MondoXbox

Live your
passion!

Bloodforge

Recensione - Bloodforge

Climax ci trasporta in un mondo dominato dall’ira degli dei in cui un solo uomo, chiamato da essi il “Distruttore”, è destinato a cambiare radicalmente il mondo a suon di sanguinose e feroci battaglie. Scopriamo insieme i pregi e i difetti di Bloodforge, particolare produzione di Climax per Live Arcade dal concept old-school e un’atmosfera diversa dal solito.

Il Gioco

La storia di Bloodforge ha inizio quando il nostro eroe, Crom, sta per fare ritorno a casa; all’improvviso perde le sue forze e riceve una visione divina in cui viene proiettato il suo destino. Ciò che gli viene mostrato si avvererà pochi istanti dopo, con dei nemici alle porte del villaggio in cui abita il protagonista. Da questo momento in poi inizieremo ad affrontare i nostri avversari, uomini simili a noi che indossano particolari maschere e costumi tribali. Fin dall’inizio il gioco ci insegna le principali mosse di combattimento e le combo più potenti: con la pressione del tasto X possiamo sferrare una serie di colpi a raffica che in poco tempo indeboliranno l’avversario mentre con il tasto Y possiamo effettuare delle mosse molto più potenti che sono in grado di uccidere i nemici di rango più basso anche con soli 3-4 colpi. Il tasto A, che ci permette di saltare, può essere combinato con i due precedenti tasti per dar vita a degli attacchi stordenti che capaci di colpire contemporaneamente gli avversari più vicini; il tasto B è esclusivamente riservato all’Arco, fondamentale nelle situazioni in cui è meglio stare alla larga dall’avversario che ci si pone davanti. Oltre alle normali mosse di combattimento non poteva mancare nemmeno l’elemento difensivo, e così per evadere gli attacchi nemici ci basterà premere il tasto LT unito al direzionale.

Ogni volta che uccideremo un nemico, specialmente con esecuzioni estreme e con raffiche rapide e durature, otterremo una preziosa quantità di sangue che potremo utilizzare per attivare la modalità Berserk: questo particolare stato di follia, attivato alla pressione contemporanea dei tasti RB e LB, ci permette di moltiplicare i danni e il sangue ottenuto dai nemici rivelandosi particolarmente utile per le orde e per i mini-boss. Il gioco non è unicamente composto da combattimenti con armi tradizionali, ma anche da battaglie con elementi magici, specialmente nei livelli più avanzati: non tutti gli déi sono contrari alle nostre azioni e potremo ottenere il loro aiuto attraverso gli Altari di Rune che ci forniscono dei particolari poteri divini, utili nei momenti più concitati per bloccare i nemici premendo il tasto RB. Un elemento importante per andare avanti nel nostro cammino è infine la salute, che potremo rigenerare trovando sparsi per l’ambientazione dei bonus salute capaci di guarirci parzialmente: gestire le nostre risorse dopo ogni combattimento è importante perché non si verrà avvisati in caso di una boss battle o di un’ondata di scontri imminenti.

La campagna single player offre diverse ore di gioco e livelli strutturati in diverse terre, ognuna con un boss finale comandato dagli déi che ci remano contro: nel corso delle nostre scampagnate, se connessi ad Xbox Live, verranno registrati i ranking di tutte le nostre battaglie (alla fine di ogni scontro importante ci viene assegnato un voto che sta ad indicare il nostro livello di abilità) e i nostri amici potranno affrontarci in dei Duelli di Sangue: sostanzialmente si tratta di un confronto indiretto in cui dobbiamo eguagliare o superare il ranking e il livello di sangue versato dell’amico scelto per il duello. Oltre ai duelli sono presenti delle Sfide in cui dovremo affrontare diverse ondate di nemici e in cui possiamo personalizzare diverse impostazioni (come il danno dei nemici, il livello di sangue ottenuto, esplosioni ed altri elementi); inoltre, qui potremo scegliere di confrontarci ancora una volta con un nostro amico battendo il suo livello di sfida.

Amore

Che bello ammazzare!

- In Bloodforge troverete infiniti modi di uccidere il nemico con le diverse combo a disposizione e le tre armi che si possono raccogliere nel corso del gioco (uno spadone, un martello gigante e due artigli d’ossa): vedere le brutali esecuzioni a schermo insieme al sangue in gran quantità lasciato dai nemici è una gioia per gli amanti del genere splatter. Un live arcade che sicuramente può rappresentare un buon metodo di sfogo, sebbene più si progredirà più il livello di difficoltà aumenterà.

