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Hunted: La Nascita del Demone

Recensione - Hunted: La Nascita del Demone

Quest’autunno sarà certamente uno dei più caldi degli ultimi anni per noi videogiocatori, con titoli di gran blasone pronti ad attenderci per sottrarre molte ore del nostro prezioso tempo libero. Ma che fare nell’attesa? Come ingannare il tempo in compagnia delle nostre console? Hunted: La Nascita del Demone arriva in aiuto degli appassionati di azione fantasy per regalarci qualche ora di divertimento, magari in co-op: scopritene con noi le caratteristiche.

Il Gioco

Sviluppato da Inxile Enterteinment e distribuito da Bethesda, Hunted: La Nascita del Demone è un action game ambientato in un universo fantasy caratterizzato da tinte decisamente cupe. I protagonisti dell’avventura sono una coppia di mercenari in cerca di gloria e ricchezze, pronti ad affrontare qualsiasi creatura si celi nell’oscurità di dungeon o nel fitto delle foreste per guadagnare qualche moneta d’oro. La coppia di eroi appare sin da subito molto ben caratterizzata: il possente guerriero umano Caddoc sotto l’aspetto imponente e minaccioso nasconde un temperamento prudente e calcolatore, tratti che contrastano nettamente con l’esuberanza e l’impulsività dell’elfa E’lara, sempre pronta a gettarsi a capofitto nelle battaglie. Oltre a queste differenze caratteriali, i due personaggi sono profondamente dissimili anche per ciò che concerne le loro attitudini belliche. Come da tradizione della propria razza, E’lara vanta una destrezza nell’uso delle armi a distanza che la rendono una arciera letale, in grado di scagliare frecce con precisione chirurgica e con una velocità sorprendente. Caddoc è invece un guerriero da mischia nudo e crudo, in grado di infliggere enormi danni a breve distanza grazie alla propria forza fisica. Entrambi i personaggi possono comunque impugnare armi da corta o lunga distanza, ma appaiono decisamente più avvantaggiati negli scontri qualora si cimentino nella loro specialità primaria. Durante gli scontri a breve distanza risulta fondamentale padroneggiare bene l’utilizzo dello scudo: parare è essenziale, in quanto gli attacchi nemici infliggono danni piuttosto ingenti ed nell’affrontare gruppi di nemici anche di basso livello occorre utilizzare molta accortezza. In alcune circostanze il gameplay ricorda piuttosto da vicino quello visto in Gears of War, da cui il gioco prende in prestito il sistema di copertura, fondamentale soprattutto quando si affrontano molti nemici equipaggiati con archi o balestre.

La cooperazione tra i due eroi è fondamentale in Hunted: La Nascita del Demone, ed il gameplay è strutturato proprio in modo da incentivare ed enfatizzare questo aspetto sia che si giochi da soli, sia che si collabori con un amico sulla stessa console o via Xbox Live. Entrambi i personaggi riescono a padroneggiare diverse arti magiche e possono lanciare ad esempio incantesimi basati sul fuoco e sul fulmine; tali magie possono essere lanciate sul nemico, causando danni diretti, o sul proprio partner, caricandolo con quell’elemento e consentendogli di infliggere molti più danni che normalmente. Anche altri incantesimi possono essere utilizzati in combinazione tra i due personaggi: Caddoc dispone di un potere in grado di far levitare i nemici, e combinando questa capacità con le frecce di ghiaccio di E’lara si riescono ad eliminare molti nemici contemporaneamente, congelandoli in aria per poi vederli andare in frantumi nella loro ricaduta al suolo.

Oltre all’aspetto legato agli scontri, durante l’avventura siamo chiamati anche a risolvere alcuni semplici enigmi, risolvendo i quali veniamo ricompensati, ad esempio, con armamenti speciali. Va comunque sottolineato che questi enigmi sono molto elementari e non costituiscono parte fondamentale del gameplay, ma sono comunque utili a variare un po’ il ritmo di gioco.

Amore

Il classico non è mai fuori moda

- Nonostante non apporti molte innovazioni nel proprio genere e non stupisca dal punto di vista tecnico, Hunted: La Nascita del Demone riesce a divertire grazie ad una formula molto semplice che mette subito a proprio agio il giocatore, consentendogli di padroneggiare ogni aspetto del gioco in breve tempo. Il sistema di combattimento è molto semplice, ridotto all’osso oserei dire, vantando unicamente due attacchi in mischia, uno veloce l’altro potente, gli attacchi “long-ranged” e una sparuta quantità di magie ed abilità speciali, ma nonostante ciò gli scontri risultano piuttosto divertenti e gratificanti.

