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Halo: Combat Evolved Anniversary

Recensione - Halo: Combat Evolved Anniversary

Dopo dieci anni, il testimone è passato di mano. Bungie, responsabile della nascita di Halo, ha lasciato la serie nelle mani di 343 Industries, studio creato ad hoc per espandere e arricchire l’universo di Master Chief & Co. E 343, per festeggiare il 10° anniversario della saga, ha pensato bene di ricordarci la bellezza del primo gioco della serie con Halo: Combat Evolved Anniversary, oggetto di questa recensione.

Il Gioco

Anno 2552, l’umanità è spossata da una guerra contro un’alleanza di razze aliene che dura da quasi trent’anni. Il problema è che il nemico, conosciuto come Covenant, non ha che un solo obiettivo: la distruzione completa della razza umana; difficile quindi battere le strade della diplomazia. La storia di Halo: Combat Evolved Anniversary inizia il 30 agosto dello stesso anno, quando il Covenant distruggendo una colonia dopo l’altra, raggiunge il pianeta Reach, roccaforte militare e punto nevralgico della resistenza umana. E’ un massacro e in pochi riescono a fuggire dal campo di battaglia. Fra questi c’è la nave Pillar of Autumn, preparata per una missione in grado di cambiare il destino della guerra ma trovatasi coinvolta nello scontro nell’orbita di Reach. La fuga attraverso delle coordinate iper-spaziali random permette al capitano della nave, Keyes, di salvare il suo equipaggio e, cosa più importante, l’IA di bordo, Cortana, che se catturata fornirebbe al nemico un’immensa banda dati, posizione della Terra compresa. All’uscita del viaggio iper-luce il manipolo di sopravvissuti si trova però di fronte ad un costrutto artificiale a forma di anello, di dimensioni colossali. La cosa più sconvolgente è che la superfice interna dell’anello è provvista di atmosfera, vegetazione, acqua e tutto ciò che serve per il sostentamento della vita. Nel tentativo di scappare ancora una volta dal nemico, che è riuscito a seguire la nave, Keyes pratica un atterraggio di fortuna sull’anello mentre Master Chief lascia la nave portando Cortana con sé. E qui comincia Halo.

Ovviamente in molti conoscono già questa storia visto il grande successo del primo Halo; sia gli amanti della serie che chi non aveva mai provato il gioco sulla prima Xbox, hanno con Halo: Combat Evolved Anniversary la possibilità di giocarlo in una rinnovata veste grafica grazie al lavoro fatto da 343 Industries, espandendo al contempo le proprie conoscenze sull’universo di Halo tramite i terminali e la Biblioteca (feature utilizzabile solo dai possessori di Kinect) e di giocare su Xbox Live sia la co-op a due giocatori che il multiplayer competitivo con il remake delle mappe originali, utilizzabili nel primo gioco solamente a schermo condiviso o in System Link. Ci vuole comunque poco per capire che lo sforzo compiuto da 343 Industries è qualcosa di considerevole, ma soprattutto ci si ritrova presto meravigliati dal fatto che, nonostante si tratti "solo" di un remake grafico, Halo: Combat Evolved Anniversary è un titolo in grado di rivaleggiare con molti FPS usciti negli ultimi due anni, nonostante sotto il cofano ci sia ancora il gioco di 10 anni fa.

Amore

Bellissimo, di nuovo

- Il cavallo di battaglia di Microsoft e 343 Industries per Halo: Combat Evolved Anniversary è la nuova, sontuosa veste grafica. Il lavoro fatto non è stato una semplice trasposizione in alta definizione delle texture originali, ma si tratta di un vero e proprio redesign dell'intero mondo di gioco, con nuove geometrie e textures che vanno a rimpiazzare i precedenti modelli poligonali. Questo cambiamento ha avuto due piacevoli conseguenze, paradossalmente contrastanti, ma che riescono a convivere benissimo insieme. Da un lato Halo: Combat Evolved Anniversary è una gioia per gli occhi, i paesaggi visti nel primo Halo sono stati ricreati con l’esperienza di stile e design formatasi lungo questi dieci anni di saga dando, se possibile, un’atmosfera ancora più “halesca” al titolo che è all’origine di tutto. L’altro aspetto è più particolare, forse meno condivisibile. Potendo, tramite la pressione del tasto back, passare in ogni momento al motore grafico originale, il confronto è inevitabile (io stesso ho impiegato il doppio del tempo per finire la prima missione in quanto passavo continuamente da una all'altra grafica) e, nonostante sia chiaro che un gioco di 10 anni fa non può minimamente competere con gli standard visivi attuali, è altrettanto palese quanto stile e bravura caratterizzarono il lavoro compiuto da Bungie.

Oggi come allora

- 343 Industries ha messo mano al motore grafico, ha aggiunto qualche extra interessante (di cui vi parlo più avanti) ma per quanto riguarda la Campagna non ha toccato null’altro. E’ piacevole quindi, pad alla mano, scoprire che la formula usata in Halo: Combat Evolved è ancora godibilissima ad oggi. Intelligenza artificiale, meccaniche di gioco, sonoro (anche se c’è da dire che la colonna sonora è stata rimasterizzata per l’occasione ed è possibile dal menu di gioco scegliere con quale giocare) e tutti gli elementi che non sono grafica sono rimasti inalterati e, dopo dieci anni, dimostrano ancora una volta l’elevatissima qualità del gioco alfiere di Xbox. Halo: Combat Evolved Anniversary è in grado di fornire un’esperienza divertente con poche, pochissime sbavature, che può rivaleggiare con tanti titoli recenti, nonostante si appoggi per la maggior parte su un titolo del 2001. Questo rende merito sicuramente al gioco, ma ancor di più a suo “padre”.

