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Assassin's Creed III

Recensione - Assassin's Creed III

Dopo essere fuggito dall'Abstergo, aver vissuto le avventure dei suoi antenati Altair ed Ezio ed essere venuto in contatto con un una misteriosa antica civiltà, Desmond Miles è finalmente pronto a concludere il percorso iniziato ben cinque anni fa. E noi l'abbiamo accompagnato nel suo viaggio alla scoperta dell'America del 1700: eccovi cosa abbiamo scoperto.

Il Gioco

La storia di Assassin's Creed III inizia esattamente dove ci aveva lasciato Revelations, quando Desmond si risvegliò dal coma esclamando "So cosa dobbiamo fare". Qui troviamo il protagonista in compagnia di William, Rebecca e Shaun all'ingresso della cripta della Prima Civiltà a Turin, dove i quattro cercheranno di apprendere di più sulla misteriosa catastrofe che minaccia l'umanità. Ovviamente la cosa non è così semplice ed è necessario che Desmond indaghi ancora nella sua memoria genetica. Nella cripta viene quindi allestito un campo base con tanto di Animus per permettere al protagonista di entrare in contatto con un nuovo antenato: Connor Kenway, nativo americano conosciuto dai membri della sua tribù con il nome di Ratonhnhaké:ton. In un periodo di tempo che parte dall'inizio degli attriti tra coloni ed esercito inglese fino ad arrivare alla guerra d'indipendenza americana ed oltre, ripercorriamo così le avventure di Connor che, ancora giovane, vive la tragedia dello sterminio del suo villaggio per poi imbarcarsi nell'addestramento come Assassino allo scopo di vendicarsi degli autori di tali efferatezze, fino a ritrovarsi elemento determinante nel conflitto in atto interagendo con importanti personaggi storici come lo stesso George Washington. In tutto questo Desmond non si accontenta certo di starsene sdraiato sull'Animus: l'Effetto Osmosi l'ha ormai reso un Assassino capace quanto i suoi antenati e non disdegna quindi un po' di sana azione alla ricerca di particolari manufatti che serviranno a rivelare il segreto della Prima Civiltà e, magari, scongiurare una catastrofe che sembra ormai inevitabile.

Questa è, per sommi capi, la trama che ci vede coinvolti nel gioco: in realtà l'affresco narrativo ideato da Ubisoft è ben più complesso di così e presenta diverse sorprese, una delle quali già nelle primissime ore, che ovviamente ho evitato di rivelarvi. Dal punto di vista del gameplay invece ritroviamo elementi noti, seppur in gran parte rivisti e corretti, accompagnati da assolute novità. La struttura di base è quella alla quale ci hanno abituato i vari titoli della serie: ci troviamo in un mondo vasto e completamente esplorabile composto da alcune grandi aree principali nelle quali si svolge la maggior parte delle missioni, unite tra loro da un'ulteriore area "di transito". In questo caso le aree principali consistono nelle due città che visitiamo nel gioco, Boston e New York, oltre ad una terza immersa nella natura in cui risiede una tenuta che ricoprirà un ruolo importante nella vita di Connor. L'area di transito, ma definirla tale è riduttivo, è la Frontiera: si tratta della distesa di montagne, boschi e pianure che si dipananano tra le due città lungo la costa est americana. Questa non solo ha lo scopo di fornirci gli scenari per alcune delle missioni che affronteremo - come i luoghi in cui si sono consumate importanti battaglie della guerra civile - ma è costellata di insediamenti di coloni ed attività da svolgere alla pari delle città, anche se ovviamente con una densità molto più bassa, tanto che anche qui vi sono numerose torri d'avvistamento - sotto forma di alti alberi o altre strutture, con le quali sincronizzarci per accendere una miriade di icone sulla mappa. Una volta esplorate, molte di queste zone sono raggiungibili velocemente grazie ad un sistema di fast travel che ci permette di spostarci tra i porti delle due città o anche tra le aree più importanti di città e Frontiera. Boston e New York presentano inoltre un sistema di tunnel sotterranei che ci permettono di viaggiare velocemente tra un quartiere e l'altro, ma per poterli usare vanno prima sbloccati: entrando in uno degli ingressi già noti della rete di tunnel, dobbiamo esplorarla percorrendola come in un grande labirinto e lasciando il segno del nostro passaggio accendendo delle fiaccole lungo il cammino, finché non riusciamo a trovare un'uscita che da quel momento in poi sarà utilizzabile come punto di viaggio rapido.

