta di un obiettivo a tempo che complica ancora di più la missione o effetti climatici di varia natura che modificano la narrazione degli eventi. Insomma, la ripetitività potrà sbucare dietro l’angolo soltanto dopo tante ore di gioco.

Orda competitiva

- OverRun è perfetta per tutti quelli che cercano azione frenetica e divertimento intenso, grazie al fatto che è sostanzialmente la tanto amata Orda con l’aggiunta della competizione a squadre e di obiettivi da difendere: da amante di “Belva” quale sono, poter vestire ancora una volta i panni delle Locuste e di altri mostriciattoli per fare a brandelli gli umani è troppo appagante.

Design delle mappe

- I level designer di Epic Games hanno realizzato delle mappe davvero ben studiate per il comparto multigiocatore competitivo e cooperativo, inserendo elementi nuovi come la verticalità, la possibilità di scendere da livelli più alti per cogliere di sorpresa l’avversario e quelle interazioni ambientali che si erano perse dopo Gears of War 2. Ho particolarmente apprezzato la scelta degli sviluppatori di dividere le mappe e renderle quindi adatte a specifiche modalità: in GOW3 c’erano fin troppi ambienti sfavorevoli per l’uno o l’altro gametype.

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Odio

Stelle spezza-azione

- Ogni volta che in Campagna si supera una sezione del capitolo che si sta giocando, bisogna sempre assistere ad un riepilogo che tiene conto di varie statistiche, tra cui il famoso sistema a tre stelle. Visto che i singoli capitoli non durano poi molto, ritrovarsi in continuazione questa schermata dà abbastanza fastidio e spezza il naturale svolgimento della storia.

Pochi ambienti multiplayer

- Il roster delle mappe al lancio risulta essere abbastanza deludente, con quattro ambientazioni esclusive per la modalità OverRun e altre quattro per le modalità competitive del Versus. Anche considerando le aggiunte del DLC gratuito sponsorizzato da Maxim e quelle del Pass Stagionale da acquistare separatamente, il totale finale risulta essere sempre e comunque inferiore a quello dei precedenti titoli.

Locuste online in disparte

- Il multiplayer, come già accennato in precedenza, ha subito una certa rivoluzione e tra tutti i cambiamenti effettuati quello che mi è piaciuto di meno è stato l’eliminazione delle Locuste dalle classiche modalità multiplayer (OverRun e Survival escluse): se da una parte le due squadre COG di diverso colore possono attirare un pubblico nuovo e aprire le porte dei tornei competitivi più acclamati, dall’altra parte questa mancanza va contro la tradizione del gioco. A questo punto si poteva tentare un gioco sulle guerre Pendulum, con l’UIR al posto di una delle squadre COG.

Tiriamo le somme

Gears of War: Judgment si pone come un capitolo di rottura rispetto ai suoi predecessori, tra tradizione ed innovazione, proponendo una campagna dalla struttura modificata ma sempre adrenalinica e ricca di bei momenti affiancata ad un multiplayer completamente stravolto che ammicca ai comparti online più popolari. Probabilmente alcuni dei più conservatori veterani del brand non saranno appagati da tutti i cambiamenti fatti, in special modo quelli inerenti al comparto multigiocatore, ma è innegabile che People Can Fly ed Epic Games abbiano svolto ancora una volta un ottimo lavoro. Acquisto consigliato a tutti quelli che vogliono ancora vivere nuove avventure in compagnia di COG e Locuste, ma anche a quelli che si vogliono avvicinare a questo mondo per la prima volta. 9.0

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L'autore

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Dopo aver iniziato a bruciare la Play con Crash Bandicot, ha poi saltato una generazione intera di console. L'incontro con la 360 avviene nel 2007 a San Marino, nel tentativo di evadere un po' di tasse. La sua folle passione per Gears of War lo porta ad entrare in MX e a sognare un giorno di lavorare per Epic Games, per i quali è già diventato moderatore del forum ufficiale.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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