Storia a tinte forti

- Fin dall’inizio la storia ci presenta azioni violente e atmosfere macabre con grande utilizzo del sangue come elemento principale delle meccaniche di gioco. Per l’attivazione della modalità Berserk, ad esempio, sarà necessario nutrirsi del sangue dei nemici e da alcune pozze gigantesche già riempite precedentemente di sangue. Tutto ciò restituisce al gioco un’atmosfera differente da tutti gli altri titoli del genere, con una palette cromatica che si concentra sui chiari e sugli scuri tralasciando colori più naturali: è come se si stesse vivendo una sorta di sogno-incubo, fatto che già si intuisce dai primi minuti del titolo.

Design dei nemici

- Bloodforge offre diverse tipologie di nemici, ognuno con le proprie peculiarità, difficoltà, armi e stazza. Durante i vari scontri, queste tipologie vengono ben mescolate restituendo un’esperienza appagante ma anche difficile. Il loro aspetto e le loro maschere uniche regalano al gioco un tocco tribale, rendendo bene il background narrativo dello scontro uomo contro déi e contribuendo all’arricchimento di quella particolare atmosfera menzionata precedentemente.

Odio

Bonus salute, dove sei?

- Uno dei difetti che rende l’esperienza di gioco decisamente frustrante è la collocazione dei bonus salute a partire dai livelli successivi alla prima introduzione. Capita spesso volte di dover affrontare delle mini-boss battle con pochissima energia a disposizione e questo vi costringerà a ripetere i combattimenti fino a che non avrete trovato la giusta tattica per superare la battaglia.

Gestione dei salvataggi

- Gli sviluppatori hanno probabilmente scelto di rendere appositamente l’esperienza più difficile del previsto: a differenza di tutti gli altri giochi, qui non è possibile selezionare vecchi salvataggi per evitare di metterci ore in un combattimento per via di un equipaggiamento e di bonus poco adeguati. Bloodforge utilizza solo degli autosave realizzati al termine di ogni battaglia, senza alcuna possibilità di poter salvare manualmente o di caricare dei salvataggi precedenti. Questa scelta, nel mio caso, ha rischiato di non farmi proseguire oltre il primo boss a causa della scarsa salute che avevo a disposizione, costringendomi a provare tutte le tattiche per 40 minuti finché non sono riuscito a sconfiggerlo.

Controlli da rivedere

- Spesso il gioco non riesce ad interpretare correttamente i nostri comandi relativi alla difesa: mentre nel combattimento fila tutto liscio, i salti e le evasioni sembrano riportare alcuni problemi visto che i nostri avversari, specialmente quelli più grossi, riusciranno comunque a prenderci senza problemi. Unendo questo difetto alla scarsa salute a disposizione, alcuni scontri si rivelano veramente troppo lunghi e ostici.

Un gioco per sadici

- Se la storia sembra essere ambientata in una sorta di incubo, quello vero lo vivono i giocatori che, senza saperlo, andranno a vivere un’esperienza dove frustrazione, sadismo e disperazione la fanno da padrone, soprattutto ai livelli più avanzati. Oltre ai bonus salute rarissimi e agli autosave selvaggi, per il giocatore non ci sarà un attimo di respiro con scontri in serie numerosi e ostici.

Tiriamo le somme

Bloodforge è un gioco non adatto a tutti: a partire dalle sue forti caratteristiche splatter all’utilizzo del sangue come elemento primario dell’esperienza di gioco, senza contare la difficoltà degli scontri e la rarità dei bonus salute che rendono il tutto molto più difficile e frustrante. È un gioco particolare che può abbracciare solo una piccola nicchia, ma i suoi difetti, come la gestione dei salvataggi e i controlli imprecisi, travolgono anche gli amanti del genere. Con uno sviluppo più approfondito del concept di gioco e con una maggior cura delle meccaniche, la produzione Climax poteva diventare un’altra delle piccole perle del panorama arcade. Chi ama i combattimenti frenetici ed altamente impegnativi, oltre allo stile violento e sanguinolento, potrà trovare un buon titolo. 7.0

c Commenti (21)


L'autore

Dopo aver iniziato a bruciare la Play con Crash Bandicot, ha poi saltato una generazione intera di console. L'incontro con la 360 avviene nel 2007 a San Marino, nel tentativo di evadere un po' di tasse. La sua folle passione per Gears of War lo porta ad entrare in MX e a sognare un giorno di lavorare per Epic Games, per i quali è già diventato moderatore del forum ufficiale.

c

Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
Caricamento commenti...