La storia principale viene portata avanti tra tutte queste aree interagendo con personaggi chiave e ricevendo diverse missioni, che hanno talvolta a che fare con l'uccisione di particolari bersagli ma che possono anche includere fasi maggiormente stealth come quelle in cui dobbiamo seguire qualcuno senza farci vedere per origliarne le conversazioni. Città e Frontiera offrono però molto altro: come accennato, sincronizzandoci sui punti più alti dei vari luoghi la mappa si riempie di possibilità come missioni di assassinio, consegna di plichi postali o missioni di "liberazione" in cui dobbiamo intervenire contro l'oppressione delle truppe inglesi nei confronti dei coloni. Tra le attività opzionali c'è anche la cattura di fortini molto ben guardati, nei quali dobbiamo trovare il modo di infiltrarci, farne esplodere la polveriera e poi issare la bandiera americana per prenderne definitivamente il possesso. Novità assoluta introdotta nella Frontiera è inoltre la possibilità di cacciare la selvaggina: i boschi pullulano infatti di animali di tutti i tipi e possiamo seguirne le tracce usando l'Occhio dell'Aquila, la visione particolare di Connor che gli permette di individuare indizi nell'ambiente, piazzando poi trappole ed esche per catturare le prede o uccidendole a mani nude in scontri diretti. Quando si tratta di animali di piccola taglia come conigli, procioni o al massimo cerbiatti, il confronto non è un problema, ma quando si incontrano alci, lupi o addirittua orsi allora le cose si fanno più complicate: in questi casi si attivano delle sequenze di combattimento in stile QTE dove dobbiamo premere con prontezza i tasti che appaiono a schermo per poter avere la meglio sul nostro avversario. Una volta uccise le nostre prede, possiamo scuoiarle per poi vendere le pelli nei tanti negozi sparsi per la mappa, così da ottenere soldi utili per l'acquisto di nuove armi, vestiti o anche mappe che ci rivelano il luogo di speciali oggetti.

Ma le novità non finiscono qui: quella probabilmente più grande e spettacolare è l'introduzione delle battaglie navali. Durante la storia veniamo in possesso di un veliero che potremo utilizzare sia in alcune missioni principali che in una serie di missioni secondarie che prevedono inevitabilmente lo scontro con flotte di navi nemiche; queste fasi consistono nel pilotare direttamente la nave spiegando o ammainando le vele a seconda della maneggevolezza o della velocità desiderata, avvicinandosi poi alle navi nemiche per tirare potenti bordate di cannone fino a farle colare a picco - cercando ovviamente di evitare nel contempo i loro attacchi. Detto così sembra fin troppo semplice, ma le battaglie si rivelano spesso molto complesse, con numerose navi coinvolte e l'uso di diversi tipi di munizione a seconda del tipo di danno che si vuole arrecare. Altra novità è poi il sistema di gestione della Tenuta di Connor: quella che inizia come una semplice villa si espanderà sempre più salvando determinate persone in difficoltà che verranno poi ad aiutarci in qualità di carpentieri, taglialegna, pescatori, cacciatori e così via. Tutte queste "risorse" sono utilizzabili tramite un apposito menu per raccogliere materie prime, creare prodotti e spedirli poi con un sistema di commercio che ci permette di guadagnare denaro. Si tratta di un'attività opzionale e non determinante ai fini della storia, ma che potrete sicuramente trovare interessante se siete attratti da questo tipo di risvolti gestionali.