Contenuti aggiuntivi: un database in espansione

- In Halo: Combat Evolved Anniversary è possibile trovare dei terminali, uno per livello, contenenti nuove succose informazioni e rivelazioni sull’universo creato intorno ad Halo. Si tratta di una novità inserita nel gioco da 343 Industries, non presente nel titolo originale. Una volta trovati sarà possibile consultarli sia in gioco che nel menu Extra e mostrano degli interessanti filmati che narrano e svelano retroscena riguardanti la costruzione degli anelli, la civiltà dei Precursori e altro ancora. Si tratta di un’aggiunta considerevole sia per il fatto che offrono nuove informazioni agli appassionati sia perché, a detta degli sviluppatori, sono in grado di fornire materiale interessante in vista di Halo 4. Oltre a questo, è possibile consultare la Biblioteca, funzione raggiungibile dal menu di gioco che necessità però del Kinect. Si tratta di una banca dati dove consultare informazioni su diversi elementi della saga reperibili durante la Campagna: dopo aver puntato un oggetto con il mirino e pronunciato il comando vocale "Analizza", le informazioni sull’oggetto vengono immagazzinate, appunto, nella Biblioteca. Si tratta di una funzione sicuramente intrigante per chi è assetato si conoscenza riguardo il mondo e lo stile di Halo.

Multiplayer per nostalgici

- La differenza più grande di Halo: Combat Evolved Anniversary con il gioco oribinale è nel comparto multiplayer. Le sette mappe presenti in Halo: Combat Evolved sono state rifatte, in alcuni case ingrandite, per permettere ai giocatori di sfidarsi sul Live. Ad affiancare queste nuove arene di gioco sono state inserite nel multiplayer di Halo Reach delle modalità che puntano a riportare le meccaniche di gioco indietro di qualche anno, quando non c’erano ancora le abilità come lo scatto, il jetpack o gli equipaggiamenti utilizzati per Halo 3. Insomma, un ritorno alle origini o quasi. Ma perché è saltato fuori il nome di Halo Reach? Perché la componente multiplayer di Halo: Combat Evolved Anniversary si poggia sul lavoro fatto per l’ultimo capitolo della saga sviluppato da Bungie. Infatti i due giochi sono in un certo senso collegati: Halo: Combat Evolved Anniversary ha il menu della sezione multiplayer che è in tutto e per tutto quello di Halo Reach, mentre quest’ultimo offre ai giocatori la possibilità di scaricare le sette mappe Anniversary come DLC, così che i giocatori che vogliono goderne non sono costretti ad acquistare Halo: Combat Evolved Anniversary. Il tutto fa si che i due giochi siano compatibili a livello di multiplayer permettendo a chi ha uno solo dei due titoli di giocare con chi possiede l’altro. E’ stata inserita inoltre una nuova mappa per Sparatoria con una chicca molto interessante: durante gli scontri sarà possibile ricevere Marines e ODST gestiti dalla IA come supporto extra per affrontare le ondate di Covenant sempre più cattive e desiderose del nostro sangue.

Odio

Piccole incertezze di un gioco con i suoi anni sulle spalle

- C’è veramente poco da criticare di Halo: Combat Evolved Anniversary, e quel che c'è deriva dal fatto che è comunque il remake di un titolo con dieci anni sulle spalle, come le animazioni non elaborate e complesse come quelle a cui siamo ormai abituati o la struttura dei livelli "copia-incolla" con molte parti ripetute ciclicamente soprattutto nella seconda metà della storia. Per quanto riguarda strettamente il lavoro svolto da 343 Industries c’è da segnalare il fatto che forse il motore grafico, o meglio, l’avvicendamento di due motori che lavorano insieme, non è gestito con estrema scioltezza come si diceva. Ogni tanto ci sono degli attimi, dei piccoli scatti che mettono in risalto il fatto che il motore non sia ottimizzatissimo.

Problemi di connessione in co-op

- Da segnalare un vistoso lag nelle fasi cooperative tramite Live, con il gioco che ogni tanto scatta e arranca per sincronizzare la connessione tra i due giocatori. Non so se si trattasse di probelmi momentanei dovuti alla connessione mia o dell'altro giocatore, ma non ho notato in cooperativa la stessa scioltezza del multiplayer competitivo, che invece risulta molto efficiente.

Tiriamo le somme

Quella offerta da 343 Industries è un’occasione imperdibile - vista anche l'ottima scelta di venderlo a prezzo economico - per chi ha scoperto Halo solo con gli episodi usciti su Xbox 360, perdendosi il gioco che ha dato inizio a tutto. In questi mesi in cui remake e operazioni nostalgia in HD sembrano la moda del momento, Halo: Combat Evolved Anniversary si piazza sicuramente sul gradino più alto di un immaginario podio vista la qualità con cui è stato svolto il lavoro. I pochi difetti riscontrabili sono dovuti ad una precisa scelta di non stravolgere le meccaniche del gioco originale e non riescono minimamente ad intaccare la bellezza dell’esperienza offerta dal gioco. I fan accaniti della saga, invece, possono vedere il gioco come un metro di misura per valutare la dedizione con cui il nuovo team lavora alla saga, oltre che ad un'occasione per espandere la propria conoscenza sull'universo creato da Bungie. 9.0

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L'autore

Un giorno qualcuno gli disse che c'erano altri giochi oltre Age of Empire. Da quel momento è alla ricerca dell'esperienza definitiva, molti sostengono faccia apposta a non trovarla per poter continuare a giocare. Convinto sostenitore de "il voto non fa il gioco", scrive su diversi siti, un paio addirittura creati da lui. Un giorno scomparira nel nulla in un vortice di gameplay, o impazzito scenderà in strada urlando di minacce a New York e brandendo una spada immaginaria.

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