Dual destruction

- Hunted: La Nascita del Demone è un titolo pensato per un uso multiplayer, ed in tale modo va goduto. Che si decida di farlo on-line, in split screen o system link, questo action game dà il meglio di sé se giocato in compagnia e vi garantisco che il mettere in piedi strategie di combattimento assieme ad un compagno d’avventura reale conferisce al gioco una profondità completamente diversa rispetto al gioco in compagnia dell'IA.

Sonoro

- Hunted: La Nascita del Demone propone una colonna sonora a mio avviso molto azzeccata, epica al punto giusto ed in grado di sottolineare in maniera molto efficace determinate fasi di gioco senza risultare in alcun caso troppo invadente o fuori luogo, così come i suoni ambientali, gradevoli e ben realizzati. Purtroppo non posso invece valutare il doppiaggio in italiano, perchè ho testato una copia promozionale inglese: il doppiaggio in lingua originale si è rivelato ottimo, ma non posso esprimere un'opinione riguardo quello in italiano, presente nella versione che trovate nei negozi.

Caratterizzazione

- Molto positiva la caratterizzazione di Caddoc ed E’lara, le cui sfumature caratteriali vengono a galla man mano che si procede nell’avventura. I due personaggi appaiono molto credibili e in un certo senso capovolgono lo stereotipo del guerriero rude e senza paura e dell’elfo più “cerebrale” ed equilibrato. Molto, molto carini alcuni dialoghi tra i due, con E’lara che punzecchia spesso il compagno con battute sagaci e con l’uomo che risponde a tono, strappandoci qualche sorriso.

Odio

Grafica

- L’aspetto visivo, un po’ il biglietto da visita di un videogame, nel caso di Hunted: La Nascita del Demone non è certo dei più incoraggianti. Il poco dettaglio generale, la scarsa qualità di texture e di effetti luminosi uniti ad un troppo invadente aliasing conferiscono al titolo un look non proprio accattivante. Il buon design delle creature a noi ostili si scontra con la loro pochezza in termini di varietà, ed alcuni paesaggi sicuramente ispirati devono fare i conti con una tavolozza cromatica non completamente convincente.

Schermo condiviso

- Questa ha tanto l’aria di una feature inserita “in extremis”, tant’è vero che durante la scorsa GamesCom gli sviluppatori ne avevano smentito la presenza. In ogni caso certo è che la realizzazione di uno split-screen di questo tipo è sicuramente molto, molto insoddisfacente. L’area di gioco viene visualizzata in un formato 4/3 diviso a metà, con due bande nere laterali che sottraggono prezioso spazio alle immagini di gioco. Giocare in questa maniera, a meno di non disporre di un pannello di dimensioni ragguardevoli, appare poco funzionale e molto scomodo con la conseguenza che spesso si fatica a capire cosa accade sullo schermo. Davvero una leggerezza imperdonabile per un titolo che fa della co-op il proprio cavallo di battaglia.

I.A.: Idiozia Artificiale

- In precedenza sottolineavo l’importanza di cooperare con un amico per trarre il massimo divertimento dal titolo, ed è effettivamente così. Ma un altro buon motivo per voler giocare in compagnia è per evitare di dover sopportare l’indecente I.A. che muove il nostro partner. Gli aiuti ricevuti sono davvero minimi, soprattutto se parliamo di incantesimi: rarissime sono in infatti le volte in cui ci potenzia con magie e le poche volte in cui questo avviene spesso il terreno di gioco è già sgombro da qualsiasi nemico. Inoltre tante volte, in situazioni dove sarebbe preferibile utilizzare un approccio più cauto, avvalendosi magari delle coperture, lo vedremo gettarsi in avanti incurante dei danni subiti, con risultati spesso tragici.

Tiriamo le somme

Hunted: La Nascita del Demone è un titolo che, pur non eccellendo praticamente in alcun aspetto e presentando diverse ammaccature anche pesanti, riesce comunque a generare una discreta dose di divertimento se giocato in coppia. Un titolo che appare nel suo insieme un po’ grezzo, ma che riesce comunque a farsi giocare dall’inizio alla fine grazie anche ad una trama interessante e ad un gameplay semplice ma divertente. Se siete amanti del fantasy potreste volerlo provare, magari a prezzo ridotto. 6.5

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