Ed oltre a tutto questo il mondo di Assassin's Creed III ci mette a disposizione molte altre attività: la possibilità di disputare partite a giochi da tavolo come Fanorona (una sorta di dama) e Filetto, la ricerca di oggetti collezionabili come le pagine dell'almanacco di Benjamin Franklin, la ricerca del tesoro disperso di Capitan Kidd o la partecipazione a sfide di club di pugili e cacciatori. Il gioco presenta anche un lato maggiormente social, informandoci quando siamo in vantaggio o svantaggio rispetto ai nostri amici per quel che riguarda il numero di uccisioni, di selvaggina cacciata e così via.

Ritornano caratteristiche già note come la possibilità di essere ricercati dalle guardie e di abbassare il livello di notorietà corrompendo banditori o strappando i manifesti con la nostra faccia, gli spostamenti a cavallo, il reclutamento e addestramento di adepti Assassini ed ovviamente la corsa acrobatica. Quest'ultima in particolare è stata oggetto di raffinamento e rifinitura con l'introduzione del sistema free-running, nel quale basta tenere premuto il grilletto destro per far correre Connor e farlo saltare o arrampicare automaticamente unicamente sulle superfici che lo permettono, evitando le fastidiose arrampicate a vuoto o salti rovinosi dei precedenti episodi. Questo ha permesso agli sviluppatori di dare vita anche allo spettacolare sistema di corsa sugli alberi, che ci vede arrampicarci e saltare di ramo in ramo per tratti anche molto lunghi, con la possibilità di sferrare attacchi dall'alto sia a nemici che alla selvaggina usando arco, pistola o il dardo da corda con il quale agganciare i malcapitati.

E questo ci porta al sistema di combattimento, anch'esso completamente rivisto: gli sviluppatori si sono chiaramente ispirati al Batman di Rocksteady introducendo un sistema di parate e contromosse molto simile. Quando un nemico sta per attaccarci, sulla sua testa appare un'icona di pericolo: se premiamo il pulsante di parata in quell'esatto momento, Connor bloccherà l'attacco indipendentemente dalla posizione in cui si trova e potremo poi effettuare un contrattacco oppure usare lo strumento secondario equipaggiato in quel momento, che può essere la pistola, il dardo da corda o altro. La dinamicità dei combattimenti dipende anche dall'arma usata: oltre alle classiche lame celate ed al tomahawk di Connor, è possibile infatti acquistare spade, mazze da combattimento e sciabole che cambiano sia i danni inferti che la velocità ed il tipo di attacchi possibili. Ovviamente i nemici non se ne staranno a guardare e, oltre agli attacchi corpo a corpo, proveranno spesso a spararci. In questi casi viene molto utile la possibilità di afferrare un nemico vicino per usarlo come scudo umano, per poi avventarci contro i nemici mentre stanno ricaricando l'arma.

Non dimentichiamo però Desmond, il vero protagonista della serie: parallelamente alla storia di Connor, il gioco ci fa vivere la sua ricerca della verità sul destino del mondo e sul coinvolgimento della Prima Civiltà, e non mancheranno anche le missioni in cui Desmond dovrà sporcarsi le mani, con un paio di colpi di scena che faranno molto piacere ai fan storici della serie. Una volta terminata tutta la storia, il gioco vi permetterà di tornare nei panni di Connor per continuare tutte le missioni secondarie e le attività che vorrete svolgere, introducendo anche un sistema di "manomissione" dell'Animus che vi permetterà di cambiare vari parametri come la stagione, il giorno o la notte e così via.

Completare il gioco seguendo solo la storia vi terrà impegnati per poco meno di 20 ore, mentre fare tutto il resto aumenterà di molto il tempo complessivo: se questo non bastasse, troviamo il ritorno del multiplayer. Ospitato su un secondo disco rispetto al gioco principale, il comparto multigiocatore ci permette di confrontarci con gli assassini di tutto il mondo in modalità tutti contro tutti o a squadre per un massimo di otto giocatori; è presente anche la modalità cooperativa Branco, in cui quattro giocatori devono collaborare per assassinare i vari obiettivi guidati dal gioco.

Amore

Rivelazioni

- Se nel precedente episodio ci era stato svelato molto dei motivi per cui la Prima Civiltà aveva iniziato ad interferire con la vita di Desmond, è qui che molti degli avvenimenti passati, compreso il comportamento di Minerva e Giunone, trovano finalmente un senso fino a giungere ad una degna conclusione. Se avete seguito tutte le varie trame dipanatesi finora nei vari giochi, questo è senza dubbio un episodio imperdibile.

Impatto grafico

- Grazie al nuovo motore, Assassin's Creed III assume una veste grafica finalmente all'altezza delle aspettative liberandosi di alcuni difetti del passato, come i personaggi legnosi e poco espressivi. Le cut-scene possono ora vantare un'interpretazione più che ottima dei vari attori virtuali con ottime espressioni facciali ed una realizzazione dei volti più che convincente, mentre il motore d'illuminazione svolge un ottimo lavoro nel rendere tutto più vivo e realistico. Menzione speciale per i paesaggi naturali, che vi regaleranno talvolta degli scorci da cartolina tra pareti di roccia (quasi sempre scalabili), cascate ed enormi foreste. Un ottimo ritratto del lato più bello del continente americano.

Battaglie navali

- Pur avendola vista in filmati ed anche in fiera, non ero particolarmente esaltato dalla componente di battaglie navali del gioco. Ma nel momento in cui ho preso il controllo di una nave mi sono dovuto ricredere: gli sviluppatori hanno realizzato un sistema di comando del vascello davvero ottimo, che ci costringe a tener d'occhio i venti e l'apertura delle vele per manovrare al meglio, mentre ogni battaglia diventa uno scontro non solo di forza bruta ma anche tattico per trovare l'approccio migliore alle navi nemiche. Senza contare che le battaglie durante la tempesta, tra lampi, pioggia e mare grosso, sono un vero spettacolo per gli occhi. Questo aspetto meriterebbe quasi di essere esplorato ulteriormente in un titolo dedicato.

Tantissime attività

- Come avrete capito, il mondo di Assassin's Creed III è ricco di cose da fare per chi desidera perdercisi dentro e passare ore ed ore senza neanche toccare la storia principale. La caccia, le battaglie navali, la ricerca di collezionabili e la gestione della Tenuta non potranno magari contare su una forte componente narrativa, ma vi terranno occupati per molto tempo.

Multiplayer

- Se già conoscevate la componente multigiocatore della serie sapete più o meno cosa aspettarvi: un qualcosa di molto diverso dalla freneticità dei soliti sparatutto, una sorta di gioco al gatto e al topo in una continua ricerca del bersaglio e fuga dall'inseguitore, cercando sempre di muoversi con prudenza per non attirare l'attenzione. Originale e molto ben realizzato: molto probabilmente non comprerete Assassin's Creed III per il multiplayer, ma sarà un gradito plus dopo aver spolpato per bene le avventure di Connor..

Stealth che passione!

- La serie Ubisoft ci ha presentato già nei precedenti episodi delle ottime meccaniche stealth, e sono stato molto contento di vederle tutte mantenute - compresa la possibilità di spostare corpi - con l'aggiunta di qualche novità come la possibilità di ripararsi dietro gli angoli e fischiettare alle guardie per farle avvicinare e ucciderle silenziosamente. Approcciare le missioni in questo modo, piuttosto che scatenare enormi combattimenti, è sempre un piacere.

Odio

Partenza lenta

- Ammetto che nelle prime 4-5 ore di gioco ero quasi sfiduciato sulle qualità del titolo: questo perché il gioco decolla davvero molto lentamente, offrendoci prima una sorta di storia-introduzione molto lineare che funge anche da lungo tutorial, ma che purtroppo risulta anche piuttosto noiosa pur offrendoci una rivelazione inattesa che pone le basi per tutti gli eventi successivi. Poi da quando Connor diventa adulto ed inizia ad allenarsi da Assassino il gioco esplode e tutto diventa molto più interessante, fortunatamente.

Setting poco carismatico

- Probabilmente i giocatori americani andranno in visibilio così come facemmo noi con gli episodi di Ezio in Italia, ma l'ambientazione storica della guerra d'indipendenza americana non mi ha esaltato più di tanto eccezion fatta per qualche battaglia particolarmente intensa. Oltre a questo c'è anche il fatto che le città coloniali dell'epoca come New York e Boston non erano altro che una distesa di case di legno tutte simili tra loro, al punto che le differenze tra le due città sono quasi impercettibili. Insomma, setting storico e location cittadine non riescono a convincere. Meno male che c'è la Frontiera!

Storia di Desmond narrata frettolosamente

- Nonostante il gioco non duri certo poco, trovo che gli sviluppatori abbiano speso fin troppo tempo nel narrare le vicende di Connor legate alla guerra civile ed alla sua lotta contro i Templari rispetto invece alla storia che si svolge parallelamente ai giorni nostri, liquidata in troppo poche sequenze. Anche le missioni di Desmond, molto ben realizzate, si contano sulle dita di una mano e risultano piuttosto cortine: per essere il gioco che porta al culmine questi eventi, mi aspettavo che ricevessero una maggior attenzione seppur, come ho già detto, le rivelazioni fatte ed il finale stesso risultano sicuramente molto soddisfacenti.

Quelle imperfezioni che saltano all'occhio

- Assassin's Creed III è un gioco ambizioso, introduce molte novità e migliora finalmente la grafica, ma presenta alcune imperfezioni che mi hanno fatto storcere il naso e che non mi sarei aspettato da una produzione di questa caratura. Tra queste cito alcuni inseguimenti estremamente frustranti che sono riuscito a portare a termine solo dopo numerosi tentativi e, in un caso, dopo aver riavviato il capitolo perché il fuggitivo sembrava impossibile da raggiungere, oppure il volume di alcuni dialoghi, talmente basso da costringermi ad attivare i sottotitoli per tutto il gioco in modo da non perdermi le conversazioni. Una piccola cosa ma che salta all'occhio è poi la traduzione sull'interfaccia di "hang", ossia "aggrappati", con il termine "impicca" che ovviamente significa tutt'altro: possibile che in fase di pre-rilascio nessun tester italiano se ne sia accorto segnalando l'errore? Insomma, problemi magari minori ma che non ci si aspetta da un titolo così importante.

Platforming ridimensionato

- Anche se le sessioni di corsa acrobatica non mancano di certo, personalmente ho sentito la mancanza di quelle fasi di platforming puro, che rappresentavano talvolta dei veri e propri enigmi alla Prince of Persia, degli episodi precedenti. Probabilmente anche questo è dovuto al setting che non presenta architetture adatte allo scopo.

Tiriamo le somme

Assassin's Creed III soddisfa appieno le aspettative dei fan non solo concludendo in maniera soddisfacente molte delle trame aperte finora ma introducendo anche interessanti e talvolta spettacolari novità che vanno a variare la già ricchissima offerta di gioco. La narrazione presta purtroppo il fianco a qualche critica e soprattutto l'ambientazione storica in cui si muove Connor potrebbe non esaltarvi troppo rispetto ai fasti di AC II e Brotherhood, ma è indubbio che si tratti di un titolo imperdibile per i fan della serie Ubisoft, compresi coloro che non avevano gradito troppo le ultime iterazioni annuali. 9.0

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L'autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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